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Racconti di sculacciate: La cuginetta inglese, parte 1

28 Febbraio 2010

Oggi lascio la parola ad Educatore Severo, che ci regala un bel racconto di sculacciate. Buona lettura a tutti!

La storia che mi accingo a scrivere è in parte vera ed in parte elaborata dalla mia fantasia, descritta come l’avrei voluta vivere, comunque già la parte vera ha contribuito molto insieme a fatti avvenuti prima e dopo, alla mia formazione sessuale e la passione che ho per la disciplina,e le sculacciate.

era l’estate del 1970 io e mio padre ci recammo all’aereoporto ad attendere l’arrivo di mia cugina dall’inghiltera , quando la vidi restai stupito, non la vedevo da 4 anni è diventata stupenda dico dentro di me,una bambola bionda capelli corti a caschetto come usava in quei tempi , occhi azzurri e qualche lentiggine che le dava un’aria da bambina ,indossava un corto vestitino che metteva in evidenza delle gambe e delle cosce perfette,dopo i consueti baci e abbracci ,prendemmo il treno per tornara a casa ,lei era seduta a fianco di mio padre di fronte a me .il vestitino stando seduta le era salito in alto ,ed io guardavo quelle stupende cosce ma non riescivo a vedere il colore delle mutandine (un gioco che tra noi ragazzi era molto di moda),lei se ne accorse e sorridendo allargò un po le cosce al punto da farmi vedere che non le portava ,io arrossi ,e lei mi lanciò un bacino ,è bellissima pensai Arrivati a casa andammo su in mansarda ,in camera mia dovevamo dividerci la camera perche la nostra casa non è grande ,io ero molto impacciato 4 anni fa eravamo ragazzi ma adesso …. uscì un attimo in terrazza e Katy così si chiama, mi seguì ma nel frattemto si era tolta il vestitino rimanendo completamente nuda ,io rimasi immobile rosso come un pomodoro maturo ,lei guardandomi con gli occhioni azzurri come il mare , mi disse ma come! non mi vergogno io che sono nuda e ti vergogni tu? ma io io io balbettando un po sensa riuscire a dire niente, lei disse:io in casa sto spesso nuda mi piace tantissimo mi sento libera ,
io dentro di me pensai :non è che prima fosse molto più vestita ,ma quanto era bella!!

