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Racconto di sculacciata con foto: Roberta

16 Marzo 2010

Oggi pubblico un racconto di Ammiratore Segreto corredato di foto: una bella idea che ha avuto il nostro caro lettore anche se mi ha costretto a lavorare non poco per pubblicarlo (e si sa che io sono un’imbranata cronica per tutto quello che riguarda il pc).
Comunque grazie ad Ammiratore e soprattutto complicementi per la bella idea! Per chi volesse cimentarsi in questa nuova forma espressiva (ehm ehm) può inviarmi al solito indirizzo sculacciata76@yahoo.it il racconto pubblicato dalle foto…

Era un giorno come tanti, anzi migliore rispetto al solito, avevo passato una bella giornata con le amiche ed avevo preso anche un bel voto a scuola. Arrivata a casa l’unica cosa che volevo fare era ascoltare un po’ di musica ad alto volume come piace a me!! Così andai in cucina salutai mamma e le dissi del bel voto che avevo preso e lei contenta mi diede due bacioni e 20 euro come regalo.

culetto sculacciato

Dopo di che andai dritta dritta in cameretta e mi misi in tenuta da casa con una canotta azzurra e una gonnellina corta e poi mi attaccai al computer per ascoltare a stecca la musica.
Mia madre tollerante per il voto che quel giorno avevo preso e con aria gentile venne da me due o tre volte a chiedermi di abbassare il volume.Ma quel giorno non avevo voglia di stare alle regole di nessuno, ero troppo euforica, infatti non appena lei usciva dalla camera rialzavo il volume al massimo.Ma dopo l’ennesima volta che lo avevo fatto sentii mia madre venire verso la mia camera urlando e sbraitando e allora cappi che mi ro messa per l’ennesima volta nei guai…Entrò in camera di botto e schiaccio il tasto di accensione del computer spegnendolo; la musica si spense di botto e io scattai in piedi urlando:
“ma che fai sei scema??”
SCIAFF lo schiaffo mi arrivò secco e forte in faccia
“ma come ti permetti signorina!! Dove diavolo pensi di essere, e come ti permetti di dire a tua madre certe cose!?!”
“Ma io..”
“ma io , ma io niente!!! Evidentemente ti sei dimenticata la buona educazione solo perché hai preso otto, ma ora te la faccio tornare io la memoria!”
Detto questo mi prese per i capelli mi tirò in piedi e mi fece appoggiare con la forza sul mio scrittoio proprio di fronte alla causa della mia ormai vicina punizione: il computer.
ragazzina sculacciata

Mi alzò la gonna eee SCIAFF SCIAFF SCIAFF iniziò a sculacciare il mio culetto, coperto solo da un perizomino giallo.
“ah!! Ahi!! Ahiaaa!! Ahhhh!!“
„Quando imparerai come si comportano le ragazze per bene ehh??”
“Scusa mamma!!”
Noo!! Scusa niente! SCIAFF SCIAFF SCIAF SCIAFF.
IO cercavi di dimenarmi e di proteggermi, ma come al solito la mamma aveva la meglio e continuava a sculacciarmi di santa ragione!!
SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF
Dopo un po’ di sculacciate mamma, dal momento che continuavo a muovermi e a non stare ferma afferrò l’elastico delle mie mutandine e le tirò giù. In quel preciso istante mi accorsi che una delle finestre presenti in camera mia era aperta; infatti ne ho due, disposte l’una di fronte all’altra .Quella vicina allo scrittoio era chiusa e coperta da una tenda blu scuro(per fortuna), ma l’altra era terribilmente spalancata e senza alcuna tenda che coprisse quello spettacolo imbarazzante, si mi trovavo al terzo piano ma avevo paura che qualcuno potesse comunque vedermi, e forse le mie paure non erano tanto infondate…
Riuscii a liberarmi, ma questo non servì a niente , infatti diedi solo a mia madre il tempo di prendere quel terribile strumento di pelle con cui mi puniva sempre. Mi riprese e dopo avermi piegata…SCIAFF SCIAFF 10 ahh SCIAFF SCIAFF 20 ahia!!! SCIAFF SCIAFF 30-40 SCIAFF SCIAFF SCIAFFF!!

culetto mamma

“Ahhh! Basta mamma ti prego!! Non lo faccio più basta!”
“ Dovevi pensarci prima mia cara!!Ora ti prendi la tua punizione come merita una ragazzina maleducata come te!” SCIAFF SCIAFF
“ahah ! no no basta! Ahh!!” SCiAFF SCIAFF SCIAFF
“ Zitta e vergognati!! Non ti vergogni alla tua età a prenderle strepitando come una bambina di 9 anni???”
“sigh! Ahah SCIAFF SCIAFF ahhh SCIAFF SCIAFF ahhhhh!!”
Mi dimenavo scalciavo strepitavo ma niente.. evidentemente il mio destino era quello di essere sculacciata come una monella!”
Di punizioni come quella ne avevo prese tante nella mia vita, ma quella era diversa, mi sentivo strana, mi sentivo osservata, ma mi dissi che era un’impressione e continuai a prendere la mia punizione cercando di fare meno chiasso possibile; ma quella sensazione persisteva, allora cercai di girarmi per guardare verso la finestra, ma non ce la feci; infatti mia madre mi tirò per i capelli e mi trascinò di traverso sulle sue ginocchia!

sculacciata dalla mamma

Sciaff SCIAFF SCIAFF SCIAFF, i colpi continuavano a cadere forti sul mio culetto tondo ed esposto SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF
Da quella posizione però, con la testa capovolta verso il basso mi accorsi che potevo guardare dietro verso la finestra aperta… e vidi qualcosa!!!
No forse era stata solo una mia impressione, ma dopo pochissimo vidi di nuovo la tenda della finestra del palazzo di fronte al mio muoversi e una mano che ne spostava leggermente il lembo, era la mano di un ragazzo.
NOOOOOOOOOO, che vergogna qualcuno mi stava vedendo mentre le prendevo sul culetto nudooo, e in più oltre all’imbarazzo della punizione c’era anche quello dato dal fatto che la mia micetta glabra e il mio buchetto erano totalmente esposti e rivolti nella direzione della finestra… ERA L’UMILIAZIONE PIU’ TOTALE.
Il mio viso aveva assunto il colore uguale a quello del mio culetto e io ero caduta in in una specie di trans prendevo quei colpi immobile e continuavo a guardare fissa verso quella finestra,… ma poi mi riebbi ricominciando a scalciare e mia mamma più arrabbiata che mai inizio ad urlare ed ad aumentare forza e velocità dei colpi!

ragazzina punita dalla mamma

SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF.
Così continuavo a subire passivamente mentre qualcuno spiava la mia punizione da bambina cattiva.
Il dolore aumentava e così io sgambettavo cercando di diminuire quell’atroce punizione, ma non solo questo non serviva a niente ma contribuiva anche ad aumentare la visione della mia fighetta allo sconosciuto.
SCIAFF CIAFF sciaff CIAFF SCIAFF CIAFF SCIAFF SCIAFF SCIAFF
Dopo tante e tante sculacciate mia madre finalmente mi lasciò andare andandosene dalla camera e lasciandomi umiliata ed esausta per terra.

