Foto amatoriale: orgia con negri
18 Gennaio 2009
Il marito di questa donna l’ha voluta immortalata mentre è piacevolmente impegnata in un’orgia con tre negri (o almeno tanti ce ne sono nella fotografia).
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Il marito di questa donna l’ha voluta immortalata mentre è piacevolmente impegnata in un’orgia con tre negri (o almeno tanti ce ne sono nella fotografia).
Mara non era una diciottenne molto diversa dalle sue coetanee, le piaceva la musica moderna, le piacevano i vestiti, la bigiotteria e soprattutto i ragazzi. A scuola andava abbastanza bene, ma lei cercava di piu’ di una vita fatta solo di amiche con cui parlare di ragazzi. Suo papa’, come tanti papa’, aveva un computer a casa e anche Mara aveva scoperto il piacere di usarlo per navigare in internet. Da alcuni mesi aveva anche iniziato a chattare conoscendo Alberto, un ragazzo 24enne di una citta’ vicina. Nonostante la differenza di eta’ Alberto la faceva sentire bella e importante e non pote’ presto non innamorarsene. Furono mesi difficili. La scuola non andava bene e anche le amiche si erano allontanata da lei che oramai si sentiva gia’ adulta, legata ad un ragazzo cosi’ piu’ grande. Anche in casa la situazione non era rosea; il padre si lamentava dei suoi insuccessi scolastici e dell’uso sempre piu’ massiccio che faceva del computer e di internet. Una sera Mara era triste anche se stava chattando con Alberto e fu in quel preciso momento che lei decise di andare da lui, pur con tanta incertezza nel cuore. Era un decisione presa cosi’, di getto. Di lui conosceva soltanto il nome e l’indirizzo. Non sapeva invece Alberto non era sempre stato sincero con lei… Tento’ di dissuaderla dal venire ma lei insistette, non volle sentire ragioni e credendosi gia’ grande volle provare, andare, scappare dal suo innamorato, senza dire nulla ai genitori, immediatamente, di sera. Mara corse a riempire il suo zainetto con un ricambio di vestiti, il dentifricio e lo spazzolino, qualche soldo e usci’ di casa senza dire nulla a suo papa’ e a sua mamma. Aspetto’ un autobus e poi subito in stazione. “Che follia!” penso’, ma una follia d’amore. Sembrava una cosa cosi’ bella, cosi’ romantica! In stazione aspetto’ un treno, uno qualunque purche’ fermasse nella citta’ di Alberto. Aspetto’ un’ora ma poi finalmente il treno arrivo’. Chiese conferma della destinazione ad una signora che partiva anche lei e poi sali’. Gli scompartimenti erano quasi tutti vuoi e si sistemo’ in uno di questi. Il tempo scorse piano, il finestrino rimaneva sempre nero per il buio della notte. Quando arrivo’ a destinazione Mara era felice anche se non sapeva dove andare. Chiese qualche indicazione a dei personaggi poco raccomandabili, gli unici presenti a quell’ora in stazione. Cammino’ molto, da sola e impaurita’. Aveva tanta voglia di arrivare, ma non arrivo’ mai. L’indirizzo non esisteva. La via era giusta, ma il numero civico non c’era. La strada non arrivava fino al numero 65 come gli aveva detto Alberto. Fece passare tutti i campanelli della via ma del cognome di Alberto non c’era traccia. Come era possibile? Perche’ Alberto non le aveva dato l’indirizzo giusto? E cosa avrebbe fatto adesso? Rimase un po’ intontita. Dopo tutto quel viaggio… Aveva la testa piena di pensieri che di colpo si erano congelati. Lentamente fece qualche passo per tornare verso la stazione. Non ricordava esattamente la strada, il buio e la solitudine della notte non l’aiutavano. Ad un certo punto avvenne un incontro decisamente sfortunato. Un gruppo di extracomunitari, tutti negri, le si fece incontro. Parlavano una lingua che lei non conosceva, non capiva cosa dicessero. Loro si facevano sempre piu’ spavaldi, ridevano e iniziarono a spingerla. Poi si fecero seri, scambiarono qualche parola, poi uno di loro la sollevo’ tenendole una mano sulla bocca e una sulla