Racconti di sculacciata: Caro Diario

Spankettina ci invia questo bel racconto di sculacciate, grazie! Colgo l’occasione per ricordare che tutti quelli che vogliono che un loro racconto sia pubblicato devono semplicemente inviare una mail a sculacciata76@yahoo.it

Buona lettura a tutti!

Caro Diario,
come mi è stato ordinato da mia zia Laura mi ritrovo qui a scriverti per la prima volta, ma per fare chiarezza cominciamo dall’inizio.
Mi chiamo Samantha e sono una ragazza adolescente, carina, intelligente ma purtroppo sono rimasta orfana quando ero molto piccola. Dopo varie vicissitudini e disavventure in giro per vari istituti e orfanotrofi, che un giorno ti racconterò, sono stata affidata in via definitiva a una mia zia materna. Lei mi vuole molto bene e non mi fa mancare niente, sia sul piano affettivo che materiale, però è severissima, esige una educazione e una disciplina esemplare, e non esita un istante a punirmi molto duramente per ogni mia più piccola mancanza. Le punizioni sono molto dolorose e umilianti, però so che per il mio bene è meglio che ubbidisca.
In effetti è a seguito di uno dei suoi castighi che mi ritrovo qui a scriverti, difatti mi ha ordinato di tenere un “Diario Punitivo”, cioè un resoconto di ogni mia punizione, affinchè rileggendolo, impari a non commettere più gli stessi errori, ma passiamo a quello che è successo.
Questa mattina ero in cucina a fare colazione, ancora vestita da notte, con la mia camicetta da notte rosa con pizzo bianco, la mia vestaglietta rosa e le mia pantofoline in pelle rosa. A un certo punto arriva mia zia e mi chiede di andare a fare un po di spesa all’alimentari vicino a casa e dicendo ciò mi lascia un po di soldi sul tavolo e un biglietto con scritte le cose da comprare. Dopo essermi lavata m’infilo una camicetta bianca, una gonnellina in jeans e un bel paio di sandaletti bianchi con un po di tacco, scendo in cucina, metto i soldi ed il biglietto in tasca, ed esco al sole caldo di fine giugno. La scuola è appena finita e l’estate appena incominciata.
Arrivata al negozio metto tutto ciò che mi serve nella cesta, ma una volta alla cassa: tragedia, non trovo più i soldi!
Li cerco in tutte le tasche ma niente, dei soldi per la spesa non c’è più traccia. La cassiera, molto gentilmente, mi dice di non preoccuparmi, che io o mia zia possiamo tornare nei prossimi giorni a saldare il conto, ma poi, con un sorrisino malizioso che già presagiva quello che da li a poco sarebbe successo, mi disse:”Non credo che tua zia sarà molto contenta di ciò…so che non tollera la sbadataggine!”.
Dicendo ciò un brivido mi salì lungo la schiena, già immaginavo cosa sarebbe successo se non avessi ritrovato i soldi. Ho rifatto il percorso dal negozio a casa guardando dappertutto con passo frenetico, con la borsa della spesa che pesava e i sandali che tacchettavano sul marciapiede, ma dei soldi nessuna traccia. Affranta e impaurita ritorno a casa, vado in cucina e metto la spesa sul tavolo e nel frattempo sento il rumore dei passi di mia zia che arriva dal salotto e mi chiede:”Dov’è il resto?”
Io abbasso lo sguardo e con voce sommessa le dico:”…credo di aver perso i soldi per la spesa.”
Lei, con una voce che si è fatta di colpo più cupa mi dice:”Credi di avergli persi o gli hai persi?”
E col capo chino guardandomi la punta dei piedi le ho detto:“…Gli ho persi!”
