La storia di Noi 2
Ricevo da Erika questo racconto e lo pubblico con grande piacere.
La incontrai quando lei aveva 18 anni e io 25, era una studentessa dove facevo supplenza era molto carina dolce ed esuberante forse anche troppo, la avevo notata fin dall’inizio intorno a lei c’era come succede anche adesso un’aura di gioia e vitalità scherzava e rideva con tutti senza alcun problema, non era la solita tipetta viziata anzi si arrabbiava se c’era del bullismo e cercava sempre di mettere una buona parola con tutti, certo non che lei a volte non cascasse in certe situazioni capitava anche a lei a volte di prendere in giro dei compagni/e ma comunque mai niente di serio, comunque andando avanti un giorno mi sentì parlare con un mio collega e quello fu il giorno che cambiò la mia vita.
Il giorno dopo la trovai nel corridoio che mi aspettava mi venne incontro con un viso titubante e con le manine dietro, eheh quando e nervosa ha il vizio di stringere le mani dietro o davanti e giocare con le dita ihih
mi disse che aveva sentito la conversazione e che era d’accordo con ciò che avevo detto, io rimasi un po imbarazzata e sorpresa ma tenendo il mio ruolo da insegnante restai calma, dentro di me mi venne da pensare vediamo se lo sarà davvero , insomma la presi come una sfida per lei, per un po non successe nulla fino a che un giorno trovai il pretesto di sculacciarla cosi mi feci forza e dopo le lezioni la aspettai in corridoio senza far accorgere a nessuno che in quel momento il cuore mi batteva a mille, gli dissi che dopo doveva venire da me,lei sapendo a cosa andava incontro abbassò lo sguardo e acconsentì, arrivate al mio studio la punii notai che era molto remissiva e in più che mi faceva una dolcezza guardarla cosi, era piccola indifesa dentro di me si creò un calore che in quel momento non riuscivo a comprendere.
Dopo diverse punizioni mi accorgevo che lei era sempre più remissiva e che mi guardava in modo diverso da prima, il giorno che me ne accorsi la punii più severamente quasi per voler cacciare i suoi primi sentimenti verso di me, ma quello che quel giorno credevo si avverrò poco dopo, la scoprii mentre voleva marinare andai da lei con ‘intento di punirla appena mi vide diventò piccola piccola mi sforzai di non sorridere e di mantenere una espressione severa arrivata da me cerco chiaramente di mentire io guardandola gli dissi che avevo sentito e che ero delusa dal suo comportamento, infatti prima di allora almeno era sempre stata sincera con me come finii la frase vidi i suoi occhi riempirsi di lacrime, restai molto stupita di questo suo gesto senza nemmeno accorgermene la ritrovai abbracciata a me, la cercai di consolarla perché non era mia intenzione farla piangere cosi comunque gli dissi che la avrei punita arrivammo al mio ufficio lì gli diedi da bere mi disse se pensavo che fosse cattiva, io sorrisi dicendo che anzi era molto dolce, a quel tempo ero rimasta molto delusa da avvenimenti personali quindi aggiunsi che lo era fin troppo e che nel mondo non ci si può permettere di mostrare troppa debolezza senno si viene schiacciati, a quel punto mi disse una frase che non scorderò mai e che è stata come un’ancora di salvezza per uscire dall’aura di depressione che mi ero creata -io sono cosi non so trattenere i miei sentimenti e il mio carattere, piango sempre, mi fido troppo delle persone e spesso resto delusa da molte di esse ma non voglio cambiare, se il mondo proverà a schiacciarmi vorrà dire che lo avrà fatto mentre ero veramente me stessa e non mentre ero una maschera di me- io restai stupita da quelle parole quella adolescente mi aveva appena fatto capire cosa mi stava succedendo come se in quel momento avesse letto dentro di me ciò che volevo sentirmi dire, qui annunciai dopo la punizione e cosi si eseguì.
