“Noi abbiamo un modo molto semplice per far scontare la pena ad un’adultera: la frustiamo. Niente liti, niente avvocati, niente carcere. Quando la colpa di adulterio è accertata, la distendiamo su una panca, con i calzoni calati, e le facciamo il culo a strisce. Dopo, se vuole, il marito se la può riprendere, ma sono pochissimi a farlo.
Più gente c’è ad assistere, meglio è. Lei si vergognerà di più. E, poi, fa un male del diavolo! In base a ciò che ha deciso il giudice, o il capo villaggio a seconda dei casi, sono trenta o quaranta o perfino cento frustate. E la canna di bambù, credetemi, te lo scava per bene! In alcuni villaggi, so per certo, sono i mariti a frustare le fedifraghe e ci mettono astio, odio, livore perché sono stati traditi e messi alla berlina. Però, in rari casi esce sangue in maniera significativa. Ma ora tacete, arriva la principessa. Chinate il capo, non guardate!” .
Kim Li fece in modo che io piegassi la testa: nessuno doveva osare alzare lo sguardo sopra una principessa imperiale, anche se colpevole e in attesa di ricevere la giusta punizione per la sua colpa da adultera.
Il sole era alto nel cielo. Osai scrutare, per un attimo, sotto la larga tesa del cappello. Se mi avessero scoperto, mi avrebbero appeso per i testicoli sopra una fossa piena di serpenti, seduta stante. La principessa era tale fin nel midollo. Alta e altera, guardava le persone intorno come se fossero ciò che veramente erano: servi! Non avrebbe dato loro la soddisfazione di sentirla gridare.
Aveva ceduto al peccato, considerai, ma una qualche ragione l’aveva avuta. Il padre l’aveva fatta sposare ad un mandarino, di 40 anni più vecchio, e lei era una giovanetta appena sbocciata alla vita. Nonostante la sua bellezza, la principessa ricopriva il ruolo di terza moglie del mandarino, che la teneva sempre rinchiusa in casa, sorvegliata dagli eunuchi e dai servi. Ma uno di questi non era affatto un eunuco, anzi…un bel giovane aitante. La scintilla scoccò fra i due ed accese la passione, come la pietra focaia accende la paglia secca. Furono scoperti, purtroppo. Il padre imperatore non si poteva far criticare dai sudditi: sarebbe stato il genero, il marito della sua terza figlia della sua nona concubina, a stabilire la pena. Cinquanta frustate, decise il mandarino, ferito nell’onore.
Ah, l’amante diventò eunuco per davvero, nel modo che vi ho descritto prima.
La curiosità era troppa, in me. Siccome ero il più alto fra i presenti, ero ben visibile alle guardie e agli eunuchi. Ma avrebbero osato punire in simile atroce maniera un suddito di Victoria? Beh, si vive una volta sola! Alzai appena gli occhi.
La principessa aveva indosso soltanto una leggera camicia ed un paio di pantaloni scuri. Si sdraiò da sola, sulla panca. Due eunuchi, esperti, le fecero passare una corda intorno ai fianchi e alle caviglie, legandole con un nodo sotto la panca; le braccia e le mani erano rimaste libere. Il momento culminante fu quando l’eunuco capo, un uomo-diciamo così- alto e grasso, le abbassò i pantaloni. Che visione paradisiaca: quel giovane riscosse tutta la mia ammirazione, a posteriori. Il capo eunuco si bilanciò bene sulle sue gambe enormi. La bacchetta che aveva in mano era lunga ma non sembrava particolarmente grossa, forse in considerazione del rango della colpevole. Kim Li mi tirò per la tunica, per farmi tornare ad abbassare la testa. Lo feci. Quel che c’era da vedere, lo avevo visto!
Udii il sibilo, udii il tonfo della canna che colpiva la carne, non sentii alcun lamento uscire dalla bocca della principessa. L’eunuco glieli dava con lentezza, contavo mentalmente fino a tre o a quattro tra una frustata e l’altra. Il rumore giungeva distinto alle mie orecchie, perché nessuno degli astanti osava neppure fiatare. Durò parecchio. E, verso la fine, risuonarono anche i lamenti della principessa: strazianti. All’improvviso, tutto tacque. La mano di Kim Li mi fermò un attimo prima che io alzassi la testa. Le guardie ci stavano fissando.
Qualche minuto, non tanti, ed il gong risuonò: tre volte. Potevamo guardare. La panca era vuota, anzi due eunuchi stavano già sollevandola per portarla via. Della principessa, nessuna traccia.
Kim Li mi disse che potevano andarcene, si avviò a passo svelto. Anch’io. Appena fummo fuori dal portone del palazzo, mi trascinò dentro un androne e mi abbracciò appassionatamente.
Dallas sculaccia forte
Pubblicato lunedì, 20 maggio, 2013 Categoria Filmati
Il video di oggi è tratto da un sito che a me piace davvero tantissimo e che si intitola Dallas Spank Hard. Vi consiglio di guardarlo tutto, mi piace molto lo sculacciatore e anche la donna è la mia preferita tra le attrici del sito, sa ricevere la punizione dandole la giusta enfasi. E poi ha un culetto che sembra fatto apposta per essere sculacciato: clicca qui per vedere il video. Qui sotto una foto che illustra i risultati della punizione.
La firma falsa, parte 1
Pubblicato domenica, 19 maggio, 2013 Categoria Racconti
Oggi pubblico un altro bellissimo racconto di Alternativa1990.
Eccomi ancora qui!
Oggi vi racconteró un’esperienza che avrei voluto tranquillamente fare a meno di vivere.
13 maggio 2012, scuola superiore xxxxxx 4° anno,da me frequentata e pure da mia mamma dato che era diventata l’anno prima la vicepreside.
Ultime verifiche ed interrogazioni prima degli scrutigni finali.
Oggi c’era l’ultima verifica di storia di tutto l’anno, materia da me peraltro odiata.
Era importantissima perchè decideva il voto della media totale e che sarebbe figurato sulla pagella di fine anno.
Ore 8.40, suona la campana e tutti entriamo.
Siamo abbastanza agitati ma carichi per affrontarla.
Mia mamma quel giorno aveva dei problemi da sbrigare fuori città e non sarebbe venuta a scuola in tutto il giorno.(menomale era un’ansia vederla tutto il giorno,tutti i giorni).
A farci la verifica era la nostra prof di storia e geografia.
Era abbastanza severa ed una cosa odiava: vedere copiare tra di noi.
Sistemiamo i banchi in fila perfettamente indiana da 5 per fila e sistemiamo gli zaini in fondo alla stanza,ci sediamo e poi la prof inizia a fare il giro per consegnare la verifiche.
“Ragazzi sapete come funziona, al mio via girate il foglio, avete 1 ora di tempo per completare il test e soprattutto non vi voglio vedere copiare e non voglio sentire una mosca volare.”
” si prof” ripetiamo noi in coro.
“Allora 3-2-1 girate, via e buon lavoro”.
Giro il foglio e leggo le prime domande, assurde!!!! Ma che cavolo avevo studiato e che cavolo erano ste domande??? Aiutooooo panico totale.
Stefy calmati altrimenti non finisci piu!
Continuavo a ripetermi questa frase anche perchè sapevo che era importantissima e sapevo anche che se la cannavo mamma non me l’avrebbe fatta passare liscia, mi avrebbe sculacciato a vita!
Passano 10 minuti, rispondo alle domande che ricordavo e poi mi blocco nuovamente, allora cerco di chiamare mia cugina per farmi suggerire…
“Angela…. Psssss…. Angela aiutami ti prego.”
“Ehi laggiù che succede???? Eh??? Stefania come al solito sei tu che parli, portami il diario e continua immediatamente il compito senza fiatare!”
Uffa, quella ce l’aveva sempre avuta su con me e doveva sempre umiliarmi a fare la sfilata per portare il diario sulla cattedra come se fosse un avvertimento….
Passano 20 minuti ed io sono ancora più nel panico di prima allora, senza far rumore, prendo la carta della cicca dalla tasca e scrivo a mia cugina di passarmi qualche risposta, non potevo permettermi di prendere un brutto voto e dovevo fare di tutto!
Oramai era chiaro come la luce del sole che non avevo studiato quindi dovevo trovare un’alternativa!
Scritto cio che mi serviva lancio il bigliettino.
“ehiii psss te l’ho lanciato rispondimi”
“ok”
andiamo avanti a fare questi scambiotti per un paio di volte ed alla terza le lancio l’ultimo bilietto che per mia sfortuna cade proprio vicino al piede della prof…..
“E questo??? Eh????? Chi è stato a lanciarlo??? Voglio una risposta subito!”
Silenzio tombale.
“Allora?????????” Ha urlato.
“Bene non volete dirmi chi è stato? Allora ora finite il compito, poi controllo la calligrafia del bigliettino con i vostri compiti e vedrete che il colpevole uscirà fuori, poi andrete a mangiare ed inoltre vi tolgo 10 minuti dal compito! Mi sono spiegata? O c’è qualcuno che ha qualcosa da dire? Nessuno?? Bene ve la siete cercata voi!
Vi restano 7 minuti!”
Aiuto 7 minuti allora cerco di pensare alle lezione e a qualche risposta da dare ma ormai è tardi e poi la cazzata si scoprirà subito che l’ho fatta io, la mia scrittura è molto riconoscibile!
Bene sono fritta!
“Ragazzi il tempo è scaduto! Consegnate i fogli e tornate seduti e zitti al banco.”
Abbiamo consegnato tutti il compito e la prof ha iniziato a confrontare le verifiche con il biglietto, quando ad un certo punto ha esclamato….
“Lo sapevo è sempre lei”
Ecco e la frittata è fatta!
“Bene ragazzi potete andare tutti tranne…….. STEFANIA!”
Si è levato un brusio immenso di voci dei miei compagni.
“Ecco è sempre lei, la solita a far casino…ci ha anche fatto finire prima il compito e se prendo un brutto voto mi incazzo!”
E via discorrendo…….
“ragazzi andate pure ci vediamo domani”
Perfetto ora mi sono giocata l’anno, ma perchè non penso mai alle conseguenze prima di fare certe azioni?
“Stefania avvicinati alla cattedra! Allora si puó sapere perchè diavolo non hai studiato? Eh? Lo sapevi che era importantissima questa verifica no?”
“Si ma io prof ho sbagliato a studiare…”(cercavo di accampare scuse….. Inutili..)
“Smettila di dire castronerie! Sei stata una disgraziata ed ora ne pagherai le conseguenze con chi di dovere. Ora ti becchi una bella nota sul diario che dovrai portare domani firmata da tua mamma ci siamo capite?”
“No la prego mi metta 2, mi metta quella sul registro ma quella sul diario no la prego”
“Mi dispiace te la sei voluta tu. Ora vai e ci vediamo domani”
Aiutoooooo ed ora che faccio? Mica posso farla vedere a mamma mi uccide seduta stante, devo pensare a qualcos’altro e mentre mi accingevo ad andare a mangiare mi si avvicina Angela(mia cugina).
“Allora???”
“Eh allora, nota sul diario da far firmare a mamma che stavolta me le da a più finire. Devo trovare una soluzione”
“Ma non ti conviene accettare la cazzata che hai fatto? Prenderle e basta che andare ad imbarcarti in altre bugie che poi saltano sempre fuori?”
“Ma sei matta? Quella me le da con il frustino o con il “cane” sulla pelle nuda, non hai idea di che male faccia!!!!”
“Beh fai come vuoi ed esattamente cos’hai in mente?”
“Falsifico la firma, tanto domani mamma arriva più tardi della prof e la nota firmata gliela faccio vedere subito e dopo quella se ne va e non vede mamma così non le puó chiedere niente e mamma non puó confermare che lei l’ha firmata sul serio….. Capito? Geniale!”
“Bah sarà….”
“Vedrai funzionerà” ed invece come tutte le cose che penso non ha funzionato un bel niente!
Il pomeriggio torno a casa,mamma non era ancora rientrata e così ho avuto il tempo di esercitarmi con la firma falsa.
Dopo un’oretta sento aprirsi il garage e quindi metto via tutto di corsa.
Sale mamma che mi chiede come era andata la verifica e poi scende a preparare la cena.
Mangiamo tranquille,saluto mamma,le auguro la buonanotte e dopo mi fiondo di nuovo su in camera a finire il capolavoro.
Alle tante riesco a farne una praticamente perfetta e decido di inciderla a penna sulla nota.
Finisco di mettere a posto, preparo lo zaino e mi metto il pigiama.
Mi infioppo nel letto e dopo 10 minuti già sto sono nel mondo dei sogni.
La mattina seguente mi trovo con Angela all’ingresso della scuola per farle vedere le firma.
“Ada qua ti piace o no? È uguale!!!”
“Beh in effetti è uguale! Brava Stefy”
“Bene sono pronta ad affrontare il destino( avverso come sempre)”
Entriamo in classe e la prof di storia era nella 3 e 4 ora così ho avuto il tempo di prepararmi psicologicamente. Arriva la 3 ora e noi siamo già tutti in classe.
Entra la prof.
“Buongiorno ragazzi!”
“Buongiorno prof, ha già corretto le verifiche?”
“Ho dato un veloce occhiata e basta. Buongiorno Stefania mi porti il diario cortesemente e lo poggi sulla cattedra. Tutto bene con la mamma alla fine?”
