LE DISAVVENTURE DELLA GIOVANE INVESTIGATRICE RACHEL MCADAMS, parte 4
Si conclude il bellissimo racconto di Isabella che ringrazio calorosamente a nome di tutti i lettori!
Per chi le avesse perse, ecco le prime tre parti:
Parte 1
Parte 2
Parte 3
… arrivarono così nello studio del direttore. Sulla sua scrivania c’era un orologio da polso; era aperto e vicino c’era come un piccolo microchip. Rachel lo guardò e lo riconobbe: era l’orologio che aveva ricevuto da Malone. L’avevano scoperta!
“ Mia cara Molly,” disse il direttore “ mi puoi spiegare cosa ci fa questo aggeggio nel tuo orologio?”
Rachel, benché impaurita, realizzò che, a quel punto, parlare non le sarebbe servito a nulla, se non a pregiudicare i 100.000 dollari del compenso. Serrò quindi le labbra, e non disse nulla.
Il direttore continuò a farle domande e a minacciarla, poi, visto che non otteneva risposta, cambiò improvvisamente registro. Di un tratto le afferrò i polsi, e la tirò verso di sé piegandola a novanta gradi sulla scrivania. Da dietro, Evelyn, le abbassò i leggins scoprendole il sedere. Stava per sculacciarla di nuovo.
Rachel, se l’aspettava. Strinse i denti, e cominciò a pregare: che almeno non la picchiasse troppo forte.
SCIAFF… SCIAFF… SCIAFF…
La mano di Evelyn sembrava ancora più pesante della prima volta.
SCIAFF… SCIAFF… SCIAFF…
Un’altra mezza dozzina di colpi e il suo povero sedere cominciò a pulsare.
SCIAFF… SCIAFF… SCIAFF…
Rachel adesso gridava, piangeva, dimenava le natiche per sfuggire ai colpi. Poi, dopo un’altra mezza dozzina di sculaccioni, quel dolore tanto cocente si trasformò a poco a poco in eccitazione. Ad un tratto, mentre Evelyn continuava a gonfiarle il culo, lei smise di dimenarsi, ma anzi, sollevò le reni per offrirsi meglio alla punizione.
SCIAFF… SCIAFF… SCIAFF…
Col volto congestionato dall’eccitazione, Rachel, non sfuggiva più i colpi, ma quasi li cercava. E intanto sfregava la fica eccitatissima contro il bordo della scrivania!
A quel punto, il direttore, fece un cenno ad Evelyn perché si fermasse. Poi , dopo essersi avvicinato alle spalle, infilò due dita nella fica vibrante della povera Rachel. Le rigirò per bene e poi le ritrasse. Erano completamente zuppe!
“Bene, bene, Molly … vedo che le sculacciate non ti fanno certo soffrire,” disse mettendole le dita bagnate sotto il naso.
“Avanti, prendile in bocca: succhiale!” le ordinò.
Eccitata, Rachel, aprì le labbra e cominciò a succhiarle. Sapevano di femmina in calore!
Intanto, mentre succedeva tutto questo, nella penombra della stanza, un uomo osservava la scena.
Il direttore, ad un certo punto gli fece un cenno e lui si avvicinò. Rachel, girandosi lanciò un urlo di spavento. Era un uomo di corporatura massiccia e con una bizzarra maschera di toro infilata sulla testa. Ma quello che più impressionò Rachel era il cazzo, enorme che svettava nudo fuori dai pantaloni!
Mentre quel mostro le si avvicinava alle spalle, lei cercò di divincolarsi per poter scappare, ma le mani del direttore la bloccarono sul tavolo, inchiodandola.
“Sembra che la ragazza non voglia parlare” disse il direttore all’uomo toro.
Rachel girò la testa, terrorizzata. Quel terribile cazzo,era talmente grosso che non riusciva nemmeno ad immaginarlo dentro di lei. L’avrebbe distrutta, sicuramente lacerata.
“No, non potete… non è possibile!” gridò Rachel con tutte le sue forze. “Fermatelo, vi dirò tutto… vi prego, fermatelo!”
“Non esagerare” disse il direttore, “nessuna è mai morta per questo. In quanto al parlare, ci sarà tempo… dopo però!”
“Quell’animale mi ucciderà… ti prego… ti prego…” disse Rachel, con voce sempre più rassegnata. Il Minotauro le appoggiò il glande contro i bordi carnosi della fica, e , con una potente spinta, glielo infilò dentro fino in fondo. Così trafitta, Rachel, venne scopata a lungo. Nessuno l’aveva mai penetrata così; così a fondo e così pienamente. E mentre lui la scopava, lei cominciò a risentire quella piacevole sensazione di quando Rachel la sculacciava. E ancora una volta, invece che richiudere le cosce, umilmente si aprì ancor di più verso quell’enorme membro che la stantuffava..
