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Ale è uno dei commentatori più assidui del blog e oggi ha voluto regalare a tutti noi una storia di punizioni in famiglia. Una storia dura, e Ale vuole sapere il vostro sapere.
Per tutti coloro che vogliono vedere pubblicato un proprio racconto sul blog Perversionis, è sufficiente inviare una mail a sculacciata76@yahoo.it con il racconto e sarà pubblicato!
Salve a tutti,sono Marta e la storia che vi racconto,accaduta un paio di anni fa, è una storia vera,che ha contribuito alla mia crescita. ai tempi avevo 18 anni e frequentavo il terzo anno di liceo, avevo da poco iniziato a frequentare cattive compagnie e amici che coinvolgendomi nelle loro bravate mi portarono a fare molte assenze a scuola. dopo alcune settimane i miei genitori,davvero all antica,furono informati dei fatti, e la stessa giornata appena arrivata a casa iniziarono i guai.
Sentivo che qualcosa nn andava, notavo in loro qualcosa di insolito ma nn proferivano parola.finito di pranzare mio padre esordì come è andata a scuola nell ultimo mese?? un brivido mi assalì, iniziai a cercare scuse ma nn pensai a nulla di buono. mia madre,che era sempre stata conosciuta in famiglia per la sua cattiveria disse, che nelle prossime due giornate avrei subito un trattamento educativo che nn avrei più dimenticato. mio padre cercò di dissuadere mia madre ma nn ci fu verso, le dovette dare ragione e insieme mi condannarono alla punizione,che sarebbe durata a lungo.
Immediatamente mi vollero nuda,senza nulla addosso,sarei rimasta cosi 3 giorni,cn il mo sedere e il mio seno prosperoso in mostra alla mercè dei miei vecchi. mia madre sparecchiò mi fece distendere sul tavolo mi disse di mettermi a pancia in su e di spalancare le gambe, mi doveva punire in figa, bagnò un vecchio cannavaccio per i piatti, e mi inizio a colpire sempre più forte, nel frattempo mio padre andò in garage a prendere del filo elettrico spesso, quello usato per fare i cavi elettrici per le batterie in avaria. Doveva anche prendere altre cose, per punirmi,pensai tubi di gomma, bacchette, cinghie vecchie,insomma qualcosa avrebbero inventato. Non appena tornato trovò me che imploravo pietà mentre mia mamma continuava a colpire, e mio padre iniziò a ridere dicendo piangi di gia?? Mi gelò il sangue, erano cosi cattivi? Nn avevo visto nulla ancora. Mia madre sbuffò e disse a mio padre. Prima di massacrarla cn il cavo devi farle la toeletta vai in bagno e depilala, per bene che deve essere pulita. Mio padre annui io mi alzai cn la figa in fiamme dopo i colpi di tovagliolo bagnato, e mi depilo assicurandosi che avesse fatto tutto per bene. Arrivati in cucina mia madre mi disse, di offrirle il seno sporgendo il petto in avanti feci cio che disse allora lei strinse forte i capezzoli e mi disse: metti le tette sul tavolo che te le concio per le feste: le dissi di evitarmi questo tormento, rise, mi diede un pizzicotto sulla figa dolorante e obbedii. Poggiai i seni sul tavolo e inizio a colpire cn il mestolo di legno sempre piu forte, allorche intervenne mio padre, dicendo: su più forte falla male, tanto tanto male, e lei indispettita volle che io chiedessi a mio padre che mi punisse lui i seni visto che mamma nn era capace. Le parole mi uscirono per forza e mio padre mi disse:tette sul tavolo e mi fece piangere amaramente con la fibbia della cinghia e col tubo di gomma. Poi disse basta dopo un centinaio di colpi, le tette basta. Mia madre controllò se il lavoro era stato fatto bene e vide che il seno era sanguinante per la fibbia a tumefatto per i colpi di tubo di gomma. Disse a mio padre, bhe hai fatto un buon lavoro,a desso ridiamo::vai giu nell orto e prendi molta ortica, metti i guanti mi raccomando. Inizio a dirmi come mi voleva che mio padre mi trovasse, sul tavolo a pancia in su e gambe aperte,tipo visita ginecologica, visto che era depilata mi disse: papà la guarda meglio. Non appena lui salì dall orto lei fece il caffè, lo bevve cn mio padre e disse, iniziamo. Mi diede due forti schiaffi in viso e disse aspetta che mi metto i guanti, iniziai a capire cosa volesse fare. Inizio con molta solerzia a strofinare l ortica sulla mia patatina, gia provata dal