Di colpo mi ha mollato due ceffoni forti, uno col palmo che mi ha preso in pieno la guancia sinistra e un malrovescio che ha preso in pieno la mia guancia destra e ha incominciato ad urlare rimproverandomi di essere sempre troppo distratta e di farle fare delle figuracce con tutto il vicinato, e assestandomi un altro ceffone, sul fatto che i soldi non crescono sugli alberi e che alla mia età devo comportarmi in maniera più responsabile, e alla fine disse:”Ti serve una bella lezione, di quelle che ti ricorderai per un bel pezzo!”.
Mi sono buttata in ginocchio e con gli occhi già pieni di lacrime e le mani giunte le ho chiesto di perdonarmi, che in futuro sarei stata più attenta e che le avrei restituito i soldi prendendoli dall mia paghetta settimanale. Lei ha risposto che mi avrebbe perdonato ma non prima di avermi punita molto severamente, così dicendo mi ha preso per un orecchio e mi ha letteralmente trascinata verso una poltroncina del tavolo del salotto, si è seduta, e con un energico strattone mi ha sdraiata a pancia in giù sulle sue ginocchia, e solo quando ho assunto la posizione ideale per essere punita ha lasciato l’orecchio ormai rosso e pulsante.
Le sculacciate sono arrivate subito sulla gonnellina in jeans, non troppo forti, ma sapevo che era solo il preludio. Provai ancora a chiederle perdono ma poco convintamente, tanto sapevo che era inutile!
Dopo una decina di colpi mi ha tirato su la gonna e ha incominciato a sculacciarmi sulle mutandine bianche per un’altra decina di colpi, dopodichè, come ben immaginavo, mi ha abbassato le mutandine fino a metà coscia e a quel punto è incominciata la vera sculacciata.
Avevo i palmi delle mani che toccavano il pavimento e la testa piegata in giù, da quella posizione vedevo, oltre legambe della sedia, i miei pidini uniti con indosso i sandaletti bianchi ed i piedi di mia zia, affusolati e nervosi, fasciati da un paio di ciabattine di vernice nera con il tacco alto che ogni tanto, di nascosto, indossavo e, sculettando per casa, mi atteggiavo a donna matura.
Il mio sedere era alla completa mercè della severità di mia zia, e lei incominciò a sculacciarlo con una forza che io conoscevo molto bene.
I colpi sono continuati con il loro inconfondibile suono a centinaia accompagnati da rimproveri del tipo:”CIAFF…hai visto cosa succede ad essere distratta…CIAFF…dovresti vergognarti a ritrovarti sempre in questa posizione…CIAFF…con il sedere nudo…CIAFF…a ricevere la punizione che meriti…CIAFF…questa punizione…CIAFF…te la ricorderai per un pezzo…CIAFF…finchè non impari…CIAFF…un…CIAFF…po…CIAFF…di…CIAFF…di…CIAFF…sci…CIAFF…pli…CIAFF…na…CIAFF!!!
Le lacrime mi scendevano copiose sulle guance ed il ritmo e la forza delle sculacciate non accennavano a diminuire. Mi sentivo completamente inerme e in balia della severità di mia zia, ma ad un certo punto, dopo un tempo che a me è sembrato eterno, i colpi sulle mie natiche ormai in fiamme finalmente cessarono, e la zia, con tono categorico:”Fila in castigo nell’angolo, piedi uniti e mani sopra la testa!”
Ho ubbidito senza fiatare.
Mentre assumevo quell’umiliante posizione la gonna mi è scesa e subito mia zia dietro di me a risollevarla, a rimboccarla e a dirmi:”Rimarrai qui in castigo per un ora così avrai tempo di pensare alla tua sbadataggine e dopo riprenderemo il nostro discorsetto!”, e dicendo ciò mi ha rifilato altri due sonori sculaccioni che mi hanno fatto sobbalzare.
