Posts con Tag ‘punizione’

Racconto di sculacciate: Inflessibile disciplina

28 Agosto 2010

Il nostro carissimo amico Geronimo torna a pubblicare un racconto sul blog: buona lettura e grazie all’autore, bravissimo come sempre!

 Marta è in sottoveste nel soggiorno. Sotto è completamente nuda. Stà aspettando che il marito, Alessandro, giudice emerito del Tribunale di …..si sfili la grossa e pesante cinghia nera con  cui di lì a poco le sculaccerà duramente le candide natiche e la metà superiore delle cosce secondo i canoni della disciplina domestica a lei da tempo, anzi da sempre, dolorosamente noti. Il motivo per cui viene punita non ha nessuna importanza; è solo un pretesto. La verità è che al marito piace dargliele e a lei piace prenderle anche se odia il dolore e l’umiliazione. E’ contraddittorio? e allora? La vita è piena di contraddizioni e i meccanismi dell’eros restano alquanto misteriosi.
Alessandro è il padre che a Marta è sempre mancato. 50 anni, ben 23 in più della consorte; alto 1,85, sportivo, serio e inflessibile, nel lavoro come nella vita privata. Non ha occhi che per la graziosa mogliettina, impiegata nello stesso tribunale, ma nella sezione civile. Marta è alta 1,62,63 cm circa, è una falsa magra con un bel personalino, un bel visetto. Può passare inosservata alla prima occhiata, non alla seconda. Ad Alessandro piacque subito, e l’approfondimento della conoscenza della giovane donna gli fece capire che era lei che attendeva da sempre, l’unica giusta per lui.
Marta ha il vizio di fantasticare ad occhi aperti, non si accorge dell’ordine del marito che la invita a mettersi in posizione, il chè le costa due cinghiate perentorie sulle cosce.”-Ahii!. Scusa amore, ero distratta!-“ Marta, sei una sciocca, sempre distratta!, questo ti costerà altri 10 colpi, lo sai vero?-“
Marta aveva ripercorso in due secondi la propria vita: la grande severità della madre che l’aveva tirata su tutta da sola. La madre era stata un ufficiale tedesco di stanza alla base NATO che aveva abbandonato il servizio militare per amore del marito, ma l’uomo se n’era andato vigliaccamente lasciandole sole, lei e la piccola Marta di soli di tre anni. Era stata sempre una donna rigida, piena di risentimento e un po’ morbosa nell’applicare alla figlia una disciplina ferrea e inflessibile dove le punizioni corporali erano all’ordine del giorno. Quanti mestoli le aveva rotto sul culetto nudo! Non erano mancati scappellotti e ceffoni occasionali ma era sul povero sedere della figlia che si era sempre accanita. Quando aveva solo 15 anni cominciò ad utilizzare lo scudiscio e con un intensità e frequenza tale da costringere la ragazza a farsi esentare dalle ore di ginnastica per non dover mostrare nella doccia le proprie natiche  perennemente segnate e coperte di lividi. La madre era sessuofobica e le fustigazioni si fecero più dure quando Marta prese a frequentare i ragazzi.
In quei casi le dolci chiappe sanguinavano un po’  ma la ragazza non ne era particolarmente dispiaciuta, cominciò infatti a bagnarsi ogni volta che la madre la picchiava sul culo. Mentre le prendeva, in effetti, era solita ripensare alle scene di sesso con i ragazzi, ai bacetti che davano alle sue chiappe martoriate. Nessuno di loro la commiserò mai, anzi ci fù chi lodò sua madre, probabilmente gli sarebbe piaciuto applicarle lo stesso trattamento. Questi pensieri la ponevano in uno stato di eccitazione snervante che poteva soddisfare solo dopo che la mamma si era allontanata.
Nessun rapporto con quei giovanotti  fu però mai soddisfacente. All’età di 23 anni, poi, la madre si accorse che Marta lo faceva apposta di farsi frustare perché traeva piacere dalle punizioni. Disgustata, non la battè mai più.
Due anni dopo conobbe Alessandro, fu amore a prima vista. Scopavano come ricci, in ogni momento libero (pochi per la verità, soprattutto da parte di Alessandro a causa dei moltissimi impegni di lavoro). La grande confidenza e intimità che subito si creò nella coppia porto entrambi a conoscere profondamente le esigenze di ciascuno. Anche la mamma di Marta prese in simpatia il magistrato ed arrivò a mostrare orgogliosamente lo scudiscio con il quale aveva rigato per anni il fondoschiena della figlia. Si sposarono dopo nemmeno un anno di fidanzamento.
Tra i due si è creato un sottile e magico equilibrio che dura ormai da più di due anni. Alessandro la punisce e Marta accetta le punizioni senza bisogno di legarla. In ogni momento la donna può far cessare il castigo e può cambiare idea all’ultimo istante se non se la sente. Alessandro sculaccia duramente con le forti e grandi mani e con vari strumenti, ma soprattutto con la tradizionale,virile e domestica cintura dei pantaloni.
Marta ama prenderle sode e tante, dover piangere e supplicare clemenza, agitarsi senza però sottrarsi, gridare che non lo farà più, ammirare i segni del castigo sulle chiappe rotonde e turgide che Alessandro adora, ama gli schiocchi degli sculaccioni e delle cintolate, il sibilo del frustino, starsene a culo nudo e passerina esposta in pose sovente oscene o umilianti. Ama soprattutto i propri umori che si liberano, i baci di Alessandro proprio lì, il suo bel cazzo che entra dentro di lei.
“Slasc! Ahia!” La prima cinghiata che accarezza energicamente i globi gemelli di Marta lasciando una striscia rosa carico la riporta alla realtà.  “Te le sei proprio meritate amore! –“ esclama Alessandro. “Si, caro, puniscimi, ma… è tutto qui quello che sai fare? Mia madre me le dava molto più forti!-“