tovagliolo e dalla depilazione fatta da mio padre, ripresi a piangere e mia madre faceva sempre piu forza fino a consumare le prime foglie,continuo per circa venti minuti riducendomi male la patatina. Allora disse a mio padre con ironia: che sbadata che sono con le foglie le ho sporcato tutta la passera,che ne dici di pulirla?? Mio padre disse:certo,come no. Lei allora disse:prendi la spugna caro, mentre diceva cosi gli schiacciò l’occhio e lui rise,prendendo la paglietta di alluminio per i piatti, porgendola a mia madre che disse:adesso vedi che ti faccio, e inizio a sfregare cn forza, e dopo qualche minuto disse, apritela per bene che ti sistemo come si deve. Inziai a sanguinare un po, lei insistette a lungo dopo di che disse a mio padre, dammi il detersivo per lavare bene, sempre ridendo lui le porse l aceto e lei inizio a versare sulla mia fica in fiamme, io imploravo di smettere e lei per risposta mi disse di aprirmela bene che mi doveva fare un bidet speciale, bruciava forte forte, mio padre prese la cinghia e inizio a battere sul mio seno mentre la mamma alternava spugna e aceto. A questo punto mia madre disse a me:subito culo in aria, io esitai e mio padre prese il tubo d gomma e mi diede alcuni colpi al seno fin quando mi misi in posizione col culo in aria. Mia madre mise i guanti e disse a mio padre:allarga bene le natiche che ora sente di che sono capace: inizio a spingere dentro l’ortica…terribile, ne mise molta e quando terminò mi fece mettere su un fianco e mi lego strette le gambe per far si che tenessi strette le chiappe. Si tolse i guanti e disse a mio padre:è tua,li c’è il cavo della batteria, fai come credi,oppure posso prendere lo zoccolo, la bacchetta dimmi tu. lui disse va bene il cavo elettrico va bene,anche se rigido per poter piegarlo in due,la farò urlare, cosi impara a mancare a scuola. Tu nel frattempo vai dalla vicina vedi se ti presta il frustino che usa per la sua cavalla, così quando finisco col cavo inizi tu cn la frusta. Mia madre disse va bene e dandomi un colpo cn il tacco sul seno se ne andò lasciandomi in mano di mio padre. Lui disse:ora sei fottuta. Iniziò a battere forte sulle cosce, sempre in un punto,iniziando a lacerare la pelle, poi colpi sulla schiena sulle braccia,sulle gambe, sempre piu forte.le lacrime nn cessavano, cosi come i colpi. Quando arrivò mia madre dopo una mezz ora lui smise e disse, vedi di togliere le ortiche dal culo che devo torturarle l ano, a sangue. Io iniziai a gridare come un ossessa, mia madre inferocita disse:70 frustate in passera nn te le toglie nessuno e poi papà ti spacca il culo. Mio padre slegò la cinta che teneva unite le mie cosce, mi tenne aperte le gambe mentre mia madre iniziò a battere col frustino sulla passera dlorante,e contai 70 colpi, alla fine dei quali disse a mio padre:dammi la cinghia, contai 50 colpi, poi disse dammi uno zoccolo e mi diede altri 50 colpi, e ancora disse a mio padre metti un tovagliolo a bagno col sale e poi dammelo. Passati alcuni minuti mio padre diede il tovagliolo a mia madre, che inziò a battere sempre sulla mia figa. Disse a mio padre:dai su che aspetti metti il sale sulla figa e a me disse:allargati bene le labbra e fatti salare dentro che ti brucerà da morire, io dissi di no, mia madre allora disse te la sei voluta tu, inizio a darmi forti sberle sulla figa, fin quanto mi decisi ad aprirla e dissi:mamma metti dentro il sale, sono pronta. Non appena mise il sale urlai molto, penso mi sentì tutto il palazzo di fronte, e mia madre riprese a picchiare forte con la fibbia. Poi disse, vorrei dirti che è finita ma nn è possibile devi ancora soffrire molto: mostrami il culo!!!! Feci come disse, mi voltai e lei vedendo le ortiche ancora dentro disse, con un clistere butterai tutto, lo farà tuo padre. Fatto il clistere, mia madre controllò aprendo bene il mio sedere se le ortiche erano tutte tolte, e disse a mio padre, sfondala a dovere, nn mi interessa come ma deve sanguinare molto questo culetto, ah dimenticavo sale e aceto li metto io,tu nnsei capace,sei troppo buono. Mio padre dopo aver messo la paglietta metallica attorno al dito iniziò afare pressione sul mio buchetto, gia punto dalle ortiche mentre mia mamma