Adesso lo racconto come fosse al presente.
Rientriamo lei va avanti e io quardo quel magnifico culo rotondo come la luna bello come il sole.Ho un tremito allo stomaco quando vedo il centro delle sue natiche attraversate da una decina di segni rossi non netti ma sfumati ,mi faccio coraggio e chiedo ,ma come ti picchiano ancora ,e lei no no mi a solo dato 20 bacchettate 2 giorni fa papà ,e perche chiedo sei stata promossa ai preso il diploma ,si ma non con i voti che papà voleva ,e allora mi ha punito molto poco però non è stata una punizione severa come di solito , perchè dico io come te le da di solito ? il mio sesso esplode giè nei pantaloni ,l’avevo vista sculacciare da suo padre 4 anni prima e mi eccitò tantissimo ,Katy mi dice se vuoi ti racconto una punizione severa ,io con la voce soffocata dall’emozione dico :si si dai racconta.Allora :la piu severa tra le ultime di questi mesi vediamo ecco ,forse si si è stato quando ho preso 3 ad un compito circa 2 mesi fà.
arrivata a casa mio padre mi chiese come era andata ed io dissi bene bene ,ma lui; fammi vedere ,richiuse il libretto e con calma mi disse :Katy preparati ,io no papà per favore,quando mi diceva preparati voleva dire che alla fine avrei avuto il culo e le cosce viola , a niente serve insistere se non ad aumentare il già alto numero di colpi da ricevere,vado su in camera mi spoglio mi lavo ed indosso solo una maglietta che arriva in vita .poi prendo gli strumenti e scendo le scale (che strumenti chiedo io ?) i tipici strumenti di punizione bacchetta di bambù (il cane) bacchetta di giunco e cinghia questi ultimi 2 sono più leggeri ,un piccolo paddle di quoio , gli appoggio sul tavolo tondo del salotto ,e poi aspetto in piedi di fronte a papà ,(e nel dire cosi mia cugina si mette in piedi di fronte a me per mimare le sue mosse), poi continua dicendomi; papà prende in mano gli strumenti uno per uno li fà fischiare in aria diverse volte ,
poi sceglie una cinghia scozzese a 2 lingue ,io la inerrompo chiedendo cosa è ,lei mi spiega come è fatta ed aggiunge anche che non è molto severa,poi continua il racconto ,papà mi fa piegare a 90 ° con le mani alla punta dei piedi poi mi cinge la vita con il suo braccio sinistro e subito comincia a cinghiare forte il mio culo nudo e le mie cosce ,e tu cosa fai la interompo? io mi lamento un pò perchè brucaino come il fuoco ,ma papà non smette continua fino a circa 50 colpi, e poi domando io? poi risponde mia cugina mi manda a guardarmi allo specchio ,e dopo come al solito devo andare da lui e chiederli di continuare la punizione ,perche devi chiederlo tu? perchè lui è cosi che vuole ,e se non lo fai chiedo io? se non lo faccio raddoppia la punizione ,accidenti rispondo io.
Mia cugina prosegue nel racconto dicendo: a questo punto papà si toglie la cintola dai pantaloni(questa è una specialità Italiana) mi fa appoggiare al tavolo culo bello ritto ed esposto e comincia a frustare prima le cosce che non avevano ancora assaggiato le cinghiate e poi le natiche che diventano rosso scuro molto scuro con dei rilievi ,io le chiedo : ti fanno molto male ,quante te ne ha date ? circa un centinaio ,si fanno male ma ormai sono abituata ,io la interrompo chiedendele :secondo me un poco ti piace vero? lei dapprima dice nò nò poi dice si un pochino mi eccita,e poi cosa succede domado io,lei dopo mi fa piegare a 90° con le mani a toccare i piedi vedi cosi ,io sono eccitatissimo il mio sesso scoppia nei pataloni è stupenda in quella posizione ,la sua farfallina bionda e rosata nel centro è magnifica ,lei vedendomi eccitato mi chiede ,vuoi che continui a raccontare o nò? io con la voce rauca dall’emozione ,rispondo si si ,allora papà prende in mano il Kein (cane) o canna in italiano (l’avrei conosciuta meglio qualche anno dopo) ,io le chiodo cos’è e lei rimanendo piegata a 90° mi spiega e mi dice come le da 20 colpi fortissimi ,e passandosi le mani sulle natiche e sulle cosce mi indica dove le disegna le righe .
Ma! all’imporvviso la porta si apre (nell’euforia entrambi non avevamo sentito salire le scale ) è mio padre ,dice :ragaz…zi è..è..è…pr..o..ta ce.ce.ce.nana Mahh! che diavolo fate si può sapere .,io faccio un salto indietro Katy si alsa si gira e dice:scusa zio scusa stavo spiegando una cosa el cugino ,papà già abbastanza incazzato dice : e lo devi spigare in quella posizione e nuda ? scusa di nuovo zio ,no no no non vi scuso venite giù .prende per mano mia cugina e dice a me di seguirlo ,arrivati in salotto spiega l’accaduto a mia madre e tira fuori una lettera ,la consegna a mia cugina dicendeli di leggerla.