In punizione!

17 Agosto 2010

Racconti di sculacciata: La punizione di Carolina

9 Marzo 2010

Geronimo ci invia questo bel racconto di punizione. Buona lettura a tutti e grazie all’autore del racconto!

Carolina K è una giovane campionessa italiana di pattinaggio. Alle ultime olimpiadi invernali ha fatto clamorosamente fiasco classificandosi solo 16esima dopo essere caduta ed aver sbattuto il sedere sul ghiaccio per ben tre volte. Nell’ambiente sportivo e in famiglia sono tutti piuttosto arrabbiati con lei e desiderosi di dargli una bella punizione.
Carolina è una ragazza fragile e forse un po’ insicura ma che ama anche la bella vita e fare tanto sesso con il suo ragazzo. I genitori sono stati molto indulgenti con lei ma ora vedono tutto sotto una luce diversa.Si sta svolgendo una riunione in casa k e oltre ai Sig.ri K sono presenti il presidente del Coni, quello della federazione sport invernali e l’allenatore di Carolina. La madre rimprovera il marito: “-Quella volta che era in ritardo agli allenamenti e sei entrato in camera sua per sollecitarla e se ne stava nuda sul letto a gambe larghe e quello stupidotto del fidanzato gli teneva La testa tra le cosce…-“ il marito ricordava l’espressione beata della figlia mentre riceveva sconciamente il connilingus sotto il tetto paterno. “… dovevi sfilarti la cinta e dargli una bella ripassata sul culo nudo!-“ L’espressione un po’ cruda ha un effetto liberatorio sui compassati partecipanti alla riunione. “ – brava signora ha proprio ragione! -“ fa il presidente del CONI.
“- Le vergate, ci vogliono le vergate. Ora su cambia musica!- “ interviene l’allenatore. Insieme tutti decidono che appena Carolina tornerà dallo schopping le daranno una bella lezione . Il padre va in giardino per tagliare una serie di rametti di salice. Li sceglie di buon spessore e nodosi.
Carolina torna a casa un ora dopo piena di pacchi. Ha già dimenticato la figuraccia è stà già pensando alla bella cenetta e al dopo cena di ricche scopate e sesso sfrenato che l’attende più tardi con il suo lui.
Carolina è sorpresa di vedere il suo allenatore e gli altri personaggi a casa sua, la riunione, in effetti, era stata indetta a sua insaputa. Presto viene sottoposta a un fuoco di fila di accuse a cui lei risponde balbettando, a testa bassa. Poi la sentenza: Parla il Presidente del CONI: “ – Riceverai 10 vergate sul culo nudo e sul retro delle cosce da ciascuno di noi. Tuo padre ti darà prima una bella razione di cinghiate. Speriamo che questa piccola punizione ti serva di lezione. Il tuo allenatore cambierà metodo. Userà la bacchetta per ogni piccolo errore, per il minimo ritardo. Hai bisogno di tanta disciplina e l’avrai. Ah, dimenticavo, se non accetti hai chiuso con il pattinaggio- “Carolina, senza rispondere, si denuda dalla vita in giù. Gli astanti non possono fare a meno di guardare la patata depilata di Carolina. “- Ad Alex piace così, sapete, quando, ehm, mi lecca la farfallina…”,”- Basta così sporcacciona!-“ la interrompe la madre. Carolina si inginocchia sul divano. Il culo candido, rotondo e bello sodo, da atleta, oscenamente offerto. Il papà comincia a cinghiare chiappe e cosce come dio comanda. Cintate severe che schioccano e strisciano di rosso vermiglio la pelle liscia della punita.
La ragazza geme fa: “- ahii, ahiaa, uhii!!-“ ma non supplica, sa di aver meritato il castigo. Gli altri uomini pregustano il momento in cui righeranno le chiappotte di Carolina e potranno infliggerle una dolorosa umiliazione.
Alla cinquantesima cinghiata il bel culo di Carolina è tutto rosso e molto caldo. “-Ora bacchettiamola! –“ Esclama la mamma. “- No vi prego non mi frustate più, faro la brava lo giuro!-“ Ma la madre ignora le suppliche e somministra le sue 10 vergate in rapida successione tutte all’attaccatura delle cosce con le natiche “-Non potrà sedersi per almeno tre giorni-“ pensa tra se e se la severa genitrice . E’ poi la volta del Presidente del CONI che sferza con grande energia i globi gemelli proprio al centro. Swisc, Swisc, Swisc,Swisc, “-Ahiaa” Ahiaa! Pietà! “ Carolina piange calde lacrime. Ma nessuno si impietosisce . Quando tocca al presidente della federazione, questi concentra la sua attenzione sulla parte alta delle natiche. I colpi sono talmente forti che la verga si spezza. Il culo di Carolina sembra una bistecca grigliata, qua e là compare qualche goccia di sangue, ma non è finita.L’allenatore sferza duramente la metà superiore delle cosce. Swisc!, Swisc! Ahioo! Le cosce no! Ahii!. Da ultimo tocca al padre che prima di infliggere la sua decina la rimprovera duramente “Spero che tu abbia appreso la lezione, ragazza mia, perché da oggi in poi non solo il tuo allenatore ma anche io e la mamma ti batteremo il sedere come un tamburo al minimo sgarro e guai a te se non ti abbasserai le mutandine da sola!- “ Detto questo completa la fustigazione della figlia. Tutti gli uomini presenti hanno la patta dei pantaloni rigonfia. Carolina, singhiozza, viene aiutata dalla mamma a rialzarsi ed a raggiungere la propria cameretta dove riceverà un impacco rinfrescante alle rotondità sofferenti.
Sono certo che alla prossima gara Carolina vincerà finalmente la medaglia.

