Eh si , purtroppo a 18 anni ancora le prendo sul culo nudo, che dopo esser stato sculacciato, diventa rosso e tumefatto.
Mi chiamo Fabio, sono di Savona, una cittadina piuttosto piccolo e bigotta, dove non c’e nulla da fare d’ inverno e tantomeno d’ estate. Sin da adolescente la pornografia e la masturbazione hanno riempito le mie giornate. Mia madre, una donna di 53 anni alta e robusta ha passato la sua infanzia in collegio dalle suore, in quanto i miei nonni sono entrambi molto religiosi, crescendo attaccata alla morale. Potete capire quindi cosa ne pensa della pornografia e della masturbazione in particolare, vista come demoniaca e segno di poca serieta’. Mi ricordo che avevo 18 anni e con i miei compagni di classe ci scambiavamo spesso giornali e videocassette porno; un pomeriggio mi chiusi in camera con uno di questi giornali , dopo aver attentamente controllato che in casa non ci fosse nessuno e cominciai a sfogliarlo.
Quando guardavo un giornale porno mi piaceva mettermi completamente nudo in camera mia, con la porta chiusa, non a chiave in quanto mi era proibito chiudermi in camera e allo scopo mia madre aveva levato ogni chiave dalle serrature. Rimanevo quindi in apprensione , se qualcuno fosse entrato non avrei potuto nascondere cio che stavo facendo, anche perche ero completamente nudo, ma tutto cio mi portava in uno stato di paura mista ad eccitazione, e mi faceva godere tantissimo. Dopo aver guardato la prima pagina del giornale, dove c’era la foto di una bella bionda che succhiava un cazzo gigante, e ne prendeva un altro in culo, ebbi una erezione immediata e cominciai a masturbarmi furiosamente. Mi piaceva vedere il movimento della mia mano sul mio cazzo eretto e sentire le palle dure e tese, pronte per farmi venire; per aumentare l’eccitazione mi spalmavo anche una crema sul cazzo, partendo dalla punta , e il fatto di farmi le seghe con il cazzo unto di crema mi faceva godere da impazzire. Dopo circa 20 minuti, ero sul punto di venire, ma cercavo di ritardare per protrarre il godimento, ma dopo che vidi una di quelle troie del giornale con la faccia piena di sperma, non ce la feci più e cominciai a masturbarmi più forte, fino a che lanciai un gridolino e cominciai a venire sul fazzoletto che avevo nella mia mano sinistra. Tuttavia quella volta ero molto eccitato e venni molto, anche sul tappeto della camera e sulla mia pancia. Purtroppo per me quel momento di estremo godimento durò poco, in quanto mentre stavo ancora venendo , senti’ la porta di casa aprirsi e poco dopo la voce di mia madre e mia nonna che chiedevano se in casa vi era nessuno. Non udendo risposta entrarono e mia madre fece cio’ che faceva ogni volta che entrava in casa : controllare che la mia camera fosse in ordine e con il letto fatto. Appena udi’ la porta di casa aprirsi, rimasi pietrificato , pur continuando a godere, con piccoli getti di sperma che sgorgavano dal mio pene, e che si depositavano sulla mia gamba e sul tappeto; sapevo che in pochi istanti mia madre sarebbe entrata e che se mi avesse visto cosi, mi avrebbe sculacciato a morte………..Difatti pochi istanti dopo mia madre entro’ in camera mia e appena mi vide rimase pietrificata : ero sul letto, con la mano destra sul cazzo che continuava a sborrare, con il giornale porno in mezzo alle gambe e con la mano sinistra che reggeva un fazzoletto impregnato del mio sperma. La prima cosa che fece fu quella di avvicinarsi a me e di prendermi il giornale porno e strapparlo….poi mi diedi un ceffone e con la mano mi diede uno schiaffo sul cazzo sborrato, sporcandosi la mano; questo fece aumentare la sua collera, e comincio a imprecare dicendo che ero uno schifoso , un delinquente e che mi avrebbe dato lei la giusta punizione. Corse in bagno e prese un asciugamano e con quello mi asciugo il cazzo ancora duro e lo sperma rimanente sulle gambe; poi senza dire nulla, mi prese per un orecchio, mi trascino’ sulle sua ginocchia e blocco il cazzo in mezzo alle sue cosce. Poco dopo il mio culetto bianco comincio ad arrossarsi sotto il peso di potenti sculaccioni inflitti con la mano, mentre mia nonna guardava. La sua mano destra cadeva pesantemente