Dentro il mio cuore sentivo mille sentimenti contrastanti, amore paura rimorso, ma la conferma del miei veri sentimenti che ormai continuavo a nascondere fu quando lei dopo che mi ero congratulata con lei per aver preso la punizione senza troppe lamentele mi prese e mi baciò, intorno a me fu come se si spezzasse un enorme specchio, il mio corpo rimase immobile, quel bacio improvviso aveva come risvegliato il mio cuore la scansai per evitare di andare oltre, avrei voluta stringerla e dirgli che la amavo ma la mia posizione non me lo permetteva, come lo feci il suo visino si fece cosi triste che sentii una fitta al cuore e un nodo allo stomaco, prese tutto il coraggio che aveva e mi disse che mi amava, io cercai da prima di dirgli che gli volevo bene ma non cosi, ma quando la vidi stringersi e iniziare a piangere dicendo che mi amava e non gli importava chi fossi feci l’errore ma allo stesso momento la cosa più giusta fatta mai nella mia vita confessai di provare qualcosa per lei ma che comunque non si poteva fare, a quel punto il suo sguardo si illuminò capii che aveva ritrovato la speranza, dentro di me speravo anzi volevo che continuasse e che mi rapisse portandomi via dai miei obblighi e da tutto per stare da sole, mi chiese di baciarla per una volta io accettai dentro di me mi sentivo come una ragazzina al primo bacio eheh ero nervosa mi batteva forte il cuore non mi era mai successa una cosa simile ci si strinse e con dolcezza ci si baciò duro molto come bacio, sentivo le sue mani che mi sfioravano dolcemente le mie parti sentivo che quel gesto era guidato dall’amore senza nessuna malizia , dopo di che ripresa dalla paura di quello che poteva succedere tornai seria dicendo che era finita lì, lei impuntandosi mi disse che mi amava e avrebbe continuato a farlo, a quel punto gli dissi di mettersi in posizione che la avrei punita ancora, volevo che mi odiasse e smettesse di provare quei sentimenti per me , ero inesperta e la colpii più forte di quanto avessi voluto col cavo, subito dopo il colpo mi scusai pensavo si arrabbiasse ma non lo fece, anzi vedendo che mi ero preoccupata mi sorrise e mi rassicurò tornando in posizione, continuai a colpirla come volevo all’inizio, alla fine come ultima cosa per farla demordere gli punii i seni severamente, lei restava in posizione restando ferma dopo ogni colpo che le davo, vederla lamentarsi e piangere mi faceva del male anche a me ma volevo dissuaderla, finii di colpirla col cavo, il suo bellissimo corpo era molto segnato dalla punizione appena ricevuta, mentre se ne stava li rannicchiata a giocherellare con le mani gli annunciai che il pomeriggio avrebbe ricevuto la prova di rispetto che doveva fare dopo ogni mia punizione, lei era molto spaventata all’idea di dover tornare e la cosa mi fece felice in parte dato che cosi sarebbe stata più restia dai suoi intenti, ma come fece per andarsene , nella mattinata pensai al modo migliore per farla desistere e mi venne in mente di fargli fare una cosa che non avrebbe mai fatto, chiaramente la mia voleva essere solo una minaccia e non avevo la minima intenzione di fargli fare l’idea che mi era venuta diciamo che doveva solo servire da minaccia.
Il pomeriggio arrivò e cosi lei all’ora che avevamo pattuito assieme mi guardò leggermente imbarazzata, io la presi portandola ai bagni dei maschietti, li doveva aver luogo il mio piano infatti,ma arrivate li alla mia minaccia di dover leccare tutti i gabinetti lei reagì guardandomi con dolcezza e dicendomi che se volevo che subisse un’umiliazione cosi lo avrebbe fatto, io non potevo lasciarla fare quindi presa da ormai i nitidi sentimenti dentro di me la abbracciai ormai capendo che aveva scoperto il mio trucco dopo quell’abbraccio sentii che lei era la cosa più bella che avessi mai avuta nella mia vita, si tornò nell’ufficio dove gli feci fare la prova di rispetto, lei lo fece felice ci salutammo alla fine da amanti , quello fu l’inizio.
Gli ultimi mesi passarono e lei finalmente finii la scuola, l’ultimo giorno lei decise di dire a tutti del nostro amore, io ero un po diffidente ma tanto avevo trovato lavoro come modella per privati quindi mi sarei comunque licenziata, cosi uscite mi prese e mi baciò con gioia, le sue compagne e i suoi compagni fecero un woooo quasi unisono poi chiaramente si accalcarono intorno a noi facendoci domande su domande, all’inizio i primi due anni circa si passarono fra incontri periodici, dato che ai genitori non avevamo detto nulla, ci si incontrava si stava un po assieme e poi via, ogni volta che la vedevo andare via mi si fermava il cuore per la paura che qualcuno me la portasse via, ogni volta che stavo insieme con lei vivevo in un immensa luce e come se ne andava questa luce scompariva con se, i primi tre mesi furono i peggiori sia per me che per lei ma non per i nostri sentimenti ma per il fatto di non poter vivere il nostro amore allo scoperto, ad un certo punto mi ritrovai ad avere leggeri attacchi di panico in sua assenza e mi rivolsi a uno specialista ma mi disse che era solo stress e un po di insicurezza, avevo soltanto paura di perdere ciò che mi rendeva viva, di questa cosa non avevo mai parlato alla mia piccola ma lascerò che lo legga in questo racconto, passati i due anni una sera mentre si stava coccolate a vedere un film mi disse – amorina lo ho detto a mia madre- io sbiancai non la avevo vista festeggiare subito l’avvenimento quindi voleva dire che non era andata tanto bene , mi alzai di scatto e alzando la voce – ma come senza dirmi nulla che ti è preso? Cosa ha detto su- lei si mise a ridere dicendomi che voleva solo vedere come avrei reagito io presa da un leggero rancore per la paura la presi e la sculacciai per bene la monella, lei subito dopo si accoccolò nuovamente a me, io accarezzandola – digli pure tutto piccola mia- lei sorrise come poche volte avevo visto.
