Posts con Tag ‘padrona’

Video segnalati da punish slut

16 Giugno 2011

Due bei video di sculacciate segnalati dal nostro caro amico punishslut: in questo video vediamo una cameriera punita duramente dalla sua padrona, nel secondo la cameriera è costretta a preparare con le sue mani lo strumento per la sua punizione. Interessante!

Una severa padrona

11 Settembre 2010

padrona

Racconti di sculacciate: Maggie

22 Giugno 2009

Da Bob Knees, un piccolo racconto di sculacciate:

Adesso, appena arriverà e vedrà quello che ha combinato, la padrona la punirà. Maggie ne è sicura. Teme la violenza di quei colpi sulla parte alta delle cosce , che le si indolenziscono tutte, ma, nello stesso tempo, li anela, li cerca apposta. Maggie sa che, dopo, la mano della padrona le farà le carezze, scivolerà dolce e leggera lungo le parti indolenzite, poi, le scorrerà lungo la colonna vertebrale, dal basso in alto e viceversa. Ed allora, Maggie mugolerà di piacere.
Maggie è irlandese, rossa con gli occhi verdi; è stata lei a scegliere la padrona, anche se le ha fatto credere il contrario. Si è messa subito a disposizione di quella donna alta e bruna, dalle gambe magnifiche: la guarda mentre fa il bagno e le strofina il proprio corpo contro la schiena umida. Assiste turbata ai rari amplessi della padrona; lei permette, qualche volta, che Maggie sia presente, ma solo per eccitarla. Dopo che l’uomo se ne è andato, la padrona le fa i dolci grattini sulla testa e sulle scapole, raccontandole la sua performance erotica; come se lei, Maggie, non se ne fosse accorta! Ma il contatto con la pelle serica della padrona, la eccita, le provoca una sensazione paradisiaca e la gelosia scompare subito. Mai come quando sono sole, però. Talvolta la padrona usa un frustino, un rametto d’albero, secco ma ancora flessibile: le impone la mano dietro la nuca, tenendola ferma, mentre il suo posteriore è colpito ritmicamente, mai tante vergate, però, in fin dei conti la padrona è buona: non vuole farle troppo male. Diverso quando la padrona adopra la cinghia: allora, Maggie scappa per tutta la casa. Ma si tratta di un gioco, un gioco erotico: ad un certo punto Maggie si ferma volontariamente, la punta della cinghia tocca la sua pelle, la scompagina, la percuote. Maggie rimane immobile, finché non passa la sfuriata…poi mette il suo ventre nudo a contatto con quello della sua padrona: gode!
Maggie sente il rumore della chiave nella serratura della porta: la padrona è arrivata.

Maggie si alza dal cuscino, stira le quattro zampe, rizza la coda e si avvia miagolando verso la padrona.

Racconti di sculacciata: Una dolce punizione per la mia piccola slave

9 Maggio 2009

La padroncina di Nadine ha scritto questo racconto: buona lettura a tutti e grazie a Nadine e alla sua compagna!