Era diventata un oggetto di piacere e per questo aveva abdicato ad ogni dignità. Era l’abbandono totale che aveva come conseguenza il piacere totale!
Ebbe un orgasmo, un secondo, e infine un terzo.
Alla fine, dopo aver eiaculato, quella specie di minotauro si ritirò lasciandola vuota e abbandonata sul tavolo, con la bocca aperta e gli occhi rivoltati nelle orbite dal godimento. A quel punto un lungo peto le sfuggì dal culo moltiplicando la vergogna e l’umiliazione.
“Ti rendi conto di come sei oscena così?” le disse il direttore.
“Lo so, sono oscena. Mi vergogno ma è più forte di me!” disse la giovane detective.
Il direttore pensò di avere diritto alla sua parte, e le infilò la sua verga tra le labbra, scopandola come se fosse una fica.
“Su, inghiottilo!” disse al momento dell’orgasmo, scaricandole in gola un enorme fiotto di sperma caldo.
Mezz’ora dopo, era tutto finito. Rachel, era seduta di fronte al direttore e stava rispondendo a ogni domanda. Confessò tutto: la sua vera identità, del perché Weston l’avesse contattata, di Malone e del loro piano. Tanto era forte la sua prostrazione che avrebbe confessato qualsiasi cosa le avessero chiesto. Alle fine, il direttore, soddisfatto, ordinò ad Evelyn di riaccompagnarla in camera per riposare.
Una volta sul letto, Rachel, sprofondò in un lungo sonno dal quale si riebbe solo dopo 10 ore. Anche questa volta, fu la voce di Evelyn a risvegliarla.
“Rachel vestiti, il direttore vuole parlarti.”
“No, per favore… basta.” disse Rachel immaginandosi un’altra seduta speciale.
“Non avere paura, è tutto finito, oggi ti lasciano andare. Guarda, puoi anche rimetterti i tuoi vestiti” disse Evelyn indicando le sue cose piegate sulla sedia.
Rachel si rivestì senza fare domande. Tornare in quell’ufficio le metteva i brividi, però le parole di Evelyn sembravano sincere. Forse era davvero tutto finito.
Forse per l’ultima volta, Rachel, entrò in quell’ufficio ma questa volta, ad attenderla, oltre al direttore c’era un altra persona: Mr.Weston!
Era seduto in una poltrona davanti al direttore. Aveva un’aria dimessa, tutt’altra persona rispetto al Weston che aveva conosciuto. Rimasero tutti in silenzio per alcuni secondi. L’imbarazzo era palpabile. Poi il direttore, rivolgendosi a Rachel, cominciò a parlare.
Disse che dopo la sua confessione, avevano contattato Weston, che era pentito di quello che aveva fatto, e che con lui avevano trovato un accordo. L’accordo (in realtà, un ricatto) consisteva in questo: loro avrebbero liberato le due donne (lei stessa e l’amica di Weston), in cambio, mr. Weston avrebbe versato nei loro conti una cospicua somma di denaro.
Nel sentire queste parole, Rachel, tirò un sospiro di sollievo. Pensò che era davvero finita… e in quanto ai soldi, ormai era un problema di Weston… e dato che quel coglione ne aveva a bizzeffe, gli stava proprio bene!
Purtroppo per lei, però, le cose non stavano proprio così.
Infatti il direttore prese dal cassetto una grossa busta gialla e gliela passò. Rachel la prese in mano: conteneva una cinquantina di foto, tutte con lei in primo piano. Dire che erano compromettenti era dire poco! Erano terribili! Rachel le guardò una ad una. C’era la foto di quando era stata sculacciata, un’altra in cui era all’angolo col culo rosso e le mani incrociate sulla testa. In altre si vedeva lei che si masturbava sul letto, e quando l’avevano costretta a mettersi le mutandine in bocca! Quelle più impressionanti erano le ultime, quelle con il minotauro. Era rovinata! Degradata! Pensò agli amici, a suo padre, al suo attuale fidanzato, ai suoi colleghi di lavoro … a tutti quelli che l’avevano conosciuta. Se solo una di quelle foto fosse uscita da lì, lei sarebbe stata rovinata per sempre. In tutto il mondo non ci sarebbe stato un buco abbastanza profondo dove nascondersi!
“Allora Rachel” le disse il direttore “con Weston abbiamo già raggiunto un accordo, ora tocca a lei. Non pretendiamo la luna, però sappiamo che ha ricevuto 100.000 mila dollari di acconto per venirci a spiare… pensiamo che questo sia il giusto prezzo per le foto e il nostro silenzio.”
