Il giorno in cui diventai matura

Nadine continua il suo bellissimo racconto, trovate qui la puntata precedente.

La notte l’avevo passata quasi senza dormire, ero troppo agitata dalle cose successe: la punizione, la mia migliore amica che mi doveva parlare, tutti i ricordi di quando urlavo contro i miei.

Mi svegliai verso le 9,da sotto si sentiva già il profumo del caffè, esitai un venti minuti prima di alzarmi, ascoltavo qualsiasi rumore come se servisse a farmi capire l’aria che tirava in casa, sospirai aprendo la porta e scesi. Mia madre mi aspettava e mi accolse con un sorriso, di fianco al tavolo c’era la bacchetta media che mi fece leggermente sussultare ma cercai di non darlo a vedere. Mia madre si mise davanti a me e con dolcezza – buongiorno amore, vuoi essere sculacciata ora senza la colazione sullo stomaco o dopo? Non sono esperta ma potrebbe darti noia mangiare prima – abbassando lo sguardo – va bene facciamolo prima allora – lei non disse niente e mise la seggiola in mezzo alla stanza. Mio padre era già uscito per mia fortuna, sarei morta dalla vergogna anche se la sera sarebbe toccato a lui sculacciarmi e anche di santa ragione. Il viso di mia madre si era fatto deciso e severo e devo dire che un po adesso mi faceva paura , mi ero preparata praticamente tutta la notte come la volta prima ed esattamente come la volta prima alla fine non ero pronta per niente, mi misi al suo fianco attendendo l’inizio della punizione che non si fece attendere più di tanto.

Prese il mio braccio e mi trascinò sulle sue ginocchia, fece calare le mie mutandine, a quel punto il mio sederino era completamente esposto. Nel frattempo per pura stupidità invece di pensare a ciò che mi stava per succedere mi preoccupai se da fuori mi potevano vedere, mi girai a controllore, e fu a quel punto che arrivò il primo sculaccione. Mille emozioni si ammucchiarono come una moltitudine di tornado dentro la mia testa, potrei paragonare le sensazioni di quel primo sculaccione come alla partenza delle montagne russe alla tua prima volta. Mia madre che fino a ieri schernivo me ne stava suonando a culetto nudo come le bambine piccole, mi venne da mettere fine a tutto ma non potevo più ormai quindi mi limitai a stringere i pugni e prendere le sculacciate.

Non facevano molto male, ma mi umiliavano e poi stavano anche aumentando sia di velocità che di forza, il mio culetto doveva essere già arrossato leggermente – adesso che sei lì a prenderle sei contenta?- e ciaff ciaff ancora, uno sculaccione più deciso mi fece capire di rispondere – no scusa mamma. Sono pentita, non lo farò più – lei continuò.

Mi accorsi solo allora di piangere, ma non era ne un pianto di dolore o altro ma di liberazione, per anni avevo cercato questo, non la sculacciata in se per se ma che mia madre mi punisse, mi prendesse e mi urlasse contro quanto ero stupida e indisciplinata, e adesso che era lì e lo stava facendo non mi pareva il vero, continuai a piangere senza darlo a vedere mentre le sculacciate continuavano a cadere senza pietà – vedrai che ti faremo un culetto così viola che non ti siederai per tre giorni signorina – involontariamente mi venne da ridere, ma lo schiocco che risuonò seguito dagli altri altrettanto forti mi fecero capire che avevo fatto uno sbaglio enorme a ridere – che fai? Ridi? Credi che stia scherzando? Che sia qua a fare delle battute? Adesso le senti le vere battute – e ciaff ciaff ciaff, adesso nuove lacrime si affacciarono ma non per gioia ma per dolore, la pelle del mio culetto iniziò a farsi sempre più rossa e la mia voce più squillante – aiaaa , sorridevo solo perchè non ti avevo mai vista così seria ma ho sbagliato, piano deve essere la parte leggera questa non la severa – ma i colpi continuarono lo stesso forti e decisi – lo so ma sei te che hai deciso tutto ciò e sono più che decisa ad essere severa e dura in questi momenti – mi limitai a mugugnare un si scusa. Mi diede un centinaio di sculacciate, sotto alle quali non avevo potuto far altro che dimenarmi il meno possibile e lamentarmi fra le lacrime per il male.