su entrambe le chiappe, e le sculacciate erano cosi forti e veloci che non avevo il tempo di gridare tra un colpo ed un altro. Ciaff…..ciaff….ciaff….era l’unico suono che udivo, e i colpi aumentavano sempre piu in intensita’ e velocita’.. Imploravo perdono a mia madre , spiegandogli che era la prima volta e che non lo avrei fatto mai piu, sapendo dentro di me che stavo mentendo spudoratamente….” Schifoso, porco, te lo faccio nero questo sedere, ti insegno io a comportarti da maiale” erano le sole parole che mia madre mi diceva, mentre mi sculacciava senza pieta’….” La prima volta eh, non ti credo, lo avrai fatto sicuramente altre volte non e’ vero??????e io “ma no mamma”, e lei dandomi colpi ancora piu forti…….”dimmi la verita’ se no ti scortico il culo” e cosi dicendo comincio a darmi delle piccolo botte sulle palle……Poi mi fece mettere in piedi di fronte a lei e io avevo il cazzo ancora duro, forse per l’eccitazione mista a dolore, e istintivamente mi copri con le mani, ma mia madre mi diede un altro schiaffo potente sulla guancia, facendomi piangere ancora di piu e intimandomi di rimanere con le mani sui fianchi. Cosi ero nudo, con il volto rigato dalle lacrime, il cazzo duro, il culo rosso porpora di fronte a mia madre, con mia nonna che aveva visto tutto e aveva preparato il battipanni. Lei era la madre di mio padre e non era molto severa, ma anche lei non ammetteva la masturbazione; mia madre mi guardo dritto negli occhi e io abbassai lo sguardo, allora lei mi diede un altro ceffone e mi disse : ‘senti bene schifoso, dimmi quante volte lo hai gia fatto e guardami negli occhi’….io per la vergogna non riuscivo e stavo con la testa bassa. Allora mia madre mi prese il viso tra le sue mani e con la forza mi porto il viso davanti al suo e mi ripete’ la domanda, cominciando a sculacciarmi di nuovo, provocandomi molto dolore sul culo gia rosso. Io le dissi che lo avevo fatto altre 3 volte, sperando che la mia ammissione, nonostante fossero state molte di piu ‘ , servisse a lenire la sua collera. Appena mia madre senti questo numero ando nuovamente su tutte le furie, e in un instante mi rimise sulle sue ginocchia e comincio a sculacciarmi molto piu forte di prima…..” porco, te la insegno io la educazione, altre 3 volte eh, allora ti piace eh….vediamo se ti piace anche questo” e cosi dicendo, si fece passare il battipanni e comincio a colpirmi con quello. Sbam….Sbam. Sbam..i colpi del battipanni cadevano implacabili sul mio sedere rosso e tumefatto, e con che forza…..Mia madre che continuava a urlarmi che ero un porco e mia nonna che gli dava ragione, e la incitava a colpirmi ancora piu forte, su quel “ culo giovane “, cosi’ aveva apostrofato il mio sedere. Dopo una serie infiniti di colpi, mia madre mi mise di nuovo in piedi di fronte a lei, e mi disse : per ora penso sia abbastanza, ma la tua punizione non e’ ancora finite: da domani starai una settimana da tuo zio, lui si che ti rimettera ‘ sulla retta via…Ora fila a letto senza cena…….Faticosamente mi infilati sotto le coperte, con il culo rosso e tumefatto che bruciava tantissimo e con la fame nello stomaco. Sapevo che per un paio di giorni non mi sarei potuto sedere , e avrei avuto difficolta a camminare. Mai la mamma era stata cosi severa nell’infliggermi una punizione, di solito qualche sculaccione e via, ma quella volta era stata molto pesante. Nel frattempo il mio cazzo si era sgonfiato, ma era ancora di notevoli dimensioni. Se la mamma avesse saputo che grazie al mio cazzo di 18 cm ero riuscito a farmi fare un pompino da una compagna di classe, Annalisa , nel bagno della scuola prima, e di casa nostra poi, mi avrebbe scorticato il culo…..Si me lo ricordo bene quel primo pompino: dopo una canna fumata nel bagno di scuola, nel rientro pomeridiano, io e Annalisa eravamo su di giri , e allora io per scherzare gli chiesi se mi faceva vedere una tetta; con mia grande sorpresa non rispose e si scopri il seno destro prima, il sinistro poi e infine tutti e due. Le dissi che aveva due tette bellissime , e lei mi rispose che ora era il mio turno , e lei voleva le facessi vedere il “ tuo bel sedere sodo come il granito”.