Foto di sculacciate: punita con il cane

7 Novembre 2009

culetto cane

Questa donna sta per essere punita con il cane: chissà come le sarà rosso il culetto alla fine.

Racconti di sculacciate: Fanny, parte terza

6 Novembre 2009

Continua il racconto di sculacciate di Monello, che ha riscosso tanto successo tra i lettori.
Per chi avesse perso le puntate precedenti, qui trovate la prima e qui la seconda.

Ho deciso di rimuovere il racconto per sicurezza.

Racconti di sculacciata: Petra, parte seconda

6 Ottobre 2009

Continua il racconto delle sculacciate di Petra scritto da una GRANDISSIMA AMICA di questo blog che ci ha sempre regalato dei bellissimi racconti. Se ve la siete persa, trovate qui la prima parte.

Erano passati alcuni giorni dalla prima sculacciata, e Petra era rigata dritta, ma Piero era stato chiaro con lei dicendogli che da oggi in poi la avrebbe sculacciata per le sue mancanze, Petra aveva provato a controbattere ma poi aveva accettato sperando di non dare mai la possibilità a Piero di punirla.
Piero aveva messo un cartello all’ingresso molto imbarazzante all’ingresso che diceva – se troverete il servizio di Petra poco soddisfacente avvertite la direzione che prenderà provvedimenti – con accanto il disegno di un omino stilizzato come quello dei bagno che aveva un braccio alzato dietro a una ragazza sempre stilizzata piegata, Petra si era sentita e tuttora si sentiva imbarazzata da quel cartello ma faceva finta di niente, anche se spesso doveva rispondere alle domande delle persone che chiedevano spiegazioni, alle quali lei rosa in viso diceva che Piero era come un padre per lei e come tale aveva accettato di essere ripresa come usava nei vecchi tempi, molti ridevano altri la confortavano, altri erano contrari ma comunque nessuno diceva nulla, anche se sotto sotto speravano di assistere a uno di quei provvedimenti, e cosi fu purtroppo per Petra.
Stava servendo una coppia di signori anziani, molto simpatica ma anche molto esigente, verso meta del servizio Petra inciampa e rovescia la caraffa di acqua sul tavolo, l’acqua bagnò la signora che scostandosi cadde in terra, da qui inizia la storia.
Signora si e fatta male- Petra subito si adoperò ad aiutare la povera signora porgendogli la mano, il signore intanto alzatosi dal tavolo si avvicinò alla moglie, e insieme a Petra la tirarono su, la signora iniziò a ridere ma non fu cosi per Giulio il marito che guardando Petra – vada a chiamare immediatamente Piero Petra deglutendo nervosamente annuì e corse in cucina da dove già stava sopraggiungendo Piero velocemente sentito il trambusto, Petra come lo vide si senti un nodo allo stomaco poi con voce bassa – il signore del tavolo 12 la vorrebbe- Piero guardò con aria adirata Petra sapendo già cosa poteva esser successo e si avviò al tavolo, arrivato li vide Cinzia che nel frattempo stava sistemando il tutto scusandosi con i clienti , la quale girandosi verso Piero mentre con uno Scottex asciugava il tavolo rovescio il vino, Piero prese la bottiglia al volo prima di farla cadere rialzandola, prese velocemente lo Scottex ripulendo il tutto poi con voce severa – Cinzia corri a prendere il mocio avanti che fai dormi? Vuoi fare altri danni forse- Cinzia corse a prendere il mocio, Petra restò ferma dietro Piero con sguardo basso sapeva cosa gli sarebbe toccato molto probabilmente, nel frattempo il marito della signora la aveva aiutata ad asciugarsi e si era sincerato che stesse bene, la signora era molto gentile e giustificava la povera Petra mentre il marito adirato brontolava.
Piero posando lo Scottex 4e asciugandosi le mani al grembiule allungò la mano al signore il quale la strinse con forza e decisione – Piero questo ristorante una volta aveva un servizio degno di se cosa e successo l’età la ha forse fatta cedere alla bellezza invece che alla bravura delle sue sottoposte- Piero sorridendo per far cadere l’aria tesa – certo che no si sono sempre comportate bene sono sicuro che non succederà mai più vero Petra si girò fulminandola con lo sguardo, lei abbassando lo sguardo e diventando piccola – si signore e stata una mia sbadataggine che non si ripeterà mai più- intanto tutti i tavoli stavano guardando la scena incuriositi e parlottavano, Cinzia adesso stava pulendo in terra finendo di asciugare le ultime gocce si mise in attesa, Piero mettendo una mano sulla spalla di Petra e guardando il signore – beh come ha potuto leggere all’entrata Petra e una brava ragazza e come tale ha accettato di subire punizioni corporali come ai vecchi tempi in caso di mancanze, quindi se vuole la punirò per ciò che ha fatto- il signore restò un attimo interdetto poi con voce grossa – certo mi chiedo cosa aspetta a farlo- Piero girandosi verso la povera Petra – sentito il signore piegati sul tavolo forza- Petra a quelle parole diventò bianca e con voce già rotta dai primi singhiozzi – ma qui davanti a tutti?