Prendendomi per l’orecchio mi fece alzare, poi senza lasciarmelo mi fece poggiare il busto sul tavolo di cucina, la sua mano prese la bacchetta media – saranno 20 colpi leggeri, per oggi useremo questa perchè l’hai combinata grossa, quindi da ora in avanti non pensare che le tue punizioni siano sempre in ordine o solo le tre determinate, con colpi predeterminati. Oggi sono 20 perchè così abbiamo deciso. Ma in un futuro potranno essere 20 come 30 come 50 capito- io annuii, un sibilo riecheggiò per la stanza il mio corpo si allungò e le mie mani si strinsero, poi con la voce strozzata dai primi singhiozzi – si mamma ho capito – lei mi passò delicatamente la mano sul sedere caldo e rosso – iniziamo adesso – alzò il braccio e ciack ciack ciack – conta avanti – il mio viso si fece rosso quasi più del sedere e con voce timida -3- mia madre mi diede un colpo più forte – che fai non urli più ora? non ho sentito. ricominciamo da 1 avanti ! E parla più forte – ciack alzando leggermente la voce – 1 – mia madre con dolcezza ma allo stesso con decisione – brava piccola continua – ciack -2- i colpi andavano avanti, nella stanza c’era silenzio e i colpi si facevano male ma non provavo puro dolore, l’emozione più forte era l’imbarazzo, i colpi anche se leggeri lasciavano lo stesso strisce rosse sul mio sedere. Mia madre aveva imparato bene come impartire i colpi, era precisa e metodica, faceva passare qualche secondo e colpiva, in più i colpi non cadevano mai nello stesso punto, ma più su e poi subito dopo più giù, nel frattempo notai che dalla finestra potevano vedermi i vicini, ma per mia fortuna nessuno era sul balcone, diventai rossa al pensiero di come sarebbe stato imbarazzante girarmi e notare dei miei vicini di casa che mi osservavano, lì piegata sul tavolo a prendere le bacchettate.

Finalmente la punizione terminò. Mia madre mi lasciò un attimo lì per guardare l’opera delle sue bacchettate quasi come fosse Picasso davanti a una sua opera appena terminata. Passò la mano solcando i piccoli rigonfiamenti sulle mie natiche – bene adesso fila nell’angolo! Non mettere su le mutande o altro. Faccia al muro e mani sopra la testa! Se stai brava fra 15 minuti potrai uscire dalla posizione- abbassando lo sguardo mi diressi verso l’angolo e misi le mani sopra la nuca.

Passarono 5 minuti quando suonarono alla porta, mia madre aprì sopra pensiero, era la vicina, sentii che chiedeva se avevamo gli odori, mia madre le chiese di aspettare e venne in cucina, arrivata mi squadrò come dirmi non osare muoverti. Se io o mia madre in quel momento si fosse state più lucide avremmo notato gli occhi della signora spalancarsi dalla sorpresa, mentre subito dopo un sorriso dolce e compassionevole che compariva sulle sue labbra, infatti il vetro della finestra di cucina semiaperta mostrava me, faccia al muro con le mani sopra la testa e un culetto bello rosso solcato da leggere strisce rosse. Quando mia madre tornò dalla nostra vicina essa si limitò a prendere gli odori ringraziare ed andarsene, lasciando sia me che mia madre estranee al fatto che mi aveva vista col culetto rosso in punizione come una mocciosa di 10 anni.

Terminati i 15 minuti mia madre mi prese per un braccio e mi strinse a se – piccola non sai come mi dispiace doverlo fare, ma dopo averne parlato sia con te e tuo padre che con la madre di Margherita, sono sempre più convinta che ci servirà per crescere come famiglia-

io annuii – si mamma, ma cos’è questo profumo? – lei sorrise – non ti sfugge niente piccola. È il profumo delle crostatine con la marmellata speciale fatta da me – il mio viso si illuminò, adoravo quella marmellata, non avevo mai capito quale mix di frutta fosse e mami non me lo diceva, ogni volta che le chiedevo come fosse fatta mi rispondeva sempre “ quando avrai una dolce bimba come te da crescere te la insegnerò. Per adesso è un segreto” .

Mi avventai sulle crostatine come una ragazza che non mangiava da anni, ed eccolo il sapore di frutta dolcissima invadermi la bocca come un’esplosione di gusti dolci e leggermente amari, ogni volta che la mangiavo era come se tornassi piccola per qualche secondo, mia madre mi guardava con amore mentre mi strafogavo- piano cucciola senno ti va di traverso – come se leggesse negli eventi mi porse il bicchiere d’acqua giusto in tempo per vedermi prenderlo e bere cercando di buttare giù il malloppo di tortina restatami impigliata per l’eccessiva foga, appena tirai giù si cominciò a ridere assieme come non si faceva da anni.

