Lost in Punishment, parte 10
13 Ottobre 2010Si avvicina la fine per la meravigliosa saga di Arkano: siamo infatti arrivati al penultimo episodio. Buona lettura a tutti!
LOST IN PUNISHMENT
PART 10
IL SEGRETO DEL MATCH
Non so perchè ma i miei occhi sono fissi sui piedi della teutonica che precede tutti lungo il corridoio.
Calzano delle scarpe scure con dei tacchi smisurati di quelli che trasformano le palline di un’uomo in olive per il martini. E sono questi a scandire sulle mattonelle del pavimento i rintocchi del nostro destino.
Nel mio mestiere quando si entra in una stanza scortati da uomini armati e la donna che vi ha condotti lì prende il suo posto dietro una scrivania, le cose non possono finire bene.
Pensavo che fosse l’assistente sexy di qualche vecchio ingobbito con l’accento italo americano, oppure di un perverso inglese dal monocolo lucido e i baffetti tesi come stecche di biliardo. Invece è lei il capo del MATCH. E’ lei la preside.
Non ci possono essere dubbi dalla revernza e paura che si respira nella stanza. I suoi uomini neanche sfidano il suo sguardo, tacciono mentre le canne dei loro fucili sono puntate su di noi come i flash dei paparazzi su qualche divo da scandalo.
-Quindi lei è il capo?- dico cercando di uscire dall’impasse che ci è calata addosso.
-Si. Stupito di scoprire che chi tira i fili sia una donna.
Io ho fondato il Match – l’orgoglio imporpora la sua voce – e per quanto possa sembrare folle non facciamo niente di illegale. Anche perché le persone presenti qui e tutte le altre che vorranno usufruire dei nostri servizi sono assolutamente consapevoli di volerlo fare. Non obblighiamo nessuno.
Margareth si alza di scatto e la gonna svolazza rivelando l’assenza di mutandine.
-Cosa sta dicendo. Ci ha fatto rapire , ci ha strappato alle nostre famiglie, alla nostra vita per farci diventare i giocattoli sessuali di pazzi maniaci e frustrati. Se questo non è obbligare?
-Tutto vero salvo per un piccolo dettaglio, voi avete voluto proprio questo. Ci sono dei regolari contratti di servizio che lo provano.
E’ come se la temperatura fosse scesa di colpo, almeno dieci gradi sotto lo zero. Un freddo che blocca, che non lascia scampo e ti fa sperare di morire in fretta.
Margareth cerca di mantenere le redini delle sue poche certezze.
-Io non mi ricordo la sua faccia, io non ho firmato un bel niente e tanto meno un contratto per diventare vittima in una roulotte, per essere frustata a sangue e picchiata da un professore sadico…-
-E’ normale che non vi ricordiate di averli stipulati, in quel caso cadrebbe la finzione che voi avete voluto e se c’è una cosa che sappiamo fare qui nel New Mexico è tenere segrete le cose.
Siete stati ipnotizzati ma mi basterà dire una parola e ricorderete tutto.
Certezze imbzzarite che adesso più che mai sono sul punto di buttarlà giù dalla sella.
Guardo le facce di tutti i presenti, ho un po’ di dimestichezza con gli sguardi, con le espressioni. Non sono una macchina della verità ma un po’ la so fiutare. E vi posso dire che la tedesca non sta mentendo.
Ma se se le vittime sono in realtà i clienti del Match chi è stato ucciso alla roulotte e cosa ci faccio io in questo gioco di specchi?
-La verità signor Savage – la sua voce ha un che di ammaliante, da sirena ma non devo farmi abbindolare dalle sue parole – sta nella parola MATCH. Un Match è un incontro e un incontro è fatto da due elementi. Ci veda come una sofisticata aggenzia di dateline, una che può far incontrare le persone e far vivere loro desideri inconfessabili, quando questi sono reciproci.
Era così semplice? Non c’era nessun intrigo, nessuna corporazione segreta? Margareth adesso si guarda le mani come se non le riconoscesse e di certo tra le dita le redini non ci sono più.
Non può credere di essere stata lei a cercare un uomo che riempisse la sua vita di punizioni. Anche Lila stenta ad immaginarsi alla ricerca di qualcuno come il nerd.
E non ricorda nemmeno di aver avuto la fantasia di farsi punire e Lila ricorda in modo vivido, come se scorressero su uno schermo davanti a lei, tutti i suoi sogni e tra questi quelli che non abbandonano mai la sua memoria sono quelli bagnati di piacere.
-Abbiamo registrato i vostri colloqui preliminari, li facciamo sempre per analizzare i soggetti e soddisfare al meglio le loro richieste.
Le parole della teutonica continuano a mettermi dentro al gruppo di clienti ma io non li ho contattati e perché avrei dovuto farlo?