Katy la legge ,mio papa le interompe decendele di elggerla ad alta voce, Katy ricomincia leggendo; caro fratello (è di mia zia la sorella di papà) ti prego cortesemente di provvedere all’educazione di tua nipote durante il suo soggiorno a casa tua e se se lo merita usa la cinghia come nostro padre faceva con noi ,c’è abituata percio non ti peoccupare dagliele tante e molto forti ,ti ringrazio tua sorella , allora dice papà come mi devo coportare rivolgendosi a Katy ,mah , mahh non sò ioo ioo ,papa la inerompe dicendo :smettila di balbettare e dimmi sosa è successo con tuo cugino? ma zio niente stavo spiegando come mi punisce papa a casa ed anche in collegio, io a casa sto spesso nuda mi piace mi fa sentire libera ,non credevo di fare qualcosa di male però se credi puniscimi come ti ha detto mamma ,infatti è quello che farò e dicendo così si toglie la cintola dai pantaloni ,io comincio a tremare per la paura ma anche per l’eccitazione ,ho gia visto altre punizioni ma ogni volta è un’emozione nuova ,papà arrotola la cintola alla mano destra e con la sinistra prende mia cugina sotto il braccio nella tipica posizione ,e subito comincia a dar cintolinate molto ben assestate sulla natica e sulla coscia destra di Katy che si lamenta un poco non molto devo dire ,le cinghiate continuano velocissime al punto che non riesco neanche a contarle ,il culo e la coscia diventano rossissime in pochissimo tempo ,Katy si lamenta adesso più forte ma non inplora papa di smettere come o sentito altre ragazze sotto la cinghia ,le prede molto bene ,me lo aveva detto che era abituata ma non credevo così
dopo un centinaio di fortissime cinghiate papa fa cambiare posizione a Katy per frustarle bene anche l’altra parte,infatti si siede su una sedia e prende Katy sulle ginocchia .fa scivolare il suo busto su lato destro cosi da avere a misura la natica e la coscia sinistra di mia cugina .io cambio posizione per vedere meglio , e subito le cintolinate ricominciano a cadere fortissime ,schioccanti come la frusta dei domatori ,dopo un bel po di colpi forse un’altro centinaio papà fa alzare Katy che si massaggia il tondo culo e le belle cosce e facendolo si piega a 90° come aveva fatto per dimodtrami a me ,alchè papa le urla haa ma allora è un vizio? cosa zio chiede Katy , ma come cosa di metterti in questa posizione? ma zio cosa c’è di male io a casa sto spesso nuda credevo di poterlo fare anche qui ,non lo faccio con nessuna malizia, papà mi frusta spesso in questa posizione ,io nel frattempo sono rossissimo ed eccitatissimo ,ma ad untratto il mondo mi cade addosso papà mi dice : vieni che adesso tocca e te,,io ma papà cosa ho fatto ,non me le hai mai date ,solo la mamma col mestolo e poi ormai sono anni ,che non le ho più prese ,faccio una brutta figura perche comincio anche a piangere (a me piace vederle dare alle ragazze e derle anche ma non prenderle) papà alza la voce ,io tremo e rimango bloccato ,ma per mia fortuna interviece Katy che dice: Zio scusami non sapevo di fare qualcosa di sagliato stando nuda del resto lo sono ancora e il cugino non mi sembra dispiaciuto,però non è giusto che lo picchi, io le ho prese buona buona anche non sapendo di aver sbagliato e se vuoi sono pronta per prendere anche quelle del cugino. Dopo detto così mia cugina si piega nella solita posizione col culo che adesso a raggiunto il massimo del colore rosso scuro è magnifico la paura di colpo mi è passata anche se non sò la decisione che prendera papà ,per fortuta papà dice bene Katy ti prendera anche le 100 cinghiate di tuo cugino daccordo? si si zio daccordo ,bene bolto brava, papà si posizione e comincia a ricolpire quello stupendo culo 1 2 3 4 volte molto forte di traverso cosi da incrociare con i precedenti segni ,slashh slashh slashhhhh sempre fortissime Katy resiste benissimo solo dei lamenti escono dalla sua bella bocca 8 9 10 11 le cinghiate continuano ,io sono proprio dietro a mia cugina piegata a toccarsi la punta delle scarpette ,ed ha allargato un poco le gambe ,cosi che continuando le cinghiate 12 13 14 vedo la farfallina dorata e umida addirittura bagnata di bianco nel centro e esclamo tra me e me:ma allora gli piace proprio prenderle!
la cosa mi eccita ancora di più le cinghiate continuano fortissime sento il vento che provoca la cinghia Katy incassa i colpi in maniera eccezionale ,piacerbbe anche a me dargliele
purtroppo arrivati a 20 cinghiate papà si ferma accarezza e massaggia un po il culo bello sodo di Katy e la congeda dicemdole :sei stata molto brava ma credo che possono bastare cosi ,non voglio rovinarti il culo,come vuoi zio grazie di avermi punito.
si allontana sculettando con quel magnifico e stupendo culo di fanciulla disinibita e bellissima .
Ciao a tutte le bimbe del blog. ed anche ai maschietti

