Racconti di sculacciate: Epistola, parte 12
30 Marzo 2010Mia cara,
non sono stato affatto indelicato! È stata la fanciulla (dolce eufemismo) a provocarmi!
Anch’io andai in College, al Trinity per l’esattezza. In sei anni di permanenza ivi, mi frustarono una volta sola, ma- a sentire Mrs Mop- ne porto ancora i segni! Presto avrete l’occasione di vederli anche voi.
Culo nudo e non gridare: questo l’imperativo. E Mr Stump non ci andava leggero con la bacchetta! Ricordo quando frustava i miei compagni. “Giù le braghe, su la camicia!” soleva ordinare. Poi cominciava. Il minimo erano 25 colpi. Spesso ne usciva sangue.
Dorothy mi ha raccontato che capitava anche a lei. La facevano inginocchiare su una sedia, le tiravano su le gonne fin sopra il capo e la sferzavano con una sferza fatta di rami: il tutto, a suon di musica…. Ne ha prese tante, ma così tante che ora ha in odio le sculacciate… Debbo farle passare questa sua avversione! Sto manovrando in tal senso.
Mrs Mop ha accettato, finalmente, la presenza di Annie: sembra, addirittura, che le due vadano anche d’accordo!
Avrei tante cose da scrivervi, ma uno strano dolore al braccio me lo impedisce.
Il vostro dev.mo amico Robert
Mio caro amico debitore,
abbiamo una nuova domestica. Anch’essa si chiama Anna. E’ una robusta ragazza di un 18 anni circa, dalla faccia piatta e dai capelli ispidi. Rozza ed ignorante: non sa ancora rispondere a modo! Peedlee mi ha chiesto il permesso di farle assaggiare il paddle, per richiamarla al suo ruolo. Ho acconsentito volentieri. Hanno dovuto tenerla ferma in tre! Ma il suo posteriore si è arrossato tutto, profondamente. Eppure non ha pianto, gridato si ma pianto no! Né mi è sembrata migliorata di molto, dopo la punizione. Dirò a Peedlee di adoprare lo staffile, la prossima volta.
Sylvia accusa qualche fastidio a causa degli anelli. La farò visitare dalla levatrice.
Aspetto con ansia una vostra lettera.
La vostra amica creditrice.
Mia cara,
il cerusico ha detto che il dolore al braccio è trascurabile, però mi ha ordinato un salasso leggero. E’ stata mrs Mop a mettermi le sanguisughe sulla schiena. Io detesto quei viscidi animaletti! Non sopporto il loro morso. Dacchè ero ignudo e disteso sul letto, mrs Mop ne ha approfittato per darmi qualche sculaccione, ad ogni mio lamento. L’ho lasciata fare, senza reagire. Poi ella ha avuto l’ardire di baciarmi con le sue labbra laddove la siringa dei vermi aveva punto. L’ha fatto metodicamente. E’ stato durissimo, per me, mantenere la mia promessa, così come impedirle di prendere in bocca altre parti del mio corpo. Tuttavia, ho resistito alla tentazione. Adesso, il braccio, quello sinistro, va molto meglio.
il vostro amico più caro
Mia carissima,
sentite che avventura mi è capitata. Ho rinunciato definitivamente alla mia carica di giudice a favore di mr Peel: egli è sicuramente più equilibrato di me e gode della fiducia dei maggiorenti del villaggio. Però Molly la lavandaia mi ha fermato addirittura per istrada, di fronte a tutti, per dirmi che voleva parlarmi di cose importanti. Ho acconsentito a riceverla in casa. Il suo grasso corpo tremolava, mentre mi chiedeva poteva venire a lavorare da me, per la sistemazione a dimora delle piantine di croceo. Non si trattava certo del guadagno: il lavoro, faticoso alquanto, occupa una settimana e la paga è di uno scellino. “Guadagneresti molto di più a lavare i panni” le feci notare. “Si, signore, ma voi fate sculacciare le vostre lavoranti!” la sua risposta esigeva un approfondimento “Non mi dire che ti è tornato il vizio! Non ti sono bastate tutte le percosse che hai avuto? Ti hanno pure marchiato con il ferro rovente…” “Non è per questo, signore! Non è per le altre ragazze, signore. Oddio, mi vergogno a dirlo…ma…,signore, io ho bisogno di essere sculacciata! E’ come una smania che mi prende e mio marito non mi capisce…non vuole più farlo…e mica solo quello!