pancia e portarono via in fretta. Mara non capiva, si sentiva sballottata e stretta, non sembrava vero quello che stava accadendo. Qualche passo ancora e fu messa su un’auto che assieme ad altre parti’. Mara era sconvolta, non aveva la forza di parlare. Arrivarono in un posto ancora piu’ buio, una specie di fabbricato abbandonato. In giro c’erano soltanto sterpaglie e sporcizia. La poca luce che c’era era ottenuta con qualche lampada attaccata a stento ad un quadro elettrico. I negri non avevano fatto altro che parlare e ridere e ora chiamavano gli altri che dormivano nel capannone. In tutto una trentina di uomini, tutti negri, chi piu’ scuro chi piu’ chiaro. Iniziarono a spogliare Mara con irruenza. Fu allora che scoppio’ a piangere, e a urlare, e a divincolarsi con forza, ma non pote’ fare nulla. Loro erano tanti e forti, lei era una ragazzina di quattordici anni. Le misero della stoffa nella bocca legata intorno alla testa. Poi senti’ che la fecero sdraiare. E il dramma ebbe inizio. Il primo negro si abbasso’ i pantaloni e nel tripudio generale si stese sopra di lei e la penetro’ con forza. Mara era naturalmente ancora vergine, anzi in quel momento ormai non lo era piu’. Il negro la scopo’ muovendo il suo corpo nero su quello bianco e cosi’ piccolo di Mara. Era una immagine davvero oscena. Continuo’ per una decina di minuti, poi venne riempiendo la vagina di Mara col suo sperma. Lei non aveva provato piacere, ma non fu cosi’ quando il secondo e poi il terzo negro si avvicendarono su di lei. Fu stuprata ancora e ancora con forza, spingevano per entrare dentro di lei e depositavano il loro seme nel suo piccolo corpicino. Mara era completamente soggiogata, non opponeva nessuna resistenza, anzi aveva iniziato a provare piacere da quel rapporto cosi’ bestiale. Altri negri approfittarono di lei in nuove posizioni. Le fecero fare di tutto, la sodomizzarono, la misero a quattro zampe e la scoparono ferocemente in due, poi le tolsero il bavaglio e la scoparono anche in tre. Mara ormai non pensava piu’, era preda del piacere sessuale che provava. Era tutto cosi’ perverso e bestiale e sporco ma a Mara piaceva da impazzire. I negri le venivano ovunque, uno alla volta la scopavano nel canale che si era reso momentaneamente libero e la riempivano di sperma, nella figa, nel culo e nella bocca. Mara prendeva tutto e non lasciava scappare niente. Ormai godeva, rideva e si prestava a tutti quei rapporti. Le piaceva essere stuprata a quella maniera da un gruppo di negri. Passarono ore intere, dieci negri, venti e poi trenta avevano approfittato del suo corpo dolce e candido. Mara era esausta, veramente provata nello spirito e nel corpo. Seme di negro usciva dal suo corpo e ricopriva il suo viso e il suo corpo. per un istante sembrava che tutto fosse finito, ma Mara anche se stanca ormai sentiva di non poter piu’ fare a meno di quello che aveva provato, cosi’ si avvicinava ai negri che l’avevano stuprata e di sua spontanea volonta’ prendeva in bocca il loro cazzo e lo succhiava finche’ non le veniva in bocca. Continuo’ cosi’ ancora per un’ora, poi stremata venne lasciata addormentare su un materasso, cosi’ com’era, nuda e ricoperta di sperma. La mattina fu svegliata da un negro che stava approfittando di lei. Trovo’ il suo cazzo che stava entrando dentro di lei, ma questa volta fu diverso. Questa volta Mara godette davvero e richiamo’ gli altri negri perche’ venissero a vederla e a stuprarla anche loro. Questa e’ la storia di Mara e della sua prima volta, stuprata da un gruppo di trenta negri. Non ha piu’ fatto ritorno a casa e nessuno ha piu’ saputo nulla di lei. Oggi ha venti anni, e’ ancora la puttana di quel gruppo di negri e viene fatta prostituire ad altri extracomunitari ma per sua scelta soltanto negri. E’ incinta di otto mesi ma non per questo rinuncia ai suoi quotidiani bestiali stupri di gruppo.