Racconti di sculacciata: cugina

8 Febbraio 2010

Un racconto di sculacciata scritto da Suoc, che prosegue nella sua saga di punizioni corporali in famiglia.

Buona lettura!

 

Erano passate parecchie settimane dall’ultima sculacciata che avevo dato ad Alessia.

Fortunatamente la ragazza aveva ripreso a comportarsi bene, ed io non avevo bisogno di punirla.

 

Io e mia moglie avevamo deciso di ospitare per un paio di settimane nostra nipote, Laura.

Era una ragazza estremamente carina. Mora, due occhi grigi bellissimi, un fisico da modella, invidiabile. Aveva 24 anni e lavorava appunto come modella a Milano.

Quando poteva veniva a trascorrere qualche settimana con i cugini a casa nostra.

La cosa non avveniva da qualche anno e Alessia non l’aveva mai incontrata.

Presagivo che non sarebbero andate d’accordo, Alessia era una ragazza riservata, schiva dietro i suoi libri, con un amore smodato per l’arte e la musica, Laura era un animale da discoteca, bellissima e sempre attenta alla moda.

 

Dario e Laura avevano avuto un bellissimo rapporto fin da piccoli, molto complici.

 

Come sembrava ovvio, all’arrivo Laura venne fatta sistemare nella camera con Alessia.

Ma non ci potevamo immaginare certo simili fuochi d’artificio.

 

Laura era arrivata da qualche settimana quando cominciarono i primi litigi tra le ragazze.

Casualmente Alessia aveva gettato dell’acqua sugli stivali nuovi di Laura.

Laura gridava come un’aquila mentre Alessia che all’inizio aveva provato a scusarsi, ora esibiva un freddo sorriso.

Io osservavo la scena dal corridoio, dopo un po’ Dario entrò nella stanza per vedere perché si urlasse così, naturalmente disse ad Alessia che sarebbe potuta stare più attenta, e al massimo, ora scusarsi.

Alessia orgogliosamente, aveva sbuffato lasciando la stanza.

 

Da quel giorno l’acidità tra le due ragazze era palpabile, e io vedevo quella ragazzina di 18 anni, non solo molto intelligente, ma anche molto brava a non far vedere a Dario la gelosia fulminante che provava.

 

Laura aveva adottato una tattica di lento logoramente. Occupava tutte le energie di Dario, non si allontanava mai dal cugino e faceva la smorfiosa.

 

Una sera, dopo cena, Dario, Laura, Alessia e mio figlio minore, Andrea, erano in salotto a guardare la televisione. Io ero in cucina, e leggendo un libro, tenevo d’occhio la situazione. Alessia e Laura discutevano sulle tecniche del film, convinte ognuna d’aver ragione. Dopo un paio di minuti Dario s’intromise in soccorso della cugina, dicendo ad Alessia che lei era una ragazzina e che non poteva saperlo, Laura aveva più esperienze. Laura allora per ringraziarlo gli si sedette sulle gambe, stampandogli un bacio sulla guancia.

Alessia senza dire una parola, alzandosi, se ne andò in camera sua.

 

I ragazzi finirono di vedere il film e poi, salutandosi, Dario e Adrea andarono nella loro camera e Laura nella camera che divideva con Alessia. Nemmeno cinque minuti dopo sentii un grido feroce provenire dalla camera delle ragazze.

Corsi alla porta, la spalancai e guardai la scena: Alessia teneva Laura per i capelli.

Corsi a fermarla e nel frattempo, essendo giunti Andrea e Dario, anche loro cercarono di separare le ragazze. Alessia era una furia, Laura piangeva: “ziiiooo, non è giusto! Guarda cosa ha fatto ai miei jeans nuovi!” Diedi un’occhiata ai jeans e li trovai tutti tagliuzzati, jeans da 300 euro, tagliuzzati?