“Ma come posso fidarmi” ribattè Rachel disperata “sicuramente ne avete fatto delle coppie!”
“Ha la mia parola… ma se non le basta, non so che dirle. Si tenga pure i 100.000 dollari, ma noi non garantiamo nulla.”
Era in trappola: come poteva non accettare? Con le lacrime agli occhi telefonò alla sua banca e un minuto dopo i 100.000 dollari dell’anticipo cambiarono proprietario.
Ben fatto” disse il direttore passandole anche una serie di negativi. “ Si fidi di me, non ci sono altre copie. Adesso immagino che voglia partire al più presto?”
“Può giurarlo” rispose Rachel.
“Bene, allora le chiedo solo un ultimo favore” aggiunse prendendo dalla tasca un pacchettino azzurro. “Ecco, lo consideri un regalo. Però non lo apra adesso. Aspetti di farlo quando sarà a casa, o, al massimo, quando sarà sull’aereo.”
Era una richiesta strana, però con tutte le cose che le erano capitate in quei giorni, non sarebbe stato un problema. Prese il pacchetto, lo mise nella borsa, e salì sull’auto che l’avrebbe accompagnata all’aeroporto.
EPILOGO
Una volta arrivata all’aeroporto, pur di scappare in fretta prese il primo aereo di linea che trovò, ma dato che in quel volo la prima classe era esaurita si dovette accontentare di un biglietto turistico. Viaggiò per quasi sei ore stretta tra un ciccione enorme e una signora ispanica con un bambino che pianse tutto il tempo. Per distrarsi sfogliò un paio di riviste di gossip. In un servizio c’era la classifica delle 100 donne più sexy d’America, e trovò il suo nome al 56esimo posto. Ricordò che l’anno prima si era piazzata al 76esimo. Sorrise compiaciuta. “Ho bisogno di una vacanza – pensò – qualcosa che mi distragga e mi faccia dimenticare questa brutta esperienza.” Poi di nuovo si mise a leggere la rivista. In una delle ultime pagine c’era un servizio che riguardava proprio mr. Weston. Parlava dei suoi proposti di entrare in politica, e c’erano anche molte immagini che lo ritraevano con personaggi noti. Stava pre richiudere la rivista quando, guardando bene una foto, le venne quasi un accidente! In quella foto di vedeva Weston in compagnia del direttore. Quel direttore! Non poteva essere una coincidenza. Lesse la didascalia sotto la foto: il direttore non era altri che un ricco socio di Weston! Insomma i due si erano messi d’accordo per fotterla, e l’avevano fottuta! Fottuta in tutti sensi! La storia della geisha era tutta una montatura; l’avevano attirata in una trappola per potersela scopare a volontà. E quello che le faceva più rabbia è che erano riusciti a farlo senza tirar fuori un solo dollaro! Che bastardi e che attori! Pensò a Evelyn, a Malone, anche loro d’accordo. Malone soprattutto, come era stata stupida a non pensarci… adesso capiva che il minotauro era sicuramente lui. Stessa stazza, stesse mani potenti. Per questo non aveva mai parlato, per non farsi riconoscere! Le vennero le lacrime agli occhi dalla rabbia. Cerco nella borsa un kleenex e, sorpresa, sfiorò qualcosa che aveva dimenticato: il pacchetto del direttore. Ricordò la sua raccomandazione di aprirlo a casa o al massimo quando era in volo. Cercò di aprirlo direttamente nella borsa, era una striscia elastica con attaccato qualcosa di duro.
Guardò meglio: era un tanga, un semplice tanga nero in similpelle con però attaccati all’interno due grossi dildi di gomma dura. C’era anche un biglietto con scritto una sola parola: mettitelo!
“Depravati!” pensò Rachel, “pensano che ormai sia il loro giocattolino sessuale! Ma si sbagliano!” Chiuse di colpo la borsa e la ripose sotto il sedile. “Butterò sta’ roba appena sbarcherò dall’aereo!” si disse con l’espressione disgustata. Poi chiuse gli occhi per cercare di dormire, poi, visto che era inutile, trattò di distrarsi con un film che trasmettevano. Purtroppo fu una tortura: ogni scena, ogni dialogo, la riportava dentro all’incubo di quei giorni. Non riusciva a smetterci di pensarci, e più lo faceva e più uno strano languore si diffondeva dentro di lei. A poco a poco senti i capezzoli ingrossarsi, e la fica bagnarsi. Cercò di resistere, poi, con uno scatto si alzò dalla seggiola. Prese la borsa e si diresse verso la piccola toilette in fondo all’aereo. Quindici minuti dopo, Rachel, ritornò al suo posto. A parte l’andatura un poco incerta, e lo sguardo leggermente ebete non si notava in lei nessun cambiamento. Solo quando si sedette di colpo e si lasciò scappare uno strano gemito, il suo vicino di posto le chiese se c’era qualcosa che non andava.