Era un martedì mi sveglio e subito stringo a me la mia dolce meta, era un po’ che non la punivo nonostante lei mi desse diversi segnali per farmi capire che voleva dimostrare come un tempo la sua devozione verso di me, cercai di non vederla come la mia dolce cucciola ma bensì come slave, cosa che non mi riuscì tanto bene ma comunque presi la sua frangetta e la scossi in modo brusco, lei mugugno e aprì gli occhi sorpresa- amorina che è successo- appena si accorse del mio sguardo severo fece per sorridere ma poi tornò subito ad essere remissiva e abbassando lo sguardo – padroncina ho fatto qualcosa di male?- la sua voce triste mi provocò un morso allo stomaco io la accarezzai e sorridendogli– no oggi però tornerai ad essere la mia schiavetta capito- lei annuì e si strinse a me – grazie padroncina- io feci un colpo di tosse per farla tornare in posizione lei si drizzò in ginocchio sul letto testa china poi si accorse che era sopra la mia figura fece una faccia goffa e preoccupata e scese dal letto, fece il giro dalla mia parte e si mise in ginocchio mani sotto le ginocchia, nel mentre senza essere vista mi misi a ridacchiare per la sua faccina preoccupata ma tornai subito seria ( essere una padroncina con lei è molto difficile :p) mi misi seduta sul letto davanti a lei e mi alzai a quel punto mi baciò i piedini due semplici baci senza andare oltre.
La lasciai lì senza dire nulla e mi diressi verso il servizio feci ciò che dovevo fare poi tornai di là con la spazzola di plastica dura in mano, erano passati circa 20 minuti e lei era ancora lì testa china che mi aspettava ubbidiente e sottomessa come sempre, guardandola mi misi seduta sul bordo del letto in attesa che lei si mettesse da sola sulle mie ginocchia per ricevere la sculacciata, si alzò sempre senza alzare lo sguardo e si mise sulle mie ginocchia, io la guardai poi con tono severo – nadine cosa ci fai ancora in pigiama?- la sentii irrigidirsi e sussultare a quella mia frase, si alzò di nuovo in piedi poi con voce rammaricata – mi scusi padroncina – detto ciò si spoglio del pigiama e degli slip che aveva indosso e si posizionò davanti a me testa china e mani dietro la schiena aspettando i miei brontoli che non si fecero attendere – quante volte ti ho detto che devi stare nuda quando ti devo punire?- lei stringendo le braccia dietro la schiena con un aria da bambina – scusi padroncina e stata l’eccitazione e la voglia di essere punita da lei dopo tanto tempo a farmi comportare cosi- io tenendo ( a fatica) la solita severità – per questo riceverai 30 colpi in più – lei si limitò ad annuire, gli feci cenno di tornare sulle mie ginocchia cosa che lei eseguii immediatamente il mio ordine – bene adesso ti colpirò 50 volte più le trenta, le prime saranno medie mentre le 30 di punizione più severe intese?- la vidi annuire io alzai il braccio e ciack gli diedi un colpo molto forte e stetti in attesa, lei strozzando l’urlo per la sorpresa del colpo e il dolore – si padroncina va bene- io accarezzandola – bene iniziamo allora- la inizia a colpire velocemente ma non con eccessiva forza, il suo culetto ondeggiava sotto i miei colpi, inconsciamente la mia schiavetta porgeva sempre il suo culetto al colpo successivo, arrivai a 50 colpi poi mi fermai e accarezzai i suoi glutei belli caldi e arrossati, poi passai alla sua passerina essa era bagnata anche se non eccessivamente , decisi di provocargli l’orgasmo o meglio portarla vicina ad esso e poi farla venire sotto i restanti 30 colpi, cominciai ad accarezzare il suo fiore insinuai le mie dita dentro di esso, lei mugolava sussultando di piacere e muovendo il suo bacino per fare in modo di trarre più piacere dal mio tocco, appena arrivò ad essere veramente eccitata e vicina al piacere mi fermai, lei continuo a muovere il bacino come per cercare di nuovo la mia mano, ma l’unica cosa che trovò fu la spazzola, cominciai a colpirla molto forte e vicina alla sua passerina che ormai colava di umori, dopo una decina di colpi inarcando il suo sedere venne io cominciai a colpire con colpi leggeri la sua fica fino a che non portò a termine tutto il suo piacere, dopo di che continua a dargli l’ultimi 20 colpi severi, alla fine della punizione il suo sedere era molto arrossato e le sue cosce bagnate dai suoi umori.
Guardandola gli feci cenno di alzarsi, lei ancora ansimando si mise in piedi testa china e sguardo basso – bene adesso che te sei compiaciuta che ne dici di fare l stesso a me ?- lei mi guardò il suo viso era rigato dalle lacrime e arrossato ma anche felice, si inginocchiò mettendo le mani sotto le sue ginocchia davanti a me io mi alzai levandomi i calzoni e gli slip e allargai le gambe davanti a lei, la sua testa si avvicinò sentii da prima il suo respiro affannato e poi la sua lingua, dolcemente inizio a leccare la mia passerina, era molto brava nel farlo mi abbandonai al piacere della sua bocca sul mio sesso e venni in essa, lei ingoiò tutto senza lasciarsi sfuggire niente poi restò in ginocchio in attesa di nuovi ordini, io gli porsi i miei piedini lei alzò lo sguardo poi lo riabbassò su di essi e li cominciò a leccare tutti, la lascia fare per un dieci minuti poi con un calcetto gli feci capire che doveva smettere , lei tornò in posizione a testa china, alzai il suo viso poggiando la mia mano sotto al suo mento poi sorridendogli –sei stata molto brava complimenti – lei sorrise con la sua bocca ancora sporca dei miei umori e del nero della polvere che prima era sotto i miei piedini allungai la mano e la accompagnai sotto la doccia dove ci si lavò e gli dedicai tutte le mie attenzioni come premio di ciò che aveva fatto.
Se volete posso scrivere altri racconti riguardanti le punizioni che do alla mia dolcissima slave, come avrete capito nessuna delle mie punizioni e data con violenza o odio ma tutte con amore e sono tutte portate al fine di soddisfare sia le mie che le sue voglie un saluto a tutti dalla padroncina

Segaiolo

10 Febbraio 2009

Questo è un racconto di Bob Knees dedicato a Segaiolo.