Dario aveva abbracciato la cugina per consolarla.

Alessia era serena, quando la guardai cercando spiegazioni lei mi sorrise dicendo: “ha fatto la puttana per tutta la settimana, che ci deve fare con i jeans interi?”

Sentito come mi parla?” singhiozzava Laura

Seppur toccato dall’essere così ironica di Alessia non potevo non intervenire, soprattutto con Laura in lacrime.

Alessia, perché mi devi costringere sempre a punirti?” le dissi sedendomi sul letto

NOOO, no, la prego…non davanti a lei, non è giusto che vinca così”

Non solo ti punirò davanti a lei, ma alla fine le dovrai chiedere anche scusa…forza, voglio che ti levi tutto. Completamente nuda.”

Sapevo non l’avrebbe fatto da sé.

Nella stanza eravamo in quattro oltre a lei.

L’afferrai per l’elastico dei pantaloni del pigiama avvicinandomela e senza dire una parola li abbassai insieme alle mutandine.

Alessia tentava di non permettermelo, ma dopo un primo sculaccione, mi lascià fare.

Glieli tolsi completamente e poi le feci sfilare la maglietta.

Non portava il reggiseno.

Senza aggiungere altro, così, nuda me la misi sulle ginocchia.

Ahaha, non me lo dire, ancora prendi le sculacciate? Dario…non mi avevi detto che era così piccola!” Laura la prendeva in giro senza sosta.

Io inizia la punizione.

La misi di spalle ai 3 ragazzi e le allargai le cosce, così che tutti potessero vederle i buchetti completamente esposti.

Volevo punirla, e l’umiliazione ne era parte importante.

Poi iniziai la sculacciata.

Oramai ero diventato un esperto.

Le assestavo bei colpi forti e regolari, poi a rossore già abbastanza intenso, aumentavo parallelamente velocità e forza.

Laura continuava a fare commenti a voce alta, ma fu quando disse che il seno d’Alessia era assolutamente brutto che sulle mie gambe la piccola inziò a scalpitare. Tentò di alzarsi, sgambettava furente. Fui costretto a bloccarle le gambe con le mie, in una posizione ancora più umiliante, veramente da bimba.

Ma Alessia non smetteva di dimenarsi, e sentire Laura ridere la faceva ancora più arrabbiare, afferrai una spazzola dal comodino ed iniziai a punirla con quella.

Le avevo già dato 200 colpi, il culetto era rossissimo e i lacrimoni che aveva cercato di impedire adesso colavano giù.

Quando iniziai a sculacciarla con la spazzola Alessia cominciò a girdare e a piangere forte.

Senti, piange come una bambina, ma non ti vergogni? Ti abbiamo visto tutti il culetto rosso…le mie amiche di Milano moriranno dal ridere”

Alessia piangeva adesso senza più freni.

Dario, resosi conto della severità della punizione e della cattiveria di Laura aveva provato ad intercedere per la fidanzata.

Ma io avevo continuto.

La prego, basta…brucia!”

Era la prima volta che Alessia usava questo termine, il culetto doveva veramente bruciarle molto.

Mi fermai dopo altri 100, forse 150 sculaccioni con la spazzola.

Chiedi scusa?”

Alessia non mi rispose, le allungai un’altra sculacciata.

Singhiozzando, mentre Laura da dietro si spostava avanti la guardò, le guance rigate dalle lacrime: “scusami, non si ripeterà. E ripagherò i jeans se vuoi…”

Dovevo ammettere che era ubbidiente.

Bene, ora ti metti in ginocchio per 15 minuti, in quell’angolo.”

Ubbidiente Alessia si inginocchiò.

Dopo dieci minuti le permisi di alzarsi e le consigliai, visto lo stato del sedere, di rimanere senza mutandine e stendersi.

Non era giusto che Laura la vincesse così, lo sapevo bene, ma dovevo insegnare ad Alessia a comportarsi bene anche in momenti difficili.

Rimaneva il problema di come avremmo potuto far dormire le ragazze.

