Il caro amico Geronimo ci invia un bel racconto di sculacciate: buona lettura a tutti e un grazie particolare all’autore del racconto!

Per gentile concessione di Spankettina utilizzerò il personaggio secondario del suo ultimo racconto Caro Diario, parte 2. Si tratta della commessa che aiuta Samantha a mettersi il vestito: Il suo nome è Sabrina, ha 25 anni, una bellezza non appariscente, mora, capelli a caschetto, un po’ rotondetta. IV^ di reggiseno, sedere a mandolino, altezza 1,62. E’ la più anziana delle tre commesse del negozio di abbigliamento dove lavora, le altre due, Silvia e Ramona hanno ripettivamente 22 e 20 anni, anche loro graziose, senza pretese, ma con un bel didietro. Già, tutte e tre hanno un bel fondoschiena, ma hanno anche altre caratteristiche comuni: tutte e tre sono efficienti, laboriose, particolarmente inclini alla sottomissione, tutte e tre hanno ricevuto una educazione rigidissima, e vivono in famiglie dove tuttora ricevono frequenti e severi castighi corporali, dove a farne le spese sono i rispettivi posteriori. Non si potrebbe certo dire, parafrasando un illustre editorialista dei nostri tempi, che le poverette siano sedute sulla loro fortuna. Sembra che le donzelle siano state accuratamente selezionate, ed in effetti è così; il padrone, o meglio la padrona del negozio è infatti la terribile Sandra, amica di Brunilde, che compare nel mio precedente racconto. “La madre di Elena”. Dal racconto emerge la personalità fortemente SM anche se quasi soltanto limitata allo spanking della donna. Ebbene, nella scelta del personale del suo negozio, ha voluto unire, per così dire, l’utile al dilettevole. Efficienza nel lavoro e durissime sculacciate. In quel luogo regna un clima di morboso, intransigente, regime disciplinare. Come potete immaginare Sandra si diverte un mondo a punire spietatamente le tre commesse.

Veniamo ad oggi. La giornata lavorativa è terminata. Sabrina ha fretta di tornare a casa. Il negozio ha chiuso più tardi del solito, perché siamo in periodo di saldi. Fa la verifica di cassa e vede che mancano cinque euro. “Dove cazzo sono finiti?-“ stà pensando, “- oh no! Li ha presi in prestito quella scema di Ramona. Va bè se la padrona non si accorge di niente…-“. Sandra controllava tutto meticolosamente e niente le sfuggiva. Però in fondo stavolta era stata via tutto il pomeriggio. Era andata dalla sua amica, l’affascinante signora Brunilde, ed era tornata da meno mezz’ora, con una andatura claudicante e massaggiandosi delicatamente le natiche. Hi, Hi, ridacchia Sabrina, Sapeva che oltre ad essere una feroce sculacciatrice, ogni tanto la padrona non disdegnava di prenderle e andava a farsi strigliare per bene dall’amica. Il marito di Sandra non aveva mai capito certe cose, per questo il matrimonio era fallito.”-Bene-“, pensa Sabrina, questa sera arriverò in tempo per la cena e una volta tanto papà non mi gonfierà il culo a suon di cinghiate.Non gli importava tanto della punizione in sé, c’era ormai abituata, il fatto è che a volte c’erano ospiti e a Sabrina non andava di mostrare il culo nudo e la micetta ad estranei o anche ai parenti!.

“- Su, quante storie, lo zio Ernesto ti ha visto che portavi i pannoloni!-“. Lo zio Ernesto era il marito della sorella del padre.era uno degli invitati più frequenti e fastidiosi. Aveva sempre la bava alla bocca quando assisteva a queste scene. Odiava quando la mamma le tirava giù le mutande davanti a lui. Non era più una bambina.
Quando Sabrina aveva già il sedere segnato dalle botte della padrona era pure peggio. “- Che cosa hai fatto disgraziata ?!, che figure mi fai fare’?!. Le domande erano retoriche. Papà non era interessato alla risposta. Ma le cinghiate grandinavano e gli schiocchi del cuoio sulla pelle nuda erano talmente rumorosi da suscitare le proteste dei vicini. Il giorno dopo Sandra, che si accorgeva dai movimenti sofferti e dall’impossibilità a sedersi della commessa, che quest’ultima ne aveva prese un sacco ed una sporta, voleva a tutti i costi vedergli il culo e “consolarla”. Oh, le consolazioni della padrona erano molto piacevoli e la signora le elargiva democraticamente a tutte le dipendenti, peraltro ricambiata, soprattutto da Silvia.
Più di una volta l’aveva sorpresa con la testa tra le cosce di Sandra che sospirava e ansimava di piacere. Anche Sabrina vi si era dedicata, ma per obbedienza. Sebbene non disdegnasse di baciare e masturbare la passerina della padrona, la nostra figliuola continuava a preferire tutto sommato i maschi. Naturalmente il fidanzato non sapeva nulla. Era una situazione un po’ difficile da spiegare.

