Archivio per Novembre, 2009
Racconti di sculacciata: La Liceale e il professore, seconda parte
28 Novembre 2009Continua il racconto di sculacciate di Educatore: trovate qui la prima parte.
Colgo l’occasione per ricordare che per intervenire con un racconto sul blog Perversionis è sufficiente inviare una mail a sculacciata76@yahoo.it
Intanto vi auguro buona lettura e ringrazio il bravissimo Educatore!
Dopo le prime 2 ripetizione altre 2 passano molto simili ,recitazioni bacchettate letture e frustate ,interrogazione con cinghiate ecc,ecc.il mio rotondo culetto si è già abituato a questo trattamento,
arriviamo al 5° sabato dove io mi faccio trovare in giardino già pronta con i libri sul tavolo ee, eee, 3 cinghie 1 di pelle e 2 di cuoio prese nel guardaroba di papà,il professore entra con la solita sacca in mano ,io lo abbraccio lui mi prende per le natiche e stringendomi mi solleva da terra,questo gesto ,oltre che a far accorgere al prof .che sotto il vestitino sono nuda ,basta già a farmi eccitare,ci avviciniamo al tavolo del giardino e lui nota le 3 cinghie, le prende una per volta le arrotola alla mano ,e sorridendomi mi dice brava verramente molto brava Gloria, almeno in questo stai migliorando.
Cominciamo subito la lezione mi dice ,comincio con la lettura dopo poco lui mi ferma,io penzo che cominci a punirmi sto tremando di paura ed eccitazione contemporaneamente, invece mi dice bravissima sei migliorata molto ,
continuo a leggere sperando di farlo arrabbiare invece niente ormai riesco a leggere e tradurre dall’inglese molto bene, continuo a leggere cercando di fare dei piccoli errori ,ma niente da fare il professore continua ad essere molto contento di come vado,io comincio ad essere agitata perchè, si comporta cosi mi chiedo adesso che mi ha abituata alle punizioni non vuole più darmele perchè ?? perchè ??
non so più cosa fare, gli chiedo se desidera un the visto che sono le cinque e lui è inglese,mi dice:. si volentieri vado in casa girandomi e camminando lentamente alzo un poco il vestitino per farli vedere bene il mio culetto nudo ,dopo poco torno con il vassoio in mano preparo le tazze verso il the e ne verso sbadatamente ma di proposito un poco sul tavolo che essendo di quelli in metallo traforato va a finire anche sui pantaloni del prof.,mi scuso col professore e già mi eccito pensando che adesso mi punirà ,invece mi palpa un po una natica dandoci qualche affettuoso sculaccione ,e mi dice non è niente Gloria non ti preoccupare ,io imbroncio il viso cercando di farli capire che a me piace tanto quando mi punisce ,come al solito sembra sia in grado di leggere i miei pensieri e mi dice: Gloria ho capito che ti piacciono le punizione ,non sei l’unica ragazzina ne ho trovate molte altre nelle mia vita ,ma io non sono qui per educarti per tutte le cose ma solo per lo studio capito?, si si professore-bene Gloria continua dopo ancora un po il prof. mi dice :devo andare ci vediamo lunedì a scuola e mi saluta dandomi alcuni colpetti sulle natiche dicendomi bellissima Gloria sei veramente bellissima e mi lascia li eccitatissima e sola.
Io tolgo i libri e le 3 cinghie per riportarle in camera dei miei ,quando sono li di fronte al grande specchio in fondo al letto prendo in mano una cinghia la arrotolo alla mano come fanno gli uomini per punire le figlie e provo a darmi alcuni colpi ma non è facile farlo da soli,allora provo a sdraiarmi di schiena sul letto ed alzare le gambe ,
in questa posizione mi guardo allo specchio e penso che,per gli uomini deve essere fantastico guardare le ragazzine nude in questa messe così,provo a darmi qualche cinghiata un poco i segni si vedono ma non sono soddisfatta ero convinta che me le avrebbe date il professore ed invece no, mi rialzo guardo quei pochi lievi segni e non mi basta ,ma insisto scendo in cucina prendo alcuni mestoli e torno su ,mi metto in ginocchio sul letto mi piego in avanti si hò un bel culo devo proprio dirlo , comincio a darmi delle mestolate e tutto sommato è più facile usare la mestola della cinghia ,continuo a mestolare il mio culo molto forte ed adesso si che i segni si vedono bene,continuo a darmi tantissime mestolate che fanno male ma io insisto fino ad eccitarmi e toccandomi un poco la passerina con un dito raggiungo l’orgasmo.
Il lunedì a scuola il professore mi saluta ed io anche ,ma con la faccia imbronciata,a fine lezione il prof. mi chiama e mi chiede se il pomeriggio voglio andare a lezione a casa sua ,ed io senza pensarci neanche un attimo ,si professore grazie ,il mio viso torna a sorridere .
Passano lente le ore di lezione ed all’uscita mi chiama salgo in macchina ed andiamo velocemente fuori paese in una vecchia fattoria che il prof ha affittato da quando insegna in Italia.
