Giorgio ci regala il seguito di questo bel racconto. Buona lettura.

Il mese passò tranquillo, poi il giorno in cui sarei dovuta andare dalla dottoressa, mia madre mi disse che sarebbe stata presente anche lei, mia sorella e mia cugina.

Ma mamma? Provai a dire, non sono più una bambina, posso andare da sola.

Ma mia madre rispose con un tono che non ammetteva repliche. Basta falla finita, è così punto e non si discute.

Piuttosto vedi di prepararti, vai in bagno e aspettami. Mentre io ero in bagno con la porta chiusa, la mia genitrice, andò in camera mia e mi preparò l’ occorrente che lei riteneva per poter andare dal medico: un minuscolo perizoma nero a vita bassa, trasparente che copriva solo la vagina, due paia di auto reggenti con giarrettiera ed un paio di mocassini neri anche loro ed una camicetta bianca.

Mi fu vietato il reggiseno. Tentai di dire a mia madre che non mi sarei mai messa quel perizoma, ma come risposta, mi arrivò un fortissimo e violentissimo m’ arrovescio che mi fece girare il viso dalla parte opposta. Vedi di sbrigati, non farmi perdere del tempo inutilmente e non farmi fare brutta figura con la mia amica dottoressa.

Il viaggio in automobile fu fatto completamente in silenzio, sia da parte mia che da parte di mia madre. Quando mia madre in silenzio io la temo, perché è arrabbiata e guai a contraddire, si rischierebbe di fare paggio

l’ appuntamento ci era stato dato sempre verso le 19,00 quando non ci sarebbe dovuto essere più nessuno a studio.

Dopo avere parcheggiato l’ autovettura, suonammo al citofono e ci fu aperto immediatamente, come entrammo nello studio, trovammo la segretaria che stava andando via, che ci salutò augurandoci la buonasera e dicendo ci che, la dottoressa, aveva una visita che stava concludendo e poi ci avrebbe chiamate subito non appena terminata la visita.

Infatti dopo pochi minuti uscì dallo studio della dottoressa, una donna molto bella, bionda con i capelli lunghi e lisci fino al fondo schiena, con due occhi verde acqua , indossava un giacca e pantalone di colore nero, non indossava la camicia sotto ed aveva tutte le forme al punto giusto.

accomodate vi io arrivo subito, ci disse la dottoressa, facendo ci un sorriso.

Entrammo nello studio medico dove ero stata visitata il mese precedente.

Dopo un paio di minuti arrivò la dottoressa che mi disse subito di andare dietro il paravento e subito dopo aggiunse, spogliati!!!!! Completamente? Si, certo completamente, fu la risposta!Con la coda dell ‘occhio mi spiava da come era posizionato quello che invece sarebbe servito per riparare.

Anche mia madre da dove era seduta, poteva vedermi.

Uscii da dietro il paravento completamente nuda, come mi aveva ordinato il medico.

Bene,bene,bene, come è andato questo mese? Bene, fu la risposta di Antonella.

Nessun problema? No, nessuno.

Bene.

Ora diamo un occhiata, e dicendo così mi ordinò di andare al lettino e di sedermi, lei era vicino ad un carrello da dove prese lo stetoscopio.

Iniziò, con tamburella mento sulla schiena molto professionale, come ebbe termine si infilò lo stetoscopio nelle orecchie e pose la membrana sulla schiena, facendomi venire la pelle d’ oca perché freddo e mi sentì i polmoni.

Successivamente mi fece sdraiare e mi sentì il cuore.

Poi si occupò del mio seno. Come la volta precedente, stette molto a massaggiare le tette.

Poi seguì una lunga palpazione del ventre.

Mia madre, dalla sua comoda poltrona dove era seduta, non si perdeva nulla dello spettacolo che io stavo dando.

Infine, dette uno sguardo anche alla vagina, controllando però solo l’ esterno e non anche l’ interno come la volta precedente.