Ero nuda davanti alla finestra e nonostante mi vergognassi non avevo alcuna voglia né forza di coprirmi, quindi rimasi semplicemente lì oscenamente esposta e denudata con le mutandine alle caviglie, ma non mi importava, o meglio si, ma cercavo di non farci caso, ero ancora come in trans..
Solo quando rimasi sola la tenda della finestra opposta a casa mia si aprì e finalmente lo vidi bene; era proprio un bel ragazzo, sembrava un Dio dell’antica Grecia: moro dai lineamenti fini, alto muscoloso con un fisico scolpito e potevo ben vederlo dal momento che era a petto nudo.Sentii come un calore al basso ventre quando lo vidi, lo so sarò sciocca, ma mi piaceva il fatto che fino a quel momento avevo attirato l’attenzione non di un vecchio bavoso o di un bruttone, ma di uno aitante ragazzo dal fisico statuario.
Ad un certo punto lo vidi che armeggiava con la patta dei pantaloni e di colpo tirò fuori il pene!!
Fu come uno shock per me, (sia chiaro un piacevole schok), ma non me l’aspettavo;e lui, per niente intimorito dal mio sguardo iniziò a masturbare quel suo bel pene eretto e duro.
IO mi sentivo stana, soggiogata, umiliata mentre si masturbava guardando le mie natiche rosse, ma quel mix di sensazioni non mi dispiacevano affatto, come mossa dai fili invisibili di un altrettanto invisibile marionettista mi posizionai in ginocchio a novanta con il culetto esposto e rivolto nella direzione del mio “ammiratore” (XD) con un dito sfiorai il mio fiore glabro.

ragazzina che gode dopo le sculacciate

Avvampai quando mi accorsi di essere totalmente bagnata.Piano e dolcemente cominciai a penetrarmi prima con uno e poi con due dita mentre con il palmo della mano strofinavo prima piano e poi sempre più forte il mio clitoride.
Anche lui aveva aumentato il ritmo. Appoggiato con una mano al vetro della finestra e con l’altra sappiamo dove era eccitatissimo.
Ero ormai succube di quel toccarmi in modo così voyeur davanti a lui, volevo essere sempre più eccitata, quel suo pene grosso mi stimolava enormemente, volevo essere umiliata ancora, allora mi venne in mente una cosa, una cosa che non avevo mai fatto. Senza perdere di vista il mio ammiratore mi infilai in bocca in dito medio e dopo averlo lubrificato per bene con una mossa suadente lo portai sopra al mio buchetto e dopo averlo inumidito.. spinsi. Il fastidio iniziale scomparve quasi subito sormontato dall’immensa eccitazione datami dalla mia passerina e dall’essere umiliata, così continuai col dito ad andare su e giù anche nel mio sfintere allargandolo pian piano.
Evidentemente quel mio gesto l’aveva eccitato ancora di più, infatti dopo poco venne sul vetro della finestra ed io assieme a lui raggiunsi l’apice immaginando che venisse dentro di me!
Dopo un po’ mi alzai andai alla finestra mezza nuda e con un sorriso lo guardai e poi chiusi finestra e tende.
Andai a lavarmi ma sentivo addosso ancora un po’ di eccitazione, mi sentivo una sgualdrina e una monella, avevo bisogno di una purificazione “più spirituale” ;), così a tavola mi comportai da vera bambina cattiva con mia madre e.. quella sera stessa dopo cena ero di nuovo sulle ginocchia di mia madre e il rumore delle sculacciate sul mio culetto nudo si diffondeva per tutta la casa!

Racconti di sculacciata: Chiara

22 Ottobre 2009

La nostra amica Alice ci invia un bel racconto di sculacciate: Buona lettura!

Ho il culetto che brucia. Brucia tantissimo. L’ho guardato allo specchio e fa paura per quanto è rosso, anzi viola. Mamma me lo dice sempre di guardarmelo dopo averle prese, così me lo ricordo ancora meglio come devo comportarmi.
D’altra parte, oggi, me le sono proprio cercate. In realtà era parecchio che vivevo con il terrore che mamma scoprisse questa mia marachella. All’inizio dell’anno scolastico – faccio la quinta ginnasio, una classe molto difficile – ho avuto un rifiuto per la scuola. Non avevo voglia di studiare e neanche di andare in classe tutti i giorni. Non ho mai pensato di parlarne a mamma… figuriamoci! Quella mi punisce per ogni cosa, non mi avrebbe mai permesso di cambiare scuola, restare a casa. Non ho pensato che avrei peggiorato le cose non dicendo niente. Così mi sono ritrovata a marinare la scuola per una settimana. Poi, siccome ero rimasta indietro con i compiti, ci ho messo altri giorni per recuperare e quindi, in tutto, sono mancata dieci giorni. Dato che gira l’influenza, i professori non si sono meravigliati più di tanto.
Peccato che oggi mamma ha incontrato la prof di matematica…. proprio quella che ha meno ore di tutti!! Insomma, le ha chiesto come stavo e quindi mamma ha scoperto tutto.
Quando è tornata a casa erano le cinque di pomeriggio. Io ero in camera a fare i compiti e Andrea, mio fratello, che ha diciassette anni, in soggiorno con Valerio, un suo amico e compagno di scuola che, oltre ad essere un figo da paura, è da un pochino di tempo che mi guarda in un certo modo, soprattutto quando ho i jeans aderenti. Sì, avete capito bene: mi guarda il culo!
Che mamma era arrabbiata l’ho capito da come ha sbattuto la porta.
Chiara!! – ha urlato – Vieni subito qui!
Mi sono precipitata in soggiorno con il cuore in gola. Lì, davanti ad Andrea e a Valerio, ha raccontato quello che era successo e ha annunciato che sarei stata punita in un modo che avrei ricordato per sempre. Poi mi ha spedita in camera mia.
Puoi toglierti i jeans – ha detto – tanto lo sai che sarai sculacciata!
Il viso mi è diventato rosso fuoco. La odio mamma quando fa queste cose! Adesso Valerio mi prenderà in giro a vita e lo saprà tutta la scuola che vengo sculacciata!
Ho aspettato almeno un quarto d’ora e sembrava che il tempo non passasse mai, per come ero agitata e umiliata per quello che aveva detto davanti a Valerio.
Poi, finalmente, è arrivata.
Io ero rimasta con la felpa, le mutandine di cotone bianco e i calzettoni da tennis.
Mamma si è seduta sulla sedia e ha cominciato a farmi la predica. Non sembrava neanche più arrabbiata. Era fredda e molto determinata a darmi una bella lezione.
Allora, Chiara. Tu adesso mi consegni cellulare e computer. Ti scordi di uscire per il prossimo mese e, visto che non hai capito l’importanza della scuola, come dimostra il tuo comportamento, fino a natale lavorerai al pub di fronte alla scuola.. sì, proprio quello frequentato dai tuoi compagni. Voglio che tutti ti vedano lavorare umilmente…
Mamma… .- balbetto io – ti prego..
Zitta! Non ti permettere di interrompermi. Fino a natale a lavorare, ho detto! Così capirai cosa vuol dire avere il privilegio di studiare! E ora qui!
Batte la mano sulle sue ginocchia e io mi precipito lì, come una mocciosa, sul suo grembo, a prenderle come tutte le volte che ne combino qualcuna.
Oggi, però, mamma non sembra mai soddisfatta. Me le dà con forza e me ne dà un sacco. Non le conto, ma saranno almeno una cinquantina solo prima che mi abbassi le mutandine. Poi arriva quel momento e allora io mi sento umiliata come non mai, come tutte le volte che me le dà, quello è il momento peggiore. Afferra l’elastico delle mutande e giù e il mio culetto è ancora più esposto e le prende, le prende belle forti. Io ho il viso contratto per il bruciore, ma rimango in silenzio… non sai mai detto che Valerio senta un minimo lamento. Se quel cretino di mio fratello non fa la spia può pure pensare che mamma abbia scherzato! Intanto mamma me le suona, sempre più forte. Saranno almeno duecento prima che mi faccia alzare per una prima pausa.
Aspettami qui – mi indica un punto del pavimento vicino alla sedia.
Appena chiude la porta, mi tocco il culo. Mamma mia, com’è caldo! E chissà quante ancora ne devo prendere!
Mamma torna con in mano la cucchiarella di legno. Quella fa male, fa male da morire. Stavolta mamma si siede sul letto, le gambe fuori, la cucchiarella ben stretta in mano. Mi avvicino e mi rimetto sulle sue ginocchia.
Te l’ho fatto già rosso – dice soddisfatta accarezzandomi il culetto bollente – Bene, bene. Ti brucia?
Sì, mamma – rispondo.
Bene. Questo è niente! Vedrai…
Io non dico niente.
Non rispondi? – incalza mamma
Mi dispiace, mamma.
Bene. Secondo te questa punizione la meriti o no?
La merito, mamma, la merito. Grazie.
Ma non è che, siccome la merito, fa meno male… anzi! Mamma comincia lentamente. Colpi lenti e decisi. I primi venti così. Un colpo su una natica, uno sull’altra, i primi dieci. Poi entrambe le natiche.
Voglio che ricordi questa punizione per un molto, moltissimo tempo. Pensi di poter fare quello che ti pare perché quel bastardo di tuo padre se n’è andato di casa?
No, mamma, non l’ho mai pensato…
Ah, no?
E giù altri colpi. Altri dieci, forti come prima, ma veloci, stavolta. Sono senza fiato per il bruciore. Agito le gambe, piano, per non farla arrabbiare di più. Dalla mia bocca escono solo gemiti soffocati.
- E allora cosa pensavi quando hai deciso di marinare la scuola, eh?
Non rispondo. Giù altri colpi. A quel punto la mia mente è ottenebrata dal dolore dei colpi. Quella maledetta cucchiarella fa un male terribile, insopportabile. Con una mano stringo la caviglia della mamma, l’altra mano la metto in bocca e la mordo per non urlare, ma le gambe, quelle proprio non ce la faccio a tenerle ferme.
La mamma ha il suo metodo per bloccarle. Le prende tra le sue. Così adesso sembro una vera mocciosa, con il busto su una gamba della mamma e una gamba sua sopra, a bloccarmi. E non avete idea, nessuno, tranne che l’ha passato, ha idea di quanto male fanno le sculacciate date col mestolo. Comincio a piangere, mentre mamma continua implacabile a battere sulle mie chiappe, piano, singhiozzi soffocati. Poi proprio non ce la faccio più e allora inizio a piangere più forte, come una vera mocciosa.
Maaaaamma, ti prego, basta! Fa male da moriiiiiiiiiiire!!
Così impari – dice mamma – così impari a comportarti.
E continua. Non so quante me ne dà in quella posizione. Fino a un certo punto le conto mentalmente. Duecento, duecentoventi, duecentocinquanta, circa duecentocinquanta o poco più, non lo so esattamente. So solo che, a un certo punto, quella tortura finisce.
- In piedi – urla mamma.
Io non mi reggo in piedi quando mi libera dalla morsa delle sue gambe. Mi getto in ginocchio e mi massaggio il culo con forza. Le mie mani sono fredde per l’agitazione e riesco a provare un minimo di sollievo. In quella posizione, con le mutandine alle caviglie, le mani sul culetto, in lacrime, riesco a pensare a quello che sta succedendo di sotto, a quello che starà pensando Valerio, a cosa gli avrà detto Andrea.
Brucia, eh? Brucia?- dice mamma.
Io annuisco piangendo. Mamma mi prende per mano e mi tira davanti allo specchio. Vuole che mi guardi il culetto per vedere che effetto ha avuto la punizione.
Per ora è rosso, un rosso fuoco diffuso su tutte le chiappe, soprattutto sulla parte centrale, ma anche all’attaccatura delle cosce. Devo ammettere che, in quest’ultima parte, il rosso è meno vivo.
Adesso mamma mi mette in castigo, in un angolo, sempre con le mutande alle caviglie, mani sulla testa, in ginocchio. Non mi è permesso appoggiarmi sui talloni quando sono in castigo.
Credi di aver imparato la lezione? – chiede mamma.
Sì, mamma – dico tirando su col naso.
Non lo farai più?
No, mamma, mai più.
E quindi pensi che ti siano bastate?
Ricomincio a piangere. Ho capito l’antifona. Per quanto mi abbia ridotto male il culetto, a mamma la lezione non è bastata.
Allora?
Come vuoi, mamma – rispondo.
Bene – dice lei. – Adesso stai così mezz’ora. Dieci giorni hai marinato la scuola. Dieci giorni! Questa punizione non basta… e non è finita!
Fine prima parte