“Si mi sono meritata la punizione,non riesco neanche a sedermi ed è stato giusto che io abbia pagato il mio debito”
Angela se la rideva a morte per questa sceneggiata!
“Bene poggialo pure qui che poi lo guardo,vai pure a sedersi. Aprite alla pagina 123 e Luana inizia a leggere.
Ah dimenticavo alla 4 ora verrà la vicepreside a far lezione combinata con me in un progetto di alternanza quindi veloci che oggi voglio finire il capitolo di storia! Vai pure, scusa”
Comeeeeee??? No sto sognando alternanza oggi? Ma quando mai? Mamma doveva arrivare alle 13 oggi!!! Lo sapevo che qualcosa non andava per il verso giusto! Ma che palle però!
“e mo’ come la metti Stefy?” mi sussurra mia cugina
“eh secondo te ora mi inventerò qualcosa”
Finisce la 3 ora e in men che non si dica mamma è li!
“Dentro ragazzi seduti,prendete i libri ed aprite a pagina 436.”
“Si prof”
Mi tremavano già le gambe ero fritta e lo sapevo bene ma cercavo di stare tranquilla e far finta di niente magari non sarebbe successo niente…..
“Angela inizia a leggere,poi tocca Marco e cosí via ok?”
“Ok”
Iniziamo a leggere e dopo 10 minuti tocca a me, la tensione è alta e mi trema la voce ma riesco a leggere io mio pezzo abbastanza tranquillamente
3 minuti,la campana suonerà e la prof non mi ha ancora ridato il diario con la firma falsa e lí inizio a preoccuparmi sul serio….
Inizia a prendermi il panico…
DRIIIIIIIIIIIIIINNNNNNN
“Ciao ragazzi ci vediamo domani buona giornata”
A te pensa non mi hanno detto niente che culo!
Mi alzo dal banco, metto via le cose quando…..
“Angela e Stefania fermatevi qui un momento.” Ha ordinato la prof di storia
“Si ci dica”
“Si dato che tua mamma è qui non ti fa niente se le faccio vedere la firma sul tuo diario”
non ho osato ribattere!
“No scusate la firma? Credo di non afferrare…” Interrompe mia mamma
“Come non ne sai niente? Eppure hai firmato qui…”
“Dove scusa fammi vedere un po…”
Ero completamente nel panico!
“Ma si qui la firma per il bigliettino nella verifica”
“Scusa? Quale biglietto? Stefania non è che per caso mi devi dire qualcosa?”
Ormai ero li, avevano capito tutto e cosí ho deciso di svuotare il sacco.
“Ehhhhhh…… Siii beh in effetti….. È successo che ieri nella verifica di storia, io avevo studiato nè,però penso di aver sbagliato a scrivere le pagine ed ho studiato cose sbagliate e siccome non volevo sbagliare tutta la verifica ho deciso di mandare dei bigliettini ad Angela per farmi dare le risposte.
Siccome poi dopo tre volte che ce li scambiavamo uno mi è finito vicino al piede della prof e lei, se ne è accorta, mi ha dato una nota sul diario da farti firmare e riportare oggi, ma siccome in teoria tu e lei non dovevate incontrarvi oggi la prof non avrebbe potuto verificare la firma cosí l’ho fatta falsa.
Ecco tutto! Non volevo deluderti e sbagliare la verifica dato che era importantissima per il voto, ma invece di dire le cose come stavano ho inventato tutto ed ho fatto una grande cazzata. Mi dispiace.”
Silenzio assoluto, Angela e la prof sono rimaste basite.
“Sappi che per tutto quello che hai fatto sarai punita severamente e sappi anche che mi hai deluso di più a far cosí che se avessi confessato tutto subito.”
Questo tono pacato era anomalo e pericoloso….
“Ora mettiti in posizione sulla cattedra con i jeans abbassati ed anche gli slip e preparati a ricevere un’esemplare punizione con il cane!
Per quanto riguarda te mia cara Angela te verrai punita stasera da tua mamma con Stefania a casa nostra,per aver mentito alla prof ed aver aiutato Stefania a copiare!
Angela vai nel mio ufficio a prendere il cane ritorna entro 1 minuto pena doppie sculacciate.”
“Si zia vado subito”
La prof era rimasta attonita ad ascoltare tutta la conversazione senza fiatare.
“Se vuole restare per la punizione resti pure.
Mi dispiace per quanto è successo il voto della verifica rimarrà 2 con annesso il bigliettino come prova e Stefania verrà rimandata a settembre in storia!”
“Prof mi dispiace tantissimo”
“Dispiace anche a me ma per ogni azione c’è una conseguenza basta solo pensare prima di agire!”
Angela è tornata in un battibaleno era bella preoccupata anche lei…
“Eccomi zia a te”
“bene ora tira le tende e mettiti nell’angolo con la faccia al muro in punizione”
“si zia”
“Stefania in posizione!” quando mamma diceva quelle 3 parole mi si gelava sempre il sangue.
“Busto coricato sulla cattedra e gambe bene aperte”
“si mamma”
sentivo che la mamma faceva oscillare la bacchetta in su e giù,poi mi si è appoggiata sul sedere ed in un attimo è partito il primo colpo
SCIAK
“ahhhhhh”
SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,
“AHHH mi fa male mamma piano…”
SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,
“ti prego mamma fa male” le lacrime ormai erano diventate un fiume, il dolore che stavo provando era esorbitante!
SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK,SCIAK…..
mamma era ormai arrivata a 50 colpi,le gambe mi cedevano,le urla erano strazianti,le lacrime avevano creato un oceano e il sedere mi faceva male come poche volte aveva fatto.
“mamma ti prego scusami non lo rifarò mai più ho capito la lezione mi fa malissimo e mi brucia un sacco!”
“ancora 10 Stefania poi avrai finito,voglio però che tu le conti.”
SCIAK
1
SCIAK
2 ahhhh
SCIAK
3
SCIAK
4
SCIAK
5 mmmm
SCIAK
6
SCIAK
7 auchh fa male mamma basta
SCIAK
8 aaaaaaa
SCIAK
9
SCIAK
10 grrrrr che male basta ti prego!!!!
“bene ora hai finito. Vai nell’angolo mani sopra la testa e sedere scoperto e pensa a ciò che hai combinato. Starai li tutta la pausa pranzo e stasera a casa faremo i conti con papà, te signorinella ed i tuoi genitori ci siamo capite?”
“si mamma”
“si zia”
“a Angela tua mamma la avverto io. A stasera ragazze. Venga prof pranziamo insieme”
“volentieri,ciao ragazze”
“buona giornata prof” ho esclamato in lacrime.
Una volta che mamma e la prof si sono allontanate si è avvicinata Angela
“Stefy come stai? Reggiti a me, hai il culo rosso fuoco, aspetta qui che vedo che ho la crema delle mani in borsa magari ti allevia il dolore”
“ma che sei matta se mamma torna e mi vede con la crema sulla sculacciata fresca me ne somministra altre,lascia stare va….. piuttosto tranquilla io sto bene vai a mangiare e ci vediamo dopo io mi ricompongo e poi ci vediamo dopo”
“no io non ti lascio stai tranquilla qui che io ti faccio compagnia!”
“mi dispiace averti coinvolto stasera le buscheremo di nuovo insieme e mi dispiace”
“tranquilla la affronteremo insieme questa dura sculacciata! Vedila che quando vieni sculacciata ti si rassoda il culo!”
Ridiamo insieme e cerchiamo di sdrammatizzare questa battuta.
Mancano 5 minuti e la pausa pranzo sarebbe finita,non volevo farmi vedere in quello stato e così con un po di trucco sono riuscita a togliermi i segni del pianto visibili all’esterno, ma dentro continuavo lo stesso a piangere, soprattutto quando mi sedevo!
FINE PRIMA PARTE
Meraviglioso video dalla Lupus Spanking
Pubblicato venerdì, 17 maggio, 2013 Categoria Filmati
Ringrazio Magdalene per aver segnalato questo meraviglioso video prodotto dalla Lupus Spanking: clicca qui per vedere subito il video, ne vale la pena perché è proprio bello. Come sempre, ecco una foto di assaggio di quello che è il video:
La discoteca
Pubblicato giovedì, 16 maggio, 2013 Categoria Racconti
Alternativa1990 deve vivere un momomento di particolare ispirazione letteraria in questo periodo, visto che ci sta regalando autentiche perle, bellissimi racconti.
Eccomi ancora qui.
Oggi vorrei regalare questo racconto a “Tempo” e quindi noi tutti sappiamo di cosa si potrà trattare.
Eh già proprio quello con una piccola variante però ossia che questo mi è stato somministrato da mia nonna e non come al solito da mia madre ma facciamo un po di ordine.
Era una calda mattina di primavera era strano ma vero era circa una settimana che né io né mia sorella le prendevamo da mamma ma far passare troppo tempo in quella casa senza essere sculacciate era improponibile.
Era strano anche perchè mia madre al tempo era nervosissima dal momento che lei e mio padre si stavano separando dopo mesi e mesi di incomprensione e per l’assenza ormai totale di amore ed affinità.
Mio padre nel frattempo si è trasferito dalla nonna mentre mia madre è rimasta a casa nostra.
Finito il preambolo iniziano i guai…
Io stavo frequentando l’università,mentre mia sorella dopo la seconda bocciatura era arrivata finalmente in quinta liceo.
In quel periodo eravamo piene di verifiche e interrogazioni ma con tutta quella pressione addosso io avevo commesso il passo falso dell’anno.
Non sapevo come fare per dire a mamma quello che avevo combinato ma era meglio che le dicevo tutta la verità.
Arrivata a casa da scuola mi sono diretta in sala da pranzo dove mamma stava leggendo un libro(mia sorella era ancora a scuola).
“ciao mamma come è andata la giornata?”
“ciao tesoro tutto bene e tu l’esame?”
“quale esame?, a si certo quello di stamattina?”
“si esatto allora?”
“beh sai la media della classe è stata molto bassa perchè stavolta era veramente difficile”
“e quindi?”
“e quindi purtroppo è andato male…. ho preso 34/100”
“cosaaaaaaaaaaaaaaaaaaa??? 34/100?? ma come diavolo hai fatto? E si che avevamo studiato fino allo sfinimento”
“si mamma hai ragione ma non so come,non riuscivo a raccappezzarmi e sono andata nel pallone e l’ho sbagliato tutto”.
“eh no signorinella stavolta non la passi liscia con tutto il tempo che abbiamo impiegato a studiare ti meriti proprio una bella passatina a sedere nudo con il cane. Mettiti in posizione.”
“ok mamma”
come darle torto ero io stata stupida ad essere andata nel pallone e sbagliare il compito
“prendi una sedia e mettila al centro della stanza, metti le mani sullo schienale e piegati ben bene con il culetto nudo ben esposto.”
“no mamma ti prego il cane no”
“ho detto una cosa e non la ripeto”
“mamma scusa peró posso solo chiederti se dopo la battuta ed il castigo stasera posso andare da Sonia a dormire che dobbiamo finire un progetto per lunedì?”
“allora vediamo un po… hai sbagliato l’esame,quando ti dicevo di studiare chissà a cosa pensavi e chissà cos’altro mi hai detto che poi non hai fatto?? ora comunque vediamo subito chiamo Sonia e si vede ma se mi racconti ancora frottole stavolta sappi che non ti siedi per un anno CAPITO???
“si mamma ma io non ti racconto mai frottole ho studiato e lo giuro ma stavolta non è andato bene, e per quanto riguarda il progetto te lo posso garantire sulla testa di papà”
“a beh allora siamo messi bene….”( i miei si stavano separando ora ed erano in ballo con gli avvocati,quindi litigi continui,ma guarda caso quando si trattava delle mie punizioni o dei mie voti a scuola si telefonavano e si mettevano d’accordo come se nulla fosse successo)
“no dai non scherzare te lo giuro è un progetto sul DNA di Scienze che ci ha commissionato il prof.G per lunedì”
“ora vediamo subito poi finita la tua punizione penserò al da farsi,sempre se è vero che c’è questo progetto da fare….
“ma poi perchè vuoi stare la a dormire scusa? Non vi bastano alcune ore?”
“no,perchè è molto lungo e complesso,ci metteremo tutta la notte…”
A dirla proprio tutta tutta il progetto è vero che esisteva(ma mia mamma non ci credeva molto che durasse così tanto, ma non ha fatto obbiezioni stranamente), ma la cosa che mi premeva di più era di andare da Sonia per scappare dalla finestra di camera sua ed andare ad un mega party vicino casa sua.
“mmm bah ora chiamo Sonia e se non mi dice le stesse cose vedi te signorina cosa ti combino”
In effetti non ero preoccupata della telefonata perchè ci eravamo accordate prima io e Sonia su cosa dire ad entrambe le madri in caso fosse successo qualcosa tipo questa situazione.
Eravamo brave a mentire ma a quella festa noi dovevamo assolutamente andare,io dovevo per forza avere l’autografo di Bill E.!!!
“il numero ce l’hai?” le ho chiesto io ormai già denudata sulla sedia e pronta per la punizione
“si ora chiamo!”
“si pronto Sonia ciao sono la mamma di Sara come va?”
“si bene grazie, Sara è già piegata sulla sedia per ricevere un po di sculacciate per il suo scarso rendimento scolastico…”
ma porca di quella un po di affari tuo no?? ho pensato io…
“ascolta mi diceva Sara che stasera rimarrebbe li da te a dormire anche perchè avete qualcosa da fare no?”
