La visita, parte 1
Questo racconto mi è stato inviato da Noemi. Buona lettura.
Sdraiato a pancia sotto, sono sveglio ormai da un pò ma tentenno nel letto. La sveglia suona, la spengo subito. La solita erezione mattutina sfrega sul lenzuolo mentre mi massaggio il sedere ancora indolenzito per la punizione della sera prima. Oggi visita medica. Qs due parole comportano una serie di avvenimenti che non ho nessuna voglia di affrontare. Sento la voce di mia madre che mi invita ad alzarmi. Lentamente mi alzo e mi dirigo verso il bagno. Spero però che l’erezione cali, non ho nessuna voglia che lei mi veda così. La prima operazione fastidiosa della giornata è la doccia. Ho il divieto assoluto di farmela da solo quando ho una visita. Mia madre ritiene che io non sia in grado di lavarmi in maniera corretta ma solitamente mi lascia fare. In qs giornata invece no.
Mi siedo e aspetto. Oggi da solo non posso fare proprio nulla e qs mi irrita un po’. Cerco di guardarmi le natiche nello specchio abbassandomi un po’ i boxer. Vedo che hanno preso un colorito scuro dopo la dolorosa battuta di ieri. Devo assolutamente impormi di stare buono, non ho nessuna voglia di ritrovarmi di nuovo sulle ginocchia di mia madre. La sola idea però riaccende in me l’eccitazione e comincio a toccarmi un po’, nell’attesa che lei arrivi. Appena la sento in stanza smetto, la sbircio dalla porta del bagno e vedo che prepara i vestiti che dovrò indossare. Anche qs lo decide lei per me oggi. Sicuramente dovrò mettere gli slip cosa che odio. Si è vestita benissimo. La camicetta bianca fa un ottimo contrasto con la gonna nera che indossa; ha ancora le ciabatte e non vedo l’ora di vederla con le sue scarpe nere col tacco; so che metterà quelle la conosco troppo bene. La osservo mentre si abbassa e poi si rialza. Mia madre è davvero bella e sensuale. Riprendo a toccarmi pian piano.
“Spero tu sia già nudo!” la sua voce mi fa trasalire.
“Si mamma!” in un secondo tolgo i boxer, ho solo le mani a proteggermi un pò e comincio ad irritarmi nonostante sia eccitato. Sono due emozioni contrastanti. Ho voglia che lei si occupi di me, mi da una piacevole sensazione ma dall’altra parte mi sento un ribelle che non ha nessuna voglia di sottostare a regole e punizioni.
Ora so che mi vedrà così e qs mi imbarazza a tal punto da farmi quasi arrabbiare.
Spalanca la porta del bagno e vedo che in stanza c’è anche mio padre. Mi spingo contro le piastrelle fredde e mi copro d’istinto. Avevo dimenticato la ramanzina del gg dopo.
Mentre mia madre prepara il bagno, mio padre si avvicina.
“togli le mani da li, credi che non sappiamo come sei fatto?” temo mio padre ed obbedisco subito. Mani lungo i fianchi l’erezione ora è visibile. Mi guarda quasi con disprezzo, mi addosso sempre di più alle piastrelle, vorrei scomparire.
“Io esco Giulio perciò fammi il santo piacere di obbedire a tua madre oggi e di non meritarti altre sculacciate!” lo sguardo severo, la voce grossa e il suo modo così rabbioso di porsi mi fanno abbassare lo sguardo.
“si papà” rispondo con un fil di voce
“e vedi di farti passare certe idee!” mi squadra dall’alto in basso e indica l’erezione. Dopo avermi umiliato saluta mia madre e se ne và.
Resto contro le piastrelle cercando per un attimo di capire bene cosa devo fare, mia madre mi sprona.
“Forza dentro la vasca non abbiamo tutto il gg!!” Senza dire una parola, le mani che ritornano a coprirmi, entro.
Mia madre mi bagna con l’acqua “mamma è gelata per favore!”