Il resto della mattinata passò a parlare della scuola con mamma, a mezzogiorno mio padre chiamo dicendo che non sarebbe tornato perchè aveva da lavorare, la cosa mi rallegrò dato che volevo parlare il meno possibile della punizione, cosa che invece sarebbe successa se fosse tornato a mangiare con noi. Il primo pomeriggio lo passai sul divano con mia madre a guardare la tv,i programmi restavano i soliti stupidi ed inutili di sempre, ma guardarli con mia madre poggiata alla sua spalla e ridere assieme delle finte litigate era fantastico, sentii una sensazione di libertà incredibile, nel volto di mia madre si poteva leggere finalmente gioia e felicità, anche se un occhio critico avrebbe letto quell’ombra di paura che tutto questo fosse solo temporaneo.

Fra una risata e l’altra arrivò il momento. Sentii mia madre sussultare un attimo, era tesa e non volevo quindi alzandomi le diedi un bacino sulla guancia e mi comincia a scoprire il sedere senza dire niente, il corpo mi vibrò e la tensione si faceva sentire anche su di me, mia madre si mise in posizione e alzò leggermente il televisore poi posò il telecomando – bene Michela vieni. Vedrai che adesso le sentirai per davvero le sculacciate e non come quelle di stamani – ormai aveva imparato a perfezione il tono da tenere per mettermi in riga. Mi misi alla sua destra e attesi che mi mettesse sulle ginocchia .

Mi prese per il braccio trascinandomi di lato con decisione, caddi letteralmente sulle sue gambe, lei mi bloccò con una presa sicura mettendomi una mano a metà schiena, iniziò subito a sculacciarmi sonoramente, mi dimenavo e lei invece continuava a colpirmi più forte di stamani, anzi a dire la verità le sculacciate della mattina sembravano carezze,il rossore leggero della mattina oramai era un ricordo. Adesso il mio sedere iniziava ad essere veramente colorito, vari segni delle sue dita si intravedevano man mano che andava avanti sui miei glutei, iniziai a piangere e questa volta per il dolore.

Le sculacciate andavano avanti, le contai cento circa come stamani probabilmente mia madre si era prefissata quel numero a patto che io non facessi qualcosa per far aumentare la dose. Mi fece cenno di alzarmi, io singhiozzavo vistosamente, sulle mie guance cadevano calde lacrime solcando il rosso del mio viso accaldato sia per il pianto che per l’imbarazzo. Mi misi di nuovo accanto a mia madre abbassando lo sguardo e tirando su col naso, mia madre scosse la testa – guarda là come sei ridotta, sembra ti abbia massacrata, non ti sembra di esagerare? – io annuii, anche se pensai dentro di me “ma cavolo facevano veramente male” lei prese un fazzolettino e lo poggiò al mio naso, sgranai gli occhi per la sorpresa e subito dopo per la vergogna capendo ciò che voleva, cavolo dovevo farmi soffiare il nasino da mamma come quando avevo sei anni, ma lo feci, si alla mia età mi stavo facendo soffiare il nasino da mamma, provai dolcezza nel farlo oltre a vergogna.

Mia madre posò il fazzolettino poi guardandomi severamente – adesso dato che è la prima punizione ti lascio riprendere. Ti do 5 minuti poi torno e si passa alle bacchettate – io sorrisi timidamente ma lei restò con l’espressione severa e andò di là. Probabilmente lo fece per permettermi di strusciare il culetto dolorante, ma cercai di non farlo per rispetto. Mia madre tornò con la bacchetta in mano, la guardai arresa e mi avvicinai – dove mi devo mettere?- lei mi indicò il centro della stanza – piegati mani alle caviglie e resta ferma altrimenti saranno 5 colpi in più a volta- io rimasi un po’ interdetta ma mi misi in posizione – va bene mamma, cercherò di non muovermi – lei sorrise senza farsene accorgere poi prese la boccetta che aveva poggiato sul tavolo da fumo e mi unse le natiche per bene, poi prese la bacchetta e l’ alzò fermandosi per dire – farà più male di ieri lo sai? Quindi accetterò solo leggeri lamenti e basta – .