Ora mettiti a quattro zampe che ti faccio una ispezione anale. Come Antonella si fu posta nella posizione richiesta il medico si infilò un paio di guanti di latice e si unse il dito indice con della vasellina. Iniziò subito un lento va e vieni che fece rilassare la ragazza che all’ inizio era molto tesa, poi prese lo speculum per poter vedere meglio se vi era qualche cosa che non andava. Antonella iniziò a dire: mi fa male, non ne posso più, la prego dottoressa, la supplico.

Intervenne la madre di Antonella che fino ad allora era rimasta in silenzio dicendole, finisci la di fare la bambina e comportati da donna, ma mi fa male, molto male. Se non la finisci ti faccio il culo rosso che non ti potrai sedere per almeno una settimana.

Venne tolto lo strumento medico dopo pochi minuti, il tempo che ritenne la dottoressa per poter fare gli accertamenti che riteneva necessari.

rimetti ti il perizoma e vieni alla scrivania.

Come fu alla scrivania, mia madre che era stata zitta fino a quel punto disse rivolta al medico.

Aura, come la trovi? Ci sono problemi? E’ tutto a posto?

La dottoressa le rispose, tranquilla Katia, sta bene tua figlia, ma , a masturbazione, come si va ragazza? Disse la dottoressa, dandole un pizzicotto sul fianco destro ed una bella e sonora pacca sulla pancia.

La risposta di Antonella fu un be, e fece spallucce.

La madre la fulminò con uno sguardo.

La dottoressa continuò, Antonella, mi sembra di averti fatto una domanda con tanto di punto interrogativo, allora ti masturbi o no? E quante volte al giorno?

Tre volte al giorno fu la risposta.

Bene, e godi? Arrivi all’orgasmo? Si, tutte e tre le volte.

Ti ci voleva tanto per dare una risposta, sentenziò il medico.

Bene, Katia è normale alla sua età che si masturbi la ragazza, comunque tu controllala perché poi dovrai riferirmi.

Alla sua età è bene tenere tutto sotto controllo, per quanto riguarda lo sviluppo, sta sviluppando senza problemi.

Quello che mi sento di consigliare una volta alla settimana è un clistere, da tenere così pulito l’intestino. Più una lavanda vaginale, questi sono i prodotti che sono segnati sulla ricetta, la prima volta verrò a casa io per fare il tutto, e tu mi osserverai attentamente Katia, così osservando imparerai e la prossima volta lo farai tu.

Va bene, ti ringrazio, sei sempre così disponibile e premurosa, non so come potrei mai ringraziarti, Rita.

Finiscila dai fu la risposta del medico.

Puoi rivestirti Antonella, ciao ci rivediamo presto.

Ciao Katia, disse alla sua amica dandole un abbraccio e baciandola sulle guance.

Quando fummo fuori dallo studio, mia madre rivolta a me disse, a casa noi due facciamo i conti.

Ma, tentai di dire io, e mi arrivò un m’arrovescio peggio di quello che mi era arrivato a casa, questa volta però me lo aveva dato in mezzo alla strada.

Giunti a casa e posteggiata l’autovettura nel garage, salimmo in casa, e come entrammo mia madre mi disse, tu vai in camera tua ed aspettami che arrivo subito,.

Andai senza discutere nella mia stanza e dopo pochi minuti arrivò mia madre.

Bene signoria, ora noi due facciamo i conti, nuda e senza discutere.

Mi spogliai completamente ed in silenzio, avevo paura di lei, non era arrabbiata, furente era dire poco, come fui nuda, mi fece stendere sul letto e senza dire una parola, mi dette ben cento colpi di cinta sul culo nudo, quando ebbe terminato mi disse che dovevo andare al letto senza cena per questa sera e completamente nuda.

Voglio vedere come ti comporterai quando verrà qui per farti la lavanda ed il clistere.