Entriamo è una casa molto vecchia arredata in stile contadino ,è già eccitante questo per me ripenso a dei racconti di punizione che ho letto che si svolgevano proprio in case come queste ,mettiti comoda Gloria e tira fuori il libro,io mi siedo sul divano alzando il più possibile il vestitino a fiori che indossavo già a scuola, il prof. si siede di fronte a me ed all’improvviso ( non riesco ad immaginare come lo ha capito) mi domanda : hai provato a dartele da sola vero? il mio viso prende fuoco tanto è rosso ma professore cosa dice noooo!! ma dai dice lui dimmi la verità,io sempre più rossa in viso chiedo timidamente perchè lei ha conosciuto altre ragazze che lo fanno ,certo mi risponde non sono molte ma alcune lo fanno ,il prof. con la massima calma mi dice; bene Gloria fammi vedere come fai ? come prof, rispondo io tra lo sconcerto e lo spavento,lui ripete la domanda ,ho detto fammi vedere come fai ? io ma prof.no nooo il viso mi si avvampa di vergogna ,non ti devi vergognare mi dice ti ho gia vista nuda forza io come un automa mi infilo le mano sotto il vestitino e tolgo le mutandine poi mi piego in avanti tirando su ilvestitino e dico ecco mi sono messa cosi e ho provato a darmi delle cinghiate e mestolate ,no no Gloria non hai capito ho detto di farmi vedere come te le davi ,ve bene prof. mi alzo mi sfilo il vestito restando solo con le scarpette ed i calzini poi nuda di fronte a lui con aria di sfida dico: vuole per piacere darmi la cinghia dei pantaloni ,lui in silenzio se la sfila e me la passa ,io la prendo la piego in due e poi provo a batterla sulle mie tonde chiappette ,lui mi guarda in silnzio e poi mi dice :no no cosi non va ti insegno io ,vieni mi dice mettiti seduta sul letto ,ecco brava adesso alza le gambe in alto bene cosi guardati nello spechio ,come ti vedi? bene professore le cosce e la farfallina bionda sono li bellissimi riflesse nello specchio ,ecco, mi dice il profesore prova a cinghiarti così ,io provo dei colpi leggeri e dico dentro di me cosi è facile il professore si mette a sedere vicino al mio corpo nudo in quella magnifica posizione, io comincio a darmi cinghiate che arrossiscono un pochino il culo e le cosce,lui allora mi dice più forte Gloria più forte io picchio più forte stringndo i denti e devo dire che non fanno molto male , dopo una trentina di colpi il prof. mi dice Gloria passami la cinghia ,lui la prende e mi da una decina di cinghiate belle forti io urlo dal dolore ma anche dalla sorpresa ,poi mi restituisce la cinghia e mi dice: hai capito come te le devi dare ,si prof,io ricomincio sperando che dopo sia lui a completare l’opera invece dopo poco quando comincio ad eccitarmi mi dice: basta cosi Gloria adesso recita le poesie in inglese, a fine lezione ,la delusione ,mi dice: adesso io ho da fare Gloria ci vediamo domani a scuola ,io sempre più delusa ed imbronciata faccio per andare lui mi da un fortissimo sculaccione sul vestitino e mi dice :facciamo un patto tu datti da fare questa settimana che è l’ultima ed io sabato pomeriggio ti darò una punizione che la ricorderai per tutta la vita ,grazie professore grazie tante ,gli dò un bacino sulla guancia e vado via eccitatissima pensando al Sabato.
Passano lenti i giorni e le notti insonne a pensare alla severa punizione che mi hà promesso e per penzarci meno di giorno studio molto per accontentarlo il più possibile .
finalmente arriva il sabato ultimo giorno di scuola ,all’uscita saluti baci ed abbracci per le ragazze di 5° come me il lunedì cominciano gli esami , il professore mi chiama e mi dice vengo alle 3 a casa tua vedrai che sorpresa ,non capisco cosa sia la sorpresa mi ha già detto che mi punirà.
Alle 3 esatte da tipico inglese suona alla porta, vado io ad aprire dico a i miei che oggi sono in casa ,apro e lo vedo in compagnia di Roberto il ragazzo nipote del vicino di casa ,io con l’espressione stupita chiedo cosa ci faccia lui qui il professore interviene e dice: Gloria oggi riceverai una severa punizione di stile Inglese -come sarebbe chiedo io-sarebbe che sarai punita di fronte a parenti e vicini di casa -ma prof.nooo!! noo!! non può -perche non posso certo che posso-io ho il viso in fiamme mi vergogno da morire non credevo che la sorpresa fosse questa ,a parte i miei genitori ed anche Roberto che mi piace, ma gli altri i vicini ed addirittura stanno arrivando i miei zii ,e poi papà con la massima tranquillità mi dice che ha invitato anche il direttore del personale della nostra fabbrica ,io a fine estate devo andarci a lavorare ,sono veramente imbarazzata ,il prof, mi passa un scatola e mi dice di andare ad indossare quello che contiene ,vado su apro la scatola e vedo un completino da collegiale così composto dal basso in alto
Scarpette da tennis rosse calzine sottili bianche che finiscono sopra il ginocchio con nastrino rosso e pom pom mutandine bianche di cotone classiche che lasciano nude un pò più di metà natiche gonnellina a quadri scozzese che arriva appena a coprire le natiche ,camicetta bianca con cravattina rosa e giacchina corta azzurro chiaro con stemma originale e scritta ST.THOMAS “SEVERE FEMALE COLLEGE”
mi guardo allo specchio e non posso fare a meno di definirlo eccitante mi piego diverse volte a 90° le le piccole mutandine si insinuano nel solco lasciando praticamente le natiche nude ,poi scendo le scale sotto lo sguardo di tutti passo di fronte a Roberto che mi sussurra “sei stupenda magnifica” grazie rispondo io ,il prof.mi chiama vieni qua appoggiati al tavolo ,io eseguo in quella posizione la gonnellina sale fino a scoprire tutto il culo ,il prof mi accarezza le natiche sode e bianche poi tira fuori una cinghia non molto larga lunga 60 centimetri circa molto rigida dalla parte del manico e flessibilissima dal lato caldo (se cosi lo vogliamo chiamare) gli ultimi 10 centimetri sono divisi a metà ,chissà come sarà il suo morso ,ma ormai ci sono