Ci mise un po’ per trovare la posizione, afferrò saldamente la bacchetta e alzò il braccio e sciack, strinsi i pugni e strabuzzai gli occhi ma mordendomi le labbra e strizzando gli occhi in un’espressione dolorante restai ferma e con voce bassa -1- a quel punto mia madre diede il secondo colpo sciaff alzai la testa adesso emettendo un leggero lamento, mia madre si fermò per darmi il tempo di contare il colpo, dopo poco -2 – lei rialzò e sciaff i colpi facevano malissimo, sicuramente avrei avuto le righe viola sul sedere dopo, per adesso erano strisce rosse con un po di pelle bianca ai lati, mi scesero nuove lacrime e adesso l’urlo era stato più forte e sentivo le gambe tremanti, le mie mani avevano lottato contro la mia volontà per andare a strusciare il punto colpito ma mi sforzai per tenerle ferme alle mie caviglie, ma non potei fare a meno di muovere su e giù le gambe – ffff che maleeeeee 3 – lei si fermò abbassando la bacchetta – siamo già a lamentarsi? Ho detto che accetto solo piccoli lamenti non obbligarmi ad aumentare i colpi. Se lo farò saranno severi intese?- io annuii spaventata e mi misi in posizione nuovamente , ma quasi come se avessi letto nella testa di mamma – si cercherò di non muovermi ho capito – mia madre sorrise anche se io non lo vidi e sciaff riuscii a resistere abbastanza bene, forse la cosa era dovuta alla pausa che c’era stata – 4 – i colpi andarono bene fino all’undicesimo, quando ormai stavo piangendo senza ritegno con il viso rosso e il culetto che piano piano si accingeva a diventare un reticolato di strisce rosse scure mi coprii con le mani. Mia madre mi tirò una bacchettata leggera sulle mani – Michela. Leva subito le mani. 1,2,3. te la sei cercate , alla fine dei colpi prestabiliti riceverai 5 colpi severi extra – io piansi ancora più forte e tremolante – ti prego mamma no – lei sempre senza battere un ciglio – cosa ti avevo detto? Di stare ferma e buona, senno erano 5 colpi extra e severi, quindi dopo li prenderai e zitta – mi limitai ad annuire e tornai faticosamente in posizione, strinsi le caviglie fino quasi a farmi male per non rischiare di cadere nello stesso errore e ricevere altre 5 bacchettate. Mia madre era dispiaciuta di dovermi dare altri colpi extra e il dodicesimo colpo lo confermò, era poco deciso e non mi aveva fatto molto male, mi sentii in colpa di dover mettere così in difficoltà mia madre così stupendomi di me – mamma va bene, Lucia ci aveva detto come si deve comportare chi viene punita e io ho sbagliato, quindi non preoccuparti va bene?- lei vedendo che la situazione le stava sfuggendo di mano è rischiava che l’atmosfera di severità svanisse mi tirò una bacchettata veramente severa – silenzio e pensa a stare ferma. Questa conta come la dodicesima conta – urlai mentre parlava, il colpo era davvero severo ma mi fece capire che adesso mia madre era decisa e non si sarebbe impelagata in stupidi sensi di colpa – 12 – i restanti colpi furono come i precedenti , molte volte dovetti lottare con me stessa per non levarmi dalla posizione e ci riuscii.

Arrivata alla ventesima bacchettata ero una maschera di lacrime muco e bava, ero uno spettacolo indecente, il mio corpo tremava oltre che per il respiro affannato per la tensione e la paura, probabilmente se non avessi fatto pipi prima e imbarazzante dirlo ma adesso me la sarei fatta addosso, lo so sono esagerata e molte ragazze sono più resistenti di me . Probabilmente le bacchettate che mi aveva dato finora erano severe, ma non da uccidere o provocare una reazione esagerata come la mia, ma sicuramente come prima punizione posso dire che era molto severa, anche se era tutta meritata e giusta.

Mia madre mi lasciò respirare due minuti poi bacchettando leggermente il mio culetto mi fece capire di tornare in posizione, inspirai e buttai fuori l’aria lentamente per calmarmi e tornai mani alle caviglie, inutile dire il tornado di emozioni finirei solo per annoiarvi, il silenzio riempiva la stanza, mia madre era corrucciata come chi vorrebbe fare qualsiasi cosa tranne quella, senza farsi vedere mi guardò dispiaciuta e poi sciaff, un colpo severo mi colpì sulle natiche, il mio sedere vibrò e uno schiocco molto forte echeggiò nella stanza insieme al mio respiro strozzato, i miei occhi quasi uscirono dalle orbite, andai in avanti e mi chinai più volte ma poi tornai in posizione, chiusi gli occhi in attesa del secondo colpo, mi accorsi dopo il secondo colpo che non avevo contato, ed insieme ad esso il mio corpo cominciò nuovamente a muoversi al ritmo dei miei singhiozzi. Mia madre non voleva che contassi perchè sapeva che ero molto provata, va bene avevo già subito dei colpi così severi ma erano dati a se e non dopo 20 bacchettate e tutto il resto.

