Racconti di sculacciata: Berny e Ada
Il bravissimo Warold continua il suo racconto di sculacciate e punizioni domestiche. Per chi avesse perso la prima parte, la può trovare qui.
Berny, ancora indolenzito per la punizione del giorno precedente, rientrò a casa dopo aver sbrigato alcune commissioni per sua zia.
Aperta la porta, sentì già sull’uscio un suono secco ma indistinto provenire dal soggiorno; corrugò la fronte e a passi felpati si incamminò verso il luminoso soggiorno, dove sull’immenso divano di pelle che ne occupava il centro, era seduta sua zia con sopra le ginocchia Ada, la sorella di Berny.
Ada aveva 20 anni, un anno in più del fratello, e trascorreva a casa periodi molto brevi a causa della sua carriera di aspirante fotomodella, che la portava a spostarsi quasi sempre, ma appena a casa, la zia non le faceva scordare l’educazione, e le stesse regole imposte a Berny valevano pure per la ragazza.
Fotomodella, sì. Quindi un fisico pazzesco, un culo quasi scolpito nell’oro e una chioma fluente di capelli castani a corredare un volto grazioso come pochi.
Ada in quel momento era nuda, i vestiti cortissimi ripiegati con cura in un angolo del divano, e sul viso della sorella Berny lesse l’ennesima sottomissione a una punizione umiliante e - conoscendo la terribile zia - dolorosa.
Ma la zia non aveva ancora cominciato.
Guardò Berny con un sorriso diabolico:
- Salve, Berny. Tua sorella è mancata da casa per due mesi, e l’ho accolta rifacendole la stanza e tutto il resto. Ma lei ha forse dimenticato le regole di casa, perchè poco fa l’ho sorpresa a masturbarsi in camera sua.-
Ada sospirò, io trattenni il fiato, la zia riprese:
- Sapete bene quanto non ammetto simili cose sotto il mio tetto. Vero, maialotta?-
Ada grugnì in silenzio, vedere il suo corpo da quasi fotomodella in quella posizione sembrava l’assoggettamento della bellezza, vinta e sconfitta.
- Ho detto, vero maialotta?! - ripetè ad alta voce la zia accompagnando a ciò un sonoro ceffone sulle chiappe ancora immacolate della fanciulla.
- Siediti, Berny, e guarda come viene punita tua sorella-
Berny obbedì.
Anzitutto la zia divaricò il bellissimo culo di Ada.
- Il buchetto sembra più largo del solito, devi dirmi niente?-
Ada piagnucolava smentendo ogni colpa.
La zia sbuffò e cominciò a calare una raffica di sculacciate sul deretano di Ada, che ben presto divampò dal rossore.
Ada sapeva controllarsi meno di Berny: scalciava e piangeva, anche urlando talora.
La zia intervallava le manate sul culo nudo della ragazza a colpi più precisi sull’interno delle cosce.
Poi afferrò un lapis, e divaricate ancora allo spasmo le chiappe di Ada, disse:
- La tua passera è già umida, Ada. Ora, non voglio essere troppo cattiva, ma se uniamo il fatto che il tuo buchetto si è allargato a tutta questa eccitazione…non ti sembra strano?!- e infilò senza troppe premesse il lapis nell’ano di Ada.
La ragazza ululò, Berny sussultò.
Tenendole il lapis nel culo, con l’altra mano completò una tremenda sessione di quattrocento potenti sculacciate.
Poi iniziò una serie di cento sculacciate dirette alla fica stessa di Ada, ricorrendo a una cinghia che indossava.
Aveva cominciato a scudisciarle la fica una volta che aveva scoperto - almeno l’anno prima - che Ada non era più vergine.
Ada stava impazzendo dal dolore.
La zia posò la cinghia sul tavolo esi avvicinò alla nipote.
Ai piedi del divano afferrò un panno e lo intinse in una bacinella ricolma di un liquido giallastro.
Cominciò a tamponarle con simulata violenza la passera, e Ada gridò di nuovo dal bruciore.
- Ti ho punita molto, ma questa mia soluzione all’aceto ti farà ribollire.-
La fece girare e con il panno umido avvolto nella mano penetrò tra le chiappe sode e arrossate della fanciulla, insistendo sul buchetto del sedere.
Nel frattempo, Berny sentì un rigonfiamento prepotente all’interno degli shorts.
Sperava solo che la zia non se ne accorgesse.
