Tra Nadine e Ammiratore Segreto, parte 2
20 maggio 2010Continua il racconto che Nadine ha scritto con la collaborazione esterna di Ammiratore Segreto.
Per chi avesse perso la prima puntata la può trovare qui.
Intanto buona lettura a tutti e un grazie speciale a Nadine!
Mi trascinò fuori per un braccio e dopo fino alla cassa, lì vidi la commessa che sorridendomi – ci hai messo troppo a provare i vestiti che ha cosi furia il tuo amico?- io abbassai il viso imbarazzata – no l’ho fatto arrabbiare per altre cose- lui girandomi per farmi dare la schiena alla commessa – certo che mi fa arrabbiare ! era senza mutandine la signorina!- lei ebbe un’espressione di stupore – ma nadine che combini? Se lo sa erika? lo sai che si arrabbierebbe un sacco- lui guardandomi con uno sguardo severo – nadine digli che ti farebbe erika avanti- io arrossendo e guardandomi attorno per vedere se c’erano altre persone che potevano sentire – mi sculaccerebbe- lui mi diede uno scossone per incitarmi a dirlo più forte – mi sculaccerebbe – dissi ad alta voce anche se non troppo, la mia amica si portò le mani davanti alla bocca incredula – ma dai davvero? E a te va bene?- io annuii imbarazzata, a quel punto lui mi diede un altro scossone capendo il gesto – si mi va bene perchè spesso lo merito – lei mi guardava adesso fra un misto di disapprovazione e curiosità.
Lorenzo prendendo la palla al balzo – come oggi che l’ho dovuta sculacciare nel camerino per la sua bravata- si girò verso di me severo – che direbbe Erika e? Lo sai quanto ci tiene a te e quanto ti ama! credi sarebbe felice a vederti in giro in gonnella senza mutandine? Lo sai come l’ho notato?- io scossi il capo – perchè due ragazzi t mangiavano con gli occhi dopo aver visto che eri senza! Ecco come! se ti vedeva un malintenzionato che facevi e?- io cominciai a piangere abbracciandolo – scusaaaa non succederà mai più ma non volevo fare tardiiiiii- lui mi accarezzò i capelli dolcemente poi scostandomi – lo sai quanto ci tengo a te e a Erika no?- io annuii lui con voce meno severa – ora mostra il cartellino a lei cosi lo passa per poi pagare. Quelle te le regalo io va bene? – il mio viso si illuminò – grazieeeee ti voglio beneeeeeee- mi girai alzandomi la gonna imbarazzata, lei sorridendomi – se è così credo che vada bene allora – vidi che appena vide il rossore del mio sederino accennò un’espressione di disappunto che però celò dietro al sorriso pensando a com’era stato dolce lui dopo, lei levò il cartellino per passarlo alla cassa e poi ci diede il sacchettino dove mettere i pantacollant, infine ci salutò con dolcezza.
Si uscì dal negozio, dove per fortuna nessuno mi aveva notata tranne quando avevo pianto, ma dopo aver visto che andava tutto bene erano tornati tutti a fare compere.
Mi girai un’ultima volta per vedere la vetrina poi tornai accanto a Lorenzo;si fermò e scrutando in torno il luogo decise che il parco sarebbe stato il posto giusto dove finire la punizione, quindi con voce calma ma dura – Nadine il resto della punizione lo riceverai nel parco- io lo guardai spaventata – ma no ci vedranno tutti ti prego – i suoi occhi mi fissarono severi – vuoi forse andare a quella panchina laggiù?- io scossi il capo, a quel punto lui mi prese la mano e mi portò verso il parco.
Camminavamo accanto nel sentiero in mezzo al parco, passarono circa due minuti quando io scovai il posto,pensai se dirglielo o meno, ma poi facendomi coraggio e sapendo che tanto mi sarebbe toccato prenderle comunque, almeno era meglio se riuscivo a trovare un posto dove nessuno ci vedesse.
Mi fermai e a testa china indicai il posto a Lorenzo – brava Nadine vedo che almeno sei brava a scegliere i luoghi appartati. Non è che te e Erika fate qualche marachella in giro?- il mio viso avvampò diventando rosso come un peperone – n no davvero, se se dobbiamo f-are qualcosa si va a casa o in macchina da q qualche parte – lui sorrise – dai stavo scherzando stupida seguimi- .
Si arrivò a questo spiazzo piccolino in mezzo agli alberi e ai cespugli, lui si guardò un’ultima volta intorno per vedere la zona poi rassicurato – Nadine poggiati a quel tronco e piegati per bene- mentre disse ciò prese a slegarsi la cinta, le mie gambe tremavano al pensiero di quello che mi stava per accadere, anche perchè se la sculacciata di prima era stata così severa questa sarebbe stata tremenda, impaurita mi poggiai al tronco,mi alzai la gonnellina, misi le gambe abbastanza divaricate e restai in attesa.
Lui si era preparato piegando la cinta , il vento sfiorava il mio sederino ancora caldo procurandomi un leggero senso di refrigerio, da lontano potevo sentire il chiacchiericcio delle persone a passeggio, pensai che nessuna di loro pensava che a solo una dozzina di metri da loro c’era una ragazza piegata all’albero che stava per essere punita severamente.