la prima cinghiata arriva fortissima sulla natica destra seguita subito dalla 2° dalla 3° 4 5 6 7 8 9 e 10 io faccio un lungo hhhaaaaaauuuuu e profondi respiri come fanno male ,non è niente Gloria siamo solo all’inizio.e ricomincia con altre 10 cinghiate molto forti tutte sulla mia chiappetta destra ,ed ancora senza sosta 10 sulla sinistra tutti bisbigliano qualcosa che non sento,sento solo papà che dice bene bene professore ,adesso il prof.mi ordina di togliermi le mutandine ,io eseguo ,subito mi prende sotto il suo braccio sinistro e giù veloci una trentina di cinghiate veloci anche sulle cosce ,quando mi lascia io saltello massaggiandomi natiche e cosce freneticamente , il prof. mi blocca e mi ordina di sdraiarmi sul basso tavolinetto rettangolare vicino a tutti gli spettatori che commentano positivamente il trattamento che stò ricevendo ,questa posizione mi piace molto lascia le natiche belle tonde piene e rilassate e assorbono molto bene i colpi dati con diversi strumenti ,il professore tira fuori una sottile bacchetta lunga circa 1 metro con manico ricurvo,deve essere il famoso cane inglese ,il prof.infatti spiega a tutti gli ospiti cosa è a cosa serve e come funziona facendola fischiare in aria molte volte ed ogni fischio il mio culo vibra e freme ,dalla paura ma anche dall’eccitazione ,non vorrei che i miei ,li zii, e gli altri si accorgessero che a me piace essere punita e che mi eccita tantissimo ,il prof.chiama Roberto che si inginocchia vicino a me ,il prof, gli chiede di temermi ferme le gambe ,Roberto prima mi sussurra in un orecchio “ho capito che ti piace e sono contento” grazie rispondo sottovoce,poi mi prende per le cosce ,è bellissimo sentire le mani del ragazzo ,ma un attimo dopo con colpetti di bacchetta sulle cosce il prof.dice tienile all’altezza delle ginocchia questa zona serve libera ,un attimo dopo un fischio seguito da un tremendo schiocco sulle mie natiche che per reazione le inarco al massimo facendo vedere a Roberto la mia micetta bionda dorata il prof conta 1 poi subito an altro colpo molto forte anche questo haaahhhhhh grugnisco io ,non voglio urlare o perlomeno ci provo voglio dimostrare al professore che non solo le ragazzine inglesi le sanno prendere , il 3° ed il 4° colpo arrivano uno di seguito all’altro aiiahhhhh uuuhhhhh aaiio Roberto mi tiene ferme le cosce sento che le tremano le mani atri fischi seguita da ltrettanti schiocchi
sul mio culo ed anche sulle cosce hhaaaiia uuuiii oooioooo brava Gloria sento mio papà che mi dice molto bene non ti facevo cosi determinata ,anche i vicini fanno i suoi apprezzamenti specialmente sulle mie forme,certo non capita tutti i giorni di veder frustare una bella ragazza a culo nudo,le bacchettate continuano severe il culo mi brucia da morire ma,non cedo sento il sig.Carlo il direttore del personale che dice: bene bene cosi sò come comportarmi quando dopo le ferie verrai in ufficio Gloria, (questa non l’ho capita ma!! ) le bacchettate proseguono fortissime anche la mia eccitazione e tanta che dopo poco a forza di inarcare il culo sù e giù hò un seppur piccolo orgasmo che nio cugino se ne accorge e mi da dei colpettini sulla coscia destra,nel frattempo il prof.da gli ultimi 6 colpi fortissimi e di seguito tre sulle natiche e tre sulle cosce ,adesso proprio non resisto e tiro due urli di dolore ,bene Gloria abbiamo finito ,poi rivolgendosi al pubblico dice: come avete visto questo è il modo di educare e di punire le studentesse in inghilterra ,non è stata una punizione molto severa ma tutt’altro in quanto si può arrivare al doppio dei colpi che ho dato a Gloria ed in casi eccezionali il triplo ,bene Gloria puoi andare a rinfrescarti ,io mi also saluto tutti e ringrazio per aver assistito alla mia giusta punizione mi avvicino a papà lo ringrazio e gli dò un bacino poi mi giro per andare lui mi blocca tenendomi per i fianchi mi guarda bene da vicino il culo poi mi congeda ,passo davanta a Roberto e dico vieni con me ,saliamo in camera mia ,siedi sul letto Roberto faccio una doccia veloce. poi esco completamente nuda e mi sdraio sul letto a culo in sù ,lui mi accarezza natiche e cosce e mi dice sei stupenda Gloria, grazie gli rispondo poi mi giro apro i bottoni dei suoi pantaloni esce sbocciando dal nulla un bellissino pene inizio a leccarlo piano piano fino a che un getto caldo mi schizza nel viso allora mi sdraio sulle ginocchia di Roberto con il culo magnificamente rosso striato di viola lo inarco al massimo Roberto mi infila un ditino tra le ali della mia farfallina dorata e poco dopo raggiungo un orgasmo eccezionale
ciao a tutti da ” educatore”
P.S. prossimamente vi racconterò qualche vicenda vissuta realmente quelle vicende che mi anno appassionato alla disciplina
Foto di sculacciate: frustata sul divano
27 Novembre 2009Racconti di sculacciate: Dal Preside
26 Novembre 2009Oggi pubblico un racconto di sculacciate che ci è stato regalato da Educatore.
Buona lettura a tutti e grazie all’autore del racconto.
Tutto iniziò un lunedì mattina un’ora prima della fine delle lezioni ,bussano alla porta dell’aula entra la bidella e chiama: Nadine! sei desiderata dal preside .
