Sculacciata da Erika
15 dicembre 2009Una delle più care amiche del blog ci invia questo racconto di sculacciate, buona lettura!
Ricordo che è sempre aperto il sondaggio sui migliori racconti di sculacciata: l’obiettivo è anche far conoscere i racconti più belli a coloro che iniziano solo adesso a leggere il blog.
Era un giorno come tanti, io mi ero alzata con una voglia pazzesca di essere sculacciata, Erika non sembrava molto in vena ma la giornata piovosa giocava a mio vantaggio…
La mattina iniziò con una lunga dose di coccole dolci, lei era molto coccolosa ci sussurrava frasi dolci, ad un certo punto si alza e dopo 10 minuti tornò con la colazione composta da tre fette biscottate, il caffellatte e la marmellata di albicocca. La guardo imbronciata – ma i pan di stelle?- lei mi guardò severa – no perchè hai già un brufolino lì vuoi che diventi grande?- guardandola leggermente delusa, poi con intenzione di farla arrabbiare – ma allora meglio il pane non mi vanno le fette- lei mi sorrise e riportò di là le fette e tornò con metà panino, al suo ritorno gli sorrido e la bacio dolcemente.
Mangiai il panino poi girandomi verso di lei – ma le fette le hai riportate di là?- lei si girò portando una mano alla mia guancia -si perchè?- io abbassando la testa – mi ci andavano però e lo stesso – lei mi squadrò come per studiarmi, poi alzandosi un po svogliata ma sorridente andò a prendere le fette , la ringraziai e cominciai a mangiarne una poi mi fermai.
Come vide che cominciavo a bere il caffellatte preoccupata mi chiese – piccola ti ha dato fastidio?- io scossi il capo innocentemente – credevo di avere più fame scusami- vedevo che si stava arrabbiando però notai che era uno sguardo misto fra l’arrabbiato e il curioso, pensai subito aia mi ha scoperta ma non disse nulla.
Prese i piatti e tutto e li portò in cucina, gli sentii lavare il tutto, sgattaiolai in cucina senza farmi sentire e gli balzai dietro urlando – wooooo- lei fece uno scatto e il piatto gli scivolò di mano cascando dentro al lavandino pieno d’acqua che schizzò e finì tutta addosso a lei, Erika portandosi le mani al seno – nadine guarda che hai combinato- io guardai dentro di me ero felice, pensai adesso una cinquantina di cinghiate non me leva nessuno invece – adesso corri in bagno per punizione si farà la doccia tutte e due – io gli saltai addosso e baciandola – come se fosse una punizione questa- mi fermai e girandomi verso il bagno cominciai a lasciar cadere i l pigiamino e sculettai fino di la, la sentii sorridere e posare il panno prima di raggiungermi.
Come arrivò in bagno mi gettai su di lei con la doccia aperta e la mollai tutta, lei mi rispose con l’acqua del lavandino – nadine basta senno va a finire ci piglia qualcosa- io annuii lei iniziò a spogliarsi, la sua pelle già bagnata era molto eccitante, il suo seno cosi perfetto, i suoi fianchi sinuosi emersero dai pantaloncini , seguivo il suo spogliarsi quasi come un cobra guarda il flauto del suo incantatore , io mi immersi nel primo strato di acqua calda creatosi nella vasca e dopo subito mi raggiunse lei, il resto potete immaginarlo.
Passò la mattinata e il pranzo tranquillamente della sculacciata che volevo nemmeno l’ombra, si decise di andare alla videoteca per noleggiare qualcosa da guardare, si prese nata per vincere e si tornò, durante il film lei poggiò i suoi piedini sulle mie ginocchia, io li guardai erano così belli che non seppi resistere mi chinai iniziando a baciarli, lei sorrise e si mise in modo da permettermi di adorare i suoi piedini e di guardare il film, la cosa durò 10 minuti poi mi tuffai nelle sue braccia.
Il film passava fra una coccola e l’altra e nel mentre stavo pensando cosa combinare per buscarne, pensai di fermare il film sulla scena finale e così feci bloccai il film e mi alzai col telecomando in mano – nadine dai che è il punto clou avanti riavvialo- io sghignazzando – senno che fai su su – gli muovevo il telecomando davanti, lei senza dire niente si alzò andò al dvd e lo riavviò da lì- io arresa mi rituffai al suo fianco, lei mi accolse abbracciandomi dolcemente e sussurrandomi – quando fai cosi sei una bambina lo sai?- io sorrisi facendogli una linguaccia.
Si arrivò a cena tutto tranquillo, il pomeriggio dopo il film si era passato davanti alla ps3 a giocare a little big planet, per cena aveva preparato le patatine fritte e i bocconcini di pollo fritti che io adoro.
Quando vedo che sta per finire prendo il cellulare di nascosto facendo squillare il telefono di casa che avevo lasciato appositamente in camera , lei sbuffando – uffa chi sarà adesso- io facendo finta di nulla – boh vai te a rispondere amore?- sbattendo le mani sulle ginocchia si alzò, come lo fece fregai gli ultimi tre bocconcini che aveva e li mangiai velocemente, la vidi tornare – nadine non mi dire che…- non finì la frase guardò il piatto vuoto e rise divertita – ah la metti cosi alzati metti una sedia nel mezzo e aspettami avanti- la sua voce non era severa come sempre ma divertita si vedeva che escogitava qualcosa.