- lui guardandola – certo senno come fanno a sapere che ti punirò per davvero forza niente storie e piegati guarda di avere almeno un minimo di orgoglio accettando la tua giusta punizione forza – Petra si chinò e fece calare i sui jeans, come lo fece si sentii un ooo da parte dei maschietti e subito dopo delle pacche dietro la testa delle ragazze ai ragazzi, adesso Petra era in perizoma piegata sul tavolino sentiva tutti gli sguardi su di lei, Piero si mise dietro di lei e face scendere le mutandine di Petra fino al ginocchio, la coppia la guardava lei con aria compassionevole mentre lui con aria severa, mentre li guardava arrivò il primo colpo, ciack strinse lembi di tovaglia fra le mani per non urlare e attese il secondo colpo che non si fece attendere, la stava colpendo ritmicamente e in maniera molto severa, la gente la guardava quasi come ipnotizzata da quella mano che batteva il suo sedere, Petra iniziò a piangere quasi più per l’imbarazzo che per il dolore la sua punizione andò avanti fino a che il suo sedere non fu bello rosso, a quella vista Cinzia si fece scappare un sorrisetto, Piero notò questo sorriso e si diresse verso di lei, Cinzia guardandolo e capendo dalla sua espressione le sue intenzioni fece per allontanarsi ma Piero la afferrò per il braccio e la trascinò accanto a Petra, poi mettendole una mano sulla schiena la fece piegare, Cinzia si ritrovo intontita e piegata accanto a Petra, riprendendosi un attimo – hei io non ho accettato questa cosa della punizione- Piero assestandogli il primo sculaccione da sopra i jeans – a no? Però ti diverti a prendere in giro la tua collega no?- Cinzia con voce spocchiosa – era divertente vederla cosi hanno riso tutti- lui ciack altro sculaccione che fece sussultare Cinzia – come ho detto a lei ti do 10 secondi se resti ferma ti calerò i calzoni e le mutandine e ti sculaccerò come Petra altrimenti quella e la porta- Cinzia battendo una mano sul tavolo nervosa – ma questo e un ricatto- lui guardando la bottiglia – no e la verità dato che hai fatto cadere una bottiglia piena di vino del valore di 300 euro- Cinzia si zittì non avendo più basi dove poggiare la sua difesa, i 10 secondi passarrono e Piero con aria calma e risoluta mise a nudo il bel culetto di Cinzia, girandosi verso Petra che nel frattempo se la rideva sotto i baffi – dovremo cambiare il cartello e mettere le cameriere saranno – e fece una risatina e cosi Petra e tutti i clienti chiaramente tranne Cinzia, i colpi iniziarono duri e decisi, ad ognuno di essi Cinzia mugolava e andava in avanti, Piero continuò fino a che anche il suo culetto non fu rosso fuoco, poi guardo Cinzia piangente – sei pentita per il tuo comportamento?- lei imbarazzatissima – si signore- lui facendo una carezza sulla testa di Cinzia – dai adesso alzati sei stata brava – Cinzia stranamente provò conforto in quelle parole si rialzò e si ricompose, Petra come lei fece per alzarsi ma Piero con una mano la tenne giù – piccola te no hai ancora una dose di sculacciate severe da prendere- Petra si irrigidì e poi si mise nuovamente in posizione, Piero si tolse la cinta, adesso il ristorante era piombato in un silenzio assoluto, tutti guardavano Piero che dietro Petra piegava la cinta, due forti schiocchi riecheggiarono nel locale quando Piero tirò i lati della cinta, Petra stava tremando perché conosceva la cinta, Piero passò una mano sul sedere di Petra poi con voce calma – Petra contale- lei si sentì mancare il respiro a quella richiesta e fra i clienti si creo un lieve vociferare, lei guardo la tovaglia sotto di lei per evitare gli sguardi e subito arrivò il primo colpo, ciack Petra lancio un urlo leggero per poi dire con voce singhiozzante e imbarazzata 1 la conta andò avanti fino a 50 ogni colpo era accompagnato da un urlo di Petra e subito dopo dal numero del colpo, il sedere adesso era attraversato da lunghe strisce blu e nel centro si era creato un bel livido violaceo, sicuramente Petra avrebbe fatto fatica a rimettere i jeans.
Piero lasciò 1 minuto a Petra per riprendersi poi la fece alzare e la abbracciò, Petra si strinse a lui e pianse, nel mentre lui mise nuovamente gli indumenti a Petra, quando arrivò ai jeans vide Petra torcere la bocca per il dolore ma con fare deciso aveva tirato su e chiuso il bottone, scostò Petra e gli accarezzo la guancia – bene adesso che sei stata punita come meritavi scusati con i signori e preparagli subito un altro tavolo, e come e successo l’ultima volta offrirai a loro la cena- poi girandosi verso Cinzia – mentre te pagherai la bottiglia di vino- Cinzia abbassò lo sguardo Piero avvicinandosi scompigliandogli i capelli con la mano sorridente – ma dato che hai subito la punizione pagherai solo 1 terzo del valore- Cinzia sorrise anche se sperava di non doverla pagare, Petra andò davanti alla coppia e facendo un inchino – scusatemi per la mia incompetenza e per avervi causato problemi se volete seguirmi vi indicherò il nuovo tavolo, chiaramente per scusarmi offrirò io la cena – i due sorrisero e la seguirono, mentre gli altri parlottando fra di loro ripresero a mangiare, Cinzia pagò il vino e tornò a lavoro, o cosi dice di aver fatto in quei 10 minuti passati nell’ufficio di Piero, ma c’è chi dice di aver visto piccole strane gocce bianche ai lati della bocca di Cinzia a voi il finale.
Descrizione cinzia : alta 1’84, bionda occhi azzurri come il cielo, terza di seno , bel fisico e culetto a mandolino