Papà, Alessia ed io potremmo dormire in salotto, sui divani separati, così non ci sarebbe problema….. le devo potrei raccontare di due anni fa, quando hai sculacciato, esattamente allo stesso modo Laura… bè, una punizione più leggera, ma pianti anche più disperati eh?”

Dario sapeva l’effetto delle sue parole.

Alessia che aveva indossato un vestitino leggero sorrise, stampando un bacio sulla guancia di Datio, Laura, invece, strabuzzò gli occhi, fissando il cugino arrabbiata.

Uhm…per stasera siamo d’accordo, poi per i giorni successivi vedremo..” concessi io, contento di quella soluzione e dell’abilità di mio figlio.

Racconti di sculacciate: le sculacciate delle cugine

28 Agosto 2009

Monello63 torna con un racconto di sculacciate (potete leggere qui l’ultimo suo racconto), buona lettura!

Era il mese d’agosto del 1972, come ogni anno mia madre mi andava alle terme a curarsi
Ed io ero mandato da mia zia Ester (sorella di mia madre) che abita in un paesino della
Provincia di Pavia, a trascorrere il mese d’agosto in campagna: mia zia era vedova con tre figli.
Gia i miei cugini: Fabiana,16 anni molto bella e attratta dai ragazzi unico motivo di soventi sculacciate
Fino ai 13 anni obbediente e brava a scuola, Floriana 13 anni: “la pecora nera” molto intelligente ma,
oziosa e disobbediente nell’ aiutare la zia in casa e sempre da spronare e sculacciare, Federico 11 il
buono ma spesso usato dalle sorelle come capo espiatorio delle loro malefatte ( soprattutto di Floriana)
con loro esisteva ed esiste tuttora Bellissimo rapporto anche se la mia preferita e sempre stata Floriana
sia come carattere sia per la capacità di cacciarsi nei guai a perché anche lei era abbonata alle sculacciate
la severità di mia zia e pari o forse superiore a mia madre: cosa che rendeva mia madre sicura che
anche senza di lei sarei stato controllato ed educato come si deve, e malgrado l’affetto che la zia
provava nei miei confronti non lesinava sculacciate anche a me.
Ma veniamo ai fatti, arrivai a casa della zia nel primo pomeriggio di un lunedì assolato,
accompagnato da un lontano cugino, che per lavoro si recava da quelle parti: mi lascio davanti alla
villetta della zia e mi accorsi dalle voci che uscivano dalla casa che mio cugino Federico stava
subendo una sculacciata (cosa non rara per Federico), suonai il campanello ed entrando vidi Federico
in ginocchio faccia al muro singhiozzante e con il culetto arrossato dalle sculacciate:
Fui accolto con il solito entusiasmo dalla zia ma non dalle cugine che se ne stavano a testa china in
un angolo,pensai che dopo sarebbe toccato e loro ma non dissi nulla ed andai con la
zia a disfare i bagagli e a cambiarmi : chiesi alla zia cosa avesse combinato Federico e mi disse che
non aveva fatto i compiti e aveva rotto dei vasi in giardino giocando a palla (cosa che gli era stata
proibita) mentre la zia sistemava i bagagli io mi cambiai (calzoncini corti canotta e sandaletti di gomma
come si usava in quegli anni non era ancora cominciata l’epoca delle mode) e tornammo in cucina
dove Fabiana e Floriana aspettavano non senza timori il nostro ritorno: ALLORA SIGNORINE
ADESSO TOCCA A VOI disse zia Ester con voce ferma e severa, si avvicino Floriana e le diede due
Ceffoni che fecero scoppiare mia cugina in lacrime: NON DOVEVI STARE ATTENTA A
FEDERICO E SISTEMARE QUEL PORCILE DELLA TUA STANZA!! SI MAMMA rispose :MA
COME AL SOLITO NON HAI OBBEDITO E SEI RIMASTA TUTTA LA MATTINA A