Per lui, la masturbarzione era il massimo del godimento; qualche volta, la sua padrona gli concedeva di fare l’amore, ma lui non ne riceveva la stessa goduria che provava quando di sua propria mano si scuoteva il cazzo, lo accarezzava, lo tirava dolcemente, stimolava il glande, sempre di più, sempre di più fino all’eruzione finale. Beatitudine!
“Alla tua età, fai ancora queste cosacce!” Affermazione, non domanda. Era apparsa lei, la padrona, sull’uscio. Vestita come al solito, di guepierre nera, calze a rete con cucitura posteriore rilevata, tacchi a spillo. Lui re infilò il suo coso, ormai ammosciato, negli slip. Adesso lo avrebbe punito e duramente. Lo temeva e lo sperava. Dopo, con il culo rosso e bruciante, lui si sarebbe fatto un’altra sega.
Aveva in mano il frustino da amazzone, quello nero con l’asola larga: glielo aveva comprato lui stesso. La faccia della padrona era imbronciata, ma quanto lo era in realtà? Oppure l’ira era soltanto una finta? Lui si alzò dal letto, gli slip umidi sul davanti. Aspettava gli ordini di lei. Che arrivarono subito. Piegato, in mezzo alla stanza. Le mani della padrona gli abbassarono le mutande, giù fino alle ginocchia. La prima frustata fu cocente! La seconda ancora di più. Non risparmiava lena, la sua padrona… Lui avrebbe avuto voglia di gridare, ma si conficcò i denti nelle labbra: se avesse strillato, lei gliene avrebbe date ancora di più. Ondate di dolore, ma anche di quel calore interno così piacevole, lo pervadevano; ad ogni colpo, pur doloroso, il suo cazzo pulsava e riprendeva vita, aumentando di statura e di volume.
Basta così. Non ardiva tirarsi su, ma aveva udito i suoi passi che si allontanavano…. Lui flesse le ginocchia per scaricare i muscoli e cercare di attenuare il dolore; girò appena la testa e, con la coda dell’occhio, vide le scarpe di lei alle sue spalle. Ora, la voce della padrona era ironica “Che bel culetto rosso che hai! Sembra proprio un cocomero… e quel coso, là davanti, non mi pare ritto abbastanza…e poi sta male esteticamente…dobbiamo trovargli un pendànt…”
Di colpo, qualcosa gli fu introdotto nell’ano, con tanta forza che lui vacillò. Non se lo aspettava! Fece un mezzo passo in avanti e si appoggiò con il busto alla sponda del letto. Tante e tante volte, si era fatto le seghe immaginando di inculare le donne, padrona compresa. Adesso toccava a lui! Il coso fu spinto ancora per un paio di centimetri dentro il retto, ma con minore violenza di prima; poi, fu tirato indietro e, subito dopo, penetrò più a fondo. Così, avanti ed indietro. Il suo cazzo pulsava: avrebbe voluto toccarlo, accarezzarlo, scuoterlo. Istintivamente la sua mano scivolò verso il basso. “Stai fermo con la mano!” urlò la padrona, secca. La mano di lui rimase a mezza altezza; poi, la riappoggiò sul letto. Quel movimento, dentro, continuava: sempre più su…sempre più su. Ed infatti, ormai soltanto alcuni centimetri del frustino sporgevano al di fuori delle chiappe, come una rigida coda. Ma questo, lui non poteva vederlo. Era atroce: sentirsi tirare, là davanti, e non poter far niente….ooohhhh…lo sperma bagnò la coperta e alcuni schizzi colarono a terra, sullo scendiletto. Lo tirò fuori da lui, velocemente, di colpo: egli provò fastidio, ed anche una punta di dolore.
Di nuovo, la voce della padrona alle sue spalle “ Guarda come l’hai sporcato! Dopo, te lo farò pulire con la lingua. Ricarica le batterie, che ci penserò io: ti frusterò a sangue. Più tardi…” Lui sentì le lagrime uscirgli dagli occhi. Erano lacrime di soddisfazione.

Servire un padrone e una padrona

27 Ottobre 2008

Servire due padroni: anzi meglio, un padrone e una padrona.
Schiava
Alle prese con il padrone…

Schiava padrona
E con la crudele e perversa padrona…
Se volete vedere come va a finire, andate a scaricare gratuitamente il filmato completo da qui.