Tornò con delle mutandine bianche con dipinti degli orsetti e un qualcosa nascosto dietro, la scrutai nel frattempo mi ero già spogliata come sempre, mi si avvicinò e guardandomi – che ti ho detto che eri oggi?- io abbassando il viso – una bambina- lei sempre con tono non troppo serio – quindi adesso ti sculaccerò come meriti, facendoti capire che sei ancora una bambina piccola da sculacciare – tirò fuori un ciuccio io alla vista di esso indietreggiai – non vorrammmgh- mi sentii infilare il ciuccio in bocca poi le ridendo per la scena con voce rotta dal ridere – mettiti queste ora – misi le mutandine lei prese il cellulare e click , ero tutta rossa in viso mi vergognavo da morire anche se sotto sotto mi stava divertendo la cosa, si sedette sulla sedia e mi prese per un braccio trascinandomi sulle sue ginocchia, senza dire niente ciack ciack io mi muovevo su e giù sotto i colpi, mi accorsi che ero già eccitata la cosa dell’umiliazione del ciuccio era stata un’idea geniale, i colpi continuavano io reggendo il gioco bofonchiando col ciuccio in bocca – basta o capito farò la bambina buona basta mi fanno la bua – la sentii ridere – ah si ci dovevi pensare prima di fare tutti quelli scherzi- io ridendo – ma li faccio sempre- lei aumentando la forza – certo ma oggi avevano un secondo fine giusto?- io annuii sotto i colpi adesso dolorosi il mio sederino doveva essere già tutto rosso, anche se non erano molto severi mi facevano male, senza dire nulla abbassai la testa colpevole.
Dopo poco sentii la sua mano che mi levava le mutandine lasciandole scivolare fino alle mie caviglie e ciack ciack, adesso iniziavano a bruciarmi davvero – non ridi più adesso e?- la sua voce era canzonatoria -no fanno tanta bua basta- mi cascò il ciuccio di bocca perchè nel mentre avevo aperto la boccami colpì, lei si fermò – alzati avanti- mi alzai lei prese il ciuccio lo sciacquò e torno col ciuccio e con un piccolo tawses di pelle.
Mi scrutava io stando ancora nella parte ero tutta mogia mogia testa china mentre singhiozzavo ( apposta dato che ancora non piangevo) lei rise – guarda che è inutile che fai la vittima mani sulla sedia e piegati per bene che cosi finiamo di punire questo bel culetto- io la guardai con due occhioni imploranti anche se in realtà volevo mi punisse col tawses, lei con un tono canzonatorio – via allora se fai cosi non ti punirò più vado a metterlo a posto- fece per girarsi io ero combattuta fra mettermi in posizione o no alla fine cedetti e mi piegai, lei si girò sorridendomi – perchè ti sei piegata- disse con una leggera risata sarcastica, io girandomi di lato non risposi, lei nel frattempo si avvicinò e muovendo davanti a me il tawses come se fosse un pendolo – perchè merito di essere colpita anche con quello- lei continuando, divertita anche dalla mia vocina imbarazzata e il mio viso rosso mi girò la mano per guardarmi dritta negli occhi – di la verità vuoi essere punita con il tawses vero?- io cercai di girarmi ma lei mi tenne ferma la testa, io imbarazzatissima come non mai almeno fino ad allora- voglio essere colpita col tawses perchè mi piace – lei sorrise mi mise il ciuccio in bocca – se lo fai ricadere sono venti colpi in più e dati bene intese ?- io annuii.
Dopo avermi messo in posizione il sederino cominciò a colpirmi, non erano forti i colpi e la cosa mi preoccupava, dato che quando fa cosi aumenta la forza man mano e gli ultimi sono davvero difficili da sopportare senza urlare o lamentarsi.
Erika continuava l’opera dopo una trentina di colpi sentii aumentare la forza, dopo pochi colpi singhiozzavo ma davvero mugugnai con il ciuccio in bocca – aia cosi mi cascherà il ciuccio- lei tirandomi un colpo più forte approfittando del fatto che stavo parlando mi fece cadere il ciuccio, io sgranai gli occhi dalla sorpresa poi girandomi – uffi cattiva lo hai fatto apposta- lei rise – ah adesso sono io la cattiva preparati perchè adesso la sarò davvero- detto ciò sciack mi diede un colpo molto forte che mi fece andare in avanti e stringere il cuscino della sedia fra le mani.
Nella stanza adesso risuonavano i colpi secchi del cuoio del tawses contro la pelle del mio sederino, seguiti dal mio oooh ahhh, già dopo la prima dozzina piangevo – basta fanno male – anche se dentro di me ero tutta un fremito, lei si fermò – davvero?- io volendole ancora anche se sapevo a cosa andavo incontro – uffi dai lo sai che dico cosi perché fanno male ma in realtà – mi fermai lei alzò il braccio e sciack molto forte adesso anche più di prima, lanciai un piccolo urlo – in realtà vorrei che tu continuassi- lei sorrise e cominciò nuovamente a colpirmi forte ma non come l’ultimo.
Cominciai a dimenarmi sotto i colpi, ogni tanto provavo a lamentarmi ma come risposta ricevevo 5 colpi dati bene, ne contai 100 poi si fermò, io mi accasciai stanca e provata sulla sedia, lei mi rimise nuovamente il ciuccio che aveva lavato e mi indicò l’angolo della stanza e con voce rotta dal ridere – ora starai li dieci minuti poi vieni qua che hai qualcosa da pulire- indicò i suoi piedi scalzi e sedette a guardare la tv poggiando i piedini sul tavolino davanti ad esso, stetti dieci minuti li poi togliendomi il ciuccio di bocca gattonai in ginocchio fino ai suoi bellissimi piedini, arrivata li sentii l’odore leggero del sudore provocato dalle sue ciabattine a contatto con la sua pelle, lo annusai prima e poi inizi a leccare le piante leggermente sporche per la camminata scalza appena eseguita, dopo si andò a letto dove ….
spero vi piaccia un kissolo