Sculacciate brevi

1 Settembre 2009

Un brevissimo racconto di sculacciate che ci invia Lelle…più che altro una fantasia, lo pubblico come incoraggiamento per questa nostra lettrice!

Era un pomeriggio di Agosto arido ed io ero come al solito nella mia camera a leggere racconti di sculacciate. Mia madre non sapeva nulla di questa cosa ed erano ormai due anni che riuscivo a tenerlo nascosto… Ad un certo punto sentii un brivido per la schiena la voce squillante di mia madre:- allora è cosi che ti diverti è???(premetto che mia madre non mi ha sfiorato mai con un dito)

Brutta puttanella adesso ti faccio vedere io.

in un attimo mi scaravento sulle sue ginocchia e disse: da quanto tempo è che leggi queste porcherie io balbettando: du due anni… e lei con voce severa bene allora come punizione riceverai 2 ore di sculacciate con la spazzola io sbiancai per la paura e supplicai mia madre no ti prego perché cosa ho fatto di male ma lei sembrava impassibile per umiliarmi ancora di più mi ordino dovrai contarle una per una e se ti fermerai o perderai il conto ricomincerò… mi sollevo la gonnella e mi abbasso gli slip e comincio 1 grazie mamma colpiscimi più forte 2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15 le due ore passavano lente e dolorose mi vedevo dallo specchio che ormai stavano uscendo gocce di sangue arrivammo a 1000 e poi smise io ero in lacrime e mi ordino di mettermi con la faccia al muro è che stasera mio padre mi avrebbe dato una ripassata esemplare. Alle 20:00 in punto arrivo mio padre e mia madre gli raccontò l’accaduto lui salendo in camera mi disse: rimani nuda. Io no papà sei scemo!!!! detto queste parole mi strappo i vestiti di dosso e mi lego alla spalliera del letto e con la cinghia mi diede circa un’ora di cinghiate 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10 veloci senza un attimo di respiro senza pietà non riconoscevo più mio padre era un mostro. infatti alle 21:30 mi disse domani e dopodomani rimarrai a digiuno è dovrai fare tutto in camera tua non voglio sentirti per nessun motivo al mondo e mi lasciarono da sola in lacrime. Il giorno dopo quando pensavo che tutto era finito busso mia madre naturalmente era tutto un “casino” e lei a e così che ci ringrazi per averti lasciato in pace riducendo la tua camera in un porcile io ma mamma e lei mamma un corno adesso vieni qui che ti levo la pelle a suon di sculacciate non so quante me ne diete perché ormai il dolore era troppo intenso e dopo non so quanto le sue freddissime parole adesso vai in castigo. Io mi sentivo sola come se nessuno mi capiva ormai ma questo era solo l’inizio

Racconto di sculacciate: Sculacciate doppie

22 Agosto 2009

M. ci invia questo racconto di sculacciate, il suo primo racconto.
Buona lettura!

“Avevo all’incirca diciotto anni, era agosto e la mia mamma si era organizzata con la mamma di Lorenzo perché quest’ultima mi portasse inisieme a loro al mare.
Lorenzo è un ragazzino simpatico e carino. La mamma, invece, mi spaventava parecchio perché in qualche occasione l’avevo vista abbassare le mutandine a suo figlio e sculacciarlo, ed anche ora che lui aveva 16 anni lei non aveva smesso.
Lorenzo mi piaceva molto però, perciò accettai di andare al mare con quella donna, che, bella e forte, mi metteva molta paura.