La punizione finì finalmente, le ultime bacchettate erano state tremende e le strisce viola scuro che si sarebbero create dopo sarebbero solo state la prova di ciò, ma sapevo di averle meritate e quindi non dissi nulla se non – aaah aaia che maleeee – mia madre mi prese per un braccio e mi trascinò accanto al divano, arrivate lì mi strattono facendomi cadere in ginocchio, prese le mie mani e in modo brusco e severo me le fece mettere sopra la testa – bene ferma lì. Se ti muovi o altro sai già cosa succede, ci vediamo fra 15 minuti -

detto ciò se ne andò. Restai a fissare il muro in lacrime e tirando su col naso, il culetto dopo dieci minuti era tutto rosso fuoco, sopra il rosso c’erano le rigate delle bacchettate, alcune viola chiaro mentre altre avevano preso una colorazione più scura, e soprattutto erano molto più gonfie delle altre.

Mia madre tornò dopo i 15 minuti, e con sguardo severo – bene alzati che avrai la seconda dose- presa alla sprovvista reagii d’istinto e molto stupidamente, dato che solo dopo il mio vaffanculo e altri beceri, oltre all’accusa che voleva solo approfittarsene capii dalla sua faccia delusa e la tazza di cioccolata calda (che come lei sapeva adoravo ) nella sua mano voleva scherzare , sentii il cuore chiudersi. Mi ritrovai in ginocchio letteralmente alle sue gambe in lacrime urlandole – scusa mamma non dovevo, sono una cretina, giuro non succederà più– il suo sguardo si fece più dolce – piccola non voglio più vederti così. Stiamo lavorando tutti compresa te per migliorare e mi hai ferito molto – io mi sentivo in colpa da fare schifo la guardai – mamma giuro non succederà più, dammi altre bacchettate se vuoi, più forti ti prego quelle che mi hai dato per ultime ieri – mia madre mi guardò – certe cose non si risolvono solo con le bacchettate, non funziona così. Devi capire piccola che se fai qualcosa non basta mettersi piegata a farsi fare il sedere viola, ma bisogna capire e crescere attraverso gli errori commessi, adesso ti darò 5 colpi molto severi,solo perchè da come hai reagito ho visto che sei veramente dispiaciuta e sai che mi hai ferita, quindi visto che hai capito il tuo errore crederò nelle tue parole e ti punirò, ma sarà l’unica volta. Se succede nuovamente dovrai dimostrare seriamente che sei cresciuta e che tutto ciò non è stato tempo perso – le parole di mia madre mi colpirono, la guardai capendo di averla delusa ma anche che mi aveva già perdonata, so che può sembrare strano ma sapere che mi dava la possibilità punendomi di essere scusata mi rendeva felice.

Andò di la e tornò con la bacchetta severa, tremai leggermente alla vista dello strumento,mia madre lo posò e prese prima quella di prima, bacchettandosi la mano leggermente – Michela piegati . Aspetto che mi mettessi in posizione poi con voce calma ma severa – saranno 3 colpi con questa e 3 con l’altra, ti faranno molto male ma purtroppo te li sei cercati e adesso questo è quello che meriti – io non replicai, lei fece un passo indietro e alzò il braccio -dimmi quando sei pronta e dopo ogni colpo chiedi di ricevere il successivo – io tremolante all’idea di essere sculacciata severamente – mamma inizia sono pronta – fece un passo in avanti facendo cadere la bacchetta che fece risuonare nella stanza un sibilo sinistro per poi colpire il mio sedere e proseguire la sua corsa da destra verso sinistra, lancia un urlo ma soffocato dalle mani che misi subito alla mia bocca, sul mio sedere si formò una riga scura con ai lati piccole strisce di sangue sottopelle, respirai fino a regolare di nuovo il mio respiro,poi facendomi coraggio – mamma dammi il prossimo colpo per favore – lei non si fece attendere sciaff come prima, adesso che ero più preparata riuscii a trattenere l’urlo per il male ma comincia di nuovo a piangere, non avevo mai provato un male così e pensare che Margherita subiva questa punizione ogni volta che faceva qualcosa di grave. Lasciai passare un minuto circa per riprendere fiato poi deglutendo prima di parlare con voce rauca per il pianto e i singhiozzi di adesso e di prima – mamma dammi il prossimo colpo per favore – lei subito come terminai la frase sciaff un terzo colpo riecheggiò nella stanza, questa volta accompagnato dal mio – aaah – fra un singhiozzo e l’altro, mia madre posò la bacchetta e prese l’altra, avevo sperato si accontentasse di usare la bacchetta media ma mi sbagliavo purtroppo. Lasciai passare un altro minuto circa prima di dire stringendomi le caviglie e con una faccia preoccupata – mamma sono pronta per il prossimo colpo, colpiscimi per favore – mia madre alzò il braccio e sciaff fortissimo, non attraversò il mio sedere come prima perchè non era flessibile come l’altra ma più spessa e molto più dura e faceva un male atroce. Sentii per un secondo mille aghi che mi pungevano dove ero stata colpita poi come la pelle strapparsi anche se sicuramente non era successo e poi a sorpresa sentii un secondo e subito dopo un terzo colpo cadermi sul sedere, mi accasciai a terra reggendomi i glutei con le mani piangendo senza ritegno, vidi mia madre guardarmi con un’espressione mista fra dispiaciuta e severa – alzati e mettiti due minuti nell’angolo e smetti di strusciarti immediatamente! – io smisi feci per alzarmi e andare all’angolo quando notai mia madre con il viso triste e preoccupato, a quel punto mi buttai d’istinto fra le sue braccia e la strinsi chiedendo piangente – scusa non dovevo, non lo farò più lo giuro – lei rispose al mio abbraccio stringendomi forte quasi piangendo – piccola solo per oggi hai il permesso di usare il bidè per due minuti, ma poi basta ok? Io la bacia un’infinita di volte sulle guance sulla bocca sul naso dove mi capitava poi corsi in bagno e lasciai raffreddare il sedere. Da come sentivo caldo il sedere credevo che come l’avrei immerso nell’acqua si sarebbe vista una nuvoletta di vapore uscire da esso, Ma chiaramente non successe nulla. Sentii un ghiaccio al sederino che mi diede un po di sollievo, ne approfittai per levarmi l’olio dalle natiche, sentivo tanti piccoli rigonfiamenti sulla pelle fino a poco prima liscia del mio sedere. Restai così ancora per poco poi tornai in salotto, là mi attendeva mia madre con la cinta in mano, no scherzo con la tazza di cioccolata appena riscaldata, adesso otre ad essa c’era la panna con una spruzzata di cacao sopra infine un pavesino infilzato. Sorrisi a mia madre e presi la tazza aggiungendo con un filo di voce – grazie – che non era solo per la tazza ma per tutto, lei mi bacio sulla fronte sorrise e si sedette sul divano.

