Zia in blocco
27 Gennaio 2012Questo racconto di punizioni famigliari ci viene inviato da Noemi. Buona lettura.
Suonano alla porta, zia Noemi scende le scale sbuffando: “Arrivo”. Il suono dei tacchetti che indossa riempie la casa.
È molto aggraziata e i suoi quarant’anni sono per lei solo una seconda giovinezza. Si direbbe molto più giovane, il fisico è ben curato ed è sempre molto elegante.
Mauro, vent’anni appena compiuti, suona di nuovo. Zaino sulle spalle, un piccolo borsone, è come molti della sua età.
Svogliato, scontroso e poco rispettoso è stato mandato qui dai genitori incapaci ormai di gestirlo. Sperano nella zia e nei suoi metodi di cui Mauro non è totalmente consapevole.
“Ciao zia”
“Possibile che ci sia bisogno di suonare così?” la zia subito lo redarguisce.
“Come stai zia?”
“Bene, e tua madre dov’è?”
“È andata mi ha accompagnato lei facendomi 2 palle che non ti dico…”, risponde il ragazzo raccogliendo il borsone ed entrando.
“Senti un po’ ragazzino vediamo di capirci subito non ho nessuna voglia di tenerti qui visto quello che combini..”
“Un attimo! ho lasciato adesso tua sorella ..un po’ di considerazione…” risponde Mauro con fare presuntuoso, nonostante la zia continui a parlare..
“Ma considerato che tua madre è mia sorella sono quasi obbligata, perciò ora vedi di sistemarti, la tua stanza è di sopra e togli le scarpe”.
“Si si zia ci vediamo dopo”, mentre Mauro sale, Noemi lo guarda e si sente già un po’ pentita di averlo preso con se.
È sempre stato un bel nipotino e l’idea di metterselo sulle ginocchia per una punizione la alletta, ma non ha nessuna voglia di farsi prendere in giro da quel ragazzino che sembra totalmente incurante di ciò che accade intorno a lui.
“Vedi che tra un ora si pranza Mauro te lo dico adesso”.
“Come tra un po’ si pranza???” si affaccia alle scale
“Questo ti crea qualche problema?”
“Io dico che è presto, do una scaldata al pranzo dopo”
“Non ci pensare nemmeno ragazzino qui si pranza tutti insieme che per te sia presto o no, tra un ora vieni giù!”, la voce è severa e non ammette repliche.
“Ma mica ti servo io per mangiare, allora ieri come facevi?”, Mauro se ne infischia e ribatte ancora mentre sistema la roba e il suo amatissimo portatile.
“Non mi fare arrabbiare Mauro, io non sono buona come la mamma ricordi?”, la zia dal basso non si lascia intimorire.
“Se non me lo ricordassi salterei di gioia, tu che dici?”
La zia in silenzio risale le scale e si affaccia alla porta.
“Impara l’educazione o salterai per un altro motivo”
Mauro fa finta di non aver sentito.
“ok, senti ma da dove la prendo la connessione qui?”
“La connessione?”
“Internet, presente?”
“Dì un po’ che ci devi fare qui con quel portatile? non sei in vacanza e lo sai che da domani cominci le lezioni perciò direi che il pc lo puoi rimettere via” la zia è ferma sulla porta, braccia piegate sui fianchi che le danno autorità; Mauro la guarda come mai prima. La gonna nera e la camicetta bianca con le balze fanno risaltare ogni sua forma.
Non smette di provocarla, anzi la cosa comincia a piacergli.
“Oddio ma che è guantànamo, ti ho chiesto la connessione mica chissacché, devo fare una cosa importante ora…davvero”
“Non sai nemmeno che significa caro mio guantànamo, sentiamo cosa dovresti fare? magari guardare un porno con quel pc?”
“E anche se fosse? che c’è, son proibiti?”
“Qui certe cose non si guardano, alla tua età poi men ché meno, ricorda sei a casa mia e fai ciò che dico io non te lo dimenticare”
“proprio…un’oasi di divertimento, eh senti zia ma non puoi fare così, normale che poi non ci voglio stare, poi adesso fammi fare ‘sta cosa. A dopo”
“Un’ora…meno 10 min da adesso, a dopo”, la zia esce e lascia Mauro solo che spazientito parlotta tra se e se .. “Oddio che piaga….è pazzesca e rilassati un attimo dico io”.
La zia nel frattempo arriva nel grande salone. Fabio, un bell’uomo suo compagno ormai da tempo, l’abbraccia affettuosamente.
“Quel ragazzino è davvero pesante.. non lo sopporto già più”
“Noemi andiamo lascialo in pace.. ha 20 anni è normale che si comporti così”
“non è normale per niente Fabio.. e mia sorella non è capace di imporsi”. Dalla stanza improvvisamente arriva una musica assordante.
“Noemi lascia perdere tua sorella e pensa a come debba sentirsi lui”
“come deve sentirsi? È un degenerato lo senti la musica a che volume è?? adesso vado su e lo cazzio”
D’improvviso sale le scale e sbatte la porta della stanza!
