La punizione di Michela, parte seconda
9 Agosto 2009Lady Laura, nostra nuova amica, ci invia la seconda parte del racconto della punizione di Michela (come sia iniziata questo punizione potete leggerlo qui).
Grazie a lei e buona lettura a tutti, cari amici!
PARTE II : avevano parcheggiato davanti al ristorante – non c’era ancora troppa gente – e si appropinquarono ad entrare. Michela appena entrata andò in bagno per rinfrescare il suo infuocato didietro … proprio l’ideale per dare il tempo a Paolo di organizzarle una sorpresa. Mentre lei era in bagno, Paolo andò da Francesco, il proprietario e così “Senti amico, voglio fare una “bella” sorpresa a Micky, puoi aiutarmi … dovresti fare … (e gli farfugliò qualcosa all’orecchio). Proprio in quel momento tornava Michela e i due si accomodarono a un tavolino in penombra con al centro una romantica candela … lei fece fatica a sedersi, ma tentò di non farlo notare … la serata proseguì diciamo serena – nel senso che lui fece come se nulla fosse e lei si adeguò al clima. Finita la cena, che Paolo aveva appositamente fatto durare fino a che il ristorante non fu vuoto (cioè molto tempo) prese Michela delicatamente per il braccio e le disse di seguirlo … lei non capiva, anche se temeva di capire. Lui la condusse nella cucina, dove davanti all’amico Francesco le ordinò di spogliarsi completamente. Lei sbiancò nuovamente e tento di protestare, ma lo sguardo di lui la fece demordere. Era imbarazzatissima, anche perché non era solo un amico di Paolo. Comunque non obiettò, A Francesco si gonfiò visibilmente il pantalone sul davanti …
Era molto bella, e il vederla così impaurita la rendeva ancora più attraente, con quei suoi occhioni verdi in cerca di aiuto.
Paolo subito chiarì le cose “Cara, era veramente troppo clemente risolvere il tutto con un centinaio di sculaccioni che non ti hanno nemmeno arrossato troppo…” lei continuava a essere incredula, e il fatto che il suo fidanzato pronunciasse quelle parole davanti all’amico la imbarazzava tantissimo, più che per il fatto di essere nuda. Lui continuò “Sai Micky, al parco non c’era la tranquillità né gli strumenti giusti, e poi devi capire una volta per tutte che non puoi fare quello che ti pare se vuoi dividere la tua vita con me…”
Detto questo la prese per il braccio sinistro e la strattonò davanti al grande tavolo della cucina, con un colpo abbastanza deciso la colpì alla schiena mettendola a novanta gradi sul tavolo, con i seni completamente schiacciati.
Poi chiese a Francesco di passargli tre corde (l’amico si era attrezzato nel tempo della cena) e le legò le gambe a quelle del tavolo con una corda e con le altre due i polsi alle altre due gambe del tavolo. In questo modo era immobilizzata, e immobilizzarla non fu troppo difficile, sia perché lei non protestò eccessivamente per la paura sia perché Francesco e Paolo avevano la forza sufficiente per bloccare ogni suo muscolo.
Bloccatala al tavolo, Paolo proseguì dicendo “Adesso si che soffrirai, puoi piangere, urlare, fare tutto quello che vuoi, tanto sono usciti tutti e il locale è abbastanza isolato … sappi solo che non avrò pietà nemmeno se mi supplici, quindi non sprecare le tue energie vanamente”.
Detto ciò prese un bastone abbastanza nodoso (di quelli che i contadini e i pastori usano quando passeggiano per allontanare le bisce, quindi parecchio nodosi e che Francesco aveva perché il ristorante era abbastanza vicino al bosco) e iniziò quella che sarebbe stata una punizione indimenticabile. – Certe cose è meglio tenersele per la fine di un racconto, ma questo episodio sarà l’inizio del loro rapporto di schiava/Padrone, la fiamma delle loro vicende amorose (Nda) -.
