Racconti di sculacciate: My Wife Patente
18 Dicembre 2011Mia moglie dimentica sempre di rinnovare la patente, alla scadenza. Così, quando la fermano i Carabinieri, scuse, imbarazzo, perfino lacrime. Dramma. Perché Jo non ci vede tanto bene. Normale, alla sua età. Vai da un bravo oculista, che ti prescrive gli occhiali giusti, fai la visita all’ACI e ti rinnovano la patente, le dico sempre. Troppo facile! Se lei non si complica la vita con impicci burocratici, ricorsi, file estenuanti, eccetera non è contenta! Non vuole andare dal medico, perché ha paura che quello le dica che la vista è peggiorata….
Per una settimana mi ha assillato con i suoi timori, finché io sono sbottato “O fai come ti ho consigliato, oppure fai da sola. Ma, dopo, non venire a lamentarti da me! se sento una sola parola di rimorso, di pentimento uscire dalla tua boccuccia, giuro che ti faccio il posteriore come la maglia del Milan: a strisce rosse e nere!”.
Due giorni di permesso da scuola (“….tanto sono già in vacanza, non c’è più nulla da spiegare, quelli in bilico possono aspettare….”), giri per agenzie automobilistiche varie, e crisi di nervi: occhioni bagnati di rabbia.
“Hanno detto che devo andare alla commissione medica, alla motorizzazione centrale!”
“Beh, che ti aspettavi? Sei miope, lo sai benissimo. Vorrà dire che venderai quella specie di scatoletta semovente che ti sei comprata, ed andrai al lavoro, oppure da mamma tua, tanto quelli sono gli unici spostamenti che fai, con l’autobus. “
Apriti cielo! Vi risparmio i suoi commenti. Poi, una sera…..
Jo è tornata a casa, nel primo pomeriggio, stranamente taciturna. Si è subito attaccata al telefono con, nell’ordine: mammà, Pia (sua migliore amica da una vita), Lucrezia che, essendo affetta da diabete, qualche problema per rinnovare la patente ce lo ha e Francesca. Infine, dopo un’oretta buona di conversazioni varie, me la vedo comparire davanti, nel mio studio. “Vuoi usare il frustino o preferisci la cinghia?” mi fa, così d’amblé. Distolgo gli occhi dal monitor, e la guardo fisso. Ha capito, ed è pronta a pagare le conseguenze, ma è troppo orgogliosa, e troppo testarda, per ammettere di aver sbagliato, che io avevo ragione. “Suvvia, cara, può succedere a tutti: aspetterai un po’ di tempo, passerai tutte le tue vacanze a lezioni di guida, teoria e pratica, presso un’autoscuola, rifarai l’esame e vedrai che riavrai la tua patente…”
“Non fare lo spiritoso! Lo sai che avevi ragione tu. Ma perché deve esser sempre così? Perché tu non sbagli mai? Dai, picchiami! Mostrati macho, almeno in quello…”
Vorrei dirle che, fra i tanti miei sbagli, c’è stato pure quello di averla sposata, ma è meglio che io taccia. Mi alzo. Jo mi precede in camera da letto. Si butta letteralmente sul letto, a pancia sotto.
“Hai sempre sostenuto che non sei una masochista. Perché, allora, vuoi che ti sculacci?” sono perplesso.
“Perché tu me lo rinfaccerai per almeno un anno! Mi farai due palle così, con il tuo Teloavevodettoio!. Tanto vale che io mi tolga subito il pensiero…così tu sei contento…. Eppoi, sono troppo stupida….ti voglio troppo bene!” neanche alza il volto dalla coperta per dirmi queste cose.
I calzoni della tuta, li faccio scendere lentamente; idem con le mutandine. Il culetto di Jo sembra un agnellino bianco pronto al sacrificio del crudele pagano. Mi fa tenerezza, specie quando i glutei si contraggono in attesa del percuotimento. Leggero, una pacca: appena un’aurea rosata. Crudele sarei, se ci mettessi forza e/o violenza. La pelle rabbrividisce. Seconda pacca, per non offendere l’altra natica rimasta intonsa. Quand’anch’essa rubrisce, faccio a Jo:
“Va bene, è finita! Il tuo orgoglio è soddisfatto. Siamo troppo adulti, per certe cose…”
Lei neppure mi guarda, si limita semplicemente a dirmi, la voce un po’ rotta: “ vedi come sei stupido….non ti ricordi neppure che…” Per me, sfilarmi la cinghia dai pantaloni rappresenta un problema non da poco: se la tolgo, essi calano in basso. Situazione alquanto ridicola, converrete!, trovarmi a prendere a cinghiate una donna con i miei calzoni abbassati e non certo per pulsioni sessuali! Alternativa: adoprare la mano destra per cinghiare e la sinistra per reggermi i calzoni.
Più facile a dirsi che a farsi, comunque ci provo. E’ stata troppo forte! Jo emette un lamento: la striscia sul suo sedere orma della cinghiata è assai più rossa delle impronte manuali. Non mi va, non c’è ragione perché io lo faccia…
Mi rimetto a posto la cintura nei passanti dei pantaloni, mi siedo sulla sponda del letto, accanto a Jo, e le tiro su i pantaloni. Lei me ne è grata, mi si accosta, il suo corpo minuto addosso al mio. I nostri respiri sono sincroni, io le passo il braccio attorno alla spalla, lei appoggia il capo sul mio stomaco prominente. Rimaniamo a lungo così.
BK