La cosa mi eccito’ cosi ‘ mi girai di spalle e mi abbassai i pantaloni, mostrando ad Annalisa il culo. Lei mi ringrazio’ e si prese qualche minuto di silenzio per godersi lo spettacolo, poi mi chiese, con mio grande stupore, se poteva toccarmelo. Ovviamente acconsenti’, e mi ritrovai entrambe le mani di Annalisa che mi massaggiavano il culo. Le chiesi se le piaceva e lei rispose di si, con un tono di eccitazione nella voce…….Quel si detto cosi’ mi fece eccitare ancora di piu’ e il mio cazzo comincio’ a indurirsi sempre di piu, sino a raggiungere una erezione completa, dura come la pietra. Annalisa continua cosi mi piace” le dissi mentre lei continuava a massaggiarmi il culo; poi decisi che era il mio turno di divertirmi. Le afferrai le mani e continuai a farmi massaggiare il culo con le mie mani sopra le sue , che facevano su e giu sulle mie chiappe. Annalisa sembrava gradire ed eccitarsi al contempo, cosi’spostai le sue mani sul davanti, e cominciai ad avvicinarle al cazzo….misi una delle sue mani sulle palle, e una sull’asta. Appena Annalisa ebbe la mano sul cazzo duro, comincio a masturbarmi furiosamente, e a massaggiarmi le palle con l’altra mano. Mi disse che le piaceva molto , cosi mi girai e le misi il cazzo davanti agli occhi: comincio’ a baciarmi lungo tutta l’asta, poi prese tra le labbra la cappella e la bacio’e affondo’ la bocca un poco , infine si mise tutto il cazzo in bocca. Andava su e giu’ lungo tutta l’asta, fermandosi di tanto in tanto per leccarmi le palle; con una mano mi massaggiava le palle, con l’altra mi masturbava e con la bocca mi spompinava, una vera esperta pensai. Dopo dieci minuti ero al colmo dell’eccitazione e con la cappella rossa e dopo l’ennessima succhiata di palle, appena rimise la bocca sulla cappella, le innondai la bocca di caldo sperma. Sborrai a lungo e abbondantemente nella sua calda bocca e lei senza battere ciglio ingoiava tutto e alla fine mi ringrazio’.
Cosi mi misi a letto e tentai di addormentarmi, ma il pensiero del pompino mi fece eccitare nuovamente e ebbi una nuova , dura erezione. Ero anche spaventato al pensiero del giorno seguente, in quanto mi sarei dovuto trasferire nel convento di mio zio. Mio zio era un gesuita che viveva in un convento con altri dieci frati, ed era molto religioso e ansioso di “educare i giovani ribelli” come me, diceva……in altre occasioni, per esempio quando tornai tardi da scuola e mia madre mi aspettava con lui per il pranzo, ebbe occasione di punirmi, e non ci andava certo leggero. In quella particolare occasione mi ricordo di essere tornato a casa, di aver visto mia madre infuriata e mio zio che mi guardava in malo modo, quasi per farmi vergognare. Mia madre mi disse che ero inaffidabile , che aveva cucinato e che ora tutto si era freddato per colpa mia, e quindi dovevo essere punito. Mio zio disse che non avevo rispetto per mia madre e per la mia famiglia e avevo rovinato quel ben di dio. Cosi dicendo mi sollevo di peso e mi porto’ nella mia stanza. Io ben sapevo cosa mi aspettava e tentati di divincolarmi, ma fu tutto inutile, ero piccolo e mio zio era robusto. Ricordo di avergli dato un calcio sullo stomaco e di avergli fatto male, cosa che lo fece infuriare. Mi mise sul letto e velocemente mi sfilo il giubbotto, il maglione, I jeans e le mutande, lasciandomi sul letto nudo e con i calzini ai piedi; poi mi porto di peso sopra le sue ginocchia e comincio a sculacciarmi fortemente, fino a che non cominciai a piangere. Il mio sedere era gia rosso porpora, quando mia madre porto in camera un bel mestolo di legno, e lo passo a mio zio. Lui mi fece alzare e mi fece mettere piegato in avanti e con le gambe divaricate, e comincio’ a colpirmi con il mestolo. Un dolore lancinante mi assaliva, cosi cominciai a imprecare contro di lui, il che fece solo aggravare la situazione. Mi colpi ancora piu forte con il mestolo, sino a farmi perdere l’equilibrio e farmi cadere a terra per il dolore; sollevandomi di peso mi mise nuovamente sulle sua ginocchia e continuo’ a sculacciarmi con la mano.