“almeno vediamo di farti passare i bollenti spiriti tu che dici?” l’acqua è davvero fredda e lamentandomi mi ritraggo. Comincia ad insaponarmi lo fa con cura, passa la schiena e le gambe poi le natiche e in mezzo “abbassati” “mamma no..” “forza!” mi spinge in giù la schiena, così facendo le espongo tutto e comincia a sfregarmi vicino all’ano andando anche all’interno. Cerco di ritrarmi mi lamento ma lei mi tiene con forza, d’improvviso sento di nuovo l’acqua gelata sulla schiena.. “mamma” quasi urlo, lievemente mi sculaccia con la mano “non urlare! Forza girati davanti”
L’erezione è quasi sparita ma ho lo stesso vergogna a farmi lavare da lei e cerco di convincerla “mamma dai so lavarmi da solo davvero” strattonandomi mi gira e io risposto le mani a coprire ciò che voglio nascondere.
“mani lungo i fianchi o mi riesce un po’ difficile lavarti che dici?” sbuffo ma obbedisco Mi passa le braccia il petto le gambe e poi indugia parecchio sulle mie parti intime. Mi abbassa la pelle, mi ritraggo “mamma no per favore” “stai un po’ fermo?” non riesco mai a capire quando perde la pazienza e la temo. Immobile mi faccio lavare anche se provo una bruciante umiliazione mista ad eccitazione. Ho freddo, ma dentro sono caldissimo. L’acqua gelata ancora una volta mi distoglie dai pensieri. Davanti è insopportabile. “Mamma basta dai così va bene” piagnucolo e mi odio da matti.
“fuori!” l’ordine è efficace in mezzo secondo sono sul tappeto, nudo e gocciolante. Con l’asciugamano comincia a frizionarmi, non sopporto qs cosa e cerco argomenti per mitigare un po’ l’imbarazzo che mi assale. “mamma.. ma oggi dobbiamo andare dalla solita dottoressa?” mi asciuga con cura le parti intime, mi ritraggo un po’ “Apri bene le gambe” mi dice come se nemmeno avesse sentito la domanda che le ho fatto. Imbarazzatissimo obbedisco “mamma mi rispondi per favore?” mi invita a girarmi “Giulio è sempre la solita storia tutti gli anni cosa credi ci sia di diverso qs volta?” il tono è scocciato perciò balbetto un “niente” e taccio. Mi abbassa di nuovo la schiena e mi asciuga tra le natiche vicino all’ano e anche internamente per quanto può. Da fastidio ma non mi ritraggo cerco di resistere.
“ora vai in stanza e vestiti io ti aspetto giù. A proposito, viene anche tua sorella.” Non ho nemmeno il tempo di ribattere che è già uscita.. ci mancava solo venisse Valeria per assistere alla mia disfatta. Bene sarà una giornata pessima. Adoro mia sorella ma che mi veda in certe situazioni è escluso.
In stanza trovo i vestiti sul letto e come prevedevo un paio di slip bianchi. La vista degli slip mi da rabbia. Ho raggiunto il mio limite.
“Io questi non li metto non me ne frega un cazzo!” urlo. Ok lo so non dovrei, ho urlato e detto una parolaccia, ho infranto due regole in mezzo secondo ma quando è troppo è troppo.
“E sai cosa ti dico che io non ci vengo alla visita! Non la voglio fare e non puoi obbligarmi!” infrante due regole tanto vale che me la gioco bene e faccio il ribelle fino in fondo.
Passano i minuti e non arriva risposta. Ancora nudo cammino su e giù per la stanza, continuo a guardare quei fottutissimi slip e penso che non li metterò, non lo farò. Frustrato urlo di nuovo.
“Ed è inutile che mi ignori come fai sempre” mi blocco la porta si spalanca
“Giulio ma sei scemo?!” è mia sorella, appena la vedo l’erezione è istantanea. Un meraviglioso vestitino a fiori la avvolge ed ha delle scarpette con un po’ di tacco che trovo divine. Sembra danzi quando si muove. Mi inebrio del suo profumo e nemmeno mi rendo conto che sono ancora nudo davanti a lei finché non mi lancia un asciugamano.
“Copriti! Che fai li impalato?!” la beatitudine svanisce, l’imbarazzo arriva prorompente, mi avvolgo nell’asciugamano, la rabbia ritorna.
“Sono stufo Vale, e non voglio mettere quelle mutande” le indico schifato.
“Il problema sono le mutande? Vuoi che lei si incazzi e te le dia di nuovo?” mi guarda come se fossi rimbambito, avrà capito che io la osservo in altro modo? L’erezione pulsa.