Bastarda mica dice di cosa si tratta se lo fa dire da Sonia così vede se dice la mia stessa cosa…. mormoravo tra me e me.
“a ho capito e dura molto questo progetto?”
“d’accordo allora appena sconta la punizione te la porto li e ci rivediamo domattina ok?”
“grazie a presto ciao”
“mm ok è vero che dovete fare questo progetto, ma comunque tu la punizione non la salti.
“pronta?”
“si mamma”
SCIAF “1”, SCIAF “2”, SCIAF “3”,SCIAF 4, SCIAF 5,SCIAF 6,SCIAF 7……
al quindicesimo ero già sfinita ed urlavo e piangevo da dolore, daltronde con ilcane che batte sulle terga nude….
“vedi cosa succede alle mocciosette che dicono le bugie alla mamma? EH?”
“ma io non ti ho detto una bugia era davvero difficile”
“basta ora taci e sopporta la tua punizione”
Dopo una quindici minuti che danzavo di qua e di la con il mio povero culo e strillavo a più non posso,mia madre ha pronunciato le fatidiche parole..”
“bene abbiamo finito, ma”
Eh certo c’era sempre un ma…
“per far si che tu capisca bene la lezione e per poter andare da Sonia e star la a dormire hai due possibilità di scelta: la prima è andare con il sedere scoperto sulle scale del pianerottolo qui fuori per far si che tutti vedano che sei ancora una bimbetta e come tale bisogna punirti, oppure puó scegliere di stare in ginocchio sui ceci due ore con la faccia al muro e le mani sulla nuca.”
allora calcolando che dovevo andare alla festa con un vestitino ultra slim e che le ginocchia si vedevano ho messo da parte la vergogna,anche se era enorme dato che mi avrebbe visto tutto il vicinato con le chiappe arrossate come quelle di una bimba a 20 anni, ho optato per il pianerottolo..
“allora cosa scegli?”
“vado sul pianerottolo” ho risposto con un filo di voce
“bene ci rimarrai due ore dopodichè ti porteró da Sonia, ma ricorda lo faccio solo per il progetto perchè quando torni sei in punizione per un mese ok?”
“ma no dai mamma un mese no”
“allora così è deciso o vuoi che ricominci con le sculacciate?”
“no no ho capito”
“ora vai, mettiti in ginocchio e rimani li ferma finchè non ti chiamo ok?”
“si va bene mamma”
due ore era un’esagerazione e quella punizione era crudele ma se volevo andare da Sonia dovevo farlo, cercheró di pensare a cosa faremo stasera alla festa così il tempo passerà più velocemente. Spero.
Una volta sistemata sulle scale del pianerottolo ha iniziato un via vai di gente che non finiva e per di più tutti curiose né…
ma gli affari vostri no? Che condominio di impiccioni!
Beh comunque è andata abbastanza velocemente la punizione sarà che me ne sono fregata di tutti i passanti, sarà che pensavo di essere alle Maldive con il mio principe azzurro, sarà un sacco di pensieri felici e belli che mi è passata in fretta.
Ero talmente assorta dai miei pensieri che quando sono finite le due ore e mia mamma mi ha chiamato per rientrare non l’ho neanche quasi sentita….
“brava brava Sara ora rientra che ti porto da Sonia”
niente non rispondevo, non sentivo neanche il dolore alle ginocchia dopo essere stata due ore sul marmo in ginocchio ero proprio sovrapensiero.
“Saraaaaa”
“oh si mamma scusa dimmi”
“entra in casa che hai finito, vestiti prendi l’occorrente e andiamo che sono già le 17 passate”
“arrivo mamma”
entro in camera mia e preparo lo zaino, ma siccome mia mamma me lo controlla sempre il vestito non c’era Sonia mi prestava uno dei suoi così da non destare sospetti.
“fatto?”
“si ora vengo”
“fammi un po vedere cosa hai messo”
“spazzolino,dentifricio,colla e carta ecc. ok perfetto andiamo”
“ok”
arriviamo da Sonia e sua mamma ci apre la porta.
“ciao carissima come va” esclama mia madre
“ma si dai bene e voi?”
“ma si Sara ha appena scontato la sua punizione ed ora è carica per fare il progetto al meglio”
ancora né ci siamo di nuovo e basta raccontare i cazzi miei…pensavo io
“a ecco bene anche Sonia le ha prese di recente per il rendimento scolastico”
“scusate io posso raggiungere Sonia in camera che iniziamo il progetto”
“si certo Sara la strada la conosci”
“Sara ricorda che il progetto deve essere eccellente altrimenti sai cosa succede né…”
“si mamma ok lo so lo so bene, altre sculacciate con il cane”
“esatto piccola mia, dai un bacio a mamma e vai pure”
SMACK
“ciao e comportati bene mi raccomando”
“ok mamma a domani”
salgo in camera e sento che le mamme si salutano.
“ciao Sonia”
“ciao Sara allora come è andata la punizione per il 34?”
“si guarda non dirmi niente ho dovuto sopportare la punizione più umiliante del mondo, a parte che mi ha sculacciato fino alla morte con la cane sul culo nudo,ma poi mi ha fatto scegliere se due ore sui ceci o due ore sul pianerottolo con il culo nudo in ginocchio”
“e tu?”
“eh dato che stasera vestitino corto sono andata due ore sul pianerottolo a pensare a qualsiasi cosa tranne la verità se no morivo di vergogna”
“si ma è troppo severa tua mamma”
“eh non dirlo a me… beh comunque è passata. Ora concentriamoci sul progetto che alle 22.30 viene Stefano sotto casa tua a prenderci”
“si ok”
“l’orario va bene dato che mi hai detto che alle 22 tua mamma va a letto che è in piedi presto per andare a lavorare…”
“sisi benissimo”
“vai iniziamo prendi le forbici,la pittura le sfere da dipingere e creiamo la struttura del DNA,vedrai che figata l’ho trovato su internet il progetto è tutto dettagliato in 3 ore lo finiamo poi ci vestiamo e aspettiamo che tua mamma dorma e poi andiamo. Ti va come progetto?
“perfetto sei troppo pianificatrice sei una grande!”
Dopo circa un paio d’ore che lavoravamo sale in camera la mamma di Sonia e ci dice che la cena è pronta e di scendere.
Scendiamo,mangiamo molto tranquillamente e poi risaliamo a finire il progetto.
Verso le 22 puntuale come un orologio svizzero bussa la madre di Sonia.
“ragazze scusate ma io vado a letto che domani alle 05 sono in piedi che il lavoro mi chiama,vi serve qualcosa?”
sua madre era severa ma anche molto dolce quando non era incazzata
“no signora grazie mille e buona notte”
“ah fatemi vedere il progetto”
“eccolo”
“wow ma che bello è fatto proprio bene complimenti davvero, visto che quando vi impegnate siete proprio brave?”
“eh si ha ragione sono contenta che le piaccia”
“bene grazie mamma”
SMACK,SMACK
“buonanotte ragazze”
“grazie mille notte”
dopo 3 minuti era nel letto e dopo 10 minuti l’abbiamo sentita spegnere il telefono e le luci e dormire.
Pronti via erano le 22.15 tra 15 minuti Ste era li.
“Sony cambiamoci che sarà qui tra poco”
“ok allora io quello blu e tu quello rosso”
“ecco mi ha fatto lo squillo 5 minuti ed è qui”
infatti in 5 minuti era li
“iniziamo a uscire apri la finestra e fai pianissimo mi raccomando”
“ok”
apriamo la finestra come Diabolik ed Eva Kent con una maestria surreale e saliamo in macchina di Ste e partiamo.
Arrivamo in fondo alla via e lanciamo un urlo di liberazione.
“AAAAAAAAAAAAAAAAAA WOWWWWWWWWWW simo troppo delle grandi,vedrai che andrà tutto bene”
ahahahah tutte le volte lo dico ma non funziona mai ahahahhaha
arriviamo alla festa e ci mettiamo in coda, ma dato che eravamo le accompagnatrici di Ste in 3 minuti stavamo già sulla pista da ballo.
La musica era assordante,ma fantastica non mi sembrava ancora vero era troppo una figata!!!
“Sony grande che bella festa mi sto divertendo una cifra!”
“si anche io Sara grandeeeeeee woooooooooooo”
continuavamo a ballare e bere soprattutto,ormai Ste l’avevamo perso di vista da un pezzo ma gli occhi di qualcuno ci stavano fissando.
Non riuscivo a capire molto bene chi fosse e quindi non me ne sono molto curata ero troppo intenta a ballare e godermi la serata evadendo le regole!
Stavamo ballando e mi sento qualcuno che mi tocca una spalla gridando il mio nome:
“Saraaaaaaaa ehi ti diverti?”
pensavo fosse Stefano che era magicamente comparso dal nulla. Ed invece…
“ehi siiii da morir….”
mi giro per parlargli in faccia e mi rimane il fiato bloccato in gola.
“papà???? ma che ci fai qui”
“Sara dai salta salta”
“Sonia ehi Sonia voltati”
“ma no dai balliamo ordina un altro drink”
“no credimi voltati”
“che c’…..”
le si blocca il fiato anche a lei
“sig. F. buonasera come va??”
“Sonia non fare la santarellina che fate qui?? venite nel mio ufficio che qui non si capisce niente”
“ufficio?? ma quale ufficio??”
si perchè dovete sapere che mio padre a mia insaputa aveva investito in quel locale e ne era diventato uno dei due soci.
“il mio ufficio dai forza seguitemi veloci la festa per voi è finita”
lo seguiamo e salimo quelle poche scale che ci porteranno al patibolo.
“forza avanti dentro tutte e due”
SBAMMM
mio padre ha chiuso dietro di se la porta,quando sbatte le porte è molto molto incazzato ed è meglio starci alla larga.
“allora si può sapere che cazzo ci fate qui?”
“ehm mmm si ecco mamma mi ha dato la serata libera perchè sono stata brava all’ultimo esame e quindi”
SCIAF uno schiaffo mi si stampa sul volto…
“a si e come mai io lo sapevo diverso il voto dell’esame, non rispetti le regole e sei pure bugiarda ma stavolta la paghi cara. Non vedete come siete ridotte siete tutte e due ubriache. Ora faccio venire la macchina dall’autista e porto a casa Sonia,mentre tu Sara vieni a casa mia e quindi dai nonni.”
“aiuto Sonia mi sa che siamo veramente fregate e soprattutto nei super guai”
“eh si stavolta l’abbiamo fatta troppo grossa,non dovevamo,ma ne è valsa la pena ci siamo divertite né?”
“eh si dai in effetti hai ragione,l’unica cosa è che non ho avuto l’autografo va beh sarà per la prossima volta”
“allora dai forza segiutemi che usciamo dal retro così facciamo più alla svelta sono già le 02.00. siete due disgraziate ma faremo i conti”
ok quando mio padre dice così sono nella merda! Mio padre è un po come la madre di Sonia dolce,carina,gentile e simpatica ma se lo fai incazzare sono guai…
“e adesso Sara cosa succederà???”
“se devo dirti la verità non ho idea ma di sicuro niente di bello”
“beh grazie fin li c’ero”
“allora??? vi svegliate?” irrompè mio padre “forza salite in macchina”
“e comuque sapevamo ancora prima di partire che stavamo per infrangere le regole,ma non è colpa mia se mio padre dopo separato si improvvisava imprenditore nelle discoteche…”
“si certo che è colpa tua dovevi informarti Sara!”
“ok dai hai ragione, ma il fatto è che ci siamo divertite come delle matte o mi sbaglio..?”
“no su quello non posso darti torto”
“e quindi ora sconteremo la nostra punizione e basta,ma ricordati che io ti sono vicino,questo è l’ importante ricordatelo sempre sei come una sorella per me e quindi quello che tu senti lo percepisco anche io sia nel bene che nel male te lo giuro. Saremo sempre amiche e affronteremo le difficoltà insieme ok? Ti voglio bene!”
“grazie Sara sei sempre speciale affronteremo anche questa insieme”
“sempre insieme Sonia per sempre”
“ti voglio un mondo di bene anche io Sara”
“Sonia dai avanti scendi che siamo arrivati.”
“arrivo sig.F.” “grazie di tutto Sara mi sono stra stra divertita,sono un po ubriaca ma felice come una Pasqua. Ti voglio bene ricordalo”
“anche io ti voglio bene vai ora prima che mio padre si spazientisca anche con te e se devo dirtela tutta te lo sconsiglio
”
“grazie ancora della serata”
“grazie a te ciao”
“ciao”
mentre vedevo Sonia arrivare al portone di casa sua stavo pensando a cosa le sarebbe successo,ma una mezza idea ce l’avevo.
Avevo tirato giù il finestrino giusto per sentire quello che si dicevano prossimamente mio padre e la madre di Sonia.
Mio padre suonò al citofono,ma niente erano anche le 2.40 e la madre di Sonia probabilmente dormiva dalla quarta,ma quando papà suonò per la seconda volta una luce si accese nella camera da letto,quando poi sentìì una voce flebile che disse:
“chi è?”
“Rossella sono F. puoi aprirmi che devo farti vedere una cosa”(si conoscevano già dato che erano amici da anni)
“ma scusa non puoi farmela vedere domani?”
“no credimi è urgente se no non ti sveglierei a quest’ora di notte”
“ok”
La porta si aprì i scorse la figura della sig.ra Rossella che,ovviamente, in pigiama e con sopra una vestaglia fece uno sguardo alquanto sbalordito,rimanendo senza parole.