Prima di iniziare a percuoterla le ordinò “Per aggiungere un po’ di umiliazione al tutto, così magari diventerai meno arrogante, dovrai contare ogni colpo, ringraziarmi e pregarmi di continuare. Dirai queste parole : «Grazie per la punizione, vi prego continuate, per il mio bene», ti darò 50 colpi … se non dici esattamente queste parole a chiare lettere, ricomincio da capo, quindi vedi di collaborare!” e questo fu il colpo decisivo che Paolo infierì all’orgoglio di Michela. Così, SPANK “Uu-uno, grazie per la … pu …punizione, vi prego (e qui chiuse gli occhi) continuate”. La prima volta fu una gran fatica dire tutte le parole. SPANK “Duee, grrazie per la ‘zione, vi prego continuate” al che seguirono due colpi veloci e sechci e Paolo che diceva “La mia Michelina non ha capito niente, NON MANGIARTI LE PAROLE, VOGLIO CHE SCANDISCI OGNI SILLABA, e ora riniziamo da capo” … Michela aveva capito che per lei era meglio superare la vergogna che prolungarla quindi cercò di scandire bene le lettere … SPANK, SPANK, SPANK, SPANK … continuò più o meno senza problemi fino alla trentesima … tra urla e lacrime fino a quel punto era arrivata facendo del suo meglio … SPANK “Tree-ntunoo, … gra-zie per la punizionee, vi prego …” non le riusciva di andare avanti, in quel momento la sua mente le suggeriva di non chiedere di continuare, anche se così facendo faceva solo il suo male.
Paolo aspettò che finisse la frase, ma a Michela proprio non le riusciva, era ormai in uno stato confusionale, e sragionava. Francesco fu quello che si stupì di più : non credeva, non voleva credere che sarebbe tutto ricominciato, non si capacitava della stupidità di Michela e della mancanza di pietà di Paolo. Fatto sta che Paolo a quel punto più compiaciuto che incazzato disse “Non credevo che saresti arrivata a fare una stupidata tale, ma dal momento che quel che dico faccio, ricomincerò da capo, con mio sommo piacere e tuo sommo dolore…” e un ghignò compari sul suo volto. Così ricominciò da capo. A questo punto Francesco però si era messo davanti a lei e la spronava a non rifermarsi. Questa volta, si armò di coraggio e, tranne all’inizio che si fermò un paio di volte, arrivò finalmente alla cinquantesima, che tutto sommato era la sua 70-80 esima. Aveva tutto il sedere, questa volta si, violastro e gonfio, e non solo il sedere, anche tutte la parte sotto i glutei (era proprio lì che Paolo l’aveva colpita quando si era fermata). Paolo era stato molto spietato e aveva usato molta forza nel bastonarla, ma non si fermò a questo.
Ormai si stava divertendo troppo e prese due decisioni : continuare a divertirsi quella sera e garantirsi il divertimento in seguito. Pensò un poco prima di continuare e poi attaccò dicendo “Adesso hai il culo abbastanza maltrattato, per poter continuare altrove, perciò ti slegherò … mmh.. però prima di farlo … mi sa che dovrai allenarti a certe cose per il futuro”. Michela a questa frase era pietrificata … nella sua mente i pensieri le si congelarono «non avrebbe sopportato solo quella sera … oddio!» si diceva tra sé. Paolo continuò dopo una breve pausa “sai una cosa, questa tua posizione mi stimola parecchio … ma il tuo sedere è molto inesperto. perciò vedremo di allenalo a ricevere il mio amore” … in tutta la serata queste furono le parole che più stupirono e umiliarono la povera Michela. Fatto sta che in cucina di sicuro non mancavano i mezzi per permettere a Paolo di attuare le sue idee, e senza troppo indugiare prese una carota e penetro il povero martoriato didietro della ormai sfinita Michela. Il dolore fu lancinante. A lei sembrò di rompersi, il dolore era veramente insopportabile, e cominciò a piangere come una bambina. “Non ti servirà a niente piangere, puttanella arrogante, e vedi di abituartici perché non ho intenzione di cambiare idea…” Detto questo finalmente la slegò. Lei ormai senza forze era rimasta accasciata sul tavolo.