“non mi avrà nemmeno sentito, non vedi che non sale? E nemmeno urla cosa strana. E’ che io questa cazzo di visita non la voglio fare, non ci sto a farmi rigirare come un calzino, non è giusto!”
“Smettila di fare il cretino e vestiti” la adoro quando mi sgrida. Ad uno ad uno mi passa i vestiti, mutande comprese che a malapena contengono l’erezione.
Mi vesto davanti a lei cercando di non far cadere l’asciugamano; piacere e imbarazzo mi mandano in estasi. Mi guarda con disapprovazione ma vedo che un po’ le piace.
Sbuffando rassegnato mi infilo tutto quanto velocemente e sono pronto.
“Hai chiesto tu di venire?” le chiedo
“no, mamma mi ha detto se vi accompagnavo, come potevo rifiutare?!” mi fa l’occhiolino, rispondo con un sorrisetto beffardo.. “forza scendiamo.” Mi prende la mano e andiamo giù.
In fondo alle scale c’è nostra madre. Sguardo severo, silenziosa muove qcs su e giù, su e giù, che continua a sbatterle nella mano. Il suono è familiare, troppo. Si è messa le scarpe nere col tacco, lo sapevo, mentre la giacca è ancora appesa. Brutto segno. L’erezione riprende incurante di quello che sto per subire.
“Abbiamo ancora 5 minuti perciò sfruttiamoli bene.” Su e giù, su e giù.. individuato, è il mestolo..
Cerco di ragionare, ma lo sapevo, lo sapevo come poteva non aver sentito!
Che fare ora supplicare? Obbedire? Scappare? Ma dove?
Mi indica il tavolo col mestolo “Posizione!” secco e deciso arriva il comando.
Non voglio implorare. Occhi bassi raggiungo il tavolo.
Mi punto con le mani, gambe indietro, sedere in fuori, con la coda dell’occhio vedo mia sorella che prende il suo posto dietro di me.
Il mio sedere è ancora livido per le bacchettate di ieri sera e appena mia madre mi abbassa pantaloni e slip con decisione mi ritraggo.
“Aah mamma mi fa male per favore” mi metto le mani sulle natiche ma subito lei mi colpisce. Ritraggo le mani e lascio che slip e mutande arrivino impietosamente a terra, aumentando così un imbarazzo che mi sembra già altissimo.
“Forza posizione e muoviti che siamo in ritardo!”
L’erezione è evidente, come al solito mia sorella guarda lo spettacolo. Non lo sopporto e spero finisca in fretta. Sapevo che sarebbe finita così e mi maledico per non riuscire a star zitto quando dovrei.
“Regole non rispettate” inizia la ramanzina
“Mamma ho capito”spazientito protesto
“ripeti dopo di me” la odio quando fa così, l’umiliazione aumenta
“non si dicono le parolacce” primo colpo, brucia ma non mi muovo.
“mamma lo so dai.. ho sbagliato” altri tre colpi in fila “Ai mamma scusa!!”
“RIPETI” urla! Mi accarezza le natiche, un po’ mi ritraggo.
“non si dicono le parolacce!” mi arrendo, devo obbedire, cominciano a piangermi gli occhi, brucia già, non voglio implorare non voglio.
“non si urla” si muove dietro di me, la temo.
“non si urla” rispondo immediatamente ma il colpo arriva secco. Sussulto ma resto in posizione.
Senza nessuno avvertimento partono una decina di colpi ravvicinati. Il bruciore mi fa impazzire, e le lacrime scendono da sole. Si ferma. Mi accarezza. Non sopporto il silenzio della casa, rende tutto più imbarazzante.
“Tirati su!” mi alzo, metto le braccia lungo i fianchi, non voglio più prenderle ma così l’imbarazzo è micidiale. L’erezione è evidente e il sedere me lo immagino viola. Non voglio fare la visita così. Non controllo la vergogna e comincio a piangere. Voglio solo vestirmi e sfuggire l’umiliazione degli sguardi. Mia madre sembra prolungare il momento poi le parole tanto attese sono una salvezza “Vestiti!”.