POLTRIRE A LETTO E A PARLARE CON QUELLA PUTTANELLA DAL BALCONE VERO!!!!
(la “puttanella” in questione si chiamava Erika una ragazza di 16 anni molto disinibita che si era
trasferita da Milano nel paesino con la famiglia da qualche mese, sulle due cugine aveva un grande
ascendente ma la zia riteneva pericolosa per la moralità delle ragazze) Mia cugina non rispose e la zia
continuo a rimproverarla, non era una mancanza grave ma la zia voleva punire il fatto del ‘amicizia con
Erika, anche perché le mie cugine avevano assunto dei comportamenti strani parlavano sboccato
Ed altro ancora questi erano i rimproveri della zia: e senza che mia cugina riuscisse a giustificarsi
(cosa inutile) slaccio i nodi che chiudevano sulle spalle il vestitino azzurro di Floriana che scivolo alle
caviglie lasciandola con le mutandine, da un cassetto prese il cucchiaio di legno e ordino alla figlia di
chinarsi sul tavolo gli sfilò le mutandine scoprendo il delizioso culetto bianco di Floriana, (dalla mia
posizione riuscivo a vedere i piccoli seni e una parte della vulvetta glabra ,cosa che alla mia età mi eccito
molto)e comincio a colpirla con decisione: CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK,
CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, Floriana piangeva a
Dirotto,e chiedeva perdono, il culetto era rosso e segnato dai colpi ma la zia non smetteva di colpirla
Malgrado le implorazioni della figlia che continuava a piangere, gridare e dimenare il culetto: CIAK
CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK; dopo credo una
Quarantina di colpi la zia smise Floriana si mise in ginocchio e implorò la madre:PERDONO MAMMA
PERDONO TI PROMETTO CHE TI OBBEDIRÒ E NON PARLERÒ più CON ERIKA!!!!
PERDONO, PERDONO,PERDONO, PERDONO, PERDONO.
VEDREMO disse zia Ester e ricomincio a sculacciarla : CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK,
CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK,
BASTA MAMMA TI PREGO BASTA, BASTA, TI PREGO.
Ancora una quarantina di colpi e mia zia terminò di sculacciare Floriana che piangeva e singhiozzava
Mostrando il culetto rosso e segnato, zia Ester gli ordinò,SVELTA ,IN GINOCCHIO FACCIA
AL MURO POI VEDREMO MA SCORDATI DI USCIRE PER QUESTA SETTIMANA!!!
Ora era il turno di Fabiana la zia disse: DA TE CHE SEI LA più GRANDE NON ME LO
ASPETTAVO ADESSO ANDIAMO IN GIRO A FARE LA SGUALDRINA CON I RAGAZZI
( la zia aveva sorpreso Fabiana con un ragazzo.in un portone poco distante da casa
mentre si baciava e il ragazzo la toccava nelle parti intime e sui seni) PUTTANELLA
CIAFF,CIAFF,CIAFF arrivarono puntuali i ceffoni SEI TROPPO GIOVANE PER QUESTE COSE
CIAFF,CIAFF,CIAFF TI AVEVO AVVISATO AVERE UN RAGAZZO VA BEVE MA
QUESTE SCONCEZZE NON LE PERMETTO, FABIANA SPOGLIATI IMMEDIATAMENTE
QUESTA VOLTA NON TE LA SCORDI!!!!
Mia cugina che gia aveva gli occhi rossi quando arrivai scoppio a piangere, MAMMA, NON DAVANTI
AD ENRICO TI PREGO, NON AVRAI VERGOGNA DI TUO CUGINO TI A GIA VISTA NUDA
UN SACCO DI VOLTE SPICCIATI O PEGGIO PER TE.
Esito, MAMMA TI PREGO, TI PREGO; CIAFF,CIAFF altri due ceffoni e Fabiana obbedì.
Sapeva di avere sbagliato anche perché: per uscire con il ragazzo in questione aveva lasciato a casa
Floriana e Federico, pochi istanti e Fabiana era completamente nuda per me era una visione eccitante
Molto più di prima, visto che FABIANA era ormai una donna a tutti gli effetti in quanto a misure e
Bellezza