Così mi ritrovo in castigo in un angolo con il viso pieno di lacrime rivolta al muro, le mani sopra la testa, la gonnellina sollevata, le mutandine abbassate a metà coscia, la certezza che la mia punizione non sarebbe finita lì e la paura che arrivi qualcuno in casa nostra, come ad esempio la vicina di casa, la postina o l’amica del cuore di mia zia, Francesca, che io chiamo tata Francesca, perchè ogni tanto mi fa da babysitter e che è autorizzata da mia zia a punirmi come meglio crede, e usa ampiamente questo concessione, ma non preoccuparti Caro Diario, sicuramente avrò modo di raccontarti anche di lei!
Dopo un ora, che a me ne sono sembrate dieci, ho sentito il rumore dei tacchi di mia zia, che si sono fermati qualche metro dietro a me, e lei:”Vieni subito qua!”, io ho obbedito senza fiatare e ci siamo ritrovate così, con lei che mi fissava con sguardo severo ed io che per la vergogna tenevo la testa bassa e fissavo le unghie smaltate di rosso dei piedini di mia zia che sbucavano dalla fascia di pelle in vernice nera delle sue adorabili ciabattine. E ad un tratto lei mi ha detto:”Hai visto cosa succede ad essere sempre così distratta…adesso và a prendermi il battipanni nello sgabuzzino, riceverai venti colpi sulle chiappe nude!”
A quelle parole mi sono buttata in ginocchio e l’ho implorata singhiozzando:”Oh no, ti scongiuro zia Laura, con il battipanni no, l’ultima volta che lo hai usato ho portato i segni per una settimana!”
E lei per tutta risposta:”Molto bene, i colpi sono già saliti a trenta, e se non ti sbrighi, fanno presto a diventare cinquanta!!”
Senza farmelo ripetere due volte sono scattata in piedi, e con passetti corti e veloci a causa delle mutandine a mezz’asta, sono corsa a prendere quel terribile strumento di disciplina domestica.
Tornata in salotto mia zia aveva già preparato una poltroncina in centro alla stanza con lo schienale rivolto verso di me e la seduta rivolta verso il grande specchio, cosicchè potessi guardarmi, e strappandomi il battipanni dalle mani mi ha ordinato di assumere la posizione.
Senza proferire parola mi sono piegata in avanti sullo schienale, anche se per farlo mi sono dovuta mettere sulle punte dei piedi, con la cinghietta posteriore dei sandaletti che mi tirava sul tallone, ed ho appoggiato le mani sulla seduta della poltroncina in attesa del primo colpo.
Mia zia mi ha abbassato le mutandine fino alle caviglie e con un tono quasi sarcastico ha detto:”Bene, bene, bene, eccoti per l’ennesima volta in questa umiliante posizione, ma quando imparerai a comportarti come si deve?! Ora ti darò trenta colpi e tu li dovrai contare uno per uno, e mi ringrazierai dopo ogni colpo. E vedi di non coprirti il sedere con le mani, di non muoverti e di non scalciare, altrimenti sai bene che cosa ti succederà?!”
Purtroppo lo so molto bene cosa mi succede se mi agito troppo: vengo portata in bagno, e calmata con un paio d’abbondanti clisteri di camomilla e con una bella supposta di glicerina, e dopo quest’umiliantissimo trattamento, ti assicuro, Caro Diario, che non mi viene più voglia di muovere neanche un muscolo!
E prendendo bene la mira, parte il primo colpo che si abbatte fortissimo in centro al mio sedere,ed io:”Hai…uno…grazie zia Laura!”
…”Hai…due…grazie zia Laura!”
…”Hai…tre…grazie zia Laura!”
Dopo quindici colpi, lo specchio di fronte a me, rifletteva l’immagine di una bella donna mora sulla quarantina, con un battipanni in mano, che stava per sferrare un energico colpo sui glutei di una ragazzina con i capelli biondi a caschetto e col volto rosso deformato dal pianto, dal dolore e dall’umiliazione.
Le sferzate continuavano ed io piangevo sempre più a dirotto, ma continuavo a contare e a ringraziare…