Mi lascia così mentre imbranato cerco di tirarmi su i calzoni e mi asciugo le lacrime con il braccio. Sfuggo lo sguardo di Valeria che si avvicina. Non dice nulla, mi da la mano e andiamo verso la porta. Nostra madre è già in macchina che ci aspetta, per quanto mi riguarda il solo pensiero di sedermi mi fa già sentire dolore.
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Tags: punizioni
17 febbraio 2012 alle 11:06
complimenti noemi, ottima descrizione in particolare dei vestiti
17 febbraio 2012 alle 11:34
Complimenti, bel racconto e bella descrizione, sembra di trovarsi sul posto e di vedere tutta la scena che si svolge in quel momento.
Quando la seconda parte del racconto? vogliamo sapere della visita, di come si é svolta, se nello studio oltre a lui, la madre, é entrata pure Valeria la sorella.
17 febbraio 2012 alle 13:44
bravissima noemi apprezzo sempre moltizzimo i tuoi raccontini beddi le meritava tutte il monello sisi
17 febbraio 2012 alle 14:19
Ottimo racconto. Giusti i tempi, la descrizione delle azioni, i dialoghi. Gradevolissimo.
17 febbraio 2012 alle 14:47
Complimenti Noemi,davvero bellissimo
17 febbraio 2012 alle 15:11
è la seconda parte cmq
17 febbraio 2012 alle 18:41
complimenti noemi!, io preferisco questi di racconti! spero che saranno sempre più frequenti come quelli di bob
17 febbraio 2012 alle 21:01
Cosa, dolce Nadine?
17 febbraio 2012 alle 21:03
Questa Noemi sta diventando sempre più brava,eh? Si legge che è un piacere… Geronimo e altri gentili utenti potrebbero ben immedesimarsi, continua così.
17 febbraio 2012 alle 22:44
E la seconda parte del racconto questa e sbagliato il titolo
18 febbraio 2012 alle 07:50
Allora posta la prima parte così la leggiamo.
E la terza parte quando la posti?
18 febbraio 2012 alle 08:29
C’e gia e quella dove viene punita anche sua sorella cercate noemi e vo da le sie storie li la trovate
18 febbraio 2012 alle 10:20
vorrei ringraziare per i commenti,tutti positivi per ora, vi invito però a dirmi se c’è qcs che trovate poco scorrevole o che rende la storia poco piacevole perchè mi aiuta a far meglio. Nadine ha ragione c’è già una prima parte di qs racconto solo che ho messo il titolo così perchè qs visita la volevo dividere in due o anche tre parti.
Il pre, che io trovo sempre molto importante, la visita stessa, e magari anche un post se riesco. grazie a tutti davvero
Noemi
18 febbraio 2012 alle 11:03
Anche un posto con ulteriori punizioni non sarebbe una idea malvagia.
18 febbraio 2012 alle 15:09
WOW! Che dire! E veramente difficile trovare delle pecche in un racconto del genere: io sinceramente non ne riesco a trovare.
In più il public spanking rende l’emotività alle stelle.
Eh! Eh! Altri gentili utenti potrebbero ben immedesimarsi… bella, questa
Io me la ricordo la prima parte, venivano puniti entrambi con la stessa parola d’rodine: “In posizione”. E mi ricordo anche che la sorella non faceva una piega mentre il fratello frignava come un fiume in piena.
Ed alla fine il dottore faceva una smorfia soddisfatta…
(Qunidi Enduzzo e Noemi è la stessa cosa?)
18 febbraio 2012 alle 16:13
Credo che enduzzo fosse il nome del suo gatto sse ricordo bene
18 febbraio 2012 alle 16:43
“In psizione” mmmh, come mi piace questa espressione, come mi piace!
19 febbraio 2012 alle 02:44
Intendevo dire che mi ispirate Master
19 febbraio 2012 alle 17:13
@Noemi: Ho notato che già in altri racconti hai affondato un maschietto in un mare di vergogna sculacciandolo davanti ad altra gente. Ipotizzo che la cosa ti diverta
@Spankeryna: Non ho ben capito quale sia l’elemento ispiratore…
20 febbraio 2012 alle 11:17
@Master: direi che è la mia pratica preferita
ma si è capito no? disciplna domestica applicata in diverse situazioni ma sempre li si ritorna…
Noemi
29 marzo 2012 alle 11:22
dove si trova la parte in cui vengono puniti entrambi?