La zia afferrò Ada per i capelli, le tolse la matita dal culo, e la fece alzare in piedi.
- Visto che ti piace tanto sfrusciare le tue dita in mezzo a questa - e detto ciò le tirò con violenza i peli pubici - ti impartirò una bella punizione.-
Schiaffeggiati i meravigliosi seni di Ada, una terza naturale, la zia la prese per mano e la portò in camera da letto, facendomi segno di seguirle.
La scaraventò sul letto e le fece divaricare le gambe.
Ora la sua passera era completamente esposta.
Rovistò nell’armadio e si presentò con una vecchia, esile torcia elettrica.
Le mise una mano sul pube.
- Ora rilassa i muscoli. -
Ma Ada per l’agitazione era tesa come una corda.
La zia la sciolse con un forte sculaccione.
- Oggi, maialina, alleneremo un pò i muscoli della tua passerina. Se non sai fare altro che prenderlo nel culo e sditalinarti, bè, ci alleneremo un pò.-
Con la coda dell’occhio, la zia notò il rigonfiamento negli shorts che stupidamente Berny tentava di nascondere.
Divaricò ancora più allo spasmo le gambe marmoree della nipote, e con la punta della torcia cominciò a far pressione sulla passera.
Piano piano la fece entrare a metà, e la lasciò così.
- Devi giocare di muscolo e impedire che la torcia esca tutta dalla passera. Se la farai uscire dopo quaranta minuti, non esiterò a somministrarti un bel clistere.-
Sudata e disperata, Ada lottava con tutte le proprie forze per impedire che la torcia che per metà emergeva dalla sua fica sgusciasse di fuori.
Contraeva lo stomaco e inarcava la schiena, ma lentamente gli umori lubrificanti stavano sempre più facilitandone l’emissione.
- Berny, pensavo la pomata di ieri ti bruciasse ancora, te ne applicherò un pò tutte le sere.-
- Ma zia…-
La zia fu più rapida, gli calò gli shorts e si trovò davanti all’erezione ancora infiammata del nipote.
Scosse il capo delusa e lo prese per mano.
- Ada, porto questo giovane monellaccio a prendere una bella supposta di glicerina. Tu intanto resisti!- Rise e mi trascinò in cucina, mi appoggiò al banco e dalla credenza estrasse un flacone di supposte.
- Con te i mezzi duri non bastano, eh? Cosa devo farti?-
Senza nemmeno ungermi il buchetto, vi spinse dentro la grossa supposta e mi serrò le chiappe. Due sculacciate e un’altra, dolorosa scappellata. Ma il fortissimo grido di Ada ci fece sobbalzare, e mia zia tornò in camera.
Ada era disperata perchè aveva lasciato andare la torcia.
La zia riprese a sculacciarla in culo e in passera ricoprendola di insulti.
- Ci vorrà un altro pò di allenamento, Ada. Ma intanto riceverai la punizione promessa, un bel clistere, mia cara maialina!-
Nell’ora successiva, sempre nel letto, le somministrò un clistere alla camomilla e le impedì di svuotarsi, inserendole nell’ano un tubo di gomma che fissò con del nastro adesivo.
Poi tornò da Berny che sculacciò di santa ragione per un’altra oretta, quando finalmente liberò Ada dal supplizio.
Prima di mandare a letto i nipoti, la zia applicò sul pene di Berny la solita crema infiammatoria, dopodichè lavò la fica di Ada con una soluzione all’aceto che dovette bruciarle tantissimo.
In camera quella sera, Berny e Ada erano senza cena, ed entrambi commentavano i mezzi durissimi della zia; Ada era in accappatoio, Berny in pigiama.
- Io dico che non è più tollerabile una situazione del genere, dobbiamo reagire.- fece con tono deciso Berny.
- e come? - piagnucolò Ada.
- Ho un piano - sorrise il fratello e cominciò a spiegarlo alla sorella, il cui viso ben presto si illuminò di nuovo.
CONTINUA
16 Luglio 2010 alle 11:14
l’autore parte bene ( le ziette sculacciatrici sono molto intriganti) ma poi mi sembra che si lasci prendere la mano.
16 Luglio 2010 alle 21:37
Si sono anche io del parere di geronimo,la punizione all’inizio può anche essere bella ma poi diventa troppo violenta
17 Luglio 2010 alle 13:16
a me piace tantissimo….davvvero complimenti!!
24 Luglio 2010 alle 19:50
anke a me bravissimo