Io resto per un momento a fissare la bidella,lei ripete Nadine! dal preside ti vuole è nero dalla rabbia, io mi avvio verso la porta i compagni e le compagne bisbigliano ,qualcuno dice a bassa voce “te lo fanno il culo ora vai vai” io rispondo facendo la linguaccia proprio come una perfetta monella ,arrivo alla porta del preside ,busso ,avanti ,appena entro mi accorgo che seduta di fronte al preside c’è mia madre nera nel viso come mai l’ho vista ,buongiorno preside,lui buongiorno e basta? con voce austera quante volte ti ho detto come si dice,allora io sbuffando va bene a bene bungiorno sig. preside con tono a sfottere ,il preside dice visto signora cosa le avevo detto, mia madre è sempre più incazzata nera ,io la guardo e penso va bè, vuol dire che a casa prenderò una bella dose di mestolate non sarà la fine del mondo ,ma appena mi avvicino alla mamma e stò per sedermi, il preside urla chi ti dato il permesso di sederti, non mi ero ancora seduta avevo solo fatto il cenno di piegarmi ,mi blocco in piedi e mi sento arrivare 3 sculaccioni forti sulla natica destra che il sottile vestitino estivo (ormai siamo a fine maggio) non ripara per niente dalle sculacciate,io tiro un leggero urletto poi guardo il preside che soddisfatto mi dice tua madre a fatto bene ,io rossa in viso mi vergogo da mirire ,il preside continua ad elencare tutte le cazzate da me combinate dopo poco la mamma mi rifila 6 sculaccioni molto forti sono in piedi e sempre più rossa nel viso da prendere fuoco ,il preside dice benissimo signora molto bene ,io ma mamma non vorrai mica pinirmi di fronte a lui ciack ciack ciack ciack ciack ciack 6 sculaccioni e la mamma che mi dice :lui chi ,ed io il presede mamma chi sennò 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10 sculaccioni che mi lasciano senza fiato ,e la mamma che mi dice: come il preside ,io il sig. preside ,bene dice il preside cominciamo ad andare meglio ,
poi elenca altre cose che ho combinato
subito la mamma alza la mano ma il preside la ferma ,melo male penzo io ma un attimo dopo dice : la faccia girare col culo da questa parte ,io faccio uno scatto indietro ma la mamma fi affera e mi urla in faccia girati e ciacckk ,io ma mamma e lei girati ciaacck ciaacckk ciiiiaaaaaccckkk ,il culo mi brucia da morire deve già essere rossissimo ,mi arrendo giro il culo vrso la cattedra e subito la mamma mi rifila un’altra decina di sculaccioni ,il preside si alza in piedi per vedere meglio ,io sento un dolore tremendo alle natiche ma ,anche un tremore interno di eccitazione ,questa situazione con la mama che mi sculaccia di fronte ad un uomo estraneo ,mi da una strana eccetazione ,poi di colpo ritorno alla realta ,chissà cos’altro a detto il preside alla mamma,ma il fatto è che mi alsa il vestitino io cerco di oppormi ma subito dopo la lascio fare per paura di peggiorare la già umiliante situazione,lo infila in alto nelle spalline lasciandomi nude cosce natiche e schiena ,praticamente a culo nudo visto che le mutandine sono mini mini , e subito dopo arrivano gli sculaccioni forti fortissimi tanti ,sento il preside che dice ; bene signora molto bene ancora signora ancora non è sufficentemente rosso il culetto della bambina continui ancora e forte più forte ,la mamma non se lo fa certo ripetere e giù sculaccioni ,poi appena si ferma mi da un’ordine che mi fa vergognare tantissimo anche se mi eccita molto,mi dice: vai di la dalla cattedra a fer vedere bene il culo al sig preside ,io guardo la mamma in segno di supplica ,ma lei è imperterita anzi mi dice appena arrivi di la dalla cattedra ti togli le mutandine affinchè il sig, preside possa vederti bene , ormai sono domata non ho più la forza di opporre resistenza ,con il vestito in alto sulle spalline vado dal preside mi piego a 90° per sfilare le mutandine e le appoggio sulla cattedra poi in piedi praticamente nuda aspetto ordini ,il preside si infila gli occhiali poi si china dietro di me e con le mani mi prende le mie tonde sode natiche rosse di fuoco le accarezza delicatamente ,poi premendo una mano sulla mia schiena mi incita a piegarmi fino a toccare le punta delle scarpette ,è una posizione eccitantissima che mette in mostra tutta le mie fattezze di giovane femmina ed eccitata per giunta,dopo un po di palpeggiamento alle mie chiappette mi rimanda dall’altra parte della cattedra metti le mani sulla testa e fai 3 giri della cattedra prima di fermarti ,io col culetto rosso rosso mi incmmino ma,al primo giro la mamma mi ferma per darmi una ventina di sculaccioni ,e mi accorgo che fa un cenno al preside che io non capisco ma,appena passo vicino al preside ,mi rendo conto .anche lui mi ferma e mi sculaccia fortissimo molto più forte della mamma ,io urlo cerco di trattenermi sono molto resistente alle punizioni ,ma ora sono veramente forti ed in piedi si sentono anche di più ,poi secondo giro mamma e preside mi sculacciano ancora cosi come il terzo ,le natiche mi vanno a fuoco, le cosce pure perche il preside picchia anche quelle alla fine dei tre giri mi accascio a terra ma subito il preside mi prende per una mano e mi dice di alzarmi e mi mette in castigo in ginocchio su una sedia, col culo rossissimo girato verso di lui,provo a massaggiarmi il culo ,ma mi arrivano 4 sculaccioni tremendi uniti all’ordine di non toccarmi il culo e tenere le mani sulla testa .
Dopo una breve pausa il preside continua a raccontare alla mamma i miei disastri a scuola ,la mamma mi chiama:Nadine io mi giro e vedo che in mano ha una bacchetta di legno sottile non è molto grossa ,sarà lunga una cinquantina di centimetri ,io imploro la mamma di smettere ma,non ottengo nessun risultato mi ordina di togliermi il vestito ,io eseguo vedo lo sguardo del preside che mi scruta tutta nuda ,io tremo dalla paura dal freddo ma, sono anche molto eccitata ,sento all’interno della micetta tanto calore .salgo sulla scrivania e mi sdraio con le gambe dal lato dove sta il preside ,per fargli vedere meglio tutta ma mia femminilità ,la mamma mi dice: Nadine adesso ti darò 50 bacchetate e altre 50 te le darà il preside se le riceverai con dignità e rigrazierai ogni 10 colpi avremo finito altrimenti ci sarà un’aggiunta .la mamma comincia su natiche e su cosce fortissime (c….o) dico io e sottile la bacchetta ma efficacissima ,resisto i primi dieci colpi e subito ringrazio la mamma ed anche il sig preside,tanto per non sbagliare.e subito ricomincia la bacchettatura 