Racconti di sculacciata: Petra

2 Ottobre 2009

Questo racconto di sculacciate è stato inviata da una grandissima amica di questo blog…indovinate un po’ da chi? EH eh non è difficile ;)

petra è una cameriera venuta dall’est Europa affascinante mora occhi chiari, un bel seno infatti porta la 4 coppa c, il suo fisico e leggermente in carne ma non la rende obesa anzi rende le sue curve ancora piu invitanti,era in italia grazie a questo lavoro, il proprietario un anziano signore molto piacente la aveva accolta, lei si era trovata subito fin troppo bene infatti si era fin troppo viziata dei favori e delle gentilezze di piero fino a che….

Erano i primi di settembre ed iniziavano a venire i primi settembrini come si chiamano in gergo, la serata iniziò con due tavoli da servire una famiglia con due bambine molto graziose e una coppia di signori anziani, la serata passò bene dopo i primi due tavoli ne servì altri fino a che verso le 22 venne una coppia di fidanzati a chiedere il tavolo per cenare, petra quella sera non aveva molta voglia quindi si sbrigò ad andare da loro e sperando che il signore non sentisse – guardate dopo le 21 e 30 non si accettano nuovi tavoli- la coppietta amareggiata guardò petra – ma come siamo sempre venuti a quest’ora- lei sbuffando leggermente – si ma era anche agosto adesso siamo a settembre si chiude prima- mentre diceva ciò sentì la mano del signore sulla spalla che avanzando – che problema c’è petra?- lei guardandolo leggermente imbarazzata – volevano un tavolo ma gli ho detto che doto le 21e30 non si accettano- piero la fulminò con lo sguardo senza farsi notare poi sorridendo ai clienti li accompagno al tavolo.
Petra vide il signore tornare verso di lei esso fece un segno a cristina di darle il cambio e fece cenno a lei di seguirla, petra si accorse subito di aver combinato una cavolata, in cuor suo stava odiando le due persone venute alle 22 che sicuramente gli avrebbero fatto fare nuovamente mezzanotte cosa che lei non aveva voglia di fare, ma adesso mentre seguiva piero non poteva pensarci più di tanto dato che sapeva che piero la avrebbe sicuramente rimproverata se gli andava bene, infatti temeva già il licenziamento in tronco, a quel pensiero si sentì un nodo allo stomaco pentendosi per ciò che aveva appena fatto, ma nel mentre arrivarono nel retro.
Piero si sedette sulla sedia della scrivania guardando petra gli fece cenno di sedersi, lei esegui testa basta senza proferire parola, lui prese le buste paga di petra dei tre mesi prima e le poggiò sulla scrivania, schiarendosi la voce – petra come mai stavi per mandare via quei clienti? Lo sai che sono nostri affezionati clienti da parecchio tempo no? Guarda queste buste – petra stringendosi le mani nervosamente guardò le buste poi ritorno testa china – hai visto che cifre ci sono no? 1200 a giugno 1360 a luglio e 1800 ad agosto sai quanto fa?- lei fece per rispondere ma piero sbattendo il pugno sulla scrivania – fanno 4360 euro in tre mesi, e te mi mandi via i clienti? Quando sai che io faccio i salti mortali con la crisi che c’è per far si di accontentarli – petra si senti come soffocare e cominciò a piangere e balbettando in lacrime – la prego non mi licenzi questo lavoro e tutto quello che ho- piero alzandosi andò di fianco a petra la fece alzare e la abbracciò – ma che dici petra non ti licenzierei mai sei come una figlia per me, ma comunque- fermandosi asciugando le lacrime sul volto di lei – è appunto perche ti voglio bene come ad una figlia che mi trovo costretto a punirti- lei si scansò tremante – che cosa vuole dire- lui guardandola severo – che adesso petra ti sculaccerò come una bambina dato che ti comporti da tale, fare una cosa cosi dopo che ti ho dato una casa un lavoro e il mio affetto come se fossi la figlia che non ho, lo sai pensavo di lasciarti il locale ma se ti comporti cosi come posso fidarmi?