Dopo 50 sculaccioni si fermo, mi mise sul letto e se ne ando’ . Finalmente pensai, non ne potevo davvero piu. Era vero che ero arrivato mezz’ora in ritardo, ma c’era un buon motivo : quel giorno nel bagno delle femmine, a scuola, dopo l’ora di matematica, mi ero dato appuntamento segretamente con Annalisa, per vederla e dirle una cosa molto importante, fu la scusa che usai….in realta’ volevo solo farmi fare un altro pompino, ma quel giorno quella stronza non era in vena: quando la vidi in bagno, le dissi che era molto bella, e che vederla mi faceva eccitare molto, e che non vedevo l’ora che mi succhiasse di nuovo il cazzo…….Annalisa sentendomi dire cio, mi disse molto chiaramente che le piacevo, e che le piaceva succhiarmelo, ma che non sarebbe accaduto quell giorno. Cosi tornai in classe, ma alla fine delle lezioni, pensando ad Annalisa, andai in bagno e mi masturbai per 30 minuti, cosa che mi fece arrivare tardi a scuola. Ancora assorto nei miei pensieri, e con il sedere dolorante per le sculacciate prese, mi misi a cercare una foto che mi aveva dato Annalisa la settimana prima, dove si vedeva lei che si masturbava, con le gambe aperte e due dita nella fica…..quando mi diede quella foto mi fece promettere di non farla vedere a nessuno, e io certamente non mi sognavo di farla vedere a qualcuno, ma la usavo per masturbarmi. Non mi accorsi cosi’ che mio zio nel frattempo era rientrato per salutarmi e per dirmi che ci saremmo visti il giorno dopo, in convento…cosi entro nella stanza, e si accorse che guardavo avidamente una foto , e mi chiese che foto era, io non lo vidi entrare tanto ero con I miei occhi concentrato sulla fica di Annalisa…”zio niente una compagna di scuola, una sua foto innocente”….ovviamente mio zio non mi credette e mi strappo la foto di mano e quando vide che Annalisa aveva due dita dentro la fica e aveva in faccia una espressione di puro godimento , si scandalizzo, e mi disse che non avrebbe detto niente a mia madre, perche la sua povera sorella non si meritava anche questo , ma che mi avrebbe punito severamente il giorno seguente, al convento, quindi mi restitui la foto e se ne ando’. Io non dormii tutta la notte, non sapevo quello che mi aspettava, ma sapevo che sarebbe stato terribile, avevo colto nei suoi occhi una espressione di rancore e odio verso di me, il nipote demoniaco……..