11-12———-18-19-20 aahhhuuuiii uuuiiiii grazie mamma grazie sig,preside 21-22-23———29-30 aaauuuiiiii basta basta aaaaiiiii un po di pausa e sento il preside che dice Nadine non hai ringraziato sono 10 colpi in più ,noooo noooo zitta 31-32——–39-40 grazie mamma grazie preside ,Nadine dovevi dire sig.preside altri 10 colpi in più ooo nooo nnoooo zitta 41-42-43-44——48-49-50 aaaiiiaaa uuuiiii basta basta il culo mi prende fuoco ,il preside mi controlla bene tutto il culo e le cosce poi mi ordina di scendere ,io lo supplico mi inginocchio ai suoi piedi mi aggrappo alle gambe ma il preside mi urla:è cosi che ricevi la punizione con dignità ancora altri 10 colpi in più .ed io nooo nooo preside basta , e lui ancora solo preside altri 10 colpi ,vieni qua sulle mie ginocchia ed inarca bene il culo .la mamma dice al preside di darci dentro di farmele sentire come se non ci pensasse già da solo, cominciano le bacchettate ,prime dieci grazie sig preside altre 10 grazie sig preside ancora 10 quasi tutte sulle cosce anche in basso dove la pelle era ancora bianca e fanno malissimo io urlo come un’aquila hhhaaaiiiaaa hhhaaaaiiu basta basta ,grazie sig preside poi le ultime 10 grazie sig preside ,abbiamo finito melo male ,resto sulle ginocchia del preside con le natiche inarcate al massimo la micetta nera sotto il naso del preside calda che prende fuoco ,poi mi fa alzare mi prende per mano e mi porta di fronte ad un grande specchio ,gurda il tuo culo Nadine è una spettacolo incredibile tutto rosse scuro con punti bluastri gonfio che mi sembra gigante ma è anche incredibilmente eccitante ,ma una voce severa mi riporta ancora una volta alla realtà Nadine ai dimenticato i colpi supplementari sono 40 ancora da ricevere ,nooo nooo sig, preside non resisto più ,ma lui non si fa impietosire
vieni qui ,ha preparato 2 poltroncine spalliera contro spagliera mi fa salire in ginocchio su una poltroncina ed appoggiare il ventre sulle spagliere accostate e piegare il busto fino a toccare con la testa il sedile dall’altra poltroncina
in questa posizione umiliante ma nel contempo eccitante il preside avvicina un mobile con un grande specchio perchè io possa vederci tutta la mia immagine con a fianco l’immagine del preside con la bacchetta ,è umiliante ma anche terribilmente eccitante il preside alza la bacchetta io chiudo un po le cosce ,no no Nadine devi stare ferma e natiche rilassate e guardare nello specchio il tuo culo che riceve i colpi e dovrai contarli uno ad uno la mamma dice al preside di darmele molto forti,il mio giovane corpo in questa posizione sembra un violoncello un vergine violoncello da suonare bene ,la nera farfallina ad ali aperte sembra che attenda eccitata le ultime bacchettate, comincia la prima bacchettata forte proprio nel centro del culo aahhhiiiaaa uuiii 1 grazie sig preside e sbito 2 ecc,ecc, 3-4-5- io urlo disperata sono fortissime ma resisto fino alla fine dei 40 colpi resto in quella posizione guardo il mio bel culo tutto rosso e viola fino a più giù di meta cosce ,poi finalmente il preside mi fa rialzare e mi dice rimettiti il vestitino e torna in classe ,io ormai completamente domata mi rivesto vedo che il vestito lasca scoperte le cosce fino al punto dove sono segnate le mutandine non le indosso perche fa più male il culo preferisco lasciarlo nudo ,rientro in classe ,tutti mi guardano in religioso silenzio il professore mi chiede come è andata ,io prendendo fiato dico è andata bene ,il prof. sorride e dice vai al posto,ma la porta si apre ,entrano il preside con la mamma ,io impallidisco al penziero che raccontino a tutti cosa è successo ,ma un attimo ed il mondo mi crolla addosso,il preside mi ordina di alzare bene il vestito e fare il giro tra tutti i banchi affinchè tutti i compagni maschi e femmine possano vedere il mio culo ,io ma, preside non ho le mutandine,non è un mio problema sei tu che non le hai volute rimettere ,io raccolgo tutto il mio ultimo coraggio also il vestito e giro tra i banche ed i commenti dei compagni ,poi arrivo alla cattedra il preside mi fa piegare fino a toccare con le mani la punta dei piedi e dice ;avete visto il culo di Nadine ,bene d’ora in poi in questa scuola chi non si comporta bene avrà il culo cosi ed anche di più
Foto di sculacciate: sculacciata con il righello
25 Novembre 2009Racconti di sculacciata: Sculacciata con Dario, Parte seconda
24 Novembre 2009M. ci ha preso gusto e ci regala il seguito del racconto di sculacciata che ho pubblicato l’altro giorno!
Buona lettura a tutti!
Oramai la cosa è diventata abituale.
Poche parole che non vanno e subito vengo messa con i gomiti sulla cattedra e le gambe larghe per essere punita.
Succede raramente che il professore mi prenda sulle ginocchia, ma se lo fa non scendo se non dopo le lacrime.
Sono l’unica a cui è riservato questo trattamento.
Lunedì mattina, durante l’ora di matematica sono sgattaiolata in giardino a fumare e ovviamente Dario passava di lì.
Non faccio in tempo a nascondere la sigaretta ma comunque il mio essere fuori dall’aula a quell’ora mi ha già fatto guadagnare un giro sulla cattedra.
Dario si avvicina ridendo e come tutte le volte che siamo soli il suo tu mi travolge: “speravo proprio di poterti punire oggi” dice togliendomi la sigaretta dalla mano “ma non immaginavo di aver vita così facile, pensavo di doverti interrogare” conclude facendo un tiro.
“Mah, in realtà ero preparata sulla lezione…” sorrido anche io anche se sento l’agitazione attanagliarmi lo stomaco.
“Sì bè, non eri preparata sul capitolo che ancora dobbiamo fare però…che robaccia, solo tu puoi fumare queste sigarette alla menta…” sussurra e sorride.
Ha il sorriso più bello di sempre.
Ma sono gli occhi, come ogni volta che mi guarda, a perforarmi.
“Ti consiglierei di rientrare, non vorrai farti punire ora in mezzo al corridoio…no?”
Non me lo faccio ripetere: mi volto e mi allontano, ma sorrido sentendo il suo sguardo induggiare su di me.
“Ah, Maria, non sarò buono come al solito, odio le ragazzine che fumano..”
E’ “ragazzine” a farmi montare una certo dissenso.
Ragazzine? Ho vent’anni!
Passo il resto dell’ora in attesa, e man mano il panico cresce. Finché mi fa sculacciare con la riga e i pantaloni da un compagno è posso sopportare ma quando mi mette sulle sue ginocchia …
Non mi lascia scendere finchè non lo prego.
E stavolta ha un ottimo motivo per punirmi.
Passano i minuti.
Intervallo.
Cambio dell’ora.
Dario entra in classe.