Quando vide Sonia sulla sua faccia passarono tutti i colori dell’arcobaleno secondo me ebbe mille e mille emozioni che la attraversarono.
“ciao ascolta non agitarti”
“e tu? Cosa ci fai dalla parte opposta della porta?”
stava per saltare addosso alla figlia e prenderla a sberle seduta stante ma mio papà riuscì a separarle
“ehi ehi Rossella calmati è qui sta bene ed è quello l’importante, abbassa la voce che svegli tutto il vicinato. Calmati e respira. Cerchiamo di ragionare. Hanno fatto una cazzata e su questo siamo d’accordo,sono un po ubriache ma fortunatamente non è successo niente di grave tranquilla.”
“tranquilla F.cerca di ragionare tu tranquilla un cazzo ma dove è andata?cosa ha fatto? Con chi è andata?perchè è palesemente ubriaca?”
“allora non parlare al singolare perchè anche Sara c’era e per questo verrà punita molto severamente per ciò che ha fatto e verrà punita dal sottoscritto e poi se ti calmi ti spiego tutto. Allora posso rispondere a qualche tua domanda ossia: immagino che quando sei andata a dormire siano scappate dalla finestra e con qualcuno,che non so ancora chi sia ma lo scoprirò, sono venute al mio locale dove suonava un cantante che piace a tutte le ragazze e l’unica data che fa nella regione è stata stasera. Fortunatamente il locale dove si è esibito è il mio e quindi una volta individuate le ho prelevate dalla pista da ballo e le ho cacciate sulla mia macchina per riportarle a casa. L’unica cosa è che non sono riuscito a fermarle prima che superassero i limiti dell’alcool. Diciamo che non essendo li in macchina non avrebbero guidato per tornare a casa e la cosa è positiva. Ecco tutto questo è quanto è successo nella sfortuna meno male che ero lì se no non saprei come sarebbe andata a finire.”
SCIAF SCIAF SCIAF.
Dopo queste parole che avevo sentito dalla macchina ho pensato: ora la ammazza!!!
Tre sberloni secchi e ben assestati hanno raggiunto il volto di Sonia che è caduta in terra in lacrime.
“basta Rossella ora basta siamo ancora all’aperto stai facendo un casino infernale,entrate in casa e sedetevi ad un tavolo e parlate con calma ma non qui fuori,dopo fai quello che vuoi la madre sei tu,ma prima di qualsiasi azione almeno cercate di parlare poi concordo che una severa punizione ci stà!”
a ecco mi sembrava troppo prete in quella situazione mio padre ho pensato.
“ok grazie mille F.cosa posso fare per ringraziarti?”
“niente stai tranquilla e ragiona prima di fare ok?”
“ok grazie mille. E tu signorinella entra in casa che ora vedi cosa ti succede piccola bugiardella che non sei altro”
“no la prego sig. F. non mi lasci qui lei mi uccide”
“no cara mia tu e Sara avete fatto una grossissima cazzata ed è giusto che ne paghiate le conseguenze,siete grandi e vaccinate e vi prendete anche le vostre responsabilità. Tua madre non ti uccide,ti vuole un bene infinito e vuole solo il meglio per te. È normale che abbia agito così io la conosco bene tua mamma agisce molto d’istinto,ma chi non l’avrebbe fatto in questa situazione mettiti tu nei suoi panni, comunque quando poi si calma e ragiona è tutta un’altra persona fidati.”
“ok sarà grazie ancora di tutto e mi scusi ancora”
“non devi chiedere susa a me ma bensì a tua madre e accettare la tua punizione capito?”
“ok grazie e mi scusi ancora”
“tranquilla buona notte”
“notte”
“tu entra io arrivo subito!”
“sei calma ora?”
“si grazie ancora F. vedrai che non si ripeterà più una situazione similare. Grazie ancora”
“non preoccuparti non è successo niente,l’importante è che ora vi parliate o comunque mentre la punirai falle una bella ramanzina che se la ricorderà a vita e vedrai che non succederà mai più.”
“si ok grazie ancora dei consigli ne farò tesoro ora vai che devi anche tu occuparti della tua peste”
“si infatti ora vado a casa e penso al da farsi”
“che bravo papà che sei. Buonanotte”
“buonanotte a te”
Aiuto ora sono molto preoccupata su quello che mi accadrà ma di certo so che non sarà niente di leggero.
Mio papà risalì in macchina,l’ha accesa e siamo partiti.
Il viaggio è stato molto molto e ribadisco molto silenzioso.
Dopo circa 15 minuti arrivamo a casa di nonna e temporaneamente di papà ed egli mi ha ordinato di andare in camera sua e non nella mia e di aspettare li anche l’arrivo di nonna intanto che lui parcheggiava.
Ho pensato nonna?? cosa c’entra nonna? Voleva che mi punisse lei? No vero? No perchè mia nonna era la tipica donnona campagnola dell’Inghilterra di 60 anni circa,sofferente di insonia e che stava tutta notte sveglia a guardare le soap-opere in lingua inglese sulla rete inglese alle 02.00 di notte,aveva inoltre due manone enormi e con l’idea che la punizione a base di sculacciate con lo stroppino e un bel clistere a base di acqua bollente e camomilla è l’unica cosa funziona per far rigare dritto.
Mmm alt fermi tutti allora associazione cazzata con punizione a base di sculacciate ci stà e lo farà mio padre ma l’associazione con la nonna non sarà mica il clistere né?
Oddio no il clistere no quello proprio non posso sopportarlo dopo una sonora sculacciata di mio padre.
Eh si l’unica associazione è quella per forza non ce ne sono altre.
Intanto che pensavo a tutto ero arrivata in camera di mio padre e stavo posizionando la roba sul letto per poi cambiarmi, mettermi il pigiama e aspettare di vedere che cosa sarebbe successo.
Intanto che mio papà stava parlando con mia nonna e decidevano cosa fare io mi sono sdraiata sul letto fissando un punto e pensando alle più disparate cose.
Dopo circa 5 minuti entra mio padre seguito da mia nonna e dopo aver richiuso la porta dietro di loro si siedono sul letto uno da una parte ed uno dall’altra e mi dicono di alzarmi e mettermi davanti al letto.
“Sara spero che tu sappia quello che hai combinato stasera, scappare da casa altrui farsi accompagnare da qualcuno ad una festa senza permesso dei genitori, bere come delle spugne e poi con chi tornavate indietro se il vostro accompagnatore se ne andava? E se qualcuno vi convinceva a prendere della droga,che voi non reggete,e stare male???”
“e se stavate male chi vi sarebbe venuto in contro? Li la gente va per il VIP e se ne strafrega di tutto dato che sono sempre fatti o ubriachi,tanto è vero che dopo si verificano le stragi del sabato sera…”
“si beh è vero voi avete ragione,sapevo o meglio sapevamo che stavamo infrangendo le regole ma se avessi chiesto il permesso né mamma né Rossella ci avrebbero mandato”
“e non ti sei chiesta il perchè non ti avrebbe mandato? Io non sono mai andato in discoteca e sono cresciuto benissimo con la testa sulle spalle e con dei sani principi,eppure non sono mica morto o no?”
“ma non mi avrebbe mai mandato comunque anche se fossi Einstein a scuola” ho urlato io!
“ehi signorina non alzare la voce con me,ho capito che con te è inutile alzare la voce con te ci vuole polso fermo e una buona dose di sculacciate ed è quello che stasera farò!!! e nonna ti farà il resto. Ci siamo capiti no?”
“si esatto”
“no ti prego mille e mille e mille ancora sculacciate ma quello no ti prego ti scongiuro e poi perchè non ho problemi di stomaco”
“vedo che non vuoi capire non è per i problemi di stomaco è una parte della tua punizione e siccome nonna sa come si fa per far male e far capire bene la punizione lo somministrerà lei. Non voglio sentire né se né ma ok? Le cose stanno così e quando mamma saprà quello che è successo te la vedrai anche con lei chiaro?”
“ok papà e scusami”
“non ho sentito cosa?”
“ok papà e scusami ancora”
“bene detto ciò iniziamo. Sali sul letto ed appoggia le mani alla testata del letto,aggrappati bene perchè rimarrai li per tutta la punizione”
era incazzato come non mai e queste sue frasi me lo confermavano!
“ok”
“alzati il vestito e togli gli slip.Ok iniziamo. Tu mamma stai pure,anzi vammi a prendere dall’armadietto il paddle, la cucchiarella e il “cane”,la cinta uso questa. Grazie mamma.
Se poi qualcos’altro no??? aiuto già avevo i segni del cane di mamma di oggi ed a distanza di alcune ore le prendo di nuovo,mi sa che stavolta altro che per un anno non mi siedo…
“Ecco a te F.”
“grazie mamma”
“Sara allora sei pronta?”
“si”
“mamma ti dico io quando preparare il clistere”
“ok partiamo. Inizieremo con il paddle.”
1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16,17,18,19,20 e così ininterrottamente fino a 100.
impossibile descrivere il dolore che stavo provando già i primi colpi e gli ultimi ahah non ne parliamo neanche ed eravamo solo agli inizi era il primo strumento.
Ahah stavo già morendo ragazzi rido per non piangere!!!
Aiuto che maleeeee,Ma era meglio che non dicessi niente, dato che come al solito ero nel torto marcio e il coltello o meglio gli arnesi, dalla parte del manico li aveva lui.
Non è stato facile sopportare i colpi di quel duro paddle di cuoio, ma il peggio doveva ancora venire.
“Fa male? ”
Ahah che battutoni papà domani ti iscrivo a Zelig
“Si un pochino si”
“Ecco allora fa il suo effetto ora passiamo alla cucchiarella. Di quelli saranno altri 100 colpi. Pronta?”
“Si”
Il modus operandi era lo stesso male atroce silenzio spezzato solo dai miei gemiti ma non urla(lo facevano molto innervosire)e così le strozzavo in gola facendo uscire solo dei gemiti e tante tante e tante lacrime.
Finita la cucchiarella passó al “cane” di cui mi diede circa una settantina di colpi, ormai non capivo più un cazzo sentivo solo un gran calore sulle cosce e sangue che sgorgava dalle ferite provocate da quest’ultimo.
“mamma se vuoi puoi iniziare”
A già non mi ricordavo più dal tanto dolore l’ultima parte della punizione era il clistere.
“si ok caro”
“ben adesso assaggerai dopo anni e anni che non la usavo la cinta ok?”
“si papà”
“Di questi saranno cira una cinquantina di colpi e li dovrai contare tutti e guai a te se sbagli capito?”
“Si ok”
Contarli tutti senza urlare era una cosa praticamente impossibile ma dovevo farcela. Dai Sara che dopo due ore di sofferenza hai finito dai pensa che ti sei divertita e basta dai!! Era la frase che ronzava nella mia testa dall’inizio della punizione.
“Ok allora cominciamo”
Sciaf ,1 ed intanto nell’altra stanza sentivo trafficare con i mobiletti del bagno
Sciaf,2 sciaf,3 sciaf,4 sciaf,5sciaf,6 dopo il quindicesimo il suono era cambiato di là… La sacca dell’acqua era stata trovata ed ora si sentiva un rumore molto chiaro ossia quello delle padelle, pentole e successivamente di acqua che sgorgava inesorabilmente in quella pentola…..Sciaf 26, sciaf,27 sciaf,28 sciaf,……37 sciaf,sciaf,…..38 ,sciaf 39…..nel frattempo che l’acqua bolliva mia nonna stava montando la cannula del clistere sulla borsa ed infatti il “gn gn gn” della plastica contro la plastica era inconfondibile!!!
Sono ormai arrivata a 47 colpi di cintola e sto quasi per svenire e stramazzare dal male ma la voce di mio padre mi rassicura dicendo che gli mancavano solo 3 colpi. Menomale non li ho sbagliati a contare se no questi raddoppiavano…
“Ultimi 3 ok?”
“Si pa”
Sciaf 1,ahiiii sciaf 2,mrrrmmmm grrr che male ho sussurrato SCIAF 3 ahhhhhhhhhhhhhh.
Il colpo più potente mai ricevuto nella mia vita!
“50 papà”
“Eh brava Sara ora aspetta qui”
Ormai piangevo a dirotto ancora dal secondo arnese, ma ora non avevo più lacrime. Il dolore era immane e il sangue che scendeva dalle ferite faceva capire l’entità della punizione.
Stavo cercando di auto calmarmi e pensare ad altro, ma appena mi toccavo facevo i salti mortali dal male. Dopo 10 minuti in bagno si sentiva solo il rumore cupo dell’acqua nella sacca e da li ho pensato che ormai era tutto pronto.
Di una cosa peró non mi ero curata ossia del fatto che essendo di punizione il clistere veniva somministrato doppio e con una cannula enorme che trapassava il mio povero sedere…
Finito tutti i rumori di preparazione ho sentito gli inconfondibili passi di nonna venire verso la camera.
Quando è arrivata ha appoggiato tutta la roba sul comodino… No ma scherziamo? 2 sacche di acqua già riempite fino all’orlo ed una mega cannula con un beccuccio enorme nero.
“Are you ready young lady?”
Era solita a parlare in inglese con me per farmi tenere in allenamento e correggere errori di pronuncia..(scriverò frasi miste,ma lei ha sempre parlatato nella sua lingua madre)
“No it’s so big…”
“Non fare storie ed appoggia le mani sul cuscino. Ok now stay in relax position and respira. Sappi che ogni volta che ti lamenti sono ancora sculacciate in più ok?”
