Archivio per la Categoria ‘poesie’

La schiava e i suoi attimi

11 Ottobre 2009

Sembianze appena intuisco, di cotanta lasciva avvenenza
Di attenderti mai finisco, senza te non posso star senza

Il vuoto attanaglia la mente,
il desiderio ancor più fremente,
di accoglierti teneramente,

gustando con gli occhi, avidamente,
le fattezze tue che porgesti,
allo sguardo e ai miei desideri,

ma prima che io mi appresti,
in attimi crudeli e sinceri,

la dolce voce udire vorrei,
e che i sogni tuoi fosser i miei..

handy.fabian@yahoo.it

A una Suffragetta inquieta

28 Settembre 2009

Adirata perdesti la tua superbia,
il tuo amor proprio era furente
certo non amavi in te la bestia
che volea prostrarti, irriverente.

Diverbi, lotte e contraddizioni,
cercavi un posto nel movimento,
senza che i maschi da tempo padroni
potesser trarre da te nutrimento.

Lungo la strada dell’emancipazione,
trovasti una luce che era d’inciampo
folgorata fosti dalla visione,
che non ti dava nessuno scampo

La tua libertà barattasti anche troppo
Per una nuova, cocente fede
Non era per te solo un intoppo
Ma tentazione sublime, a cui si cede

Or paga accogli lieta
rudi attenzioni
che da tempo agognasti,
rimandi in là tra fruscii di seta
rivendicazioni,
e femminei fasti

Le tue rotondità
Esposte al dolore
La tua beltà
In gemente ardore

Rivendican piano
Le mie attenzioni
Urlan invano
Maledizioni

Veemente la voce
Ma fremente il cuore
Fermarlo è precoce
Siffatto amore

(handy.fabian@yahoo.it)

Gemere e al contempo soffrire

22 Settembre 2009



“Il tempo si dilata e lo spazio di un attimo,
in un secolo a volte tramuta,
con te è come se andassimo,
in una stanza da lungo temuta.

Temuta ma spesso agognata,
e dal mondo vicina e distante,
con le pareti che come lenzuola
in un abbraccio ci tengon reclusi.

La rima cade ai nostri pensieri,
troppo grandi per star prigionieri,
il verso non può contenere
il nostro più forte sentire

E tu muta al mio cospetto
Indifesa porgi le terga,
Sapendo che il bacio cocente,

Non è solo dato per il tuo dolore,
Non è poi lungi dall’amore
Non è sol colpa che espii

Ma conquista di quel che tu aspiri
Anelito a un diverso sentire
Gemere e al contempo soffrire”

Fabian Handy

Attesi il suo ritorno

12 Settembre 2009

sculacciata

Attesi a lungo il tuo ritorno,
lontana giungeva la tua dolce voce,
e pur se vivevo, ancor, ogni giorno,
l’attesa bruciava, qual pena atroce.

Tra draghi e streghe,
tra fate e castelli,
oppur nelle pieghe
di mille bordelli,

sparisti dal mondo di questi ritrovi,
fatto di tenui sussurri e promesse,
tu che soltanto nel cuore volevi,
chi accarezzando ti sottomettesse

Fabian Handy

Sculacciate: poesia ed immagini

29 Agosto 2009

“Tra sfarzi, dileggi, buffoni e cortigiani,
ai piedi del trono, guerrieri oppur nani,
qual vuoti fraseggi, quali echi lontani
giungon parole, non suoni arcani.

Ma lungi da mura di pietra merlate,
nelle segrete del tetro castello,
urla il silenzio frasi vietate
di cui portiamo il pesante fardello.

“Non odo parole che dici umane”

il vate iniziava, “su le soglie del bosco”,
e anch’io che guardo nel mio dimane,
anch’io nel poco che ora conosco,
non vedo che te, ma l’immagine è fioca,
non sento che te, e il rumore m’assorda.

Quanto ha bramato quel bimbo che gioca,
ora con te, o “colei che ricorda”,
che attese ma nulla, nel vuoto promise,

nulla concesse, se non il lato oscuro,
quel che dal sole ascoso rimase,
eppur come fiamma riluce, sicuro,

più fermo dell’incerto, ritmico canto,
che come pioggia si abbatte incessante,
non tra foglie di un verde manto,
ma tra rosseggiare “di coccole aulenti”.

Fabian

Poesia di Fabian e…

26 Agosto 2009

Messaggi d’amore non sembrano affatto,
sospiri nemmeno, le grida strozzate,
ma se li rimiri nella tua mente,
se li immagini profondamente,
non vedi più strane le mani levate,
che ritmicamente colpiscon, di piatto.

Non trovi inaudito siffatto amore,
che alto si leva contro un mondo lontano
e pur se rimane, cocente il dolore,
s’insinua il piacere, bussando pian piano

Fabian

Poesie di sculacciate

14 Agosto 2009

Il nostro nuovo amico Fabian ci regala questa poesia! Grazie mille Fabian!

Si diradan le ombre nel mattino ancor fosco
dietro le tende dalle ampie volute
echeggia il rumor che anch’io riconosco
di quelle carezze a lungo temute

La notte offusca anche ciò che hai vissuto,
a volte lo rende qual sogno impalpabile,
ma non disdegni, or che hai conosciuto,
i segni brucianti di un desider incrollabile.

Il volto bagnato, da lacrime e gioia,
affonda nel soffice caldo cuscino,
tornar or dovrai alla temuta noia,
di chi, pur amando, ti è sempre vicino.

Qual sentir sottile, tra rabbia e amore,
qual dolce soffrire, in un dolce rossore,
se pur ti vergogni, se rifugge la mente,
già sai che agogni, quel gioco veemente