Il giorno seguente, mia madre mi porto alle 10 di mattina in convento , e mio zio venne ad aprire la porta, e con passo svelto mi accompagno verso la mia cella, mai nome fu piu appropriato per descrivere la stanza dove allogiano I frati. Quando entrai in quella stanza, vidi una pila di libri, un misero letto con una coperta, un armadio, un inginocchiatoio e un minuscolo bagno senza pareti , ad un lato della stanza. Mia madre guardo compiaciuta la stanza, affermando che era quello che mi ci voleva per rinsavire, e dopo avermi salutato se ne ando. Io rimasi nella stanza con mio zio, che enuncio le regole del convento : ‘ Per cominciare ti e’ proibito portare indumenta intimi e non appropriate, mentre soggiornerai qua, ti e’ permesso solo un saio , e dei sandali; la sveglia giornaliera e’ alle 6.30 mattutine, e ogni sera dovrai recitarmi I versi della bibbia a memoria, e per ogni tua mancanza o innosservanza di queste semplici regole verrai punito” chiaro????? Io lo guardavo con odio, sperando che quella settimana sarebbe passata presto, ma ero tuttavia felice per non essere stato punito per l’episodio del giorno precedente a casa mia; non ebbi il tempo di finire di pensare, che vidi mio zio portarmi via lo zaino che avevo usato come bagaglio, con I cambi di biancheria e alcuni scatole di biscotti. “ ma zio ho la mia roba la dentro “ dissi, e lui come risposta mi ordino di spogliarmi, di metteremi il saio senza indumenti intimi e di lasciare I miei vestiti sulla sedia, e se ne ando. Feci come mi disse, e quando torno’ vide che ero sdraiato sul letto che sonnecchiavo, con il saio adosso e I miei vestiti sulla sedia. ‘ Ragazzino cosa credi che sia questa una vacanza, ti ricordo che sei qui per abbracciare nuovamente la morale e la decenza che sembri aver perduto “ disse quando entro nella stanza, e cosi facendo mi prese per un orecchio e mi porto con lui in sala mensa. “ la ragione per cui hai il saio senza indumenta intimi, e’ che posso punirti meglio e piu in fretta” disse con tono da inquisizione. “ Ora svelto apparecchia la tavola per dieci” mi disse. Io mi misi ad apparecchiare e contai che con me eravamo in undici , e non capivo quando avrei mangiato. “ zio ma io non mangio’????????????domandai. Per I peccatori niente cibo stasera mi disse, ma solo penitenza. Io protestai e per tutta risposta, mio zio mi prese e mi trascino su di una panca di legno, e mi mise sulle sua ginocchia…….poi mi alzo il saio, notando che avevo tenuto un paio di mutandine, cosi me le strappo e comincio a sculacciarmi vigorosamente. “ cosi fai come ti pare eh, ti avevo detto di non portare indumenti intimi, cosi il tuo culo e’ a portata di mano” diceva mentre mi sculacciava senza pieta, con quelle sue mani cosi dure da lavoratore. “ Adesso verrai punito per avermi disubbidito, e per avere guardato quelle porcherie ieri, e per le tue innominabili azioni, che tua madre mi ha riferito “…….improvvisamente mi lascio andare, e con ancora le mie mutande in mano, che getto nel fuoco, mi fece segno di alzarmi….io avevo il culo appena arrossato, erano state poche decine di sculacciate, e mi ero illuso che potessero essere le ultime per quel giorno. Vidi altri gesuiti arrivare, e due portavano uno strano apparecchio, tipa una croce, ma piu grande, con un buco al centro…….con mio orrore capi che cosa era : un immobilizzatore di legno, perfetto per essere torturati o nel mio caso sculacciati. Cercai di fuggire, ma altri due gesuiti mi immobilizzarono, mio zio mi levo il saio e nudo come ero, mi presero e mi misero sull’immobilizzatore di legno supino, e uno dei frati prese il mio cazzo e lo mise nel buco al centro, cosi da immobilizzarmi completamente; poi mi legarono I polsi e le caviglie alle estremita, e mi lasciarono li, nudo come un verme con il cazzo ciondolante. La sala mensa era grande, e io ero al centro, legato, con il culo esposto e le braccia e le gambe immobilizzate, e il mio cazzo dentro al