“Ok ok sarò buona”
“Ecco brava”
“Let’s go open your ass and relax”
Eh si na parola già avevo ancora male per le sculacciate come facevo a rilassarmi sapendo che mi stavano per inondare 3 litri di acqua calda e camomilla?
“Ok let’s go”
Io mi voltai con il culo più aperto possibile e con le mani appoggiate al cuscino.
“Ok young lady, 3,2,1 PLOF”
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa oh my god fa malissimo basta nonna ti prego basta non resisto mi fa malissimo il beccuccio è troppo grosso”
“Ok allora va perfettamente bene è un clistere punitivo mica una passeggiata eh”
“Si ma fa male”
“Basta lamentele se non vuoi che prenda il battipanni”
“No nonna ti prego basta sculacciate non ce la faccio più bruciano ancora da morire quelle che mi ha dato papà”
“Ecco ed allora vedi di stare buona”
Dopo questo breve scambio di minacce la nonna con tutta la calma di questo mondo, ha iniziato ad aprire lentamente il rubinetto per far scorrere l’acqua.
Una sensazione allucinante non me la ricordavo cosí… Un’invasione di acqua completamente calda che mi persuadeva l’intestino e che mi faceva lentamente gonfiare la pancia avendo poi lo stimolo di evacuare, ma se solo avessi fatto uscire una goccia mia nonna mi avrebbe preso a sculacciate con il clistere inserito.
Direi che se riuscivo ad evitarlo sarebbe stato meglio o no?
Comunque morale della favola era una sensazione troppo sgradevole.
“Mmmmm che male, ma quando cazzo finisce, è insopportabile” sussurravo molto molto molto abbassa voce
“What?” Disse nonna
” no no nothing!”
Il clistere durò quasi un quarto d’ora, interminabile per me…. Ma non era finita e lo sapevo bene, ne mancava ancora una.
“Ok young lady ora che questa sacca è finita ti inserisco l’altra che durerà una 15 minuti anch’ella e poi una volta finita andrai 5 minuti in the corner time senza farti uscire neanche un goccio d’acqua se no saranno guai. Chiaro?”
“Mm si tutto chiaro” ho risposto io tremante come una foglia. Non avrei mai ribattuto ma il castigo era esageratamente atroce!
“Finito tutto il clistere, con una pancia enorme e con un dolore immane sono scesa dal letto e mi sono andata a mettere nell’angolino nell’attesa di scontare i minuti prestabiliti.
“Ecco ora stai qui e finisci la tua punizione, magari pensi bene a ciò che hai fatto e non rifai più!”
“Si nonna ok ho capito. Non lo farò mai più!”
“All right,ok young lady”
Dopo queste dolci parole, da lei inaspettate mi ha lasciato li a patire, in ginocchio, le mie pene.
Eh si nonna affettuosa!
Diciamo che è stato meglio una punizione del genere che magari un menefreghismo totale da parte dei miei parenti.
Va beh dopo questa piccola riflessione finisco il racconto.
Lasciata li ho visto mia nonna dirigersi fuori dalla porta a raggiungere mio padre. Esattamente non so cosa si siano detti ma penso che si siano scambiati qualche parola tranquillamente e credo che nonnia gli abbia detto che sono stata brava, perchè dopo che mio padre è entrato nella stanza mi ha fatto alzare alla fine del castigo, mi ha portata in bagno a svuotare, sensazione non favolosa molto molto di più! spettacolare! in pochi minuti mi sentì come libera da un enorme macigno posizionato sulla pancia! mi ha anche dato un enorme bacio sulla fronte e mi ha detto:
“Sai perchè ho fatto cio vero?”
“Si papi lo so e prometto che non lo rifarò mai più promesso”
“E quando se mai penserai di fare ancora tali stupidate ripensa al dolore che hai patito per le cinghiate e le vergate subite”
“Ok papà lo farò, grazie”
“Vedi che quando vuoi sei molto diligente e brava? Ti voglio bene piccola mia anche se sono duro sappi che ti vorrò sempre bene”
“Anche io papi, anche io”
“Ora alzati da li, vai a rivestirti e vai a letto che sono ormai le 6 passate! Fatti una dormita e quando ti svegli mi chiami che andiamo a mangiarci una bella brioches ed una spremuta bella fresca!”
“Ok buona notte allora”
“Notte principessa!”
Quando mi sono svegliata papà mi ha portato come promesso.
Via dalla pasticceria siamo andati sul lago a mangiare e sono rimasta da lui addirittura a dormire fino a lunedí mattina che mi ha portato a scuola, io e Sonia abbiamo consegnato il progetto, che era stupendo ed infatti abbiamo preso il massimo!
E vi starete chiedendo a Sonia cosa è successo?
Beh dopo la consegna siamo riuscite a parlarci un po e a vedere i segni delle rispettive punizioni.
Allora c’è da dire che io ero messa molto molto peggio di lei, ma comunque non scherzava mica va là! Aveva i segni ben distinti della cucchiarella e del battipanni con un culo di un colore rosso fuoco ma io com le cinghiolate di papà la battevo! Comunque non è stata una passeggiata neanche per lei questo è poco ma sicuro!
E di mamma?
A si mia madre certo… Diciamo che papà ha fatto un’opera di carità e a mamma non ha detto niente,tanto é venuta comunque a saperlo dalla mamma di Sonia dopo una settimana ma con i segni ancora evidenti dopo non mi ha fatto niente mi ha solo messo in castigo non a vita ma quasi e basta, stavolta è stata clemente diciamo(mio padre allora è stato convincente stavolta).
Beh cari i miei lettori… Un’esperienza veramente INDIMENTICABILE!
Al prossimo racconto!
Vostra Alternativa1990
Con il culetto nudo sulle ginocchia
Pubblicato mercoledì, 15 maggio, 2013 Categoria Foto
Un bel video di caning che viene dall’Est
Pubblicato martedì, 14 maggio, 2013 Categoria Filmati
Il video che vi presento oggi mi è piaciuto particolarmente: sarà perché mi intriga molto l’idea di punizione di una coppia di donne, sarà perché i video fatti all’Est Europa qualche anno fa hanno sempre una qualità molto elevata, sarà perché ammiro molto il punitore, che con la sua pacatezza e la sua determinazione assesta dei bei colpi di cane sui culetti indifesi delle corrigende. Sarà per tutti questi motivi, ma a me il video di oggi è piaciuto: FAI CLICK QUI PER GUARDARLO.
In piscina
Pubblicato lunedì, 13 maggio, 2013 Categoria Racconti
La bravissima Alternativa ci regala un nuovo racconto, sempre molto piacevole:
Il racconto è incentrato su un tema diverso. Clistere e sculacciate date a mia sorella.
Eh si perchè dovete sapere che dal momento che i nostri erano sempre in viaggio per lavoro e mio fratello era in università a mia sorella dovevo badare io in tutto e per tutto.
Tutto vuol dire dalle sculacciate se si comportava male a scuola, dalle supposte piuttosto di clisteri, sia benefici che punitivi.
Dovete sapere che mia sorella è molto vendicativa,ma penso l’abbiate capito da quel racconto ove voleva cancellarmi tutta la chiavetta, e quindi arriviamo al fatidico giorno.
La litigata era partita tutto perchè quella svogliata di mia sorella al posto di studiare combinava cazzate a destra e a manca con la sua amichetta del cuore.
Anche se,mamma e papà la sculacciavano regolarmente per le sue cazzate e la sua non voglia di fare le cose, lei testa dura come il marmo,non è che cambiasse ma no figuriamoci se ne inventava di nuove.
Ma partiamo dal principio era una calda mattina d’estate io ero arrivata all’università ed avevo molto da studiare(frequentavo l’università di architettura) e continuavo a dare esami teorici ma soprattutto pratici per cercare di ottenere la laurea nel minor tempo possibile se non che quella disgraziata di mia sorella al posto di lasciarmi tranquilla e concentrata trovava qualsiasi pretesto per urlarle continuamente e quindi distrarmi in continuazione,quando un bel giorno non ce l’ho più fatta.
Eravamo nella casa del lago, questa si trovava in un residence.
La nostra casa era situata su una collinetta mentre al di sotto si trovava la piscina, il campo da basket e il ping pong.
I nostri genitori ci avevano detto di andare li per me stare serena e studiare e per Michela ritrovare i suoi amichetti( la Miky aveva circa 16 anni).
Ma torniamo a noi…
Una bella mattina ci svegliamo e dopo aver fatto colazione Miky mi chiede:
“Sara può venire qui la mia amica che giochiamo assieme”
“Si certo ma mi prometti che non fate casini? Lo sai che devo studiare vero?”
“Sisi ci mettiamo al computer e stiamo buone”
“Ok chiamala”
Dopo averle detto di si è andata a chiamare Tiziana.
“Ciao bella allora come va? La mamma e il papà come stanno?”
“Ciao Sara tutto bene e tu? La mamma è qui con me e papà lavora.”
“Bene, ascoltate bimbe siccome io devo studiare un sacco per gli esami per favore state dove volete, fate quello che volete ma mi raccomando non venite qui in cucina e soprattutto niente casino ok?”
“Si Sara te l’ho già detto”
“Si Sara ok tranquilla”
“Bene mi fido allora”
“Ok ciao a dopo andiamo in camera ciao”
“Ciao”
Allora è inutile dire a mia sorella le cose tanto non capisce niente ed anche stavolta ci sarebbe voluto il pugno duro ed infatti….
Dopo mezzoretta che sono andate in camera inizio a sentire(con 3 porte chiuse e muri spessi un metro quasi l’uno) dei fortissimi rumori.
Ho pensato adesso vado su e la strangolo, quante volte le ho detto di non far partire la musica ad un volume cosí esagerato?! Adesso mi sente.
Vado su e con uno scatto apro la porta e le vedo bellamente cantare e ballare come se fossero in una casa sole a km di distanza dalle altre:
“Allora non vi avevo mica detto di non far casino con la musica che sto studiando e concentrandomi per cose importanti?” Ho urlaro
“Si lo so ma non ci vediamo mai dai Sara ti prego perdonaci”
Senza neanche una risposta ho alzato i tacchi e sono tornata a studiare.
20 minuti dopo stesso casino anzi molto più forte, ora anche con gli strumenti che la Miky suonava.
Torno su apro la porta di scatto e magicamente tutto si spegne.
Esco, torno giù per la 3 volta e come metto il naso sui libri il frastuono ricomincia di nuovo.
Eh no ora basta adesso le prende!
Torno su e come spalanco la porta mi metto ad urlare:
“Ora bastaaaaaaa non è mai possibile chiedere una cosa a te ed aspettarsi che tu la faccia! Io sto studiando per cose serie non sono mica qui a ridere e scherzare!”
“Ma ma dai…”
“Miky dai un cazzo lo sai che quando studio non voglio essere disturbata! Ora vieni qui che te lo faccio capire in altro modo.”
“No col cavolo che vengo li tu non sei la mamma!”
“Allora se mamma non c’è qui comando io chiaro?”
Detto ciò mi sono avvicinata a lei l’ho afferrata per un braccio e con una mossa rapida sono riuscita a sistemarmela sulle mie ginocchia.
“No Sara cosa vuoi fare? Basta fare la mamma e poi ho 16 anni che cazzo pensi di fare”
“Allora punto primo non mi dici le parolacce e punto secondo verrai sculacciata per il tuo comportaento davanti a Tiziana. che ti piaccia o no cosí la smetti di fare la bimba dispettosa e viziata ci siamo capite?”
“No no no no non voglio sono grande ormai. Non farlo ti prego non lo farò più ti pregoooooo.
Con un colpo molto agile le ho tirato giù i pantaloncini ma lasciato su le mutandine e le ho sferrato un colpo micidiale sulla chiappa destra.
“AaaaaaaaaaaaaaAaaaaaaaAAaaaAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA che maleeeee ma sei scema?”
” a si vai avanti a dire parolacce che ne prendi il doppio”
“No basta ti prego basta basta basta basta basta”
Le ho sferrato circa una quindicina di colpi quando poi le ho urlato:
“Ora fuori tutte due, non voglio più sentirvi per il resto dell giornata chiaro?”
Mi sono alzata dal letto, la Tiziana. era sbalordita e la Miky si stava massaggiando il sedere. In 3 minuti erano fuori casa! Credo che siano andate giù in piscina e comunque molto lontano da me.
Mi rimetto di nuovo con la faccia sui libri e dopo quasi tre ore che stavo studiando mi sento bussare alla porta finestra. Ma chi cavolo è ho pensato.
“Sara Sara Sara vieni presto c’è Michela che sta litigando con un ragazzino a bordo vasca e continuano a spingersi e darsi calci e pugni”(si perchè dovete sapere che Michela anche con i suoi 16 anni ha un bel caratterino e quando è incavolata se la prende con tutti).
“Come calci e pugni?”
“Si vieni a vedere ma sbrigati perchè il ragazzino sta quasi per cadere un acqua”
Ma come che cazzo sta facendo quella stupida? Mi sono chiesta.
Allora esco dall porta finestra che da sulla piscina e vedo che Michela sferra un calcio al bambino che picchia la testa sul trampolino di plastica dura e cade in acqua.
Immaginate la mia reazione.