Arrivati al mare io e Lorenzo ci spogliammo e ci avvicinnammo al mare per fare il bagno.
Sua mamma ci avvertì di non allontanarci troppo dalla riva ma noi incoscenti ed eccitati per essere lì insieme con pochi vestiti addosso nemmeno l’ascoltammo e facemmo a lungo il bagno sfidandoci di arrivere fino alla boa galleggiante. Lorenzo aveva un fisico bellissimo, e credo che le dure sculacciate della mamma gli avessero reso il fondoschiena sodo e bello.
Io ero un sedicenne disarmante, nell’ultimo anno il seno mi era cresciuto non poco, ed ero sempre stata magrolina ma alta.

Erano i primi approcci con l’altro sesso…e solo essere lì con Lorenzo in bikini mi faceva avvampare.

Usciti dall’acqua Lorenzo voleva giocare a volley e io l’avrei seguito volentieri ma sua mamma ci precedette.
Ci prese per un braccio, me con la sinistra e Lorenzo con la destra e ci disse che siccome non avevamo perso tempo a disubbidilre lei no avrebbe perso tempo a punirci come meritavamo.

Mia mamma non mi aveva mai sculacciata, nemmeno mio padre lo aveva mai fatto e io ignoravo sinceramente quanto crudele fosse quel rituale.
Simona, la mamma di Lorenzo, non si preoccupò nemmeno di cercare un posto nascosto ma lì davanti a tutti annunciò la nostra sculacciata.

Io ero terrorrizzata, Lorenzo mi guardava con compassione, la prima punizione è sempre la più dura.
La signora iniziò da me, mi prese per un braccio e mi pose sulle sue ginocchia, mi spinse il costume nelle natiche lasciando i miei glutei abbastanza scoperti.
Capite le sue intenzioni, non resistedo tentai di alzarmi ma lei decisa mi blocco la schiena e mi diede velocemente senza che io potessi muovermi nemmeno, 20 sculaccioni veloci e molto duri.

Piangevo imbarazzata mentre intorno a noi si accalcavano i passanti che ridevano, commentavano e sembravano stupiti.

Approfittai di un momento di pausa e di confuione, e nonostante il mio volto e il mio sedere fossero rossi per la vergogna di essere sculacciata a sedici anni in pubblico e per gli schiaffi presi, mi svincolai dalla presa i Simona e iniziai a scappare. La fugga non durò molto, uno dei presenti, infatti, era già scattato verso di me e mi aveva riacciufato.

Che vergogna! Simona mi tirò giù il costumino, davanti a tutti i presenti e non contenta sciolse anche la parte di sopra.
Nuda mi riposizionò sulle sue ginocchia,e mi allargò le gambe lasciando vedere il mio pube a tutti.
Te lo sei meritato, diceva sculacciandomi.

Mi diede 100 sculaccioni, ad ogni sculaccione io urlavo e piangevo. Mi dimenavo senza pudore davanti a tutti scalciando e gemendo.
La supplicavo di smettere, la pregavo giurando che non le avrei più disubidito.
Ma Simona arrivò a 100.
Senza pietà poi mi obbligo ad alzarmi e mi fece posizionare, nuda com’ero, più in là per essistere all punizione del figlio.
Lorenzo, del quale mi ero dimeticata, aveva guardato tutta la punizione.
Ed ora mi guardava nuda, visto che ero costretta a tenere le mani lungo i fianchi, atrimenti Simona avrebbe ricominciato.
Divenni se possibile ancora più rossa.

La mamma non andò per il sottile nemmeno con lui, lo afferrò e subito gli abbassò il costume lasciandolo completamente nudo.
Potevo vedre il suo pisellino che evidentemente eccitato dalla mia punizione era dritto.
Lorenzo provò a nasconderlo con le mani ma la mamma lo obbligò a togliere le mani e a mostrarlo a tutti.

Poi se lo mise sulle gnocchia e cominciò la sculacciata più dura che avessi mai visto…
Lorenzo gemeva mentre la mamma lo sculacciava a mani nude…ricordo il rumore dei colpi sul suo bel sedere, ricordo il rossore al 50esimo schiaffo, a da gande uomo Lorenzo non versò nemmeno una lacrima.

Poi la mamma lo fece mettere a novata gradi con le mani su una sedia e chiese ad uno dei passanti la cinta in prestito.
“Oggi piangerai” annunciò la mamma.
Lorenzo sospirò, la cinturà batte un colpo in aria e poi il povero sederino di Lorenzo che rosso si apprestava a prendere altri colpi.
“Anzi, adesso li conterai tu stesso, se sbagli e ti fermi ricomincerò da capo”
Lorenzo non voleva cedere davanti a tutta quella gente.
Si rifiutò.
“Bene, volevo dartene 60, siamo a 120 e finché non conterai lì raddoppierò sempre. Allora, conti?”
Lorenzo disse di no ancora un volta e quando la mamma gli annunciò che i colpi sarebbero divenati 240, lui abbasso lo sguardo e accetto di contarli”
Io vedevo Lorenzo sculacciato dalla mamma, con le gambe tremanti, le lacrime che oramai scedevano copiose e il sederino rossissimo.
Era quasi alla fine dei colpi annunciati…
Quello che mi eccitava di più era il pisellino nudo di Lorenzo che così tante volte avrei voluto vedere.
Cercando di non farmi vedere misi una mano tra le cosce e inizai a strofinarmi….
Lorenzo prendeva gli sculaccioni, il suo pisellino dritto oscillava……
….

Non riuscivo a smettere, tutta la scena era troppo eccitante.
E fu proprio per colpa di quell’eccitazione che non osservai gli occhi di Simona puntarsi su di me.
La punizione non sarebbe finita così, lo sapevo.
***

Racconti di sculacciata in famiglia: Nel culetto

24 Giugno 2009

Un nostro nuovo lettore Anonimo65, ci invia la storia di una dura punizione in famiglia.
Ringrazio di cuore Anonimo65 per il racconto e invito chiunque voglia contribuire a scrivere a sculacciata76@yahoo.it