Quasi tutte le sere faccio il culo rosso, perdonatemi signore, ai miei figli: sapete che ne ho cinque e la più grande ha 13 anni. Poi mi infilo nel letto e lui, John mio marito, niente! Non mi sfiora nemmeno!” era diventata rossa dalla vergogna, confessandomi i suoi affari familiari. Una sola domanda le feci “Hai mai tradito John?” Ella ne fu come scandalizzata: “Certo che no!” e solo di poi aggiunse “Signore!” Molly,pur nella sua grassezza, è ancora una donna piacevole; nonostante le gravidanze, il suo corpo è ancora apprezzabile: ha superato da poco i 30 anni! Mi allettava l’idea di sculacciarla. E lo feci. La giornata era calda, mrs Mop momentaneamente assente. Tirai fuori uno scellino dalla scarsella, alla fine. Lei, altera seppur plebea, non volle accettarlo. Non avevano impresso a fondo la “M” sul suo ventre, dacchè la cicatrice era quasi scomparsa, invece mi sembravano più marcate quelle sul posteriore: quelle della fustigazione a cui l’avevo condannata insieme alla sua comare ed amasia. Il morbido posteriore rispondeva ben soffice alle mie pacche.
Mrs Mop, al suo rientro, se ne accorse subito. “Ti sei di nuovo fatto la pipì sotto!” mi apostrofò. Soltanto allora mi accorsi del leggero alone che avevo sui pantaloni, laddove vi era stato a contatto il ventre di Molly la lavandaia. Non potevo rivelare la verità, ma non potevo passare neppure come un incontinente, per l’ennesima volta. Perciò, decisi di ignorare la governante. Ella seguitò a perseguitarmi per questa faccenda, per tutto il giorno, facendomi inquietare alquanto. Sculacciai pure lei, e con violenza. Si prese la sua razione, sui vestiti, e nel rialzarsi, con uno sguardo malizioso negli occhi mi chiese “Che cosa voleva da te Molly la lavandaia?” Le risposi secco “Le ho fatto esattamente quello che testè ho fatto a te!”. “Spero che tu non sia arrivato sino alla fine! Con una lavandaia, poi…”.
Questo è quanto, mia cara. Avete visto in che ginepraio mi sono cacciato!
Il vostro sempre più amico Robert
Mon Cher Ami,
il desiderio di vedervi si è installato nel mio cuore e non l’abbandona più. Voi seguitate a raccontarmi ed io non posso contraccambiare. Qui, in campagna, la vita è talmente noiosa! Neppure più Sylvia mi da l’uzzolo di punirla. Le abbiamo tolto gli anelli: era molto rossa, sotto. Quasi pustole: la levatrice ha dovuto lavorare di coltello.
Aspetto che voi onoriate il vostro debito.
La vostra amica, sempre più….
Mia carissima,
la mia parola, come la vostra, è una sola: onorerò il debito, siatene certa! Se non fosse per questo dolore al braccio che mi tormenta ogni tanto, l’avrei gà fatto. Mrs Mop ha espresso il desiderio di andare sul continente a trovare Monika, a Parigi. Ci sto pensando: vorrei accompagnarla anch’io. Mi piacerebbe rivedere la città ma, soprattutto, riabbracciare mia nipote. Ho questionato con Dorothy: ella ricorre troppo ai servizi dello speziale. Dovrebbe farsi vedere da un medico, per questa sua stipsi cronica; invece, si rifiuta. Dice che basta un clistere ogni tanto, ma ormai è diventata pratica settimanale.
Scusatemi se devo interrompere qui, ma il dolore si è fatto più forte.
Il vostro Bob
Mia Signora,
è con sconforto che vi annuncio la morte di Robert Knees, Esq. Sono ben a conoscenza dell’amicizia che vi legava a lui. Egli fu colto da malore mercoledì scorso: arrovesciò gli occhi e si abbattè sulla scrivania. Lo mettemmo a letto e chiamammo il cerusico con prontezza. Nonostante tre salassi, il povero signore non riprese conoscenza e nella notte se ne andò. La salma è stata inumata nel sepolcro della sua famiglia, a Londra. Come da desiderio del defunto, ben poche persone sono state invitate alle esequie.
Con profondo affetto,
Adelaide Mop.