Eravamo ormai rimasti in pochi nel residence ed il papà di un altro bambino del residence che stava passeggiando con il cane ha mollato tutto e si è lanciato in acqua a recuperare il bambino.
Nel frattempo che questo succedeva io mi sono, insieme alla mia vicina, scapicollata giù dalla collina per andate a prendere Michela.
Ma si sa i ragazzini sono molto furbi ed infatti quando lei mi ha visto correre per la collina ha scavalcato il cancellino andando verso la strada.
“Mikyyyy vieni immediatamente qui. Mikyy se ti prendo vedi che ti succede” urlavo io come una pazza
“Prima allora vedi di prendermi brutta stronza che non sei altro”
“Adesso vedi te come ti trovi il culo appena ti prendo!”
Insomma siamo andate avanti a rincorrerci per 2 km lungo tutta la strada che costeggia il residence quando ad un certo punto Michela ,che ogni tanto guardava indietro per vedere dov’ero, inciampa su un sasso che non ha proprio visto e cade a terra sgrappandosi il braccio ed il ginocchio.
Dopo questa caduta ha iniziato un po a rallentare e quindi con una forza magistrale nelle gambe sono riuscita a beccarla.
Sciaf sciaf diritto e rovescio direttamante in faccia.
“Ah brutta stronza mi hai fatto male”
Sciaf un’altra sbarla in pieno volto arriva puntuale!
“Ne vuoi ancora o pensi di tacere? Ma poi si puó sapere che cazzo ti salta in mente di fare? Ma quanti hanni hai 2? E ora spiegami perchè ti sei messa a litigare con il ragazzino e lo hai buttato nella piscina? Ma sei stupida sai che lo potevi anche uccidere se picchiava male la testa aul trampolino?”
Nel frattempo la tenevo per un orecchio per portarla nel residence e quasi la trascinavo per strada.
“Allora ti ho fatto una domanda e voglio una risposta e muoviti a camminare”
“Ma mi fa male il ginocchio dove sono appena caduta”
“A beh tranquilla che dopo quello che ti faccio il ginocchio non lo sentirai più!
Sei la solita insolente! Voglio una risposta! Perchè l’hai fatto?” Urlavo come una matta!
“Ma non l’ho fatto apposta ero incavolta con te e poi questo picetto mi ha rubato la palla con cui io e Tiziana stavamo giocando e mi ha fatto anche lui incavolare, e dopo aver litigato perchè non mi ridava la palla, l’ho spinto ma non pensavo di buttarlo in piscina pensavo che cadesse sul prato”
Questa è stata,tra un pianto e l’altro di dolore, perchè le stavo massacrando l’orecchio e le faceva male la sbucciatura la sua spiegazione al misfatto!
“Ma ti sarai resa conto che non eravate vicino al prato ma bensì alla piscina no? Comunque ora vedi te piccola mocciosa che non sei altro come si impara a comportarsi!”
“No Sara ti prego non farmi del male ho sbagliato ma ero incavolata con te e non ho ragionato sulle azioni che facevo!”
“Non mi interessa proprio niente hai fatto quel che hai fatto ora paghi e punto! Non ti voglio piú sentire ora!”
“Ma ti prego ti supplico non ho fatto apposta…”
“Bastaaaaaaaa taci”
Dopo quasi 10 minuti di camminata siamo riusciti a raggiungere l’entrata del reaidence.
Siamo entrate con Michela appesa per un orecchio, l’ho portata a casa e l’ho chiusa a chiave in camera e poi mi sono fiondata verso la piscina per vedere da vicino quello che quella stupida aveva fatto.
La scena non era delle migliori allora il ragazzino che la Miky aveva spinto era steso su una sdraio e perdeva sangue dalla testa ancora dopo quasi 20 minuti dall’accaduto e tutto intorno la gente curiosa di quello che era successo.
Mi avvicino alla sdraio e vedo la mamma del piccolo che gli tocca la testa e gli dice si stare calmo che adesso arrivava l’ambulanza.(Nel residence c’era un dottore che si è subito precipitato ed ha chiamato l’ambulanza ma il residence era parecchio lontano dall’ospedale).
Come ho sentito la parola ambulanza mi si è gelato il sangue.
Stavolta l’aveva combinata grossa allora!
“Scusi buongiorno sono la sorella della ragazzina che ha spinto vostro figlio. Ora come sta, è molto che perde sangue? L’ambulanza sta arrivando? Sono mortificata per quello che è successo.”
“Buongiorno signora si mio figlio sta meglio grazie ha detto il dottore che potrebbe essere un trauma cranico leggero, ma il sangue sta già smettendo di scendere. Non si preoccupi, il fatto è che vorrei capire perchè sua sorella ha compiuto il gesto”
“Guardi ripeto che sono mortificata e non c’è giustificazione per quello che ha fatto ma comunque tra una sberla e l’altra mi ha detto che si sono messi a litigare perchè suo figlio ha preso la palla con cui stavano giocando mia sorella e la sua amichetta. Questo è quanto ma non si preoccupi che verrà punita severamente dato quello che ha fatto. Non esiste che per uno stupido litigio spinga e prenda a calci e pugni qualcuno.”
“Ho capito certo che è una ragazzina bella vivace ed un po manesca, mio figlio è lo stesso e quindi si sono trovati a litigare in tono acceso. Comunque non si crucci ora arriva l’ambulanza ed andiamo in ospedale ”
“Se c’è qualche cosa da pagare per le visite specialistiche o altro comunque qualsiasi cosa non esiti a dirmelo che ci pensiamo noi”
“Ma si figuri non c’è problema”
“No si figuri lei ha combinato e paga!”
“Ok allora adesso andiamo e poi ci accorderemo”
“Grazie davvero molto e mi scusi ancora ora vede cosa succedere alle ragazzine che si comportano male”
“Non sia troppo dura sono dei bambini”
“No saró spietata perchè sono bambini ma devono comunque sapersi controllare e relazionare non fare così! Le lascio il numero così quando sa qualcosa mi fa sapere cosa le dicono.”
“D’accordo grazie molte!”
“Grazie a lei e mi scusi ancora”
Finito la conversazione ero di un incazzatao fuori dal normale, ambulanza probabile trauma cranico, stavolta non avró pietà e i soldi delle medicine e compagnia li pagherà con la sua paghetta e con il suo fondo che ha in banca!(pensavo tra me e me)
Salgo le scale che dalla piscina portano alla casa, arrivo su spalanco la porta di ingresso mollo giù le chiavi chiudo violentemente i libri e mi dirigo in camera sua.
Prendo la chiave,apro la porta e urlo:
“Ora facciamo i conti e stavolta le buschi come non ne hai mai buscate nè da mamma nè da papà!”
“No ti prego mi dispiace ti prometto che non lo faró mai più te lo giuro! No ti prego non farmi del male ti prego ti prego ti prego!”
Per sfuggire dai miei sguardi si era nascosta sotto la scivania.
“Esci da li e vieni immediatamente qui! Conto fino a 3 e poi ti vengo a prendere e sono guai! 1,2, 2 1/2, 2 3/4, vieni qui.. 3!”
Con un balzo felino sono scattata verso la scrivania e l’ho afferrata per un braccio trascinandola fuori da li.
“Mi fai male con le unghie, mi stai facendo male lasciami lasciami lasciami”
“Ti conviene tacere prima che ti arrivi qualche sberla chiaro?”
Il tono di voce ormai era arrivato a parecchi decibel rispetto al normale!
Una volta trascinata fuori l’ho portata sul letto, mi sono seduta e dopo parecchi minuti che ci stavo litigando sono riuscita a bloccare le sue gambe tra le mie e bloccarle anche le mani dietro la schiena!
Dopo questo ho iniziato a sculacciarla di santa ragione a mano nuda.
“Bastaaaaa smettila brucia”
“Zitta!”
Dopo cinque minuti di tiritera di lamentele le ho slacciato i calzoncini, glieli ho abbassati con un colpo deciso insieme anche alle mutandine.
“No brutta stronza che non sei altro non anche le mutande fa malissimo senza!”
“Ancora con le parolacce è? Sciaf sciaf scia sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf sciaf ”
“Ahiaaaaaa basta smettila fa male bastaaaa ti prego ti prego bastaaaaaaaaaaaaaaa”
“Abbiamo appena cominciato”
Con le sculacciate a mano nuda sono andata avanti circa una mezzoretta dopo di che mi è venuto in mente che mamma portava e duplicava i suoi attrezzi per sculacciarci fin da piccole in tutte le case che avevamo, così dopo averla fatta spostare e buttata sul letto a culo per aria le ho ordinato di rimanere li ferma immobile che io sarei tornata subito.
Esco dalla stanza la chiudo a chiave e vado nel cassetto della cucina a cercare la bacchetta ed insieme a quella che mi trovo? Una bella peretta blu con il beccuccio bianco bello grossino. Ho pensato che era perfetta per terminare la punizione.
Detto fatto ho preso su tutto e anche pure la cucchiarella se mi avesse fatto incazzare ancora di più.
Torno su nella camera la apro e trovo mia sorella in una valle di lacrime con la faccia infossata nel cuscino.
“Vieni immediatamente qui e appoggia le mani alla scrivania e piegati bene!”
“Non ci penso neanche”
“Cosa?? Vieni subito qui se non vuoi che ti prenda io di peso e tu le prendi il doppio….”
“No e no”
“Michela non mettere a prova la mia pazienza che se mi incazzo dopo sai come sono”
Lo sa che quando la chiamo con il nome intero è perchè sono veramente incazzata!
” ok ok arrivo ma tu cosa vuoi farmi?”
Finito la frase noto che sul suo volto l’espressione è notevolmente cambiata mi sa che ha visto quello con cui verrà sculacciata e la peretta!
“No ti prego ti scongiuro ti supplico sculacciami ancora con la mano ma la bacchetta ed il cucchiaio no Sara ti prego perdonami… No ma aspetta no aiuto la peretta no no no no no no no ti prego ti prego ti prego”
Inizia una serie di lamentele, suppliche e piagnistei infiniti quando con un bello sculaccione assestato da me sul suo culetto ed una bella urlata(ora bastaaaaaaaaa) si è subito zittita ed è venuta a mettersi in posizione.
“Allora ora te ne daró 100 con la bacchetta e li conterai tutti e poi se non saró soddisfatta del risultato e tu continuerai a lamentarti ne buscherai anche con il cucchiaio chiaro?”
“Si ok ho capito ma stai calma…”
“Taci! Bene cominciano! Sei pronta?”
“Si”
“Stai bene in posizione e contali”
Faccio squotere un la bacchetta per aria, gliela appoggio sul sedere per fargliela sentire e dopo 5 secondi:
Sciaf
“Aaaaaa 1 ”
Sciaf
“2″
Sciaf
“3″
Già piangeva e tirava su con il naso. Eravamo solo all’inizio figuriamoci quando arrivavamo in fondo sarebbe morta….
Sciaf
“19″
Sciaf
“20″………..
Sciaf
“38″…….
Sciaf
“87″
Al novantesimo circa dopo una mezzora di urla e strepiti commette una mossa azzardata.
Mette le mani a protezione del sedere perchè pensava che avrei aspettato a colpirla ed invece….
Sciaf sul culetto sulle mani.
Preso tutto perfettamente in pieno!
“Ahiaaaaaaaaa ma sei matta perchè lo hai fatto?”
“Perchè stai subendo una punizione e quindi non devi mai toccarti! Rifallo e prendo il cucchiaio ok? Anzi vieni qui girati, metti le mani stese davanti a te e palmi in giù…”
Sciaf sciaf sciaf e sciaf sulle mani 4 colpi abbastanza fortini sulle mani.
“Così ti ricordi di non toccarti più quando stai prendendo una punizione. Ora torna subito in posizione e per questa cavolata meriti altri 20 sculaccioni in più e passiamo da 100 a 120. Continuiamo!”
Sciaf 91 sciaf 92 sciaf 93……
“Ahhhhhhhhhh.basta ti prego non reaisto più!”
Sciaf 109 sciaf 110….. Sciaf 119.
“Ultimo Michela e poi vedo il da farsi”
SCIAF 120.
“Auchhhhhhhhhhhhhh che male! Mi fa malissimo”
“Rimani ferma li che devo vedere se usare il cucchiaio o no….”
“No ti prego quello no! Sei stata già stata severa abbastanza ti prego”
“A continuare a lamentarti stai peggiorando la situazione lo sai nè? Ora taci e rimani in posizione!”
Il lavoro era soddisfacente ora toccava alla peretta ci sarebbe stata proprio bene come fine della punizione!
“Ora mettiti nell’angolo con la faccia al muro e le mani in alto, non provare a toccarti se no ne prendi ancora sulle mani. Io vado a preparare la vaschetta con acqua e camomilla per la peretta”
“Sara ho capito la cazzata che ho fatto non umiliarmi con la peretta ti prego, ho capito e non lo faró mai più! Ma quella no”
“Allora ti ho già detto di tacere 3 volte alla 4 le prendi con il cucchiaio molto di più di prima! Vai nell’angolo!”
Si spostó dalla scrivania e si mise nell’angolo.
Io nel frattempo stavo uscendo dalla camera quando mi giro e le dico:
“Se pensi di scappare dalla camera vedi quello che ti succede! Ci sono giù il paddle ed il cucchiaio che ti aspettano per un incotro ravvicinato di 300 colpi l’uno ok? Sappi che non sto scherzando!”