…”Hààài…sigh…ventidue…sigh…grazie zia Laura…sigh!”
…”Hààài…sigh…ventitre…sigh…grazie zia Laura…sigh!”
Ogni tanto mia zia si fermava per vedere da vicino come “procedeva il suo lavoretto”, per poi ricominciare più forte di prima, e finalmente, arrivò l’ultimo fortissimo e precisissimo colpo, ed io, ormai senza più forze:”Hààài…hàài…sigh…t-t-trenta…sigh…g-grazie zia Laura!”
Mi ha lasciata ancora qualche minuto in quella posizione, ma non obiettando quando ho incominciato a massaggiarmi i glutei gonfi, doloranti e con degli evidenti segni che si sentivano bene anche al solo tatto.
Dopo questa gentile concessione, delicatamente mi ha rimessa in posizione eretta di fronte a lei e questa volta in tono dolce e materno mi ha detto:”Hai visto Samantha cosa succede ad essere distratte?”
Ed io ho annuito.
“Sono sicura che la prossima volta che andrai a fare la spesa starai doppiamente attenta ai soldi che ti affido!”
Ed io ho annuito.
“…Forza Samantha, cosa ti ho insegnato a dire alla fine di ogni punizione?”
Ed io:”Sigh…grazie zietta per la punizione che mi hai impartito…sigh…so di averla proprio meritata…sigh…e so che lo hai fatto per il mio bene!”
E lei, annuendo soddisfatta, ha allungato in avanti il dorso della sua mano destra, che fino a qualche momento prima impugnava energica il battipanni, ed io, allungando il collo, l’ho baciata diverse volte, piangendo e pregandola ancora di perdonarmi.
Allora lei, dopo aver ritratto la mano, mi ha tirato su le mutandine, mi ha sistemato la gonna, mi ha ridato il battipanni e dopo avermi girata delicatamente verso la porta del corridoio mi ha detto:”Metti a posto il battipanni e poi và in camera tua, che tra un po verrò a trovarti con un bel regalo.”E dicendo ciò mi ha dato due leggere pacchette sul culo ed è rimasta a guardarmi soddisfatta mentre lasciavo il salotto.
Arrivata nella mia camera, senza neanche togliermi i sandaletti, mi sono buttata sul letto in posizione fetale stringendo tra le braccia Poldo, il mio orsacchiotto preferito, e mi sono abbandonata ad un pianto liberatorio.
Dopo una mezzoretta è arrivata mia zia Laura con un pacchetto a forma di libro, si è seduta sul letto, e allungando il pacchetto verso di me mi ha detto:”Questo è per te!”
Io l’ho scartato freneticamente , e quello che mi ritrovo tra le mani, è un bel diario con la copertina rigida di pelle rossa e le pagine bianche senza ne righe ne quadretti. Io ero entusiasta per quel regalo, ma sono rimasta un po delusa quando mia zia mi ha detto:”Questo è iltuo primo Diario Punitivo. Dovrai scrivere il più dettagliatamente possibili tutte le volte che verrai punita e castigata, così quando lo rileggerai ricorderai qunt’è stato umiliante e doloroso, così, spero per il tuo fondo schiena, non ricommetterai più gli stessi errori.”
Io l’ho abbracciata e ringraziata fingendo gratitudine, e dopo che mia zia è uscita dalla stanza mi sono detta:”Bhè, in fondo è un modo come un altro per raccontare quello che il mio povero sedere è costretto a subire.”
Così mi sono alzata e sono andata verso lo specchio verticale che ho in camera, mi sono girata e ho abbassato le mutandine per vedere come era ridotto il mio povero culetto. Era di un colore rosso vivo e gonfio, con gli inconfondibili disegni lasciati dal battipanni di un colore viola-bluastro ed in rilievo rispetto al resto del sedere. Sospirando rassegnata mi sono tirata su le mutandine e con non poca difficoltà, mi sono seduta alla scrivania e ho incominciato a scrivere…