Porta una camicia a scacchi tremenda e dei jeans chiari.
Nemmeno troppo.
La barba è lunga.
Forse di due settimane.
E’ bellissimo in questi colori scuri.
Non si siede alla cattedra.
Prende una sedia e la posiziona al centro dell’aula.
Mio dio, nemmeno il tempo per prepararmi.
“Signorina, si rende conto di quello che ha fatto?”
Espone le mie colpe alla classe. E come al solito mi chiede di avvicinarmi.
Ho imparato la lezione, faccio da me.
Gli arrivo vicino e lo guardo.
Lui serio mi tira il braccio e mi trascina sulle sue ginocchia.
Prima che arrivasse lui ero la ragazza più ammirata della scuola, ora sono una ragazzina che viene spesso sculacciata dal giovanissimo professore.
Non passano nemmeno 30 secondi da quando mi sono sdraiata che Dario inzia a sculacciarmi seriamente.
Con il tempo e la pratica i suoi colpi sono diventati più precisi, ritmati, dolorosi.
Poi ha anche imparato che spogliandomi gradualmente ottiene un risultato maggiore.
Mi abbassa i pantaloni.
Mi sculaccia senza soste.
E non colpisce solo il sedere ma anche le cosce.
Sento il rossore propagarsi.
Inizio a lamentarmi e a muovermi.
Tiro su i piedi, lui li riabbassa, mi fa toccare con le ginocchia quasi il pavimento, mentre con un braccio mi tiene la schiena.
Più scalcio e mi muovo più la sua presa è salda e i suoi colpi forti.
Sono colpi veloci..
Saranno settanta colpi di già.
Mi lacrimano gli occhi..non riesco a tenere i piedi fermi e li alzo, li abbasso e li rialzo.
Scalcio continuamente.
Cerco anche di difendermi con le mani ma lui me le blocca dietro la schiena.
Non smette di colpirmi.
Il dolore è insopportabile..
“Dario, ti prego…”
Stavolta sussurro io, cercando di far leva su una sorta di complicità che spero esista…
Lui si ferma un attimo.
Ma è solo per abbassarmi le mutandine fino alle ginocchia.
Ed io mi ritrovo nuda sulle sue ginocchia mentre la classe intera mi osserva.
Ha delle mani bellissime, le sento.
Lui continua a darmele con la stessa intensità, quanta forza può mai avere un ragazzo così magro?
Il rossore si incupisce sempre di più.
Le sculacciate saranno oramai più di 200.
Mi brucia tutto.
Sentendo commenti e risate dai miei compagni inizio a piangere copiosamente.
Soprattutto quando con un gesto che vorrebbe apparire naturale, ma che non lo è, il professore mi fa aprire le gambe.
Sono arrabbiata e impotente.
Piango di più.
Non credevo me ne avrebbe date tante.
Lui continua implacabile.
I colpi sono forti, molto forti.
Il sedere e le cosce mi bruciano.
Piango forte e ad ogni sculacciata i singhiozzi si fanno più intesi.
Grido e gemo.
“Dario basta…scusa…io…”
Nulla, sembra intezionato a punirmi duramente.
Grido, i capelli mi coprono la faccia ma scuotendo la testa li tolgo.
Grido forte.
Non mi interessa nulla.
Ho il viso rossissimo rigato dalle lacrime e contratto nel dolore e nello sforzo di pregarlo di smetterla.
Poi imporvvisamente Dario smette di colpirmi.
Chiudo gli occhi un momento e mi rilasso.
Troppo presto.
Sento a contatto con il mio sedere rossissimo una paletta di legno.
Non riesco a pensare che già Dario inizia a darmele con quella.
“noooooo…bastaaaa….aaaaaaaiii ti prego….LA PREGO…”
Nemmeno le grida sono sufficenti.
Piango e cerco di svincolarmi ma lui mi tiene troppo stabilmente.
La mia faccia è sempre più rossa, ma nulla rispetto al sedere.
La punizione va avanti, credo di impazzire.
Singhiozzo come una bambina, totalmente in suo potere.
Poi la paletta si ferma.
Spero che sia finita quando, invece, riprendono i colpi con le mani.
Grido, grido di più, sconvolta.
Contraggo il bacino ma ad ogni sculacciata vado avanti.
Poi, mentre piango disperata, lui mi fa alzare in piedi.
Poco gli importa che io sia nuda.
Mi prende per l’orecchio e mi porta fino alla lavagna.
Ho i pantaloni e le mutandine alle caviglie e cammino con fatica ma mentre urlo e piango lui mi aiuta con altri sculaccioni.
“Rimarrà così fino alla fine della lezione, signorina”
E mi lascia lì a sedere nudo, a piangere mentre chiede alla classe di prendere il libro di testo “cospirazione a delinquere” (è la materia che insegna!).
Piango ancora ma silenziosamente.
Singhiozzo senza tregua.
In un pianto che è quasi isterico.
Non ne avevo mai prese così tante.
Ho il sedere in fiamme e mi vergogno.
Sono l’unica che tutti in classe hanno visto nuda.
Passano i minuti, le mezzore e suona la campanella.
Io credo di potermi rivestire e tento di alzarmi le mutandine.
Dario mi vede.
Si avvicina e mi da altre cinque sculacciate.
Ricomincio ad urlare e a singhiozzare di più.
“Chi ti ha detto di rivestirti?”
Oramai siamo soli
“Perché mi fai questo?” gli grido “sono l’unica che tratti così…mi hai fatto male…” piango “non è giusto”.
“Perché sei bellissima quando fai la tigre domata” il sussurro è impercettibile.
La sua mano che mi ha colpita tante volte mi accarezza il volto.
“E comunque tu queste punizioni le meriti…” mi dice ma mi abbraccia.
Lo guardo e ho una voglia…
“Non così tante…”
Lui sorride “sembri una bimba di cinque anni quando dici così, ma la vuoi fare un po’ la donna?”
Come si possa far la donna con il sedere in fiamme e le guance coperte di lacrime mi sfugge.
La mia mano, senza permesso, si dirige tra le sue gambe.
Lui mi bacia sulla guancia.
Ci guardiamo.
Le mie gambe cedono, mi metto in ginocchio davanti a lui.