La vidi molto tesa quindi appena finii la cioccolata le dissi – mamma poggia i piedi qua che ti faccio un massaggino- mia madre mi squadrò poi si tolse le ciabatte e li posò sul tavolo da fumo esitando un attimo – non sono pulitissimi piccola non mi sembra il caso- io scossi il capo come dirle di non preoccuparsi,a quel punto li poggiò sul tavolo da fumo, i suoi piedi erano molto belli per una signora della sua età, non erano molto puliti in realtà ma un po sporchi e odorosi ma non ci feci caso e iniziai a massaggiarli. L’odore pungente mi arrivava al naso ma non mi dava fastidio, mia madre ogni tanto mi sorrideva per farmi capire che ero brava. Passò mezzora poi le sorrisi – mami adesso vado – lei annuii – grazie piccola e scusa se erano sporchi – io strinsi un suo piede e lo baciai velocemente per non farla preoccupare troppo, durante il bacio l’odore forte del piede mi aveva invaso il naso, sentii subito una strana sensazione di calore al basso ventre -basterà che mi lavi le mani mamma tranquilla –

Corsi in bagno lì annusai le mie mani, avevano l’odore dei piedini di mia madre, la cosa m’imbarazzò moltissimo, soprattutto quando mi immaginai inginocchiata ai piedi di mia madre a massaggiarla, dopo che lei 20 minuti prima mi aveva severamente punita, mi sentii eccitata e diedi una leccatina veloce alla mano assaporando il sapore di essi,un sapore salato e leggermente acre poi mi feci una doccia veloce e corsi a letto.

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15 commenti a “Il giorno in cui diventai matura”

  1. punishslut dice:

    Brava cucciolotta, speravo andasse avanti così…..

    sembra proprio di vedere un film! in ogni caso si nota anche molta dolcezza nel rapporto madre/figlia che riesci ad esprimere bene

    Avrei preferito che sul divano davanti alla tv la sculacciasse anche col telecomando,,,, ma dai magari nelle prossime puntate…

    Ora non vedo l ora che arrivi anche il papy..chissà magari è passato in un negozio a prendere un paio di cinturine nuove per l occasione ihih

  2. punishslut dice:

    Si devo ammettere che ho notato un paio di piccoli errorini ortografici…

    non sono nulla e non guastano la lettura che è piacevolissima, ma penso che dovresti mettere in bocca i calzini di qualcuno della casa…. poi con quello in bocca scrivi le tue scuse a tutti i lettori,e le tue sensazioni mi sembra giusto!