“Sisi Sara ok”
Esco dalla camera e mi dirigo in bagno, apro l’acqua calda e la metto in un catino sciogliendoci dentro due bustine di camomilla. Quado è stato abbastanza pieno ho spento l’acqua ed ho riempito la prima peretta così da essere già pronta per l’uso. Prendo inoltre una bella supposta di glicerina e prendo su tutto tornando in camera.
“A sei ancora qui come mai non sei scappata? Tanto per te è normale scappare no? Piegati a 90 gradi sul letto e apri bene il culetto. La peretta è questa e dovrai finire tutta l’acqua che si trova nel catino senza far uscire neanche un goccio altrimenti altre sculacciate ok?”
“Ma dai è tantissima l’acqua non possiamo farne di meno?”
“Così ho deciso e così si farà ok signorinella?! Fila sul letto!”
“Ok Sara”
Quando si è sistemata sul letto io mi sono avvicinata al comodino ho preso la supposta, l’ho scartata e le ho aperto bene il culetto e con molta calma le ho infilato la supposta!
Plof
“Ahiaa che cavolo era?”
“Era una bella suppostona di lassativo così vediamo quanto tieni il clisterino dato che se fai uscire una goccia ne prendi ancora”
“Ma dai no non è vero, ma che cavolo come faccio con il lassativo a tenere che mi verrà di andare in bagno in 5 minuti”
“Cara mia la punizione serve anche a questo! Ora basta chiacchere iniziamo”
Se devo dire la verità era una supposta semplicissima di gliecerina ma per metterle paura le avevo detto ció, volevo vedere come si sarebbe posta e comportata!
“Pronta 1 peretta non voglio nè vedere nè sentire acqua uscire mi sono spiegata?”
“Si perfettamente”
Le alzo un po la pancia per aprirle bene il sedere e 3,2,1 inizio ad inserire la peretta nel suo culetto!
” ahhiiii fa male è grossa mi fa malissimo e poi è asciutta e con il culetto asciutto non scorre”
“Esatto altra parte della punizione ora schiaccio il liquido”
“No aiuto no aiuto” ha iniziato a lamentarsi nuovamente.
“Basta lamentele!”
Intanto che si lamentava ho iniziato a schiacciarle il liquido che penetrava lentamente nel suo corpo. Finito la prima peretta la faccio uscire e inizio a riempirla attingendo dal catino.
“La prima è finita ora inizio a riempirla dal catino e finche l’acqua d camomilla non è finita tu rimani ferma qui ok?”
“Ok” mi ha risposto con un filo di voce
La riempio per 4 volte e di conseguenza gliela infilo per altrettante volte quando mi accorgo che l’acqua sta per finire.
“Ancora due perette e l’acqua finisce”
“Si ok non ce la faccio più ho la pancia gonfissima e mi fa male un sacco. Mi viene continuamente lo stimolo di mollare tutto.”
“Fallo e sai quello che succede! Ancora due!”
Riempio la peretta per la 5 volta e gliela somministro. La pancia è sempre più grossa e sono sicura che le farà male da morire ne ho provate tante ancora ed è bruttissimo sapere che non puoi evacuare ma una punizione va fatta fino in fondo.
“Ecco l’ultima!”
Finisco l’ultima e le ordino di star ferma li.
“Ecco abbiamo finito ora rimani in posizione per 10 minuti e poi quando vengo su puoi evacuare ok?”
“Si Sara ok.”
“Poi quando hai evacuato tutto ti metti su questo costumino e andiamo tutte e due in piscina. Ovviamente non fai il bagno e rimani li ferma senza giocare con nessuno. Rimani li con me leggi o fai i compiti e basta.”
“No dai sei già stata troppo severa ti prego no quel costumino no è piccolino e si vedono tutti i segni della sculacciata! No mi rifiuto!”
“Sei sicura di rifiutarti vado a prendere il paddle e il cucchiaio o per una volta obbedisci subito e quello che ti dico? A e poi ovviamente sei in castigo finchè mamma e papà non tornano. Niente tv, ipad,telefono e niente giochi più giochi con la Tiziana, farai solo i compiti insieme a me allo stesso tavolo con me. Intanto che tu li svolgi io studio e poi quando hai finito li controllo e ti interrogo e se non si qualcosa o sbagli apposta tiro fuori la cucchiarella e te la vedi con quella! Sono stata chiara?”
Era spaventatissima ed incazzata ma tutti dovevano vedere che non lascio che queste cose rimangano impunite sono importanti per il suo sviluppo e la sua crescita.
“Ora scendo e tra 10 minuti salgo e ti porto in bagno poi ti cambi e scendiamo!”
Prendo su quello che avevo usato, la porto in bagno la lavo e la metto via poi scendo mi preparo un caffè e dopo 10 minuti risalgo.
“Ok ora andiamo in bagno forza.”
Lei scende dal letto e corre come un razzo in bagno la sento sbattere la tavoletta del wc ed evacuare.
“Ahhh finalmente non ce la facevo più! Dai ti prego Sara il costumino no ti prego è umiliante!”
“Esatto è proprio per questo, perchè come per me è stato umilante quello che è successo per te sarà umiliante far vedere i segni della tua punizione a tutti cosa capito?”
“Si ho capito”
“Dai alzati e vai in cameretta a prepararti. Ti do 5 minuti e tu voglio vedere pronta per andare in piscina. Prendi su un libro e dei compiti perchè stiamo giù tutto il giorno ora sono le 15 e fino alle 19 siamo li chiaro?”
“Ok chiaro 5 minuti arrivo”
Ed infatti in 5 minuti era giù.
“Brava bambina girati e fatti vedere… Perfetto proprio come pensavo si vede tutto alla perfezione.”
“Si si vede troppo mi vergogno ti prego mi vergogno troppo”
“Di questo ti vergogni e di quello che hai fatto stamattina no? Forza andiamo!”
Scendiamo arriviamo in piscina e prendiamo le sdraio. C’erano già parecchie persone ma le nostre sdraio c’erano. Sistemo i teli e ci buttiamo sulla sdraio e dopo 3 minuti arriva li da noi Tiziana:
“Sara puo venire a giocare Michela?”
“No cara mi dispiace ma è in castigo fino a quando non partiamo ora farà solo i compiti e leggerà, niente tv e niente di niente. Mi dispiace ciao.”
“Ho capito ci vediamo ciao ciao”
“Ciao”
“Ciao”
Come detto siamo state giù tutto il giorno e quando Michela si alzava per fare pipì e bagnarsi un po nella doccia della piscina tutti vedevano i segni della battuta ed il mio obbiettivo era raggiunto.
La prossima volta impara a comportarsi se no se la vedrà con il cucchiaio e li saranno 200 colpi sicuramente e poi si vedrà.
I giorni che siamo stati li prima dell’arrivo dei nostri sono stati abbastanza tranquilli, qualche sculacciata veloce per i compiti svogliatamente e malamente svolti ma sculacciate eclatanti più nessuna.
Spero che abbia capito esattamente la lezione stavolta!
La partita di tennis
Pubblicato venerdì, 10 maggio, 2013 Categoria Racconti
Il bel racconto di sculacciate di oggi è stato inviato dalla nostro amica Alternativa. Buona lettura.
Ciao ragazzi, oggi da un luogo recondito vi scriverò questo non proprio breve racconto sul nostro tema comune.
Era una mattina d’estate ed io e mia sorella Michela,che al tempo giocavamo assiduamente a tennis per volere di mio padre, ci siamo trovate ad affrontare una sfida testa a testa in un torneo molto molto importante.
Eravamo arrivate da gironi diversi alla semifinale del torneo più importante del circondario che dava l’accesso alla qualificazione per i regionali al Foro Italiaco.
In questo momento i lettori potrebbero dire che incontrare la proprio sorella in quel frangente fosse una bellissima notizia, ed invece…… Era il contrario!
Incontrare la sorella poteva si essere una bella cosa, ma per il carattere che io e lei avevamo quando si venivano a creare delle sfide era meglio di no! Credetemi!
Carattere che ci valse una sculacciata coi fiocchi a testa!
Partiamo dal principio.
Mancava una settimana al nostro fatidico incontro e già gli animi in casa si stavano scaldando,le parole erano sempre più rare e le dimostrazioni d’affetto erano pressochè inesistenti.
Ci si stava concentrando completamente sulla gara entrambe avremmo dato il meglio di noi stessi per vincere era troppo importante!
“ragazze c’è pronto venite a mangiare” era mamma che annunciava il pranzo.
“si arrivo”
“anche io”
siamo scese e dopo aver mangiato abbiamo sparecchiato,lavato i piatti e ci siamo dirette in camera a studiare le mosse strategiche per la vittoria!
Mamma era incredula del nostro senso di buona volontà,ma non ci disse nulla.
Arriviamo al giorno della gara.
La sfida sarebbe iniziata alle 10.00 ed entrambe alle 8.00 eravamo sveglie e pronte per l’incontro.
Abbiamo preparato la roba ed abbiamo iniziato a fare stretching con nostro padre(allenatore di tennis e basket femminile).
“dai ragazze forza,10 giri del parco e poi 2 serie da 10 di flessioni.”
eravamo pronte a tutto e l’allenamento non ci spaventava.
Iniziammo a fare ciò che ci aveva ordinato papà e dopo circa 1 ora di allenamento misto siamo andate a fare la doccia ed a prepararci per la gara.
“dai ragazze pronte per la sfida? Mi raccomando di giocare pulito e divertirvi. L’importante è sempre partecipare più che vincere!” annunciò papà appena partite in macchina.
Il viaggio è stato silenzioso e nell’aria si sentiva l’aria di sfida.
Mamma che era seduta sul sedile anteriore stava cercando di spezzare quest’aria cantando cercando anche di coinvolgerci.
Ma noi niente eravamo troppo concentrate.
Arriviamo al campo ed andiamo a cercare il proprietario per sapere il numero del campo ed avere le palline.
“buongiorno ragazze, ciao Mario” era il proprietario che conosceva molto bene mio padre.
“buongiorno a lei come sta?”
“io bene voi? Pronte a dare il massimo?ricordate che è la sfida più importante di tutto il torneo da qui in poi avete l’accesso garantito alle sfide femminili di tutte le categorie al Foro Italico.”
“sono concentratissima signor Luigi e darò il meglio di me!”
“anche io. Sono pronta”
“allora andiamo! Campo 2 con entrata nel campo 1, aspettate che finiscano il game ed al cambio campo entrate ed iniziate il riscaldamento. Iniziate voi quando siete pronte.
La partita si svolgerà al meglio dei 3 set.Non c’è arbitro quindi giocate pulito e divertitevi!”
“grazie Luigi ci vediamo dopo con il nome della vincitrice.”
“in bocca al lupo ragazze”
Ci accingiamo ad andare al campo ed i ragazzi che ci stavano giocando avevamo quasi finito il primo set ed erano quindi al cambio di campo.
Dopo 2 minuti entriamo e dopo aver appoggiato le borse iniziamo il riscaldamento.
Mamma e papà ci avrebbero seguito dall’esterno del campo insieme ad altre persone che c’erano lì al circolo e che volevano seguire le partite.
Ok iniziamo siamo pronte.
Batte Sara.
15-0
30-0
40-0
40-15
Game Sara.
Batto io.
0-15
15-15
30-15
30-30
40-30
40-40
V mio
40-40
V Sara
Siamo al 4 game e mi accorgo che Sara mi ha chiamato una palla fuori,che era però palesemente dentro.
Non ci ho dato peso ed ho continuato imperterrita la mia partita rimanendo sempre concentrata e cercando di non badare alle furbate di mia sorella.
Guardo papà con aria interrogativa,lui mi guarda(aveva capito) e non dice nulla.
Continuiamo.
Dopo 5 minuti di gioco sul 5-3 batto io e sento che Sara grida: NO! Ma come no?? è riga piena!
Mi avvicino alla rete e chiamo Sara.
“te ascolta bene è la seconda che chiami fuori ed invece è completamente dentro alla prossima ti arriva un pallinata in faccia chiaro?”
“ascolta la prima era fuori e la seconda con il riflesso del sole l’ho vista fuori”
Che ballona ho pensato io!!!!
“non mi interessano le tue scuse,sei stata avvisata. Alla prossima vedi.”
Papà non si è pronunciato ed è rimasto al suo posto nell’angolino all’ombra senza dire niente. Immagino che non volesse entrare nei nostri conflitti.
Torniamo al nostro posto ed andiamo avanti.
Game Sara
Andiamo avanti così e vince Sara il primo set: 6-3.
Sono infuriata perchè non riesco a mettere le palle in campo e continuo a prendere il nastro in battuta…. Porca miseria,porca miseria!
Siamo ferme per il cambio del set e vedo che papà non entra e non dice nulla,vuole proprio starne fuori.
Cerco di calmarmi per situazioni spiacevoli che si sono create tra me e Sara.
Mi riconcentro al massimo e prendo la racchetta pronta per ricominciare e vincere questo set e poi quel che sarà sarà!
“dai Sara, dai Miky forza!” Incitava mamma.
Tocca me battere.
15-0
30-0
40-0
Game mio.
Andiamo avanti per circa 40 minuti e ci troviamo a 5-4.
Ma come potevo pensare che non sarebbe successo niente dal momento che Sara, che odia piu di ogni altra cosa perdere, stava per perdere un set.
Tocca a me servire per il set.
15-0
15-15
15-30
Siamo sul 15-40 e batto per il match point.
NO! Urla Sara.