Ero eccitatissimo e non mi accorsi che la zia era uscita dalla cucina ed era tornata tenendo in mano il
“FUET” termine dialettale per indicare una sorta di frustino che si ottiene intrecciando dei rametti di salice
strumento molto usato in campagna per gli animali ma anche per i figli.
Io non le avevo mai prese con il FUET ma la mamma ricordava che la nonna la puniva con questo
Frustino artigianale che era dolorosissimo, e prometteva di usarlo se fossi stato bocciato.
Fabiana venne fatta chinare sul tavolo la zia comincio a colpire: CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK,
CIAK, CIAK, CIAK, il frustino sibilava nell’ aria mentre Fabiana piangeva tentando di soffocare il dolore
Dei colpi solo dei sordi gemiti uscivano dalla sua bocca, ma la sua resistenza duro poco e comincio a
Implorare la madre: MAMMA PIETA’ BASTA TI PREGO PERDONO, PERDONO TI SUPPLICO
BASTA, BASTA, PERDONO, PERDONO, PERDONO, PERDONO AHI,AHI,AHI : ma la zia
Non raccoglieva le suppliche della figlia: E TROPPO TARDI PUTTANELLA QUESTO E NIENTE e
continuo a colpire, il supplizio duro almeno 15 minuti.
Fabiana ormai senza fiato e stremata dalle frustate cadde ai piedi della zia: MAMMA NON LO FARO
più NON VEDRÒ PIÙ ANDREA PERDONAMI PERDONAMI,FARO QUELLO CHE VUOI MA NON
PICCHIARMI PIÙ TI SUPPLICO MAMMA!!!!!
Io durante la punizione di Fabiana ero rimasto in un angolo dove pero era possibile vedere tutto
In particolare le intimità di Fabiana che nel dimenarsi faceva oscillare i seni sodi e torniti mentre da uno
specchio posto dietro Fabiana si vedeva li culetto che si arrossava e segnava sotto i colpi della zia
e poco sotto si vedeva il suo sesso ce si muoveva ritmicamente spinto dai movinementi che Fabiana
faceva nel vano tentativo di evitare il “FUET”,quella scena fu la cosa più eccitante che avessi mai
visto e mi eccitai moltissimo tanto che i calzoncini si gonfiarono e bagnarono spinti da una improvvisa
erezione (a tredici anni credo sia comprensibile).
Fabiana continuava ad implorare il perdono della madre, PERDONAMI, PERDONAMI FARO LA
BRAVA NO DOSOBBEDIRO più, la zia la mando faccia al muro e aggiunse CERTO CHE NON LO
FARAI PIU DOMANI ANDRAI IN COLLEGIO DA ZIA ADELE (zia Adele suora Orsolina dirigeva
Un collegio vicino Padova) CI RESTERAI FINO AL DIPLOMA! Fabiana piangeva e singhiozzava
In ginocchio e non disse nulla, mentre io che ero rimasto in disparte ad assistere alle punizioni
Di Fabiana e Floriana senza dire nulla, quando la zia si avvicino e disse: FAI IL BRAVO FINO A CHE
RESTI QUI ALTRIMENTI CE NE SONO ANCHE PER TE! Quando si accorse dei pantaloncini
bagnati e dell’erezione e partirono due schiaffi CIAFF,CIAFF SCHIFOSO NON TI VERGOGNI!
BRUTTO MAIALE TI INSEGNO IO: GIÙ I PANTALONCINI E MUTANDE , SEI SEMPRE IL
SOLITO NON SEI ANCORA ARRIVATO,E GIA DEVO PUNIRTI balbettai delle scuse ma la zia aveva
gia il cucchiaio di legno in mano abbassai i pantaloncini e le mutande tentando vane spiegazioni e scuse
Mi fece chinare sul tavolo e comincio a colpire, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK,
CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, CIAK, non ne presi
Molte ma forti e mi ritrovai in castigo assieme ai cugini tutti e quattro con il culo rosso a tirare su col naso
In ginocchio faccia al muro, cosi cominciarono le vacanze, ne presi ancora Fabiana non andò in collegio
Ma non frequentò Andrea per un po’ pero restò il suo ragazzo ed ora e suo marito strana la vita !!!!

Ciao alla prossima