  3. geronimo dice:

    Descrizione accurata e realistica. Narrazione scorrevole. C’è una efficace mescolanza di severità e dolcezza con l’ aggiunta di una vaga nota di incestuosità.La trama però rischia di diventare un pò monotona.

  4. nadine dice:

    mi scuso per gli errori, probabilmente sono di distrazione :p per la monotonia non credo ho seguito la punizione in modo reale, non ho voluto metterci cose strane per non esagerare. comunque se noti metto sempre un particolare a sorpresa ogni volta, spero che alla fine tu resti soddisfatto ugualmente nel complesso

  5. punishslut dice:

    ma certo, un errorino qua e là capita anche ai migliori autori…
    non è nulla di grave… ora però non distrarti prendi un bel calzino usato lo appallottoli e lo metti in bocca, poi mentre lo tieni dentro nella tua boccuccia dolse scrivi nuovamente le scuse con la promessa di non fare ulteriori errori e migliorare sempre di più,ringraziando anche i lettori che ti seguono da anni…. dato che sei l autrice piu amata dal blog!

  6. punishslut dice:

    rapido rapido scrive:
    non mi piace che usi questo linguaggio in fondo è sempre tua sorella, ricordati che una brava schiavetta non dev essere offensiva, tornando a Noi…. come è andata al lavoro?
    Flavia scrive:
    è stato molto eccitante oggi
    son stata un pò in imbarazzo xo quando qualcuna delle mie colleghe mi ha fatto notare che avevo dimenticato a metter su le calze
    rapido rapido scrive:
    cosa le hai risposto
    Flavia scrive:
    ho detto che oggi con questa bella giornata ho pensato di non metterle xke avevo caldo
    rapido rapido scrive:
    brava schiavetta
    il reggiseno non lo hai messo vero
    Flavia scrive:
    no neanche quello avevo
    rapido rapido scrive:
    ti ha dato imbarazzo?
    ti si eccitavano i capezzoli a contatto con la maglia
    Flavia scrive:
    all’inizio tantissimo sembrava che tutti mi fissaro le tette, era eccitantissimo avere i capezzoli a contatto con la maglia
    rapido rapido scrive:
    che maialina dolce che sei
    non ti sei bagnata vero?
    Flavia scrive:
    si mi son bagnata tantissimo
    rapido rapido scrive:
    come mai?
    Flavia scrive:
    boh forse xke pensavo a tutto questo

  7. punishslut dice:

    hai ripensato ai giochini che ti ho fatto fare? lo sai che era solo un assaggio di quello che ho in mente? sarai pronta?
    Flavia scrive:
    spero di essere all’altezza
    di non deluderla mio padrone
    rapido rapido scrive:
    hai una vaga idea di cosa significhi essere una schiavetta in un rapporto bdsm?
    Flavia scrive:
    purtroppo non sono molto esperta
    rapido rapido scrive:
    domani potrai mettere il reggiseno
    ma non le mutandine
    ora decidiamo il resto dell abbigliamento
    Flavia scrive:
    si mio padrone
    rapido rapido scrive:
    dammi delle scelte
    comunque metterai
    camicetta
    di che colore ne hai
    Flavia scrive:
    non so bianca oppure rosa nera
    verde acqua
    rapido rapido scrive:
    bianca
    Flavia scrive:
    va bene
    rapido rapido scrive:
    poi descrivi i pantaloni che devo scegliere per te domani
    Flavia scrive:
    pantaloni jeans oppure un paio grigi o blu
    anche neri
    rapido rapido scrive:
    mmm grigi o blu descrivili
    sono attillati?
    Flavia scrive:
    quelli blu si
    rapido rapido scrive:
    ma non vorrei che troppi maschietti ti guardassero il culetto quindi grigi vanno bene
    Flavia scrive:
    calze e scarpe?
    rapido rapido scrive:
    ti posso dire che se ti bagni un po si vede anche dai jeans perche una sera ho fatto questo giochino con una mia amica e al pub le dicevo porcate nell orecchio apposta per vedere se si bagnava
    che calze possiamo scegliere
    e le scarpe?
    Flavia scrive:
    non so calze collant oppure a rete o senza
    rapido rapido scrive:
    a rete senza mutandine ti darebbe emozione vero puttanella?
    Flavia scrive:
    come scarpe chiuse aperte non so è lei che comanda
    oh si penso che mi ecciterebbe da impazzire
    rapido rapido scrive:
    non vorrei farti prendere freddo ma stai bene con quelle aperte vero?
    Flavia scrive:
    senza calze?
    rapido rapido scrive:
    calze a rete
    mi piaci cosi
    Flavia scrive:
    quindi scarpe aperte con calze a rete si posso farlo
    rapido rapido scrive:
    brava schiavetta
    mi darai soddisfazioni in futuro
    Flavia scrive:
    spero di non bagnarmi troppo