Sciack il primo colpo arrivò dritto sotto i miei glutei, immediatamente dopo il secondo e il terzo, cominciai a singhiozzare subito sotto quei colpi severi, gli schiocchi della cinta sul mio sederino si mischiavano alle chiacchiere e ai rumori del parco, strinsi le mie mani alla corteccia dell’albero alzando leggermente la gamba destra, lui mi colpì la suola di essa con la cinta – tira giù la gamba forza!- riportai giù la gamba , a quel punto lui riprese, i colpi andavano avanti precisi e veloci, dopo poco iniziai a piangere cercando però di non farmi sentire e di non urlare soprattutto.
Dopo una ventina iniziai a supplicarlo – ti pregoo ah ho capito non lo farò aiah mai più aaah – lui continuava senza dire nulla severo come prima, capii che era inutile supplicarlo ma anzi serviva solo a farmi scappare degli urli che potevano sentire le persone che passavano.
Si arrivò a 50 io ero un lago di lacrime, lui si fermò,cercò qualcosa in giro e lo trovò purtroppo per me, infatti si allontanò di due o tre metri e prese un ramo per terra, iniziò a pulirlo dalla corteccia poi si mise nuovamente dietro di me – nadine ti darò gli ultimi venti con questo forti e veloci senza mai fermarmi, se vuoi puoi tapparti la bocca con le mani per non urlare. Ma se ti scansi ricomincerò da capo inteso?- io annuii lui mi diede un colpo forte sul sedere con il rametto mi fece lanciare un piccolo urletto e piangere ancora di più per il dolore, capendo che voleva una risposta e non un cenno del mio capo – si Lorenzo ho capito – lui sorrise passando una mano sul mio sederino malconcio, fece un passo indietro, fece sibilare due o tre volte il rametto nell’aria procurandomi dei brividi di paura nella schiena, poi iniziò a colpirmi forte e rapido,la sequenza di colpi fu veloce ma dolorosa, non riuscivo a smettere di urlare dopo un colpo, che arrivava il secondo, il suo braccio si alzava e abbassava velocemente colpendomi il sederino e appena sotto di esso, il rametto sibilava nell’aria prima di colpire il mio povero sedere, io portai le mie mani alla bocca per non urlare già dopo il quinto colpo, le mie gambe facevano su e giù quasi in cerca di coprirmi anche se con un’enorme prova di volontà le tiravo giù prima che dessero noia, anche perchè sapevo a cosa sarei andata incontro se mi coprivo o altro. Mi lasciò riposare un po’, mi raccolsi in posizione fetale manine al sederino, lo sentivo caldo e attraversato da lunghe strisce gonfie, dovevo averlo tutto rossissimo se non viola.
Smisi di piangere dopo due minuti, poi cercai di ricompormi nella pausa che mi aveva dato pulendomi il viso e soffiandomi il naso, lui a quel punto mise le sue manine sulle mie guanciotte e avvicinandomi a lui mi baciò la fronte come si farebbe con una bambina piccola, poi con sguardo dolce – ora hai capito che devi fare la signorina per bene? – io annuii poi con voce ancora leggermente interrotta dai singhiozzi – si ho capito grazie per la punizione. Sei stato giusto anche se era molto severa – lui mi guardò – brava adesso andiamo che ti riaccompagno a casa da Erika- io arrossi pensando che appena arrivati a casa Erika sarebbe stata messa al corrente di tutto e probabilmente, beh, due o tre giorni dopo mi avrebbe punita anche lei, ma in fin dei conti una monellina come me merita di essere raddrizzata con le sculacciate soprattutto se dopo e tutta eccitata come me.
Mentre si tornava verso la strada mi voltai verso l’albero e notai una figura tre metri più in la di dove eravamo noi, sorrisi capendo che mi aveva vista punire e diventai rossa – che hai da ridere Nadine?- io scossi il capo e vedendo che la figura ci osservava ancora dai cespugli mi alzai un’ultima volta la gonnellina per poi riabbassarla .
Fineee spero vi piaccia, come sempre io ci metto impegno però dopo 30 racconti inizia ad essere difficile trovare nuovi spunti eheh.
Ma non vi preoccupate qualcosa di nuovo piano piano me lo inventerò! un bacio a tutti quelli che vorranno commentare e una bella sculacciata a chi legge senza commentare
scherzo un baciotto lo do volentieri anche a loro ciaoooo .
p.s. Grasie ad ammiratore segreto per aver avuto l’idea di questo racconto, anche se la seconda parte è un po’ stravolta spero che non si arrabbi
special thanks vanno a : monello che mi tiene compagnia su msn e che commenta sempre i miei raccontini e che è super dolciotto ogni volta, chiaramente ad ammiratore segreto che anche lui mi sostiene sempre e mi ha aiutato in questo racconto ed è sempre dolce e disponibile, a tipon che anche lui ha sempre commentato anche quando aveva delle critiche sul racconto( grasie per l’onestà dei tuoi commenti) e a tutte le persone su msn che mi fanno i complimenti in privato ( non dico i nomi appunto perchè sono solo su msn quindi non so se vorrebbero che dicessi il loro nome) a geronimo che non manca mai di commentare qualcosa tenendo vivo il blog, grazie per il tuo impegno
a educatore severo che però non commenta più e non scrive più i raccontini beddi, dai aspetto con ansia i tuoi nuovi racconti cucciolotto mio , infine beh inutile dirlo a colei che ha reso cosi felice la mia vita erikucciolina dolce che mi sopporta tutti i giorni e ancora non so come eheh un baciooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