buco di legno che pendeva dall’altra parte dell’immobilizzatore; ero pieno di vergogna, ma come se niente fosse, gli altri nove frati si misero nel tavolo da me apparecchiato, e aspettarono la preghiera giornaliera : “ oggi fratelli preghiamo dio che questo mio nipote si redima e torni sulla retta via….amen”….disse mi zio, e tutti dissero amen e cominciarono a mangiare, come se non ci fossi. Sentivo la voce di mio zio dietro di me, e vedevo il suo riflesso in una delle vetrate della sala mensa, e in mano aveva qualcosa tipo un battipanni, anzi era proprio un battipanni. Senza dirmi una parola, comincio a colpirmi con il battipanni sul culo nudo , e io dopo un paio di colpi cominciai a dibattermi e a piangere…..Ciafffffff……..Ciafffffffffff……Ciafffffffff……imploravo pieta, ma mio zio sordo ai miei lamenti mi percuoteva il culo con il battipanni, sempre piu forte. “ Redimiti finche sei in tempo Fabio, non aspettare, che questo ti serva di lezione “ diceva mentre mi batteva il culo con il battipanni. Gli altri frati guardavano incuriosity, e dopo 70 colpi, con il culo ormai viola, mi slegarono e mi portarono in due in camera, io non riuscivo a camminare. Rimasi la fino al mattino seguente, nudo sul letto, con un unguento di camomilla che mi avevano portato prima della buona notte, spalmato sul culetto. La mattina arrivo prima del previsto, e io con il culo ancora in fiamme, stavo dormento della grossa. Mio zio apri la porta della camera alle 6.40 e vedendomi ancora dormire, si arrabbio moltissimo. “allora non hai imparato niente ieri, ma come devo fare con te” disse…..io gli risposi di andarsene e di lasciarmi dormire, e che il giorno prima mi aveva distrutto il culetto. Sentendo quelle parole, mio zio si avvento su di me, e si sedette sul letto, e con un movimento felino, mi mise sulle sua ginocchia e mi immobilizzo : prese a sculacciarmi lentamente, come se avesse paura di farmi male, ma dopo pochi minuti, aumento di intensita’, fino a farmi urlare di dolore e piangere come un forsennato…….” Ora ti insegno io l’educazione, schifoso pervertito, ti faccio vedere come la bibbia aiuta” e cosi dicendo prese uno dei pesanti volumi della bibbia e mi sculaccio’ con quello, per almeno dieci minuti, facendo diventare il mio sedere paonazzo. Poi esausto si alzo’ e mi intimo di presentarmi dopo 15 minuti in refettorio, e io massagiandomi il culo e con il viso rigato di lacrime annui, pensando che sarebbe stata una settimana molto lunga. Ovviamente mi presentai in refettorio dopo 30 minuti, e trovai mio zio con in mano un secchio pieno di acqua e un mocio; mi disse di pulire tutto il refettorio e dopo di andare in cucina e aiutare la cuoca a pelare le patate, e il pranzo sarebbe stato servitor verso le 12. Annui prontamente, e mi misi al lavoro. Il convento dei gesuiti non e’ molto grosso, ma la cosa bella e’ che nella parte posteriore, si trova un giardino enorme, con molti alberi e cespugli, ed anche un orto pieno di vegetali. Finito il mio dovere di sguattero, andai in cucina, e quando entrai vidi la cuoca , una donna di 50 anni dall’aria severa, che stava mescolando una minestra, e appena mi vide, mi disse di non fiatare e aspettare che lei avesse finito di mescolare. Nel frattempo, vidi nella parte destra della cucina, 3 grosse ceste di patate, e dentro di me speravo che non dovessi pelarle tutte, o che la cuoca mi avrebbe dato una mano. Poco dopo la cuoca , che si chiama Ines, mi disse di sedermi in uno sgabello, mi diede un pelapatate, e mi disse che avevo un ora per pelare tutte quelle patate, che dovevano essere utilizzate per il pranzo delle 12. Erano le 10 di mattina, e ci saranno state almeno 150 patate, cosi dovevo fare velocemente e dissi a Ines che non sapevo se avrei fatto in tempo per le 11, ma lei con aria di sfida mi disse : <>. Con questa velata minaccia, si allontano’ dalla cucina, ed io mi misi subito al lavoro, per evitare una nuova punizione; pero’ era