La sera dopo sentii suonare al campanello col cuore in gola risposi entrò r senza darmi il tempo di dire a mi saltò in collo baciandomi, ancora prima di sentire cosa doveva dirmi iniziai a piangere dalla gioia, lei vedendomi cosi si preoccupò di avermi fatto male e scusandoci mi fece un’analisi veloce scrutandomi dove poteva avermi colpita, mi misi a ridere a quel gesto e lei imbronciata – uffi amorina mi prendi sempre in giro- a quel punto senza pensarci gli dissi – sposiamoci- lei si bloccò i suoi occhi divennero lucidi e scoppiò a piangere dalla gioia anche lei, il giorno dopo gli dissi che ci saremmo sposate di nascosto dato che in Italia non si può purtroppo, anche se capisco che è anche un segno di rispetto verso la sacralità della chiesa e di cosa rappresenta per i cattolici il matrimonio,infatti io non vorrei tanto che legalizzassero in chiesa i matrimoni omosessuali ma bensì li legalizzassero ma con modi diversi magari davanti a un notaio o in comune ma tornando a noi passò una settimana io comprai le fedi senza dirgli nulla poi un sabato gli dissi che si sposavano nella chiesetta qua vicino, ci si vestì di tutto punto e si andò, si arrivò mischiandoci agli invitati come qualcuno ci adocchiava si attaccava bottone con dei giovani spacciandosi per amiche della sposa, finalmente si entrò e li ci si mise in un angolo della chiesa su una panca presi le mani di lei e si seguì passo passo la cerimonia fino agli scambi degli anelli, a quel punto sottovoce si disse la promessa e ci si infilò le fedi, si usci senza dare nell’occhio e appena fuori abbastanza distanti dalla chiesa ci si baciò lei aveva pianto tutto il tempo e io con lei eravamo emozionatissime, subito dopo la portai alla mia nuova casa tappandogli gli occhi, come la lascia vedere fece un woooooooooo di gioia saltellando – e tua?- io abbracciandola a me – no e nostra- lei era colma di gioia, il giorno dopo sua madre mi invitò a cena cosi per presentarci la sera passo liscia sua madre e una donna fantastica allegra vivace e per niente all’antica si discusse molto bene al tavolino sua madre da come mi parlava sembrava mi conscesse da una vita, evitò il più possibile di focalizzare la conversazione sul rapporto mio e di Nadine cosa che mi fece molto felice,dopo la cena la portai di là e gli chiesi il permesso di poter vivere insieme a Nadine, lei mi guardò – sei una brava ragazza e so che renderai molto felice mia figlia se verrà almeno una volta alla settimana a trovarmi va bene- io sorridendo – certo anche di più signora verremo ogni volta ci sarà possibile- lei mi sorrise e abbracciandomi – benvenuta in famiglia Erika, mi raccomando io amo le persone che amano mia figlia ma odio quelle che la fanno soffrire- io guardandola in modo sicuro – non si preoccupi piuttosto di far soffrire Nadine soffrirei 10 volte tanto io- lei mi annui e poi sottovoce – sai a cosa vai incontro vero stando sempre con lei- io sorridendo e capendo che si riferiva al carattere di lei sorrisi e lei con me.
Da quel giorno ne sono successe tante ma ormai ho capito che lei e il mio mondo il mio respiro la mia vita e tutto per me, mi ha conquistata il suo aspetto minuto e fragile la sua vocina piccola e dolce, la sua voglia di attenzioni, l’essere sempre esuberante e allegra, ma soprattutto il suo modo di amare con tutta se stessa senza riserve, davanti a lei non posso far altro che amarla come merita e coccolarla a me tutte le notti facendola sentire amata e sicura per tutta la vita .
