Racconti di sculacciata: Elena
25 Gennaio 2011Il nostro caro amico Geronimo ci invia un racconto di sculacciate molto intrigante…buona lettura a tutti e 1000 grazie all’autore!
Elena è una bella giovane donna di circa 30 anni, capelli biondi, magra ma con tutte le brave curve al punto giusto ,disinibita, disinvolta, qualcuno direbbe un po’ troia, che ama molto essere corteggiata e stare al centro dell’attenzione – e questo si capisce, è una cosa del tutto naturale – ma anche con una passione sfrenata per le sculacciate. Sculacciate subite e sempre dure e severe che non devono però mai costituire un esplicito atto erotico ma scaturire dall’applicazione di una punizione domestica, non importa se giusta o meno, non importa se inflitta dal marito o dall’amante o dalla severissima madre. In questo momento Elena si trova immersa nella vasca idromassaggio di Piero, l’amante facoltoso di circa 50 anni molto austero, geloso e severissimo. Anche Piero è immerso nella vasca e stà baciando una ad una le dita dei piedi perfetti di Elena, quando nel fissare il viso dall’espressione birichina della bella ragazza nota qualcosa di insolito. Per la verità la cosa insolita non si trova sul volto ma sul collo di lei. Una macchia scura, come una sorta di livido. “-Elena, grandissima zoccola, ti sei fatta fare un succhiotto da tuo marito!-“ Ma che dici amore! Sono mesi che non mi tocca! –“ l’espressione di Elena è di finta indignazione e Piero se ne accorge immediatamente. Ha capito. Resta un po’ arrabbiato ma meno, quanto basta però per desiderare ardentemente di punire sul bel culo l’impertinente e perversa amante.
Piero esce dalla vasca, si asciuga velocemente e si rimette i pantaloni poi ordina perentorio“ –Esci di lì immediatamente! –“ No!,no! Non mi punire! Mio marito mi ha fatto il culo s strisce l’altra settimana, ha usato la cinghia con le borchie! Non sono riuscita a sedermi per tre giorni!-“mentre pronucia tale supplica accorata, la bella figliuola è inginocchiata tutta nuda davanti a Piero, le mani giunte, le deliziose tette ballonzolanti con le fragoline già turgide, le lacrime (sincere?) che solcano le rosee guance. Piero sente il pistolino che stà pian piano reagendo e non si commuove di certo. “-E poi-“, prosegue Elena, “-mia madre mi ha sculacciato con la mestola grande sul culo nudo davanti alle sue amiche, che vergogna! E che male! Ho trent’anni e mi tratta ancora come una mocciosa!-“ quest’ultimo episodio non è vero, ma non importa, con queste confessioni l’eccitazione di Piero aumenta e senza dire una parola si siede sul bordo della vasca e si carica nuda Elena sulla gamba sinistra, le blocca le gambe e le braccia e comincia a scaricare possenti sculaccioni sulle chiappe rosee (ancora per poco) dell’amante. LA sconcia posizione gli consente di ammirare l’oscuro buchetto grinzoso dell’ano e la beneamata passerina dalla folta peluria castana ben curata. Entrambi gli orifizi gli sono intimamente noti. Il melodioso ciack, ciack delle sculacciate sulle natiche nude risuona in tutte le stanze così come le suppliche di Elena, “- Ahi!, Ahi! Sei così forte, fai troppo male quando sculacci, basta, ti prego, ti giuro che non ci ho scopato! Gli ho solo ehm…. Fatto un pompino, uno solo! Ahiaa! Quell’ ammissione fa di nuovo arrabbiare Piero, al quale tutto il rito della sculacciata aveva fatto venire una gran voglia di copulare selvaggiamente con l’amante sul pavimento, Ma la confessione dell’oltraggiosa fellatio merita un castigo esemplare. Piero molla a terra la donna e La trascina senza tanti complimenti in soggiorno. Poi raggiunge l’armadio e ne trae fuori un martinet.Le sette lingue di cuoio, lunghe 40 cm terminano con un nodo. “ora ti spello il culo, preparati!-“la ragazza, ha un sussulto di paura. Ama buscarle, certo, ha già il culo bello caldo e dolorante, la fica bagnatissima per l’eccitazione ma il martinet fa proprio male! Vista la mala parata tenta di fuggire ma Piero con insospettabile agilità la blocca prontamente. Sordo alle vivaci proteste la trascina per i capelli sulla poltrona. La fa inginocchiare sul sedile e dopo averle bloccato le braccia con la mano sinistra solleva con la destra lo strumento disciplinare. La frusta sibila, fendendo l’aria e si abbatte sulle tenere chiappe di Elena, “-ora ti faccio passare la voglia di succhiare il coso di quel cornuto! Le lacinie schioccano sulla pelle nuda di culo e cosce, lasciando strisce rosso carico ad ogni passaggio. “ Ora ti insegno il rispetto, zoccoletta! Fa male il culo eh?-“ I colpi si susseguono forti e ben cadenzati. Elena ora insulta:Porco bastardo, lasciami!. Ora supplica: Pietà non lo faccio più! Basta!-“ I fianchi, le natiche, le cosce sono un reticolato di segni rosso scuro, violacei, qua e la spuntano goccioline di sangue. La punizione cessa. Piero suda,copiosamente, il suo pacco sembra scoppiare prima che Elena gli liberi il cazzo dalla prigionia. Elena gronda desiderio tra le cosce, dai capezzoli rigidi come punte di freccia dalle vampe sul viso.
Avvolge il sesso pulsante dell’uomo con le sue calde labbra. la sua mano destra manipola sapientemente i testicoli. “-ooh, Elena, amore mio, brutta zoc….-“. L’eccitazione è troppo intensa e presto un getto caldo e biancastro investe la bocca della donna. Un ora dopo Elena lascia l’amante promettendo che non farà più sesso con il marito, nel farlo tiene le dita della mano destra incrociate. Nell’uscire dall’appartamento un sorriso furbetto le nasce sul bel viso. Stà pensando ai suoi prossimi programmi “- Credo proprio che domani andrò a trovare la mamma e le racconterò tutto, chissà come si arrabbierà-“