difficile, non avevo mai pelato patate prima e poi mi bruciava il culo a stare seduto su quello sgabello, per via delle tante sculacciate prese poco prima, e la sera precedente. Cosi alternavo il lavoro un po ‘ seduto e un po ‘ in piedi, e nel giro di 30 minuti ne avevo gia pelate piu della meta’. Ines la cuoca torno’, e sembro ‘ soddisfatta del mio lavoro, ma improvvisamente il suo sguardo si fece severo, e i suoi occhi si riempirono di collera : <>. Io cercavo di giustificarmi spiegando che era la prima volta che facevo questo lavoro, e che non pensavo di avern pelato le patate male; Ines allora mi disse urlando che non ho rispetto per lei, e per i frati , che sono uno sprecone e un disgraziato, e poi disse <>, e cosi dicendo, mi afferro per i polsi, e mi mise sulle sue ginocchia, e considerando che era un donnone di un 1.80m, i miei piedi non toccavano terra. Cominciai a urlare dicendo di lasciarmi stare, che era una strega e che non mi aveva spiegato bene come fare, e le dissi di lasciarmi andare. Lei per tutta risposta, mi blocco la gamba destra tra le sue, mi alzo il saio , compiacendosi alla vista del mio culo arrossato, e prese un cucchiaio di legno, di quelli usati per mescolare la pasta. Quindi comincio a percuotermi il culo con il cucchiaio, e ogni colpo era un dolore tremendo, e nel colpirmi diceva : <> e intanti giu’ bam bam bam , le cucchiaiate arrivavano sul mio culetto rosso fuoco come coltellate, tanto era il dolore che provavo ad ogni colpo. Piangevo e urlavo, cercavo di scappare, ma Ines senza pieta’ mi sculacciava con il cucchiaio di legno, in modo continuo, senza intenzione di fermarsi. Alla centesima cucchiaiata , ero quasi in stato di semi – incoscienza, tanto era il dolore sviluppatosi dentro di me. Ines era compiaciuta per il suo lavoro, e vedeva il mio culetto martoriato e rosso fuoco, e sorrideva in modo maligno. Mi fece alzare in piedi, e mi guardo in faccia e vide il mio volto tutto rosso, con numerosi rivoli di lacrime che erano scesi, e i miei occhi gonfi dal pianto; il saio ora mi arrivava alle caviglie, e il contatto del mio culo con la stoffa ruvida, mi provocava bruciore. Tuttavia, ripensando in quel momento alla mia bella annalisa, ebbi una lieve erezione, e Ines noto subito la cosa, e mi ordino’di levarmi il saio e di rimanere nudo davanti a lei; mi ero ormai, e mi rifiutai di farlo, ma con 2 cucchiate poderose nel culo, il bruciore divento di nuovo insopportabile, e mi levai il saio velocemente. Ora ero nudo , con il cazzo leggermente eretto davanti a Ines, che mi guardava dritto negli occhi, e mi faceva vergognare, e io abbassavo la testa, e con Annalisa in mente e il suo pompino, la mia lieve erezione non accennava ad andarsene. <> disse guardandomi il pisello. Piangendo dissi che era normale cosi, che ero abbastanza dotato, e quindi a riposo stava cosi. Inoltre nel dire quelle parole, ripensai a quando Annalisa mi leccava l’asta, e ebbi un movimento del pisello verso l’alto. Ines che non aveva staccato lo sguardo per un attimo dal mio bel pisello, comincio a dire che ero eccitato, che ero uno schifoso e che avevo pensieri sconci nella mia testa, che mio zio le aveva raccontato di quando mi aveva sorpreso masturbarmi ecc. Tentai allora di scappare, e mi corsi via, verso il giardino, ma la porta di accesso era chiusa. Ines corse dietro di me, e dopo avermi afferrato, mi ridistese sulle sue gambe e mi diede altri 50 sculaccioni, con la sua manona da cuoca, forse peggio del cucchiaio di legno. In mezzo al giardino, le sue mani sulle mie chiappe rossissime eccheggiavano come un eco: ciafff, ciafffffff, ciaffffffff, e alcuni frati che passavano di li, annuivano e dicevano a Ines che faceva bene. Al 50 sculacciane, la cuoca mi diede il permesso di rivestirmi e mi mando in camera……….Dopo quella punizione, seguirono giorni tranquilli, e infine tornai a casa, promettendomi di controllare la mia eccitazione
Ma quando penso ad Annalisa………..