- petra sentendo le parole di piero con un filo di voce – scusi piero – abbracciandolo e sfogandosi da tutta la tensione accumulata – non dovevo lei e come un padre per me e io non faccio altro che approfittarmi della sua gentilezza la prego mi punisca come merito, e se vuole anche in futuro potrà farlo- piero accarezzando la testa di lei andò verso la sedia e la poggiò al centro della stanza, poi con dolcezza prese il braccio di lei portandola sulle sue ginocchia,alzò la sua gonna di lino nero e abbasso le mutande di pizzo bianco, petra ebbe un sussulto a quel gesto ma non si scansò, subito dopo piero iniziò a colpire il sedere di lei con forza e decisione, da prima petra non si lamentò ma dopo iniziò a gemere dal male e subito dopo a piangere, i colpi riecheggiavano forti nella stanza, il culetto di lei pian piano si stava arrossando sempre di più, petra era sconvolta per la prima volta in vita sua era sculacciata non da sua madre ma dal suo datore di lavoro, la sculacciata andò avanti un 3 minuti, il sedere era molto provato, piero oltre alle natiche si era dedicato anche subito sotto le natiche alle cosce, petra in lacrime fece per rialzarsi, ma lui la bloccò – credi sia finita? E solo per riscaldarti il culetto questa parte adesso arriva la vera punizione- petra diventò tesa poi in lacrime- la prego ho compreso il mio sbaglio non succederà più- lui sorridendo sarcasticamente – certo ne sono sicuro che non accadrà più- detto ciò raccolse la riga di legno sulla scrivania poi ciack molto forte sul sedere, petra puntando le mani in terra andò in avanti per il colpo , non fece tempo a ritornare in posizione che ciack il secondo, adesso i colpi erano ben distinti nella stanza, pierò arrivò a 30 colpi poi si fermò, petra era esausta dal pianto e dal dolore dei colpi, lui la fece rialzare e la abbracciò per consolarla, poi con fare deciso la porto verso la scrivania,- petra poggia i gomiti alla scrivania- petra si voltò ma lo sguardo deciso di piero la fece demordere dall’intento e si posizionò, lui sfilandosi la cinta di pelle larga – petra mi dispiace che tu debba subire una cosi dura punizione ma la meriti e so che anche te come me lo sai benissimo- petra annui senza dire niente a quel punto piero si avvicinò dietro di lei facendogli allargare bene le gambe e facendola piegare leggermente, le gambe di lei tremavano vistosamente, dalla micina uscivano alcune gocce di pipi dovute alla tensione e alla paura di lei, piero piegò la cinta e ciack primo colpo da un lato seguito subito da un altro dall’altro, la cinta mordeva a carne di petra che ad ogni colpo in lacrime piangeva chiedendo di smetterla perche era troppo duro, piero continuò a colpire prima da una parte e poi di rovescio dall’altra più volte fino a farle il culetto tutto livido, non le contò ma di sicuro non erano stati meno di 60 colpi, adesso petra piangeva accasciata a terra tremava ancora dalla tensione, il suo sedere era livido e dolente come del resto il suo orgoglio dopo essere stata sculacciata come una bambina, piero la fece rialzare poi porse a lei una bottiglietta di acqua, che petra bevve rovesciandone alcuna in terra per il tremolio, gli diede un dieci minuti per riprendersi poi – bene adesso vai di la e ti scusi con i due clienti, gli dirai che gli offri la cena te per stasera intesi?- lei fece per protestare ma come tentò di farlo piero la piego e preso il righello ciack ciack 15 colpi duri da sopra la gonna poi la lasciò, petra senza dire niente e dolorate si ricompose andò prima in bagno a sistemarsi e poi andò a servire la coppietta offrendogli la cena