Le sue mani mi accarezzano i capelli ed io con un’audacia che non credevo d’avere gli slaccio i jaens, tiro giù la lampo e abbasso le mutande.
La mia bocca non riesce a frenarsi.
Lo prendo in bocca.
Sento le lacrime e il bruciore del sedere.
Il prenderlo con le labbra mi dà la bellissima sensazione di essere dominata completamente.
Lo lecco mentre con le mani massaggio i testicoli.
Lo sento in gola e poi di nuovo tra le labbra.
Sembra che gli piaccia…
Ma stavolta sono sicura, non quanto piace a me…
Foto di punizioni: ragazza calpestata
23 Novembre 2009Racconti di sculacciata: Sculacciata con Dario
22 Novembre 2009M. ci invia questo bel racconto di sculacciate: buona lettura!
Il professore mi ha già ripresa due volte, ma voltandomi di sfuggita riesco a dire a Giulia un’ultima cosa.
Tutte e due iniziamo a ridacchiare sonoramente.
“Signorina, la smette di distrubare?” è di nuovo il professore a sgridarmi.
Ma perché a Giulia non dice nulla, eppure ridiamo entrambe?
Dario è un supplente arrivato da poco, troppo giovane per essere temuto o per essere rispettato.
Mi guarda attraverso quegli occhialetti con i suoi occhi castani profondissimi.
Il volto giovane con poche rughe di arrabbiatura per il mio comportamento è rivolto verso di me.
Mi accorgo solo io di quanto sia bello?
Le sue labbra dicono qualcosa che io non ho nemmeno ascoltato, ma non posso permettergli di parlarmi così.
Appena arrivato e già mi scoccia?
“Sese, come no” rispodo con il mio tono di sfida.
Lui non coglie e ricomincia la lezione.
Proprio mentre parlo a Giulia della notte passata sento di nuovo la voce melodiosa del professore rivolgersi a me: “Signorina, si alzi in piedi!”
Lo guardo.
Mi alzo, non me lo faccio ripetere.
Adoro sentire tutti gli sguardi addosso.
“Ha distrurbato tutta la classe, non pensa di doversi scusare?”
Lo guardo.
Stasvolta negli occhi.
Scoppio a ridere, ora tutti mi fissano: “credo proprio di no!”
“Oh, io penso proprio che dovrebbe..”
“E sa cosa me ne faccio dei suoi pensieri?” lo dico cercando di fare la brillante, in realtà sono una stupida.
“Provi a dirlo, su lo dica…”
Eppure in quel momento mi manca il coraggio.
Non sono abituata a una tale calma, una tale freddezza.
Di solito mi lanciano punizioni o al massimo mi sbattono fuori.
Appoggio le mani sul banco e fissandolo dico scandendo le sillabe: “me ne sbatto altamente!”
Lui mi osserva in silenzio, ed io comprendo che non finirà così: “Uhm, il suo menefreghismo mi annoia a morte, ma la prego si avvicini alla cattedra”
Naturalmente io lo ascolto, ma mi siedo.
Non posso cedere ora, mi guardano tutti.
“Ah, ma bene. Ha bisogno proprio di una lezione”
Si alza dalla cattedra e si avvisina al mio banco.
Quasi mi spaventa questo gesto repentino.
E li davanti ai miei compagni mi prende per l’orecchio.
Non credo che sia vero, come una bambina sono costretta a seguirlo.
Sbuffo e mi lamento dicendogli di lasciarmi e lui in un bisbiglio che posso sentire solo io mi dice: “non parlerei così a chi ha in mano il mio orecchio”
E in effetti la presa è salda, ma non posso cedere.
Mi porta davanti a tutta la classe e mi ordina di appoggiare i gomiti sulla cattedra.
Un po’ mi tremano le gambe, immagino come proseguirà, ma lui mi sorprende sedendosi di fronte a me, in cattedra, al suo posto. I suoi occhi mi fissano il volto con una tale intensità che sembra ustionarmi.
Per la prima volta distolgo lo sguardo.
“Deve tenere gli occhi fissi su di me, ha capito?”
Lo guardo con intensità, e lui, senza spostare lo sguardo di un millimetro dice al secondo della fila di prendere la riga e posizionarsi dietro di me.
“Oh, lei non può…” dico io che ho oramai capito
“No, ha ragione non posso ma lo farò. Meglio per lei che collabori”
Continua a fissarmi mentre dice a quello con la riga in mano di iniziare…a colpirmi.
E quello cavallerescamente lo fa.
La prima è cocente, più per l’imbarazzo che per il dolore.
Ne arrivano molte, sento il sedere sotto i miei pantaloni arrossarsi.
Non mi lamento nemmeno una volta e lo lascio fare, il dolore è solo una percezione?
Provo a guardarmi intorno ma Dario immediatamente mi richiama all’ordine: “Signorina Maria, occhi fissi su di me”.
Oddio, perché sentirgli proninciare il mio nome gli fa questo effetto?
Dopo una trentina di colpi inizio a non poterne più.
Vorrei finisca ma non dico nulla.
E’ lui, il professore, a rompere il senzio mentre I nostri sguardi si tengono: “allora, ha ancora voglia di fare la strafottente? Io non mi stancherò di certo….”
Mi sento sconfitta, è vero, lui non si stancherà, non è lui a punirmi…
Trattengo le lacrime di rabbia.
“Rammollito, vatti a sedere. Ragazzo in prima fila vieni tu” la sua voce è chira.
“Ecco, questo mi pare meglio”, dice solo a me, in un sussurro mentre continua a fissarmi.
Ha ragione, il nuovo è vigoroso.
Ma la pausa mi dà forza:“pensavo mi mettesse la mani addosso lei professore, non sarà un po’ vigliacco?”
Non posso sottrarmi alla punizione, ma alla beffa senza dubbio.
“Parli pure. Ma il suo volto la tradisce…”
Sono queste battutine strane che mi rendono atroce la punizione.
Sembra avere il pieno controllo di tutto.
Sembra essere così su un piedistallo…
Un’altra trentina di colpi.
Sono diversi dai primi, più forti.
“Basta…lei è un sadico, e un porco, mi fissa!”
“Non vuoi che ti fissi?”
Mi da di nuovo del tu in un sussurro.