Da anonimo 65
Salve a tutti,mi chiamo Sonia, ho 24 anni, ma gli episodi che vi racconto risalgono a molti anni fa. Ero a quei tempi una ragazzina molto carina, non molto alta, con una seconda di seno ,ma con un culetto molto sporgente che faceva sempre furore tra i maschietti.
Il mio rendimento scolastico non brillava,passavo i miei pomeriggi chiusa in camera a fantasticare sul futuro, e non mancavano i momenti di intimità con me stessa, col mio corpo da donna ma acerbo da 18enne. Proprio una di queste volte mentre mi dilettavo a darmi piacere da sola, lasciai inavvertitamente la porta senza giri di chiave. Proprio quel pomeriggio mia madre sentì i mugoli provenire dalla mia camera e si avvicinò alla mia camera, una volta che ebbe capito la provenienza spalancò la porta e vide quella scena per lei cosi peccaminosa e riprovevole. La sua educazione ferrea e i mille tabù nella quale crebbe non le permettevano di comprendere la masturbazione, ne quant’altro fosse collegabile alla perversione o comunque al piacere. Quella visione la turbò parecchio e dopo che mi ricomposi lei esordì:” sei un disonore per la mia moralità, ma vedrò di farti redimere, aspetta qui, torno subito”.
Non passarono più di 5 minuti quando la vidi tornare con in mano il battipanni, e la spazzola per i capelli, allora lei disse: “distenditi sul letto, niente calze, niente reggiseno, niente mutandine, metti solo un cuscino sotto lo stomaco e mostra bene il sedere, vedrò di punirti il più possibile in attesa di papà, non manca tra un ora sarà qui e andrà su tutte le furie quando saprà di te e di come passi il tempo anziché studiare”.
Mi sistemai pancia in giù, spinsi verso l alto il sedere e mia madre, guardava e studiava come darmele,era furiosa ma cercava di stare calma il più possibile celando il suo disprezzo per me. Si mise accanto a me e iniziò con la mano a sculacciarmi sonoramente con colpi lenti, che all’inizio non erano molto dolorosi ma dopo una scarica molto violente iniziai a sentire il dolore, allora mia madre si fermò e mi disse:”sei pentita di ciò che hai fatto”? io risposi di si,allora mia madre disse: lo spero per te, ma ho solo iniziato, alza bene il culo!! Inizio a picchiare molto forte con la spazzola, dalla parte piatta del legno, colpi decisi e a brevi intervalli, il mio sedere doleva e penso doveva essere molto rosso, se non bluastro per i lividi. Ogni tanto mamma si fermava e accarezzava le natiche per sentire se il sedere si era riscaldato abbastanza, scosse il capo come a per dire “non ci siamo” allora mi disse:”inizio col battipanni, ti farò strillare molto e penso di farlo fino all’arrivo di tuo padre”, inizio a colpire almeno 400 colpi ben assestati con forza e a intervalli brevissimi, i miei pianti non la fecero commuovere. Lei mi disse:”so che fa male ma cerco di colpire sempre lo stesso punto perche sto cercando di lacerare un po’ la pelle del culo, ma non ci riesco, poi chiedo a tuo padre vediamo se ci riesce lui con la fibbia.” Continuò sempre a ritmi vertiginosi per diversi minuti,oramai il sedere era infuocato e poi era tutto un unico dolore, partiva dall’alto fino all’attaccatura delle cosce,infatti il battipanni essendo molto largo colpiva tutto o quasi il sedere e anche le cosce, provocando questa sensazione di dolore diffuso e costante.
Dopo qualche minuto dalle sue parole arrivo mio padre, all’udire il suono della porta che si chiude mia madre fugge dalla mia camera e va incontro a mio padre, gli spiega di me, del fatto che mi masturbavo e del fatto che aveva iniziato a punirmi,ma che secondo lei non aveva fatto abbastanza, quando invece mi aveva dato una quantità immensa di botte.
Allora salirono insieme, mi vergognavo da morire a mostrarmi nuda a mio padre, e mi coprii col lenzuolo, mia madre allora venne da me e mi disse: dopo cio che hai fatto l’unica cosa di cui ti vergogni è mostrarti nuda a papà??che schifo!! Dai su togli il lenzuolo e mettiti a 90 gradi, speriamo che la cinghia ti faccia ragionare!” allora mio padre disse:”non temere la faro ragionare io, con le buone o con le cattive. Non vi dico quanto feci disperare i miei, di certo non ero felice e non volli mettermi in posizione, mia madre aiutò mio padre e mi tenne le mani ferme, lui mi fece mettere in ginocchio sul letto, di tolse la cintura la arrotolò attorno alla mano e mi disse:”sono costretto a metterla in due,è troppo grave ciò che hai fatto a tua madre, farla stare così male solo perché devi darti piacere…ma basta con le chiacchiere iniziamo”. Si mise a distanza di 50 cm dal mio culo e inizio a fendere l’aria con colpi potenti e sicuri,che ben presto diventarono un tormento, il dolore era continuo a fitte in tutto il sedere, poi mio padre inizio a cinghiarmi le cosce e la schiena almeno un 160 colpi, avevo dolore dappertutto, nel frattempo mia madre piangeva per il mio comportamento da svergognata, e sgualdrina priva di ogni pudore e rispetto. Il pianto di mamma aggravava la situazione perché mio padre cercava di farla risollevare punendomi forte. Era trascorsa una mezz’ora dall’ inizio della punizione, quando mio padre si fermò e iniziò a controllare lo stato della mia pelle, a tratti segnata a tratti tumefatta,e a tratti coperta da un pò di sangue dovuto a qualche fibbiata. Accarezzava i miei glutei, le cosce, la schiena, ma poi iniziò ad andare nelle mie parti intime, frugando a fondo fra le labbra della vagina a tutto ciò assisteva mia madre senza dire nulla, lei acconsentiva la qualunque all’uomo di casa. Non disse nulla neanche quando mio padre iniziò a insistere con le carezze, lui era il padrone poteva fare tutto, proprio tutto. Lasciò la mia fighetta per iniziare a toccare il mio culetto,fino ad arrivare al buchino, iniziò piano piano a fare un po di pressione e io inizia a ribellarmi con i miei,ma non mi davano ascolto. A mio padre piaceva il mio culo, stava li a indugiare sul buchino e mamma guardava in silenzio, ma all’improvviso come presa da non so che, disse a mio padre: faglielo!!! Non capivo o facevo finta di non capire ciò che avevo udito,e neanche mio padre ci credeva e disse a mia madre:cosA?!!? “quello che hai sentito :ti sto chiedendo di stuprare nostra figlia, di violentarla nel culo a sangue!!! Pensai: mia madre così pudica usare parole del genere!! L’avevo fatta grossa la sua rabbia le impediva di ragionare. Esortava mio padre nel fare ciò che lei gli aveva chiesto, lui dapprima era titubante ma dopo diverse volte che mia madre glielo chiedeva lui acconsentì. Mamma mi legò le mani con la cintura e mi disse:”adesso tuo papà ti farà molto male, la violenza sessuale fa sempre male,ma nel culetto è tremendo, una vera e propria tortura, mi spiace ma dobbiamo farlo nel tuo interesse, ne va la tua vita. Mio padre aveva già al solo pensiero una eccitazione evidente con una erezione monumentale, aiutata da mia madre che infondo non disdegnava il membro maschile in mano. Quando il cazzo fu ben duro, la mamma fece segno a papà di porsi dietro di me, allora la mamma prese un fazzoletto e mi asciugò per bene il culetto, perché niente doveva agevolare la penetrazione ne olio ne sapone e neanche la saliva,era una pratica molto dolorosa e la mamma lo sapeva e me lo ripeteva di continuo, mettendomi paura, certamente lei sapeva che li ero vergine e che ero molto stretta. Quando papà fu pronto mamma mi prese le chiappe e le tirò verso i lati all’inverosimile provocando già dolore e appena dissi:ahi!! Lei disse aspetta un attimo e urlerai come un’ossessa. Papà appoggiò la grossissima capella al buchino e inizio e spingere con forza mentre mamma allargava sempre più il mio culo ma non ebbi il tempo di abituarmi alla capella che papà con un colpo di reni mi ruppe letteralmente il culo, pensai che ero morte talmente il dolore mi squassava, ma non bastò a mio padre che lo tirò fuori e lo cacciò dentro d’un colpo incurante del sangue e del mio dolore, mamma lo incitava, forza rompile il culo, più forte dalle due colpi di reni decisi e così siamo sicuri che si fa male, come se non bastasse. Papà ubbidì lo tirò ancora fuori e lo rimise dentro riaccendendo il dolore tremendo e spingeva fino in fiondo nel culo stretto e sanguinante, mamma mi diceva:lo senti papà dentro di te??? Fa male??? Su da brava fatti galoppare da papà, e stringi bene il culo,lo sentirai meglio. Quando papà venne dentro di me la mamma disse”da oggi papà è il tuo uomo quando avrai voglia anziché chiuderti in camera chiederai a lui di soddisfarti e lui ti farà il culetto a sangue come ora, e quèsto succederà ogni giorno che trascorrerai a casa con noi.
Adesso abito ancora con i miei e ogni giorno quando papà torna dal lavoro,viene in camera con mamma e mi fanno sanguinare a lungo il culo, a volte quando piango troppo dopo il rapporto anale, papà mi passa con la cinghia le cosce e la schiena, 100 con il cuoio e 70 con la fibbia di metallo,cosi come piace alla mamma. Ciao a tutti

Racconti di sculacciata: Nadine sculacciata in famiglia

29 Aprile 2009

La nostra amica Nadine ci regala questo bel racconto di sculacciate…a voi il piacere della lettura!