Spero vi piaccia, non è lunghissimo ma dovrebbe essere lo stesso molto carino :p commentate

Gemere e al contempo soffrire

22 Settembre 2009



“Il tempo si dilata e lo spazio di un attimo,
in un secolo a volte tramuta,
con te è come se andassimo,
in una stanza da lungo temuta.

Temuta ma spesso agognata,
e dal mondo vicina e distante,
con le pareti che come lenzuola
in un abbraccio ci tengon reclusi.

La rima cade ai nostri pensieri,
troppo grandi per star prigionieri,
il verso non può contenere
il nostro più forte sentire

E tu muta al mio cospetto
Indifesa porgi le terga,
Sapendo che il bacio cocente,

Non è solo dato per il tuo dolore,
Non è poi lungi dall’amore
Non è sol colpa che espii

Ma conquista di quel che tu aspiri
Anelito a un diverso sentire
Gemere e al contempo soffrire”

Fabian Handy

Racconti di sculacciata: la punizione di Marika

16 Settembre 2009

Dopo la punzione di Monika, la punizione di Marika.

Buona lettura!

stamattina mi sono svegliato con ancora il ricordo della punizione subita da monika 4 giorni fa ,e stata un esperienza bellissima per me e stata la prima volta
che ho assistito ad una sessione sadomaso dopo avermi acceso una sigaretta e bevuto un caffe mi sono vestito e mentre mi accingevo a trovare le chiavi mi suona il telefono io con il cuore in gola speravo fosse luca fu proprio cosi era luca che mi chiese se volevo partecipare. e mi accolse luca alla punizione di monika ovviamente gli risposi di si mi diede delle indicazioni diverse non piu a casa sua ma in un paese a circa 200 km dal nostro ,Conoscevo quel posto ,un paese immerso nel verde di una collina .Mi disse di farmi trovare li entro le 12 cosi feci mi misi in macchina e partii quando arrivai sul poso vidi una villa bellissima con tantissimo spazio tutt intorno bussai e si apri il cancello automatico mi accolse un luca particolarmente nervoso mi disse che monika era una puttana e che stavolta non l’avrebbe dimenticata facilmente la sua punizione mi spiego che in 4 giorni ne aveva fatte di tutti i colori proprio come una monella : lunedi aveva rotto 2 bicchieri poi non aveva pulito bene il bagno e infine cosa piu grave durante una sculacciata si era pisciata addosso aveva sporcato il divano buono del salone e tutto il tappeto mi disse che per pri ma cosa non l aveva fatta lavare quindi come si conviene ad una cagna dopo l avremmo fatto noi
Dopo averci detto tutto entammo in casa e trovai marika nuda con una coda nel culo ele mani legate ad una staffa e con ai piedi degli stivaletti non molto alti come sempre era depilata ma quando mi avvicinai a lei emanava un forte puzzo di urina io ero gia eccitatissimo e non vedevo l ora che iniziasse la PUNIZIONE DI MONIKA luca non se lo fece ripetere due volte slego la schiava e uscimmo fuori casa ci porto in una specie di stalla dove c erano appesi al muro vari strumenti di flagellazione e poco piu