Wife Paddle

Bob Knees ci invia un bel racconto di sculacciate. A voi il piacere della lettura. Chiunque vuole veder pubblicati i propri racconti, può inviare una mail a sculacciata76@yahoo.it

“Mia adorata mogliettina, noto con dispiacere che il tuo conto è in profondo rosso. Mi ha convocato il direttore della banca: sei sotto di ben 1750 sterline. Se non le rimborserai entro una settimana, egli sarà costretto a chiedere il sequestro dei tuoi beni. E, siccome l’unico “bene” che sia personalmente intestato a te, e quindi sequestrabile, è la tua adorata macchinina…ho la vaga impressione che presto dovrai andare a piedi!”
Mia moglie è un donna un po’ troppo spendacciona; e troppo caritatevole. Sono sicuro che la maggior parte del denaro l’ha prestata a suo fratello. E, purtroppo, John è drogato. Questo il motivo della mia precedente concione.
Lei abbassa il capo, pensierosa. Poi, con un fil di voce, mi chiede “Non…non ci potresti pensare tu? Non mi potresti prestare quei soldi necessari? Poi, te li ridarò sta sicuro! In fin dei conti, ho il mio stipendio…”
“Mia carissima. E’ lo stesso discorso che hai fatto al direttore della banca: me lo ha detto. Lui non ha accettato; perché dovrei farlo io?”
“Perché tu sei mio marito!” la risposta è quasi orgogliosa.
“ Mia sempre più cara Adele, questa sarebbe la terza volta in cinque anni che ti sovvengo economicamente. Ti ho prestato, come dici tu, un paio di migliaia di sterline, senza vederne mai più indietro neppure una. Adesso basta! – fingo di assorbirmi in profondi pensieri – Però…”
“Però che…?” torna a chiedermi, anche se già sa la risposta.
“ Ti potrei dare i soldi, questo è vero, se non altro per il buon nome del nucleo famigliare…però ti darò, contemporaneamente, una di quelle lezioni che non ti scorderai più. Accetti?”
“Mi vuoi sculacciare, eh? Così raggiungi lo scopo…sei un porco!”
“E tu, tra poco, mia cara, sarai una fallita. E pure appiedata!”.
Siamo sposati da 14 mesi. Lei conosceva benissimo la mia propensione per l’algolagnia, ma non mi aveva mai concesso di sculacciarla. Né io volevo farlo senza il suo consenso. In fin dei conti, ci vogliamo un gran bene. Tra l’altro, nonostante la nostra veneranda età, giungemmo entrambi vergini al matrimonio.
Adele sta pensando; sporge le labbra avanti ed indietro, all’infuori e all’indentro. Si tormenta le punte dei lunghi capelli scuri. Chiede delucidazioni “Non mi farai troppo male, vero?” Ha accettato! Per la prima volta, in due anni e mezzo di conoscenza, accetta volontariamente di farsi sculacciare. Tuttavia, non immagina minimamente quello che l’aspetta.
Voglio sentirlo dalla sua bocca. Attendo, serafico.
“E va bene! Sculacciami pure. Che debbo fare?”
Mi alzo dalla poltrona. Sotto il mio grosso posteriore, avevo nascosto il paddle di cuoio. Adesso lo impugno.
“No! Con quello no! Ma che sei matto? Mi farà troppo male…” protesta lei.
“Cuore del mio cuore, ho la vaga impressione che dei soldi non vedrai nemmeno l’ombra. Togliti le mutandine e piegati sul tavolo” La mia voce è decisa. Lei sa che non le conviene opporsi. Ha una blusa color rosa ed una gonna plissé, a quadratoni bianchi e neri. Si appoggia con la mano destra al tavolo, e con la sinistra procede allo smutandamento. Mutandine color rosa. Le attacca alla spalliera di una sedia. Poi si abbassa, con il bacino ed il ventre appoggiati al piano del tavolo. Le alzo vieppiù la gonna. Ha un bel culo, mia moglie. Formoso e sodo, nonostante abbia trent’anni suonati.
La prima sculacciata è sulla natica destra, poi proseguo alternativamente di qua e di là. Lei si agita. Le metto la mia mano sinistra sulle sue reni per tenerla ferma. Strillacchia, mugola, grida “basta, basta, fa male!”. Continuo imperterrito ed ineffabile. Ad ogni colpo, tira indietro la testa; poi comincia ad alzare alternativamente una gamba. Non la smette mai di implorarmi affinché io mi fermi. Aumento la pressione sulle sue reni e la frequenza e la violenza dei colpi sul culo. Ormai le sue natiche e la parte superiore delle cosce sono tutte rosse. Di un bel rosso scarlatto. Appoggio il paddle sulla sua schiena e le tocco il sedere. E’ rovente. Lo massaggio un po’. Lei respira forte; quasi quasi crede sia finita. Riprendo il paddle in mano e seguito a sculacciarla. Smetto soltanto quando sono io ad avere il fiatone. E mi sono pure eccitato sessualmente. La lascio andare. Rimane chinata per un paio di minuti. Si rialza: le gote striate di lacrime.
“Mi hai fatto male, tanto male!” mi accusa.
“ Te lo sei meritata” mi giustifico. Dalla tasca posteriore dei pantaloni, tiro fuori il portafoglio; da questo, il carnet degli assegni. Mi appoggio al tavolo, vicino a lei, per riempire l’assegno. Do un’occhiata al suo sederino rosso rosso. Le porgo l’assegno dicendole “ Queste sono 1700 sterline. La banca si accontenterà. Beh, non ti rimetti le mutandine?”
Mi guarda fissa, si passa due o tre volte la lingua sulle labbra e mi risponde “ a che pro? Mi brucia ancora tutto, però sento come un’eccitazione….ti va di fare l’amore?” “Ceerrrto, mia cara!”.

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2 commenti a “Wife Paddle”

  1. Perversioni: il blog! » Blog Archive » Wife Caning dice:

    [...] posted by Perversa on Nov 17 « Wife Paddle [...]

  2. sessona dice:

    k cazzatona mondiale!
    Solo cn il paddle? ma 6 scemo? io l’avrei sculacciata prima a mano nuda poi con il pattipanni e dopo,solo dopo cn il paddle deficente!

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