Ciao a tutti oggi vi racconto una storia che ha dell’incredibile, tre giorni fa mia madre scopre per caso che la mia cucciola mi sculaccia, e che capita dopo faccio una mega cavolata e vengo per la prima volta sculacciata sia da lei che dal mio papy, incredibile davvero i casi della vita, comunque adesso vi racconterò tutto dall’inizio.

Mercoledì 22

Torno a casa da mamy perché gli avevo promesso che avrei cenato da lei , arrivo verso le 20 dal mio lavoro la saluto di corsa e corro in bagno, una volta li mi spoglio ed entro in vasca, mentre mi alzo e mi sciacquo e mi libero dallo stress del lavoro sento aprire la porta e vedo entrare mia madre, vedo che fa per mettere delle camicette nei panni sporchi quando il suo sguardo si fa impaurito e mi guarda- ma che ti ha fatto amore ?- io la guardo all’inizio non connetto le due cose quindi chiedo – perché cosa c’è?- lei mi indica il sedere io mi giro e lo guardo con mio terrore notai i segni delle dolci manine della mia padroncina, cominciai a balbettare qualcosa senza senso cercando nella mente una scusa da dirle al volo, mentre cercavo questa scusa sentii la mano di mamy toccarmi il sedere poi allarmata – piccola vieni picchiata da Erika? Quella stronza adesso ci parlo io- io impaurita che la cosa potesse in qualche modo far rompere il rapporto fra me e la mia padroncina – mamy ferma sono giochi erotici non lo fa con cattiveria- lei si fermò quasi incredula poi iniziò a ridere un’espressione di stupore si affacciò sul mio viso già rigato dalle prime lacrime di paura , lei indicandomi – non dirmi che siete una di quelle coppiette che fanno certe cose?- io imbarazzata abbassai lo sguardo e con voce lieve – ma mamma cosa dici? E solo che prima e nata come cosa seria- feci un leggera pausa poi ricominciai- seria nel senso che quando facevo qualcosa a scuola mi sculacciava, poi da lì e passato ad essere un gioco erotico a volte e di punizione altre- lei guardandomi scosse il capo ridendo – quindi ti sculacciava a scuola ?- io mi limitai ad annuire -ma lo faceva per giusti motivi e mai troppo severamente vero?- io annuii di nuovo – e cosi che ti sei innamorata di lei?- io la guardai e sorridendo – si diciamo che e iniziato cosi ma poi e stato come sai grazie al suo carattere dolcissimo e a tutte le attenzioni che mi da se mi sono innamorata cosi di lei- lei sorrise e scherzando – bene vorrà dire che se farai la cattiva sarai sculacciata – rise e andò via.
La sera stessa ne parlai con Erika che sembro molto tranquilla e per niente turbata dalla faccenda, si limitò a dire- se lo ha accettato va bene no?- mi diede una carezza sulla guancia e poi si fece altro.

Venerdì 24

la sera fatidica, la sera dovevo andare con Erika dalla mia mamy per cenare insieme, dato che l’indomani sarebbe stata festa e io e lei non si lavorava, dopo la cena si doveva dormire sempre lì che poi l’indomani avevamo a pranzo i miei nonni materni i miei zii e i miei due cugini Fabio e Laura , il pomeriggio però veniamo chiamate da Giovanna una mia amica la quale mi dice – Nadine Giada fa una festa per il suo comple venite te e Erika?- io scordandomi completamente la cena insieme a Erika ( pure lei distratta come nessun’altra uguale a me infatti quando gli dici qualcosa e lei ti risponde si si senza prolungare il discorso state pure certi che quella cosa non la farà mai ) insomma si va alla festa lasciando i cell a casa, tanto con il casino della festa il cellulare era praticamente inutile, alla festa tutto bene si mangia si ride si spettegola delle amiche e dei vari colleghi/e del lavoro, poi al nostro ritorno ( rintronate anche se non ubriache ) ci si spoglia modello zombie lasciando i vestiti strascicati dal corridoio alla camera ci si butta sul lettone, appena ci si stende sento il telefono guardo la sveglia sul comodino , non riesco a vederla dato che era buio sbuffo irritata allungo la mano e pigio il bottone della luce della sveglia, cavolo le 3:40 dentro di me penso sarà successo qualcosa corro verso il telefono picchiando a destra e a manca e rispondo, come alzo il telefono sento la voce di mia madre disperata – nadine allora sei lì ma dove eravate finite eravamo tutti preoccupati- io ripenso al perché fosse cosi preoccupata e mi torna in mente la scena di me che saluto mamy dicendo ci si vede domani a cena, sbianco di riflesso guardo il cell sul tavolo al fianco del telefono di casa e con mio rammarico leggo un’infinità di chiamate perse, cerco subito di trovare una spiegazione decido di dire la verità – scusa mamma e solo che ci hanno invitate ad una festa e mi sono completamente dimenticata della cena- sentii mia madre cadere in un pianto di rassicurazione sospirò poi con voce alta – sei irresponsabile, non sai quanto ci hai fatto preoccupare, siamo stati all’ospedale abbiamo chiamato la polizia, per non contare il fatto che quasi tutti i nostri parenti si sono allertati e si sono messi a cercarti- io capendo di averla combinata davvero grossa – scusa mamy non succederà più- mia madre presa dalla rabbia – domani quando verrai qui vedrai che ti farò capire per bene cosa hai combinato, e non sarà come riceverle da Erika e anzi è fortunata che non sia mia figlia senno vedevi che culo rosso facevo anche a lei- io balbettando – ma mamy non mi hai mai nemmeno schiaffeggiata non puoi chiudere un occhio? E la prima volta che succede una cosa simile e giuro sarà l’ultima – le mie suppliche non servirono a nulla mia madre con tono severo – niente storie domani quando verrai a pranzo da noi ne buscherai come si deve, fa più male a me che a te lo sai ma lo meriti e dato che ne prendi dalla tua fidanzata domani ne prenderai da me che sono tua madre capito? E non fiatare nemmeno adesso vai a dormire e fatti un esame di coscienza disgraziata, a domani adesso chiamo tutti e dico che stai bene – sospirando mentre io ormai ero in lacrime – guarda come mi devo vergognare per colpa tua – detto ciò attaccò, nel frattempo arrivò anche la mia dolce cucciola che vedendomi in ginocchio in lacrime con il telefono ancora nella mano corse da me e mi abbracciò – cosa e successo amore?- io piangendo – mi sono scordata della cena di stasera e senza avvertire ne nulla sono andata alla festa della mia amica con te- mi lasciai andare in un pianto disperato nelle sue braccia, lei si limito a chiedermi scusa perché era anche colpa sua , dopo ciò si andò a letto aspettando l’indomani.