  8. punishslut dice:

    Flavia scrive:
    adesso ho i pantaloni della tuta e una maglietta mezza manica
    rapido rapido scrive:
    bene, sotto i pantaloni che mutandine porti?
    Flavia scrive:
    perizoma
    rapido rapido scrive:
    spogliati dei pantaloni togli il perizoma e rimetti la tuta senza il perizoma, che metti subito in tasca
    Flavia scrive:
    aspetta lo faccio in un secondo
    fatto
    rapido rapido scrive:
    brava ora prendi l evidenziatore
    Flavia scrive:
    si
    rapido rapido scrive:
    AUTOCENSURA

    Flavia scrive:
    si fatto
    rapido rapido scrive:
    ora stringi bene le gambe tienile strette
    Flavia scrive:
    son già eccitata…strette le gambe
    rapido rapido scrive:
    brava adesso ti dico una cosa

    le faccio leggere queste cose e ti metto in imbarazzo, ti eccita
    Flavia scrive:
    oddio si mi eccita ma allo stesso tempo mi imbarazza tantissimo
    rapido rapido scrive:
    brava puttanella
    volevi toccarti oggi vero al lavoro?
    Flavia scrive:
    oh si ma senza il suo permesso non posso farlo
    rapido rapido scrive:
    vorresti farlo anche ora troietta,,,, cosa ne pensi?
    allarga le coscie adesso
    Flavia scrive:
    si ecco le allargo
    rapido rapido scrive:
    toccati da fuori i pantaloni carezzati la figa
    senza entrare nella tuta mi raccomando
    Flavia scrive:
    si già si vede la tuta macchiata
    rapido rapido scrive:
    che colore è la tuta?
    pensa che siamo solo all antipasto…
    Flavia scrive:
    grigia
    rapido rapido scrive:
    pensa che imbarazzo domani ti conviene accavallare le gambe spero avrai una bella scrivania
    ora indossi il reggiseno maialina?
    Flavia scrive:
    no oggi non l’ho proprio messo
    in ufficio non hanno belle scrivanie
    rapido rapido scrive:
    ihihih bene….
    la mia schiava diventerà rossa in viso
    e anche il suo culetto quando la puniro ancora
    Flavia scrive:
    sarò in imbarazzo tutto il giorno
    rapido rapido scrive:
    certo puttanella sarai eccitata come una cagnetta in calore…
    ora smetti di toccarti la figa
    e chiudi le gambe
    dovè l evidenziatore?
    Flavia scrive:
    sempre dove ha detto lei mio padrone
    rapido rapido scrive:
    brava da li non si muove se non voglio Io, ora alza la maglietta fino a afferrarne il lembo tra i denti
    tienila alzata con la bocca
    Flavia scrive:
    si
    rapido rapido scrive:
    che taglia porti schiavetta?
    Flavia scrive:
    una terza

  9. nadine dice:

    messo il calzino di erikucciolina ringrazio tutti i lettori e mi impegnerò molto di più promesso vi adoro lo sapete un bacio a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ( che imbarazzo eheh)

  10. punishslut dice:

    brava cucciolina, aspettiamo con ansia la prossima puntata…. attenta a non fare errorini, ALTRIMENTI la prossima volta nella boccuccia ci tieni un paio di mutandine usate, che bella… ma ricordati che non si parla con la bocca piena…

  11. tipon dice:

    brava piccola vedo che la cronaca di una giornata con mamma continua l’intervento della vicina e una gradita sorpresa complimenti cmq

  12. nadine dice:

    sofy silvi spanky tutti ?? dv siete :D

  13. spankettina dice:

    Sono qui cucciola, bravissima il racconto è molto bello, tenero e severo allo stesso tempo, mi è piaciuto molto e mi ha anche eccitata, più del penultimo, forse per la parte finale leggermente feticistica…sai che mi piace!

  14. punishslut dice:

    cosa provi monella?
    Silvietta scrive:
    sono bagnata
    e ho voglia di passarci il manico della spazzola di nuovo

  15. silvietta dice:

    coccolina scusami eccomi..

    adoro il tocco dolce della marmellata speciale e della cioccolata calda.. mmm, con tutte quelle ricompense, wow.. mi sa che la nostra michela ci prenderà gusto a farsi punire.. :P
    bello bello, già :)

    scusa ancora se ci ho messo tanto..
    il mio padroncino ha deciso di punirmi sta sera e sono riuscita a leggere solo ora.. :D
    grazie padroncino per la tua punizione di oggi.. :)

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