“No, non voglio..”
“Bene. Lei, smetta. Signorina, venga aldiqua della cattedra.”
Impallidisco.
Non voglio sapere come continuerà.
Ma ubbidisco, voglio che finisca.
Mi pone davanti a lui e senza avvertirmi mi tira giù pantaloni e mutandine.
Mi prende sulle sue ginocchia e inzia a sculacciarmi.
Proprio come una bambina.
Con la mano, mentre sento l’altra appoggiata sulla mia schiena che mi tiene.
Dieci colpi, poi venti, trenta…
“La smetta basta, non ne posso più!” gli dico
“Bene, cominciamo a ottenere qualche risultato, è il momento di non smettere”
“Ah, per fermarsi vuole proprio che mi penta?”
“Pentimento e scuse. Pentimento e scuse.”
“Non credo che mi scuserò”
“Non credo sarò il primo a stufarmi”
“Ahiahi, la smette?”
“Pentimento e scuse”
I colpi si susseguono. Non riesco più a resistere. In classe sento risatine e occhiate. E non riesco a pensare ad altro che al fatto che mi stia sculacciando veramente. A mano poi.
Arriveremo a 50 colpi. Non so, forse di più.
“Brucia, basta.”
“Pentimento e scuse.”
“D’accordo. Non lo farò più. Contento?”
“No, si deve scusare.”
E poi aggiunge in un bisbiglio rivolto solo a me “Mi scusi, non lo farò mai più. La ringrazio per avermi punita, lo meritavo”.
Ho le lacrime agli occhi.
Non posso essere umiliata così, ma non resisto più.
“Mi scusi, non lo farò mai più”
Lo dico ancora sulle sue ginocchia.
E per la prima volta colgo il gonfiore tra le sue gambe.
Credo che la scena lo ecciti.
Chissà se quanto eccita me.
Poi un ennesimo sculaccione mi riporta alla realtà e in un sussurro mi sento dire: “grazie per avermi punita, lo meritavo.”
Lui ride, una risata sonora che mi umilia completamente.
“Te ne darò ancora dieci. Ti serviranno per tenerlo bene a mente.”
Abbasso la testa, sconfitta.
E inzio a piangere come una ragazzina…
Vorrei smetterla ma non riesco.
Al termine dei dieci colpi lui torna ad essere il professore, che mentre mi sculacciava aveva smesso di essere.
“Si ricompoga e vada a sedersi. “ mi dice con una finta freddezza.
Mentre mi guarda mi rivesto.
Poi mi volto e raggiungo il mio banco.
Prima di sedermi gli lancio un occhiata e lui sorride.
Peccato tutta la classe ci osservi ed io mi debba sedere, saprei come farlo impazzire…
Racconti di sculacciata: Bionda
19 Novembre 2009La bionda represse un sorriso, vedendo quel “cosino”; se non di dimensioni eccezionali, ci si aspettava che, in un uomo grande e grosso, fosse almeno normale; invece era piccolo come quello di un bambino.
Lui si accorse della smorfia della bionda, e sorrise a sua volta: c’era abituato allo sgomento delle partner. Ma per una freccia piccola e spuntata, molte altre ne aveva nella sua faretra. La sua mano, leggera delicata ed eccitante, massaggiò il monte di Venere, si aprì la strada verso il clitoride. La bionda aprì ancor di più le grasse cosce per facilitarlo. Lei mugolò, mentre le dita di lui proseguivano il proprio lavoro d’esplorazione. Un brivido percorse la schiena della donna, le cui dita strinsero la coperta; il bacino si sollevò, quel tanto che permetteva il peso di lei. Lui tolse la mano, e la portò a carezzarle il ventre; ebbe il buon gusto di non indugiare sulle smagliature né sulla cicatrice dell’operazione. Come i capelli di Medusa, sembravano serpenti, pensò la bionda in una reminiscenza scolastica, dita-serpenti che le si attorcigliavano intorno ai seni, sollevandoli, accarezzandoli, titillandoli. Lei sentì ancora la ben nota sensazione. Le mani di lui giocavano con le mammelle grosse, le trattavano come se fossero di fragile cristallo, lucidandole. Egli scivolò verso il ventre di lei con la testa: la barba le faceva un leggero solletico sulla pelle dell’interno coscia. La lingua di lui cominciò a giocare con la sua natura più intima, dentro e fuori. L’umido pezzo di carne fece inturgidire vieppiù il piccolo cicciolo nascosto. Oddio, fa che non… pensò la bionda…. Nooooo, Siiiiii… L’umore femminile si mescolò alla saliva maschile. Lui leccò l’inguine, attratto dall’afrore di femmina, come un gattino lecca la ciotola piena di latte: tocchi brevi e rapidi.
Mai nessuno le aveva fatto così; non che lei avesse lunga esperienza, ma questa era la prima volta che… sentì di nuovo quel piacevolissimo calore, giù in basso, ardente calore che neppure la lingua bagnata riusciva a spegnere, anzi il contrario. “Basta! Basta!” gemette, ma era una preghiera affinché lui continuasse. Invece, l’uomo barbuto la prese in parola; sollevò la testa e strinse le palpebre, interrogativo. La bionda aprì al massimo le gambe, passò la destra sopra il capo di lui e si girò bocconi. La coperta non era per niente fresca, non le arrecava quel minimo di refrigerio che pure aveva sperato. Rimase così, a pancia sotto, in attesa. Non le fece per niente male. Capì che il suo coso le stava penetrando nell’ano, ma era solo fastidio non dolore. Lui rimase dentro per qualche secondo, poi sfilò il coso ancora duro. Lei supplicò mentalmente che ricominciasse a toccarla. E lui lo fece. La sculacciò. Con il palmo aperto, picchiando quelle natiche adipose, con forza con violenza. La bionda sentì il dolore, e, insieme, il piacere. Di nuovo. Di nuovo l’orgasmo. Mai successo, così: due consecutivi. Il culo le bruciava tutto, forse si stava gonfiando, di sicuro era rosso, stabilì la bionda pur senza vederlo. Le percosse generavano calore e tremore, l’uno si diffuse in profondità verso il pube, l’altro si espandeva sulle ampie natiche. La bionda godette, ancora.
Bob Knees