Sabato 25

E fu cosi che arrivo il giorno fatidico, praticamente avevo passato la notte in bianco avvolta da rimorsi e paura,erano le 9 quando sentii il telefono squillare, corsi a prenderlo e vidi il nome di mia madre sul display, mi mancò per un attimo il respiro poi facendomi coraggio risposi – ciao mamma- la voce di mia madre sembrava calma , mi disse di andare da lei alle 10 cosi mi avrebbe punita senza che i nostri parenti potessero assistere alla punizione, mi preparai portandomi un cambio per il dopo e vestendomi con jeans e maglietta per il prima.
Arrivarono le 10 suonai alla porta imbarazzata e impaurita, mia madre aprì la porta e appena mi vide mi abbracciò io mi strinsi a lei e scoppiai a piangere, lei mi portò dentro e sedendosi sul divano del salotto mi lasciò sfogare senza dire nulla accarezzandomi i capelli, non appena finii alzai lo sguardo triste verso mia madre, lei con aria seria – ci hai fatto preoccupare tutti sai? Avevamo chiamato la polizia e tutti noi siamo andati a cercarti da per tutto fino alle tre e mezzo- io abbassando lo sguardo – scusa ma ci eravamo completamente scordate della cena- lei con sguardo rammaricato e arrabbiato ( probabilmente anche delusa dal fatto che mi ero scordata di andare a cenare da lei ) - come si fa a scordare di andare a cena dalla propria madre? Poi senza avvertire nessuno senza avere il cellulare dietro non leggi i giornali? Ogni settimana violentano una ragazza o succede un incidente mortale– stringendo le mie mani e giocherellando con le dita – ma mami non succederebbe mai una cosa simile a me, poi una alla settimana esagerata e già un po’ che non succede- lei crucciando ancora di più lo sguardo – che c’è ho sbagliato a essere in pena per te? Magari sarà anche esagerata la mia preoccupazione però quando ho visto che non sei venuta a cena ti ho subito telefonato, a casa non c’eri sul cell nemmeno il bar era chiuso mi sono preoccupata da morire piccola- io annuii – scusami mamma accetterò la punizione senza fiatare – imbarazzata proseguii – anche perché la merito davvero- lei facendo una risata sarcastica – almeno sei onesta sai che farà più male a me che a te come ti ho detto ieri ma te la darò comunque – io annui senza dire nulla, lei proseguì – poi verso le 14 verrà tuo padre dopo che ha saputo che ti eri dimenticata la cena e che ci avevi fatto tribolare cosi mi ha chiesto cosa avrei fatto, così gli ho detto che ne avresti buscate e ha detto che alle 14 verrà e ti darà una dose di sculacciate extra - io subito arrabbiata – ma mamma e già severa la sculacciata che mi darai te non può bastare? - lei alzando leggermente la voce ( che per mia madre e come urlare) – decidiamo noi cosa basta per te, avevi a pensarci ieri sera invece di fare come cavolo ti pareva fregandotene di tutto- io alzando la voce – ti ho già detto che mi ero scordata e non ho fatto apposta – lei mi fece alzare e indicò la porta – allora se la pensi cosi e che la punizione non sia giusta dopo che mi hai fatta stare più di sette ore in apprensione senza sapere come stava mia figlia o almeno sapere dove fosse vai via di qua ci si vedrà appena crescerai- io deglutii senza sapere cosa rispondere poi abbracciandola nuovamente – va bene mamma andiamo di là- lei mi accarezzò i capelli -bene vai e aspettami sul tuo letto, intanto levati i jeans e le mutandine – io annuii e andai in camera.
Dopo essermi spogliata mi sedetti sul mio vecchio letto, guardando intorno a me provai malinconia a vedere la mia stanza dove avevo passato tanti anni, ma soprattutto guardandola adesso mi faceva ricordare la mia adolescenza ormai passata, ma non ebbi molto tempo per pensare infatti vidi entrare mia madre con sguardo severo( sapevo che lo stava facendo per mantenere il controllo della situazione ) in mano aveva la sua spazzola larga di legno, io deglutii spaventata alla vista di essa, alzando una mano la indicai e balbettando con voce basa e stupita – non vorrai mica usare quella?- mia mamma senza dire nulla la posò sul letto poi andando al mio stereo lo accese, partì il cd di avril lavigne alla traccia a cui lo avevo lasciato l’ultima volta che ero stata lì, alzò il volume non tanto per non creare disturbo ai vicini ma quel tanto perché i colpi non si sentissero, poi si diresse verso di me io mi alzai e appena lei si mise a sedere sul letto mi posizionai sulle sue ginocchia, lei aggiustò il mio corpo in modo che potesse colpire per bene il mio sedere, non ci credevo stavo per ricevere la prima sculacciata di mia madre, stranamente non provai l’eccitazione che di solito mi prende durante queste situazioni anzi una sensazione quasi di paura mi avvolse, mia madre schiarendosi la voce – bene nadine inizierò a sculacciarti a mani nude poi userò la spazzola- io con voce da bambina cercando di fargli compassione – ma devi proprio usarla?- lei senza nemmeno un attimo di intervallo fra la mia domanda e la sua risposta – si devo- io non dissi nulla alzai lo sguardo e guardai davanti a me la scrivania, puntai le punte dei piedi e misi le mani in maniera di non perdere l’equilibrio durante la sculacciata ( cosa che mie già successa due o tre volte fra le risate mie e della mia padroncina) mia madre alzò il braccio e ciaff ci fu un attimo di silenzio, con mia grande sorpresa avevo appena intuito che era inesperta, mi venne da ridere ma mi fermai perché non era giusto nei suoi confronti poi arrivo il secondo anch’esso privo della forza e del modo in cui dovrebbe essere assestato, anche mia madre comprese che non andava bene si fermò per un 5 secondi senza dire nulla e trastullandosi con le mie chiappette facendo finta di controllarle dopo i primi due colpi, poi sentii che rialzò il braccio e ciaff, dopo la quindicesima sculacciata capii il metodo e da quella in poi furono dolori per me, cominciò a sculacciarmi sempre più velocemente e in maniera forte e decisa, il mio sedere si faceva sempre più rosso ad ogni colpo dopo pochi minuti di sculacciate si fermò, io in lacrime cercai di raggiungere le mie natiche dolenti, ma lei mi allontanò la mano -bene nadine adesso userò la spazzola sei pronta? Io annuii il mio sedere mi doleva già molto dopo quelle sculacciate, a ripensarci adesso mi avrà dato almeno 130 sculaccioni a mani nude.
Mi posizionò di nuovo poi alzò la spazzola e ciack ma invece di colpirmi col piatto preciso mi prese col taglio e gli sfuggì la spazzola di mano io la guardai, era chiaramente in imbarazzo io non dissi nulla e la raccolsi, poi porgendogliela – ecco mamma devi tenerla stretta e picchiarla col piatto- lei facendo la voce grossa – stai zitta lo so benissimo come usarla e adesso lo vedrai – iniziò a colpirmi, aveva capito perfettamente come fare e le mie urla di dolore ne erano le prove, me ne diede circa 100 poi si fermò- alzati adesso- io mi alzai e come mi è stato insegnato dalla mia padroncina andai all’angolo mani dietro la testa – mia madre che non si aspettava tale cosa fece finta di nulla e con voce sempre alterata – bene stai lì 10 minuti poi vieni ad aiutarmi a preparare il pranzo- detto ciò uscì dalla stanza lasciandomi me li dolorante e in lacrime, era stata molto severa e mi faceva male il sedere da morire, cacchio pensai non ci ha messo molto a imparare che maleeeeee, questi furono i miei primi pensieri.
Passarono i 10 minuti io scesi solo con le mutandine ( ed era già stato doloroso mettere quelle) mia madre tirò un’occhiata al sedere poi mi guardò – allora come ti sta il sedere?- io abbassando lo sguardo – mi fa male da morire- lei sorridendo – non e come prenderle per gioco e – io scossi il capo – no sei stata molto severa- lei un po’ preoccupata credendo di aver esagerato – dovevo esserla senno non ti sarebbe servita a niente come punizione- io annuii e cominciai a preparare il pranzo.