Non è un racconto di sculacciate ma un modo per far conoscere meglio sia me che la mia piccola, far capire a tutti voi che si può trovare sempre l’amore che si cerca e vivere allo stesso tempo le passioni che uno ha, per finire nell’amore mio e di Nadine non ci sono ne miss ne slave ma solamente due ragazze che dipendono l’una dall’altra e che si amano come il primo giorno un bacio a tutti o come vi dice la mia piccola un picciù e tante patpat
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Tags: amore
2 Novembre 2009 alle 13:49
ora pure le confesssioni d’amore??? bhe che dire auguri
2 Novembre 2009 alle 17:36
ma che beddoooooo lo ho letto tutto di un fiato e stasera mi complimenterò con la mia amorina eheh
mi sono commossa a leggere la nostra storia e sono contenta che la abbia scritta cosi adesso ci conoscete un po di più :p
grazie amorina tvukdb
3 Novembre 2009 alle 01:04
ciao a tutti a nadine e piaciuto molto il mio racconto scritto sia per lei che per voi, il motivo di questo racconto che non parla di sculacciate ma bensì della nostra storia lo ho scritto per farci conoscere meglio cosi da non restare per voi solo una spankee e una slave fra tante, ho voluto mettere ciò che provo per lei e le parti piu importanti della nostra storia e fare in modo che ci conosciate anche al di fuori di questi ruoli.
molte volte anche a me e capitato di chiedermi chi fosse in realtà il protagonista della storia chiedendomi cosa nutre per il suo punitore o per il punito e che storia hanno oltre a prenderle o darle cosi ho voluto scrivere questo racconto per raccontare la storia di noi 2 grazie in anticipo a chi vorrà commentare e vi prometto che scriverò una punizione data a nadine particolarmente divertente ed eccitante
3 Novembre 2009 alle 17:01
Non sei realmente un’insegnante, vero? A giudicare dalla punteggiatura inesistente, dal continuo utilizzo sbagliato del pronome maschile al posto del femminile, dalla mancanza dell’apostrofo in svariati punti, per non parlare della confusione tra la “e” come congiunzione e la “è” come forma verbale o dell’accostamento di due particelle avversative come ma e bensì…
Ti prego, non costringermi a ritenere che la Gelmini abbia ragione su alcune cose…
3 Novembre 2009 alle 23:57
beh, ha detto che è una supplente, non ha detto che è una supplente di lettere! La storia è romantica, se sono vere e sono due, si amano sul serio. Auguri, ragazze!
4 Novembre 2009 alle 00:43
beh mi scuso per alcuni errori la e al posto della è viene solo dalla non voglia di cercarla sulla tastiera, la punteggiatura c’è.
Comunque non sono avvezza a scrivere sul pc quindi sono ancora imbranatella :p i pronomi maschili non so dove li hai visti ma ricontrollerò con calma e le altre solo distrazioni, comunque si facevo la supplente, la ho fatta solamente per pochi mesi ma nessuno dei miei allievi si è mai lamentato, poi come detto sopra certi errori possono essere causati dal fatto che non amo scrivere al pc ma a mano,il racconto lo ho dovuto scrivere velocemente dato i molteplici impegni e non sono molto veloce alla tastiera comunque credo che nessuno stia a fare una lezione di grammatica leggendo il racconto ….
4 Novembre 2009 alle 10:09
bravissima Erika il racconto è bellissimo.

la vostra storia è fantastica, siete dolcissime.
siete state fortunate ad incontrarvi e io sono molto felice per voi.
e poi non vedo l’ora di leggere il tuo racconto sulla “punizione data a nadine particolarmente divertente ed eccitante”
vi auguro ogni bene
ciao
4 Novembre 2009 alle 15:17
Lungi da me dare giudizi sulla storia raccontata, il mio voleva essere solo un appunto. Se posso avanzare invece un’altra considerazione, forse cattivella, noto tra i due stili di scrittura (il tuo e quello di nadine) somiglianze decisamente poco casuali, come se fossero frutto di una sola mano; forse è dovuto solo alla mia cattiva fede (o ad anni di esperienza nel settore). Non lo sapremo mai, saluti ragazze.
P.S. per quanto riguarda i pronomi maschili, ti risparmio la fatica di cercare: se ti rivolgi ad una donna non è corretto dire “gli ho detto”, la forma corretta è “le ho detto”. Tanto per fare un esempio
4 Novembre 2009 alle 21:43
ci sta che scriva simile a lei essendo abituata a leggere e seguirla nei suoi racconti dandogli consigli, comunque lo ho scritto senza ricorregerlo dopo quindi al prossimo starò piu attenta spero ti piaccia ugualmente professore
invece di sta a commenta solo ste cavolate perchè non contribuisci al blog commentando sempre…. ( detta alla toscana anche se detta proprio in gergo sarebbe diversa
) ( ps per il professore so che la spezia e in liguria ma io sono di origine lucchese quindi toscana)
4 Novembre 2009 alle 21:44
uff dandogli = dandole :p giusto prof eheh
5 Novembre 2009 alle 01:28
Bisognerebbe accordarsi sul concetto di cavolate.
Detto questo, rimanendo ancorato alle mie perplessità, non avendo un mio ulteriore intervento nessun valore migliorativo, ritorno al mio caro e amato silenzio. Saluti ragazze.