Samantha

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22 commenti a “Racconti di sculacciata: Caro Diario”

  1. Anonimo dice:

    Certo non originale ma gradevolissimo. severità esemplare. culetto strigliato in modo adeguato.Anche gli infantilismi sono pertinenti allo stile del racconto.Brava spankettina!

  2. geronimo dice:

    Sono Geronimo.Ero stato disabilitato e non me n’ero accorto.Merito la frusta lo so.

  3. educatore dice:

    Molto molto carino ,per me sono sempre i racconti migliori ,anche se purtroppo spesso simili l’uno a l’altro ,ma sempre belli.

    Brava spankettina sei nuova ?

  4. spankettina dice:

    Ciao,
    sì sono nuova, e se vi è piaciuto, scriverò un altro racconto. E’ vero che spesso questi racconti possono essere un po simili tra loro, ma dopotutto le ambientazioni della disciplina domestica non sono così vaste, e poi in fin dei conti sono proprio queste le cose che si vogliono leggere…e scrivere!
    Ciao a tutti.
    spankettina

    P.S.: Lasciate tanti commenti così potrò migliorare!

  5. educatore dice:

    Spankettina hai avuto qualche esperienza vera?

  6. spankettina dice:

    …naturalmente!!

  7. As dice:

    Brava il racconto mi è piaciuto!! e non vedo l’ora di leggere il prossimo!! :)
    perchè non ci racconti qualcosa anche delle tue avventure monelle?? :)

  8. educatore dice:

    Naturalmente!!! bene molto bene ,se vuoi scrivermi la mia Mail è
    seducatore@yahoo.it ti aspetto sono curioso mi è sempre piaciuto fare certe interviste
    Ciao Spanchettina

  9. tipon dice:

    carino il racconto forse un po scontato pero considerando che e il primo va bene al prossimo mettici un po piu di calma a scriverlo

  10. Lady Laura dice:

    Concordo con Tipon … forse un po’ scontato, ma è il primo cimento … e poi come dici tu, non è necessario essere innovativi … è piacevole leggere qualcosa di nuovo … ma anche i vecchi sani scenari erotici qualche volta sono piacevoli. Solo una cosa, sarà che è una mia fissa, ma cura un po’ più lo stile (non siamo a scuola qui, certo, ma appesantisce e rallenta la lettura lo stile poco curato).
    Spero di leggerti presto.

    Mi scuso con i frequentatori del blog per non aver ancora pubblicato il seguito del racconto e per non aver ancora scritto il racconto per Educatore … sono un po’ indaffarata.

    Geronimo, vedo che sei onesto ;) … e riconosci quando sono meritate le frustate, sia per gli altri che per te ;)

  11. geronimo dice:

    Chi sbAGLIA paga…e le frustate sono sue.Tuttavia mi è molto più congeniale amministrarle piuttosto che riceverle.
    Spankina, ti piace prenderle sul culetto (ovviamente nudo) solo con le mani o anche con qualche strumento correttivo?

  12. spankettina dice:

    …mi chiamo spankettina e sì, mi piace prenderle con qualche strumento… di uso domestico!

  13. tipon dice:

    e manDACI UNA FOTO SPANKETTINA

  14. nadine dice:

    spankettina devo dire molto carino, sono contraria al fatto che sia scontato dato che alla fine non è che ci siano molte differenze nelle varie punizioni domestiche, e questa ne è una esemplare, per lo stile di scrittura ( anche se non posso parlare perchè sbaglio moltissimo anche io) mi garberebbe che mettessi dei trattini per separare la spiegazione della scena e i dialoghi, comunque molto bedda e genuina brava un kissolo dolce continua così, meglio essere scontati che esagerare

  15. spankettina dice:

    Grazie Nadine,
    il tuo commento è quello più costruttivo e personalmente quello che mi fa più piacere…adoro i tuoi racconti!!
    Un bacio.
    Spankettina

  16. dice:

    Più che essere scontato direi che è completo, ci sono tutti gli elementi che fanno bella una sculacciata. Molto efficaci i toni dei dialoghi che sono molto belli. E’ il genere di racconti che preferisco: una punizione pienamente meritata, severa ma amorevole e per il bene di chi la riceve, in cui risaltano il rispetto verso chi la impartisce e l’educazione di chi la riceve. Complimenti, molto bello!

  17. spankettina dice:

    Grazie Jò!

  18. educatore dice:

    Continua così Spankettina brava brava

  19. nadine dice:

    spankettina scusami il ritardo nel commentare ma volevo leggerlo con calma senza dare pareri affrettati :) un kissolo e grasie per i complimenti :D

  20. Giorgio dice:

    Credo proprio che il battipanni, magari quello di vimini, torni di moda nelle case italiane per le frequenti necessità di tante ragazzine nelle ventina così bisognose di un efficace strumento che ha aiutato ad educare milioni di donne ora felici…

    In caso di Vita Reale, sarebbe bello scambiare qualche email con una ragazza (over 25) che sa di cosa parlo grazie a genitori come si deve ;-)
    giorgioimzadi@yahoo.it

  21. passato dice:

    Una punizione direi eccessivamente severa, sia come portata in sè, sià in relazione a quanto da te commesso. Può succedere di perdere i soldi, diciamo ci poteva stare un rimprovero severo, al massimo i 3 ceffoni somministrati all’inizio, ma questa è una pena corporale tipo le frustate ai prigionieri nel medioevo. A mia madre piaceva l’uso delle mani nell’educazione, però è successo 3volte in tutto: la prima, avevo più o meno 7anni, mi ha stampato un ceffone da stordimento e guancia in fiamme x ore, x aver dato del cretino a mio padre; le altre due volte, una trentina di botte fra braccia, schiena, collo ecc. nulla di paragonabile al tuo racconto cmq.

    Detto ciò, il tuo racconto mi piace molto x la cura nei particolari e x il genere: episodi di vita ke succedono a molti, speriamo nn in queste proporzioni! :) ;)

  22. punishslut dice:

    Mi piace molto che la punita debbe prendere nota delle sue punizioni in un diario, ottima idea….per il resto commento nel finale

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