“Va tutto bene, signorina?”
“Benissimo, grazie” rispose Rachel con gli occhi sognanti.
Fine
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Tags: punizioni, sculacciate
10 gennaio 2011 alle 14:49
Racconto semplicemente delizioso. La trovata finale del tanga speciale messo sull’aereo è un piccolo colpo di genio.
10 gennaio 2011 alle 16:15
Rachel, in tutti e quattro i racconti è un personaggio curioso e interessante. Non un semplice stereotipo, così come Evelyn. Il direttore, Watson e Malone, sono invece meno caratteristici e (sarà forse perché la cosa mi ha disgustato) eccessivamente sessuomani. Lo stile è molto scorrevole e in generale trovo che scrivi bene, quanto alle tematiche, avrai capito che ho gusti un po’ diversi dai tuoi : le punizioni le trovo interessanti, i dettagli smaccatamente sessuali (sesso orale, anale, vaginale, …) li trovo inopportuni o meglio esagerati (non sono una purista, tutt’altro per me il sesso è imprescindibile, ma io ho una visione troppo amorosa del tutto perché una situazione come quella da te descritta mi ecciti o quanto meno mi intrighi). Insomma in generale ho apprezzato stile e personaggi, ma non la vicenda in sé, eccetto che per una cosa, che mi è piaciuta moltissimo : l’ambientazione. L’associazione segreta per Geishe è certamente come idea dei protagonisti una pacchianata … ma lo trovo un vero colpo di genio e anzi proprio per la natura del posto un po’ squallido ben si lega ai protagonisti sessuomani. E’ davvero una cosa che ho apprezzato incredibilmente.
Spero di leggerti in seguito … magari in racconti che incontrino più i miei gusti!!
10 gennaio 2011 alle 16:24
bello la conclusione e ottima brava
10 gennaio 2011 alle 18:59
molto bedda si mi è garbata la trovata finale e geniale complimenti aspetto un racconto futuro, comunque mi dispiace per gli amanti del sesso nei raccontini ma dopo aver esagerato negli unici raccontini con del sesso ho deciso di non metterne più nei miei se non saffico
10 gennaio 2011 alle 20:00
Prima di tutto sistemiamo gli apprezzamenti: grazie! Passiamo subito alle critiche, o meglio, al punto di vista differente (e mi riferisco al commento di Laura).
Laura. scrivi che i personaggi maschili sono “eccessivamente sessuamani”… Può darsi, anzi, sicuramente hai ragione. Il fatto è che dare spessore a più personaggi in un racconto è difficile. Bisogna possedere stile e tecnica, o meglio, bisogna saper scrivere. Io non ne sono capace, e lo dico sinceramente, senza falsa modestia. Se descrivere solo le emozioni del mio basso ventre, è per questo che l’unico personaggio di spessore è quello in cui mi sono identificata (Rachel). Per quanto riguarda il resto, trovo curioso che ti sia piaciuta l’ambientazione (“l’associazione segreta geishe”). Pensa: era una delle cose che mi convincevano di meno!
11 gennaio 2011 alle 12:37
Finale entusiasmante! I miei complimenti, a me è piaciuto molto

Eccitante sià per l’erotismo che sprigiona, sia per il fantastico tocco di voyeur che hai dato alla fine; infatti trovo molto eccitante il fatto che lei si sia messa i due dildo e poi sia tornata a sederesi in mezzo alla gente godendo
Brava Isabella, ben fatto…..forse sta volta eviti le sculacciate!
11 gennaio 2011 alle 15:53
Al contrario, merita una doppia razione preventiva di sculaccioni come monito affinchè non receda dal livello qualitativo raggiunto
11 gennaio 2011 alle 22:33
hihih quoto!!! doppia razione anche da parte mia allora!!! XD
11 gennaio 2011 alle 23:36
AS : non scaldarti tanto, le sculacciate di Geronimo sono virtuali, e al massimo possono mettermi solo un po’ di apprensione, ma tutto rimane lì. Il mio abbondante sederino se ne rimane ben tranquillo!
)))
12 gennaio 2011 alle 00:19
Ma si anche le mie sono virtuali, anche se sai bene che il tuo sederino dovrebbe stare in tutti modi tranne che tranquillo!!