Con l’aiuto del sempre più sbigottito, ma anche sempre più eccitato Francesco, Paolo la mise faccia al muro proprio dove c’erano i ganci per pentole e mestoli. Sfruttò i ganci a suo vantaggio, legando i polsi di Michela in modo da tenerla ferma (e far in modo che non cadesse). Poi si sfilò la cinta dai pantaloni e iniziò la seconda parte della sua punizione, che annunciò così “C’è troppa differenza di colore tra il tuo culo e la tua schiena, vedremo di porvi rimedio … questa volta conterai soltanto, i ringraziamenti li rimanderemo a dopo, e vedi anche stavolta di collaborare … se perdi il conto rinizio …” e SWISH, partì la prima cinghiata che lasciò un chiaro segno del suo passaggio sulla schiena di Michela “Ahiiii … un-uno” SIWSH “Mmggh duee-ee” SWISH “tre-ehhh!” SWISH , SWISH, SWISH, SWISH ,,, Paolo arrivò più o meno a 40 cinghiate senza problemi da parte di Michela, o meglio senza sbagli di conto. Ma ormai Michela era solo lacrime e dolore … non riusciva a proseguire, nuovamente come prima. Aveva la schiena tutta rossa e sanguinante, il viso tutto rigato dalle lacrime e la gola in fiamme, tanto aveva urlato … Francesco ormai era in uno stato di trance … era beato alla vista di lei, eccitato dalla situazione, ma anche allibito e spaventato da tutto quel sangue. La curiosità crebbe in lui quando lei si fermò «Paolo è così crudele da ricominciare?» si chiese tra sé. La risposta l’aveva di lì a poco “Michela, mi diverto più di quanto potessi sperare … è la seconda volta che ti fermi e mi costringi a ricominciare … non voglio essere clemente con te, ma ormai inizio ad essere stanco, quindi queste sono le mie decisioni : oh ricomincio adesso da capo e arriviamo fino a 100, o adesso mi diverto un po’ io e anche qui il nostro Francesco che comincia ad annoiarsi e poi ce la risolviamo tra di noi” Michela acconsenti a proseguire un’altra volta, non sapeva ancora che intenzioni aveva Paolo.
Ottenuto il consenso da Michela, Paolo spiegò le sue intenzioni “Dal momento che non è la prima volta che dai prova della tua irresponsabilità, ogni qual volta sgarrerai sarà mio compito punirti” azzardò Paolo temendo di aver rovinato tutto, ma inaspettatamente Michela disse “Va bene…”. Il dolore di quella sera era stato tanto, ma una strana eccitazione la pervadeva, e l’idea di sperimentare altre volte questa sensazione la eccitava follemente e stranamente. Allora Paolo proseguì “e dato che sei incapace di decidere per te stessa, per il nostro amore deciderò io per te…” azzardò nuovamente Paolo, fiducioso nella reazione di Michela. “Ok amore …” disse lei. A quel punto Paolo era ormai deciso a concludere ciò che aveva in mente “Sarò il tuo padrone e farai quello che vorrò, sai che ti voglio bene …e che sei importantissima per me. Se accetti quanto ti propongo dammi prova ora della tua obbedienza e appartenenza a me”. Detto questo la slegò e la fece inginocchiare, le portò la testa all’altezza del membro di Francesco e le disse “Ora fallo godere …” Francesco, inizialmente titubante, si sbottonò poi i pantaloni e presa la testa di Michela da dietro le spinse il suo membro in bocca. Lei obbedì e portò lentamente Francesco all’orgasmo. Glielo fece sfiorare due volte e alla terza lo portò all’orgasmo. Lui gli venne in bocca e lei ingoiò il suo piacere.
Per ora questo a Paolo bastava, non era molto, solo qualche frustata e poco più, ma sapeva che si sarebbe garantito un futuro molto prospero … la serata si concluse così, Michela e Paolo ritornarono a casa. Anche quella notte, di quello strano magico giorno, fu una notte di passione …