buttava sale a non finire, mio padre sfregava fortissimoo e allargava sempre di più,e mia madre rideva e diceva dai allargala, forza allargala di più, ecco disse a mio padre: allargala che metto l aceto così le frizza il culo. Fu doloroso perché l aceto fa male sulle ferite, non curante di ciò mia madre disse, prendi una lattina di coca e mettigliela in culo a forza vedrai che sarà pentita di ciò che ha fatto. D’accordo disse mio padre, prendo la lattina tu nel frattempo sculaccia le chiappe con la racchetta da tennis, così la provi visto che gliela abbiamo regalata e lei nn lha mai usata. Al suo ritorno mio padre rimase sorpreso perché anziché trovare mia madre che mi batteva con la racchetta, la vide trafficare cn uno spazzolino da denti duro sul mio clito e sul mio buchino, facendo forza, mi disse dai mostrami bene il clito, sposta la pelle che così lo puniamo bene, mio padre mi ha preceduto, ha spostato la pelle e mia madre mi ha graffiato il clito per alcuni minuti, poi mio padre strofinò un peperoncino sul clito e poi sul culetto. La reazione mia fu immediata:ma siete pazzi?? Mi state massacrando ora basta!!non sono un animale!! Mia madre disse:zitta stronza, così impari. Poi aggiunse caro, che ne pensi se chiami tua madre e la sua vicina di casa per assistere?? Mio padre disse a mia madre:sei matta?? Se vengono loro povera figlia la ammazzano, mia madre è tremenda da piccolo mi sculacciava cn la scarpa coi chiodi, se viene lei sarà troppo crudele, e mia madre disse, la sto andando a prendere, per strada le dirò tutto cosi sarà piu cattiva ancora. Uscì di fretta e dopo 5 minuti arrivarono, lei mia nonna e una sua vicina, che aveva raddrizzato molti nipotini. Mia nonna neanche mi salutò mi sputò sulla fica e mi diede un sacco di scarpate sulla fica, la sua amica mi mise subito le mani sulle tette e disse a mia madre:franca dammi gli spilli, le torturo i capezzoli, soffrirà molto, anzi se ti va aiutami. Mia nonna disse a mio padre: basta con la scarpa, prendimi la frusta, subito. Mio padre eseguì e mia nonna inizio a frustarmi su figa e culo, ogni tanto mio padre metteva sale aceto e limone. La vicina allora disse:sei pronta? Io dissi di no, supplicai chiedendo perdono, lei disse:ok è pronta strinse il capezzolo pianto l ago, io svenni di colpo. Mia nonna mi fece odorare il profumo, e appena tornai in me, altro ago nel capezzolo mentre mia nonna aveva preso la paglietta, e graffiava il buco del culo. Mia mamma inizio a pungermi le cosce cn un ago, poi il culo,sempre piu veloce, mi fecero piangere tanto e soffrire parecchio. Poi la vicina disse: se fosse mia figlia le taglierei i capezzoli, ma nn lo farò, e stranamente mia madre disse che nn era il caso, ma che avrebbe consentito qualunque altra cosa alla vicina di mia nonna. Allora la vicina disse a mia nonna che voleva spaccarmi bene il culo, mise la lattina dentro e poi mano e braccio, il culo era dilaniato. Mia nonna disse voglio batterle la schiena con il cavo della batteria, posso?? E mia madre disse a me: dai subito la schiena alla nonna e ringraziala di essere venuta, chiedile di essere molto cattiva e di sbattere a lungo con forza, non appena riferii a mia nonna mio padre mi tenne ferma e iniziarono i colpi tremendi, avevo sangue che colava sulla schiena e sulle gambe, la vicina rideva e approfitto della posizione che avevo per schiacciare le tette mie sul tavolo dicendo:gli aghi entrano piu a fondo. Mia madre disse a mia nonna:basta la schiena, continua davanti, mi raccomando il seno, mà al solito scassala per bene. Mia nonna non si fece ripetere e mi iniziò a colpire, fino a quando esausta disse:va bene così. Mi lasciarono sul tavolo sanguinante, mentre discutevano di come continuare. Mia madre disse:per oggi basta riprendiamo domani mattina, ora chiamo alcuni amici che da sempre la volevano vedere nuda,cosi li accontento e poi te la porti tu a casa e fai cio che vuoi. Mia nonna disse grazie a mia madre dicendo portala domani, nn so come te la mando indietro. Mia madre la baciò dicendo, puoi anche mandarla in barella, nn sono affari miei, mia nonna sorrise e disse, ce ne sarà di bisogno… a domani. Cio ke accadde da mia nonna lo saprete nel prossimo racconto…