in la un sulki nuovo di zecca LUCA prese due lunghe fruste con una lacina sottile e mi dise :oggi MONIKA sara punita anche da te cosi mis E bavaglio a MOnika e tirandola uscimmo fuori monika camminava e luca cominci COLPIRLA SULLE COSCE PRIMA CON COLPI LEGGERI POI SEMPRE PIU FORTI VEDEVO MONIKA SOBBALZARE AD OGNI COLPO MENTRE STRISCE COLOR ROSATO LE DISEGNAVANO LE CASCE E IL CULO LUCA DOPO CIRCA 30 COLPI LA LEGO AD UN ALBERO TRAMITE UNA SORTA DI COLLARE E LE DISSE ORA VEDRAI COME SI TRATTANO LE MONELLE COME TE SEI STATA
MOLTO CATTIVA IN SOLI 4 GIORNI MI HAI FATTO IMPAZZIRE ORA SARAI PUNITA E SAI TI PUNIRA ANCHE il nosto amicoLEI MUGOLO E AVEVA LA BAVA CHE SCENDEVA
DALLA bocca e fece segno di no con la testa luca non si fece impietosire e le disse ,ora devi cORRERE AVNTI SU E INCOMINCIAMMO A COLPIRE SCIIIACCC SCIIIACCC SWISSSHH MMMMM MMMHH ALZA LE GAMBE CAGNA E SWISHHH SWISHHH SWISHHH MMMMGGHHH COLPIVAMO INSEME E IL SUO CORPO ERA SUDATO ETANTE STRISCIE LO PERCORREVA LUCA COLVA MOLTO PIU FORTE DI ME ALLORA CAMBIAMMO POSTO ……….AVEVO CONTATO CIRCA 100 COLPI
quando luca mi disse di fermarmi monika era tutto un tremito piangeva e si lamentava ma luca non ebbe pieta anzi la slego gli tolse il bavaglio e comincio a toccarla mise una mano fra le gambe e gli disse scHIAVA SCHIFOSA SENTI COME PUZZI DELTUO PISCIO ORA HAI BISOGNO DI UNA DOCCIA MARIKA SORRISE PENSANDO CHE LA PUNIZIONE SAREBBE TERMINATA INVECE…………………. LA PORTAMMO DENTRO A SUON DI FRUSTATE …AAHHHH SWISCHHH SWISHHHH UAAAHH BASTA VI PREGO NON LO FACCIO PIUUUU IEAHHHH entrati dentro la fece togliere la coda e gli stivali e insieme la portammo nel bagno puzzava marika erano 5 giorni che non si lavava ora l avremmo fatto noi …….ento nella doccia e subito gli arrivo un getto di acqua caldissima ahhhhh brucia brucia marika cercava di scappare ma io la tenevo ferma mentre luca dirigeva il getto d acqua sulle parti del corpo piu doloranti ahhhh pietaaaa ti prego luca bastaaa e luca le luride cagne devono essere lavate cosi DOPO MI DISSE DI ASPETTARE PERCHE NON AVEVA LA SPUGNA IO NON CAPII DOPO UNPO TORNO CON UNA RETINA PER LAVARE I PIATTI MARIKA NOOOOOO COSA VUOI FARMI??? QUESTO NOOO E LUCA ZITTA TROIA COSI IMPARERAI A LAVARE E A PULIRE SENZA ROMPER NIENTE MISE DEL SAPONE SULLA RETINA E COMINCIO A STROFINARE IL CORPO MARTORIATO DI MARIKA TIENI TROIA COSI IMPARERAI AD ESSERE PULITA PISCIASOTTO DEL CAZZO MONIKA SI DIBATTEVA TUTTA MENTRE LUCA INSISTEVA SULLA FICA E SUI CAPEZZOLI DOPO CIRCA 10 MINUTI APRI LA DOCCIA E LEVO VIA IL SAPONE CON L ACQUA CALDISSIMA MMMMMMHHHH AAHHHHH PIETAAA BASTAAAA NON CE LA FACCIOOO PIUUUUU IEAHHHH PERDONO PERDONO MIO PADRONE FARO TUTTO QUELLO CHE VUOI MA BASTTAAA DOPO LUCA L ASCIUGO ANDAMMO IN CAMERA E FACEMMO L AMORE PRENDENDOLA IN TUTTI I BUCHI GODENDO COME MATTI ERA SERA TARDI LASCIAI LA CASA E TORNAI IN CITTA ANCORA ECCITATO MA FELICE PER AVER PUNITO MARIKA