Il pranzo passò beato, chiaramente nel mentre e prima di esso i miei parenti mi fecero tutti una bella ramanzina ( a dire la verità la cosa mi rompeva quasi più della sculacciata eh eh ) menomale che poi l’attenzione si sviò sulla relazione mia e di Erika almeno si proseguì senza altri inutili commenti e brontoli, anche perché dopo l’ennesimo ci hai fatto preoccupare tutti stavo per arrabbiarmi e infatti stavo per mandarli a quel paese, ma purtroppo per me ero dalla parte del torto e quindi mi limitai a scusarmi a dovere e dire che mamy aveva già provveduto a far si che non succeda un’altra volta.
Arrivarono le due e mezza quasi quando il campanello suonò, il mio cuore mi andò in gola cercai una scusa per andare via ma la mia mamy mi disse – tesoro vai ad aprire la porta che e tuo padre- a quel commento il mio nonno chiese- perché e qua?- mia madre girandosi mentre puliva i piatti – nulla e venuto per punire nadine- il nonno cercando di salvarmi – ma non credi sia il caso di finirla con le sculacciate poverina mi sembra già addolorata- i miei occhi brillarono guardando il suo gesto altruistico pieno di amore ma le campane che suonavano a festa intorno a me smisero di suonare alla risposta di mia madre – no non credo proprio e giusto che prenda la seconda dose di sculacciate- la mia cuginetta di 7 anni che adoro si fece scappare – poverina- mia madre la fulminò con lo sguardo e lei si mise di nuovo a guardare la TV di cucina evitando ulteriori sguardi di mia madre.
Risposi ed aprii a mio padre, la sua aria era molto severa mi guardò e mi tiro un ceffone ( non forte ma abbastanza da farmi girare il volto ) io mi toccai la guancia colpita e rimasi come impietrita a quel gesto, la mia cucciola si alzò di scatto e tirò un violento ceffone a mio padre e urlò – come si permette di colpirla sul viso senza nemmeno salutarla si vergogni, io me ne vado ci si vede dopo amore – detto questo se ne andò infuriata sbattendo la porta, i miei famigliari cominciarono a barbottare fra di loro mio padre si tocco la guancia e assunse un’aria leggermente contrariata- ha ragione scusami ma ero furibondo non dovevo colpirti sul viso- io abbassai solamente lo sguardo senza dire niente , mio padre tornando ad un’aria seria urlò – come ti sei permessa di fare una cosa simile- dopo una serie di brontoli e di mie scuse ( che non sto a trascrivere perché vi annoierei soltanto) -adesso vieni di la che ti insegno io a stare al mondo – detto ciò mi trascinò in salotto adesso in dosso avevo un vestito celeste lungo fino a metà coscia ( i classici vestiti eleganti ma non troppo ) molto leggero mi indico il divano io guardandolo – non potresti accendere la TV e chiudere la porta? Non mi va che i miei parenti vedano la mia punizione, anche perché c’è l mia cuginetta e non vorrei- mio padre sbuffò e andò alla porta a chiuderla poi si avvicino alla TV e mise all music dopo mi guardò scocciato -poggia le mani al divano avanti- io ormai arresa all’idea di prendere la sculacciata poggiai i palmi delle mani al divano e assunsi la classica posizione piegata in avanti col culetto all’insù.
Mio padre venne dietro di me e mi tirò su il vestitino e giù le mutandine, io provai un calore al volto per la vergogna perché stavo realizzando di essere praticamente nuda davanti a mio padre, lui sfilandosi la cintura – vuoi mordere qualcosa per non urlare?- io annuii lui mi porse un tovagliolo di cotone arrotolato, io lo presi e lo strinsi fra i denti sperando che fosse bastato per non urlare, fatto ciò mio padre piegò in due la cinta e la fece schioccare due volte tirandone le estremità, la paura si faceva sempre più spazio in me non avevo mai provato nulla di simile quando attendevo di essere punita dalla mia cucciolotta, mio padre nel frattempo emise un gemito come di assenso – vedo che ti ha conciata per bene la mamma – io annuii – quante te ne ha date – io cercando di far si che la punizione fosse più leggera levai il tovagliolo di bocca – tante papa e stata molto severa non riuscivo nemmeno a sedermi per bene dopo- lui sorrise – vedrai che dopo questa punizione dovrai stare in piedi per un bel po- io rimisi il tovagliolo in bocca senza proferir parola sentii il suo braccio alzarsi il mio fiato si blocco in attesa del colpo per poi uscire sotto forma di grido strozzato al fortissimo colpo di mio padre, nella stanza riecheggio il forte schiocco della cinta il mio culettino venne attraversato da una fitta e un dolore incredibile dove era stato colpito per poi lasciare dietro ad esso una sensazione di caldo freddo tolsi il tovagliolo di bocca - ti prego papa cosi sono troppo forti non posso resistere - lui guardandomi severo – ti conviene farlo o senno chiamo mamma che ti tenga ferma e ne beccherai il doppio di quelle che dovevano essere- io mi rimisi il tovagliolo in bocca mi accorsi che per la prima volta durante una punizione le mie gambe tremavano, l’eccitazione provata nelle altre punizioni lasciò lo spazio alla paura del colpo che doveva arrivare, ogni mio muscolo era teso in attesa del colpo ma venni fermata da papa che tirandomi una sculacciata – rilassati avanti – io mi concentrai e riuscii a far si che i miei muscoli tornassero alla normalità cercai di pensare a qualcosa di bello e riuscii nell’intento, a quel punto mio padre alzo di nuovo il braccio e ciack altro colpo fortissimo andai in avanti dal male per poi tornare di nuovo in posizione non feci in tempo a ritornare nella posizione iniziale che ciack un’altra me ne diede cinque di fila velocemente io mi inarcai in avanti fino a piegarmi sul divano toccandomi il sedere lui spazientito - torna in posizione avanti- io lo guardai poi mi misi di nuovo in posizione non avevo mai subito delle cinghiate cosi severe infatti piangevo già a dirotto come una bambina mio padre alzò il braccio di nuovo e ciack altri colpi li dava forti e veloci io dopo il trentesimo persi il tovagliolo e cominciai a piangere supplicandolo che smettesse senza curarmi che di là sicuramente stavano sentendo tutto, mio padre restò irremovibile fino alla fine arrivò ad un’ottantina ma vi assicuro che date cosi forti e veloci sono come 200 colpi normali, io avevo messo tutta la mia energia per non lasciare la posizione e far si che la punizione finisse il prima possibile, mio padre mi guardo il sedere mentre ero stesa in ginocchio piangente – bene credo che adesso tu abbia capito realmente il tuo errore nadine, se non lo hai capito ti aiuterà il tuo sedere a ricordartelo ogni volta che ti dovrai sedere- io piansi senza dire nulla.
Quando mio padre andò di là da mia madre chiudendo la porta dietro di se sentii di la mia madre che discuteva con mio padre – non sarai stato esagerato? Si e sentito tutto sai urlava come una disperata- lui con voce severa – ha avuto quel che merita, lo so che fa male ma quando e giusta una punizione e giusta- lei si zittì, io cercai di raccogliere le forze e mi alzai, sentivo il sedere pulsarmi lo toccai con le mani era rovente e anche la minima pressione mi faceva un male cane, guardandomi vidi il culetto pieno di strisce viola mentre altre rosse fuoco, i colpi erano concentrati sul mezzo delle natiche quindi nessuno avrebbe visto i segni restai senza mutandine e andai di là dove trovai mio padre – nadine lo sai che lo ho fatto per il tuo bene vero?- io annuii i mi diede un bacio sulla fronte e mi disse – bene allora da domani per farti ricordare come ti devi comportare verrai per una settimana la sera a casa mia e prenderai 20 colpi di cintola ogni sera capito?- io feci per protestare ma il suo sguardo mi fece capire che non sarebbe servito a niente farlo mi limitai a salutarlo mentre andava via e basta, dopo che se ne fu andato mia madre mi abbracciò e mi portò in camerina mia, arrivate li mi sdraia pancia sotto e sollevai il vestitino per far prendere aria al sederino, mia madre accarezzandomi mi tenne compagnia.

Fra una settimana scriverò in breve il resoconto della settimana di sculacciate un saluto a tutti voi un bacione