-Il perché se lo ricorderà una volta che avrò spezzato lo stato di ipnosi. Temo che si sentisse inadatto come detective che volesse qualcuno nella sua vita da salvare… volesse essere l’eroe. In effetti se la richiesta non fosse stata fatta da una persona influente non avremmo potuto accontentarla… non è certo il nostro campo quello dei film d’azione.- la sua voce sembra trascinarmi indietro ad immagini del passato è come se mi guidasse fuori da un tunnel buio, nella luce, ma è abbagliante e non vedo niente. – Abbiamo integrato il suo desiderio con quello delle due ragazze sapendo che potevano corrispondere a tipologie di donne che le sarebbe piaciuto salvare.
Spero che sia tutto chiaro e quello che ancora vi sfugge vi sarà chiarito grazie alle registrazioni e ai contratti. Ora vi lascio scegliere se continuare il gioco, dimenticando quanto vi ho detto, oppure se interromperlo.
Margareth grida.
-Dov’è mio padre? Come potete dire che sia stata io a volere tutto questo.
-Suo padre è al pentagono. E’ vero che è dell’esercito ed è stato lui a vendermi questa base. Io e suo padre ci conosciamo bene. Non poteva darle ciò che chiedeva perché era sempre assente troppo anche per punirla come voleva e così eccola qui a vivere una vita dove ogni uomo, sempre lo stesso, una figura paterna modellata sulle sue esigenze, la castiga. Un uomo che ha sempre desiderato una ragazza da punire in ogni occasione. il suo Match perfetto.
Margareth accetta la verità, adesso la sente dentro di se. Era come se il suo cuore avesse smesso di battere per qualche istante per poi riprendere.
-Accetto di continuare.- dice e la mano cerca il conforto della sua patatina calda e umida.
Tocca a Lila sentire quello che aveva cercato di nascondere anche a se stessa.
-Tu Lila hai sempre voluto essere posseduta, umiliata torturata da uno dei ragazzi sfigati che ti guardano in rete che coprono di sperma la tastiera eccitandosi con il tuo corpo. In più volevi che fosse il più possibile squallido e sporco, come a volerti mortificare per una vita consacrata alla bellezza e al falso.
Anche Lila annuisce e la tedesca continua – Il tuo Match come quello di Margareth era la persona più adatta a completare il tuo desiderio.
-Ma l’avete ucciso?-
-Pallottole a salve, è vivo e vegeto e magari meno ossessionato da te, anzi qualcosa mi dice che dopo averti vista, toccata,etc per parecchio tempo il tuo corpo possa perfino dargli la nausea. Era semplicemente scaduto il suo contratto.
Lila però ricorda le parole del nerd, è stato il primo a nominare il Match, ma se era anche lui sotto ipnosi come faceva a conoscere quelle cose, a non averle chiuse nello stesso cassetto come loro tre.
-L’abbiamo fatto sapendo che presto avresti interagito con Savage. Volevamo darvi qualche indizio per proseguire la trama.
Lila ha lo stesso sguardo di Margareth e anche lei accetta, con un filo di voce, di continuare il gioco. Ma prima c’è una cosa che vuole sapere.
-Mi avete drogata? Dato qualcosa per rendermi in un certo senso dipendente dai castighi. Mi sono sentita così dopo non essere stata punita per qualche tempo, prima dell’arrivo del detective…
-Tu avevi paura di essere punita, del dolore. Non bastava la costrizione, il tuo corpo rigettava la cosa. Abbiamo avuto bisogno di un aiutino. Una droga come la chiami tu abbastanza innocua. Ti sei mai chiesta il perché del pompino tutte le sere? Era una fantasia del tuo match ma era anche il modo, tramite la cappella del suo pistolino, di inocularti la droga.
Ecco spiegato il saporaccio che sentiva ad ogni risveglio e la voglia di sputarlo fuori.
La tedesca la guarda e nota che si sente un po’ sporca come le prime volte che nella roulotte lo socchiava mentre il nerd le rigava le cosce con il cane.
La rassicura.
-Presto arriverà un nuovo Match per te e non dovrai condividere quello di Margareth. Riprenderà il suo posto una volta uscito dall’infermeria. Purtroppo il nostro Savage ci è andato un po’ pesante. E non solo con lui ma anche con uno dei miei uomini.
Sento un borbottio alle mie spalle, mi giro e il tizio con l’occhio nero, lo zigomo gonfio e una smorfia di odio è lo stesso che ho steso al negozio. Mi guarda come volesse vendicarsi per aver usato il suo pistolino come pennello. Lo sfido per qualche secondo tenendo lo sguardo nel suo e poi mi giro deciso a tenere ancora un po’ la parte che qualcuno, o forse sono stato io a farlo, mi ha cucito addosso.
-Il vostro gioco non ha funzionato con me sono uscito dal copione che mi avevate preparato.- dico in realtà con poca convinzione e con la dannata sensazione di essere stato manipolato per benino, più delle ragazze.
Mi chiedo se continuerò o se tornerò a fare quello che facevo nel mondo reale.
La tedesca aspetta la mia risposta, anche Lila e Margareth mi fissano non riuscendo a capire quale sarà e non potrebbe essere altrimenti visto che non la so nemmeno io.
Continua…