Sabrina va a salutare la padrona prima di andare. Sandra è seduta dietro la scrivania su due comodi cuscini e brandisce lo scudiscio. E’ fatto di strisce di cuoio essiccate ed intrecciate attorno ad un perno di metallo e terminanti in una spessa linguetta di budello ruvido. La frusta è lunga 75 cm e costituisce un temibile strumento di correzione per giovani sederi. ”- Dove credi di andare ladruncola?!, i miei cinque euro?-“ Una frustata in pieno viso non avrebbe potuto fare peggio. Sabrina balbetta, poi grida e piange”-Non sono una ladra!, è un prestito a Ramona!…non avevo spicci… io…domani io, io… li rimetterò!-“ “-Lo so cara, volevo metterti alla prova-“Il tono si fa dolce. La voce suadente. Sabrina si volta e si accorge che nell’angolo inginocchiata sul mais, c’è Ramona. Ha la maglietta tirata su, il reggiseno slacciato, i grossi capezzoli pinzati dalle mollette da bucato . Il volto della ragazza è inondato di lacrime e impiastricciato di fard. In bocca ha infilate a mò di bavaglio le proprie mutandine. La ragazza è nuda dalla vita in giù.Il culo e il retro delle cosce fino alla metà, sono un reticolato di segni rosso scuro in rilievo e blu-viola su un fondo comunque rosso carico. Qua e là luccica il sangue di piccole lacerazioni. La stanza è perfettamente insonorizzata;ecco perché Nessuno ha sentito niente. In effetti gli era sembrato strano che Ramona se ne fosse andata senza salutare-“- Gli ho fatto telefonare a casa che deve fare gli straordinari-“ interviene Sandra: “- Ha preso 80 scudisciate. Per questa volta l’ho punita, anche perché l’ammanco è modesto e l’errore è stato subito confessato ed è rimediabile. La prossima volta c’è il licenziamento-“ Sabrina deglutisce.”-Sei una sciocca cara Sabrina, “ prosegue Sandra, “- Buona lavoratrice, ma imprudente, un po’ ingenua, poco attenta.La prossima settimana sei formalmente in ferie.Ebbene, scordati la settimana bianca!.frequenterai un corso intensivo di gestione pratica dalla mia amica Brunilde. Lei sa come educare e impartire la disciplina ai giovani sconsiderati!.”- povere le mie chiappe allora-“ pensa sconfortata la sfortunata ragazza. “- Avanti, ora, via la gonna, sfilati le mutandine e sali sullo scaleo!-“ Lo scaleo si trova sul lato destro dell’ufficio. La ragazza, nuda, dalla vita in giù esegue l’ordine. saliti i primi tre scalini afferra saldamente i passamani e sporge le natiche secondo la consueta procedura. “-Dovrai contare 40 frustate. Non voglio segnarti troppo, So che dopo le ribuscherai a casa e tuo padre ha tutto il diritto di cinghiarti il culo con soddisfazione-“. Subito dopo Sandra, comincia a scudisciare con forza e lentamente le belle natiche della commessa. “Swish! Ahiaa!, Uno!-“ , swisch! Ahio, due!, swisch ahii! Tre!-“ Sandra vuole dare il tempo a Sabrina di contare e gustare il dolore. Al trentesimo colpo il culo è superbamente disegnato. Qualche colpo ha toccato crudelmente e maliziosamente il sesso della punita che gronda sudore e secrezioni. Swisch! Ahiii!mmmh!, sig, sob, tren…ta sei!. Swisch! Ahuuu! Madonnina! trenta…sette!. Basta, la supplico!-“ Mi supplichi di smettere o di continuare? Sei una cagna in calore! Lo so che in fondo ti piace! Sei tutta bagnata, porca!-“ Finita la punizione telefoneremo a casa e confesserai ai tuoi il motivo della tua correzione. Esigo che ti venga somministrata una razione doppia di cinghiate!-“. E così avviene. Sabrina rientra in casa a testa bassa. Il padre e la madre impugnano una cintura a testa.Si preannuncia una ripassata con i fiocchi. Senza dire una parola la ragazza si sfila lentamente prima la gonna e poi le mutandine.Il culo è già discretamente piagato, ma i genitori non si muovono a pietà. Sabrina si inginocchia sul divano, gambe leggermente divaricate, esponendo oscenamente le proprie intimità. Il papà e la mamma si dispongono ai lati. Non ci sarà bisogno di tenere ferma la figlia. Le cinture guizzano nell’aria per abbattersi fragorosamente sul loro bersaglio preferito. Sabrina pensa già al giorno seguente, quando mostrerà fieramente i segni alla padrona e pensa soprattutto alle tenere., intime carezze della donna. Si sente nuovamente inondare di desiderio mentre le cintole danzano sulle sue terga.