Eh no ora basta mi avvicino alla rete e mi metto ad urlare contro mia sorella.
“sei una stronza di merda che non sa mai perdere, sai benissimo che è dentro ma sei talmente disonesta che dici un sacco di palle e non sei per niente leale”
E mentre le stavo urlando contro sono saltata dall’altra parte della rete e con le palline che avevo nei pantaloncini ho iniziato a colpirle con la racchetta addosso a lei.
“ma che cazzo fai brutta cretina di merda” mi ha urlato Sara.
“È la 3 che chiami fuori pur sapendo che era dentro, ma non sai perdere e quindi ti inventi le cose”
Sciaf, ahiaaaaaaaa, sciaf
Ci stavamo tirando schiaffi, sputi e chi piu ne ha piu ne metta quando mi è arrivata una racchettata in faccia.
“brutta stronza che non sei altro, ma sei matta!!!!”
A quel gesto ho visto mio padre precipitarsi dal suo angolino a dentro il campo accodato poi da mia madre che tentavano di separarci.
Ormai eravamo a terra colante io di sangue dal naso per la racchettata e lei di graffi e contusioni per i calci e pugni datole.
“Sara, Miky ora basta smettetela”
“Sei solo una puttana mi hai fatto male grandissima troia!”
“Puttana sei tu”
“Basta smettetela, Giovanna chiama Luigi e di che mi aiuti a separarle perchè a te ti farebbero male.”
“Bastarda,stronza,vaffanculo tu e il tuo ego di merda!”
“Bastaaa! Ragazze ora basta”
Dopo 1 minuto si precipitó Luigi ad aiutare papà.
“Ehi ragazze basta, ma come vi permettete di fare una cosa simile basta insomma alzatevi.”
“Marco aiutami a dividerle!”
Eravamo talmente incazzate che in 2 uomini non riuscivano a dividerci…. Ma dopo dure fatiche ci sono riusciti e quando lo hanno fatto ci sono stati piantati in faccia ad entrambe 2 ceffoni da farti girare di 360 gradi da mamma e papà!
“Ahia mamma”
“Stai zitta devi solo stare zitta”
“Mi fa male il naso per colpa di quella deficiente”
SCIAF!
Un altro ceffone.
“Continui?”
“No scusa”
Allora, immaginate la scena prese a sberle da mamma e papà a 18 anni davanti a tutti.
E non era finita li abbiamo fatto la sfilata davanti a tutto il campo prese per un orecchio da papà, una a destra ed una a sinistra e portate fuori dal campo.
Siamo uscite dal campo e papà ci ha portate o meglio trascinate da Luigi.
“Avete qualcosa da dire?” Ci intimó papà.
“Mi dispiace di ció che è successo, ma quando la gente non sa perdere non si puó giocare”
“Stai zitta che la prima che mi è saltata addosso perchè ho visto male una palla sei stata tu!!!”
” ma sentila la vittima che parla….”
“Basta!! Basta non mi interessano le vostre diatribe siete state entrambe delle belle maleducate ed ora ne pagherete le conseguenze e per me questo basta. Mi rimetto alla decisione di vostro padre di come punirvi per ció che è successo questa mattina.
Io verró ripagato dal fatto che siete squalificate dai tornei per un anno indietreggiando così la vostra posizione FIT.
Al resto, come già annunciato ci penserà vostro padre.”
“No la prego non voglio pagare per colpa sua, io non ho fatto niente.”
“Ehhh hai sentito il sig. Luigi, questo è quanto per lui ed è giustissimo poi noi faremo i conti a casa!
Ed ora fuori di qui andate in macchina e state buone se no sono guai! Chiaro?”
Siamo uscite e siamo andate verso la macchina dove già mamma ci stava aspettando seduta ed in silenzio.
Dopo 5 minuti ci ha raggiunto anche nostro padre e siamo partiti per andare verso casa.
“Stavolta ci avete proprio deluso, ma che cavolo vi è saltato in mente? Ma è possibile che alla vostra età non possiate andate d’accordo per una stupida partita di tennis?
Siete veramente ridicole, ma stavolta non la spuntate facilmente.”
” mamma ha proprio ragione siete una delusione ed un imbarazzo totale per la vostra famiglia!
Ora appena arriviamo a casa vi togliete quei sudici indumenti sporchi di terra vi mettete una maglietta e ci aspettate in camera vostra con la faccia contro il muro ed il sedere scoperto. Capito?”
Avevamo già capito tutto.
“No papi ti prego le sculacciate no siamo grandi ti prego quelle no”
“Eh Sara ti ho dato il permesso di parlare? Non mi sempre e non ho neanche chiesto il tuo parere e per questo riceverai 10 cinghiate in più! Altre obiezioni? A ecco!”
“Mamma…”
“Cosa vuoi Michela?”
“Mi fa male il naso e mi si sta gonfiando…”
“Ora arriviamo a casa e intanto che papà pensa a Sara te lo guardo, ma rotto comunque non è.
Ora non voglio sentir volare una mosca ok?”
Arriviamo a casa e mentre ci stavamo spogliando papà è andato in cucina a prendere qualche cosa e così anche in camera da letto.
Intanto mamma mi ha guardato il naso e ha detto che era solo una grandissima botta e che con un po di ghiaccio si sarebbe fermato anche il sangue.
“Filate in camera ed in posizione senza fiatare mi avete capito? Senza fiatare!”
“Ok papà”
Siamo andate in camera terrorizzate da quello che poteva accadere…
“visto cos’hai fatto sei la solita,ora per colpa tua le dovrò prendere anche io”.
“basta stai zitta stronza è solo colpa tua!!!”
Dopo 10 minuti mamma e papà tuonarono nella nostra camera.
“Bene, stavolta non ce l’aspettavamo da nessuna delle 2 un conportamento simile,ma non avete imparato niente dai nostri insegnamenti?
Siete solo due disgraziate e maleducate ma stavolta la suonata cambia!
Ve lo garantisco!”
“Concordo con mamma e non voglio aggiungere altro perchè mi prudono le mani.
Allora Sara stesa a pancia sotto sul letto e Michela(odiava quando la chiamavano così, e lo facevano quando erano incazzati)appoggiata alla scrivania.”
“Papà ti prego non togliere le mutandine, ho vergogna.” imprecò Michela.
” decido io cosa fare non tu ok?”
“Sisi scusa”
Ed ovviamente gliele tolse inmediatamente alla sua lamentela, mentre a me le mise a modi perizzoma.
“Sara le prenderà da me e Michela da mamma per tutto il tempo.”
“Pronte?”
“Pronte?”
“Iniziamo con la cucchiarella”
50 colpi!
1,2,3,4,5,
ahiaaaaa
6,7,8,9.10,
ahhhhhhhh
11,13,28,36
Sign sign fa malissimo ahiaaaa
46,47,48,49,50!
Ahh mamma fa maleeee!
“Ora passiamo al paddle”
“Altri 50 colpi!”
1,2,3,4,5,6
Papi basta ti prego mo brucia
Ahhh
17,18,25,26,27
Ti prego basta non resisto mi scotta ahiaaaa
35,40,41,43,46,47,48,49,50!
Sign sign ti prego papi basta mi fai troppo male!
“Deve fare male così prima di fare certe cose ci pensate mille e mille volte!”
“Fosse stato poi per una cosa seria, ma no per una cagata!” Urlò mamma.
“Ora passiamo al Cane” 70 colpi
“Vai cara inizia pure tu, be facciamo 10 per volta così vedi come lo sentono bene…”
“Michela conta e vedi di non sbagliare se no ricomincio tutto! Ok?”
“Ho detto ok? E poi basta lamentarsi e basta piangere, ogni azione ha la sua conseguenza!”
“Ok mamma”
1,2,3 “ummmmmm ahiii”,4,5,6,7″ahhh sign”,8,9,10!
“Bene Sara ora tocca a te, stessa cosa ok?”
“Ok papà.”
1″ahhh”,2,3,4″auchhh,5,6,7″ ummm che male,8,9,10″ arrrrrhhhhh”
Andarono avanti per 70 colpi ve lo posso garantire! un dolore interminabile ed atroce pervadeva ormai il mio culetto ed immagino anche quello di mia sorella.
Ma non era finita, c’era il pezzo forte di mio padre: la cinta!
“Ora ragazze alzatevi ed una alla volta venite sul letto, vi mettete a pancia sotto ben contro la testa del letto. 7 minuti di cinta a testa! Ed in più Sara 10 singole a parte. Iniziamo Michela preparati prima tu! Pronta”
“Si.”
SCIAF,SCIAF SCIAF SCIAF agghhh SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF piano ti prego SCIAF SCIAF SCIAF SCAIF SCAIF arrrrrrhhhh
“Sono passati 4 minuti” diceva mamma che teneva il tempo.
SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF ahhhhhh che male brucia papi basta brucia brucia brucia! SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIA
“6 minuti e mezzo, 6 e tre quarti”
SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF auchhhhhhhhhhhhhhh ahhhhh sign sign sign grrrrrr che maleeeee ti prego finisci papi non resisto.
“7″
SCIAF!
Ahhhh
Un fiume di lacrime ormai rigava il mio volto! “Posso alzarmi?”
“Si mettiti a faccia al muro e smettila di piangere e lamentarti la prossima volta ci pensi prima! Ora tocca a te vieni Sara, mettiti come era tua sorella e preparati 7 minuti più 10 singole! Pronta?”
“Mm”
“Mm cosa si dice? si papà!”
“Si papà!”
SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF…..
Solo ai primi minuti strillavo come un’aquila….
SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF
“3 minuti”
SCIAF “mmmm grrrrr ahhh…” SCUAF SCIAF SCIAF SCIAF
“5 minuti”
SCUAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF ahhhhh che maleeee mi brucia papà basta ti scongiuro basta….
SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF SCIAF ahhhhh che male!
“7″
SCIAF SCIAF! Arrrrrrr auch ahhhh brucia!
“Lo so che fa male e brucia ma va bene cosí! Sara per te ancora 10.”
” ma papi ti prego scontamele ti prego!”
“Ah ah assolutamente no anzi. Rimettiti in posizione subito.”
“Si papà!”
1 ahhhh,2,3 auch,4,5,6 ahhhh grrrrr maleeee,7 ahhh brucia,8,9 ahhhhhh 10!
Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh fa maleeeeeee e brucia un sacco.
” alzati e vai vicino a tua sorella.”
“Speriamo che stavolta, con il culetto cosí in fiamme abbiate capito la lezione e che quando vi siederete pensiate a che grande cazzata inutile avete fatto”
“Esatto confermo ciò che dice vostra madre, ora 10 minuti in castigo e poi potete parlarvi e farvi la doccia poi venite di la da noi”
“A dopo”
Passarono 10 minuti silenziosissimi e dopo di che ci siamo guardate e ci siamo messe a piangere per quello che era successo, mai più cosí ci siamo promesse! mai più!
“Sara scusa non volevo colpirti mi dispiace è stata la rabbia a fare certi movimenti”
“Scusa anche me Miky non volevo colpirti in faccia con la racchetta è stato tutto fatto dalla rabbia anche per me te lo giuro! Vieni qui sorella abbracciami! Promettiamoci che non succederà mai più!”
“Te lo prometto!”
“Ora andiamo a farci una doccia che la terra di dosso mi da fastidio e poi voglio rinfrescarmi il culo, ce l’ho in fiamme!”
“Anche io andiamo anche perchè dopo papà e mamma ci aspettano in salotto, direi che è meglio non farli arrabbiare di nuovo.”
“No infatti”
Dopo 15 minuti con la doccia fatta e la crema rinfrescante messa ci siamo dirette in salotto, senza poterci ovviamente sedere dal male abbiamo ascoltato papà.
“Ho sentito Luigi e ha detto che quello che è successo da voi non se lo sarebbe mai aspettato e per tanto vi vuole tutte le mattine dalle 8 a 12 in campo per la cura dei campi e per fare lavori utili al centro tennis e soprattutto di squadra per vedere se avete imparato la lezione e se ciò funziona, anche se dal mio punto di vista non lo meritate per niente, vi riduce la squalifica a 6 mesi e gli altri 6 vi fa giocare solo in doppio però come squadra sarete voi due sorelle! Per tutti i doppi a venire finchè non imparate a divertirvi insieme e stare bene insieme! Sapete che l’unione fa la forza e Luigi vi da la possibilità di dimostrarlo, non fatelo pentire altrimenti la prossima volta ve la vedrete con lui a suon di vergate chiaro?”
” si papà vedrai che non ve ne pentirete, nè voi nè il sig Luigi che ci da questa fantastica possibilità giusto sorella?”
“Esatto sorella! Te lo promettiamo papi abbiamo capito la lezione giuro!”
“Sisi l’abbiamo capita!”
“Bene io e la mamma ce lo auguriamo di cuore e speriamo che in futuro prima di agire pensiate alle conseguenze delle vostre azioni”
“Ora ragazze andate a fare un po di compiti che fra un po andiamo a fare un giro al lago e poi mangiamo fuori vi va?”
“Aiuto non riusciremo a sederci”
“Ce la farete per una buona pizza si fa tutto, fidatevi di papà”
Dopo l’uscita, che come già anticipato difficoltosa per la seduta, la mattina dopo eravamo già al campo ad aiutare Luigi a sistemare il centro.
Abbiamo infine passato una fantastica estate ed un favoloso inverno con i doppi firmati dalle 2 sorelle!