“Si può sapere che razza di musica è? vuoi abbassare per favore?”. Mauro è sdraiato sul letto ancora con le scarpe.
“Adesso l’abbasso, anzi basta che chiudi la porta ok?”, la zia esce dalla stanza e quando ritorna poco dopo ha tolto la corrente solo da quella stanza
“Non esiste che ti comporti così ragazzino”
“Ma quale è il problema??? Ma non va bene niente”
“Non va bene che fai l’arrogante questo non funziona sei ospite ma te ne freghi e questo atteggiamento non lo tollero”
“Non è vero ho già sistemato”. Si blocca Mauro, è intimorito dallo sguardo severo della zia; ma nonostante questo la rabbia esplode.
“Ma allora che mi hai ospitato a fare?? Te l’ho chiesto io?”, urla.
“Leva le scarpe dal letto! Te l’ho detto perché sei qui, devo ripetermi?”
“Fa come ti pare ma riattacca la corrente”, la zia continua a guardarlo severissima, uno sguardo che non si abbassa.
“Vedo che non ci siamo capiti abbassa i pantaloni, adesso è l’ora della punizione, ti aspetto giù”. La zia si gira e se ne va, Mauro resta un attimo senza capire .
“zia!!”, Mauro urla per farsi sentire e si affaccia sulle scale.
“Forse non hai capito Mauro abbassa i pantaloni e vieni giù subito”, la voce è risoluta e decisa.
Mauro cerca la via della riconciliazione e abbassa i toni.
”Ok hai un po’ ragione, ma cerca di capire è stata una giornata difficile; almeno oggi, domani prometto che parleremo con calma ok? ti va? eh?”
“Mauro tutto quello che vedo, te lo ripeto, è un ragazzino arrogante; adesso vieni giù”. La zia apre un cassetto e prepara la riga che si passa tra le mani soddisfatta.
Sa che sarà una lotta e deve vincere a tutti i costi per avere il rispetto e la sottomissione del nipote.
“Ma dai…facciamo dopo pranzo con calma zia”, arrogante rientra in stanza e chiude la porta
Fabio che sta seguendo la scena sorride a Noemi e la provoca: “Ti sfida, ora che fai?”.
Noemi risale le scale lentamente, e riflette. Toglie un mazzo di chiavi dalla tasca e chiude il nipote in stanza con tre mandate.
“Sai cosa Mauro.. sei anche sciocco perché ci perdi solo tu .. sei senza corrente, senza un bagno, e senza cibo.. e la chiave sta da qs parte, perciò sei ufficialmente chiuso dentro; chiama quando ti stanchi”, poi silenzio.
Mauro mormora sottovoce: “Sta stronza!!”, la zia dal canto suo ignora e scende di nuovo.
Il tempo scorre inesorabile e passa l’ora di pranzo così come quasi tutto il pomeriggio.
Mauro comincia a non farcela più e chiama: “Zia!! ZIAAA!!! vieni su o no? devo dirti una cosa”, nessuna risposta, solo silenzio.
Passa ancora molto tempo, la stanza ormai è buia.
Mauro spazientito e frustrato prende a pugni e calci la porta urlando “ZIAAAAAA!!!! apri questa porta che devo dirti una cosa??” ancora solo silenzio, ormai è ora di cena.
“Ma avrò fame tu che dici??? Adesso chiamo la polizia, il gioco è bello quando dura poco!!!”, sfinito Mauro attende.
La zia riapre la porta: “hai finito? o dobbiamo continuare?”
Mauro sorpassa la zia e corre al bagno, “No no ho finito, ti sei ricordata che ci sono ?”.
La zia scende e si siede vicino a Fabio a guardare la tv, tranquilla come se nulla fosse accaduto.
Mauro cerca di andare in cucina ma ovviamente trova la porta chiusa.
“Zia???!!! mi apri?”
“Non urlare Mauro!”
“Dai… facciamo pace”
“Abbiamo un conto da sistemare quando l’abbiamo fatto avrai tutta la mia attenzione”
“Zia???!!! ma che dici.. dai..”
“Abbassati i pantaloni Mauro e metti le mani sul tavolo”, la zia ordina restando seduta immobile.
“Ma zia… io.. ok scusami tantissimo avrai anche ragione ma non può iniziare così”
“Mauro non ti voglio sentire o fai come ti dico o per me puoi tornare in stanza”
“Senti io zia… mi vergogno e lo sai non le ho mai…prese.. facciamo così stavolta mi perdoni e mi dici bene le regole, perché tu non me le avevi dette!!!”
“Certo si vede che non ne conosci nemmeno una! avesse mai alzato tua madre una mano su di te non saresti l’arrogante che sei.”
Fabio interviene: “Noemi lascia stare la madre!”
“Ok ok, allora da adesso le regole le detto io perciò fa attenzione!”
“Ecco se me le detti le saprò…..”
“…e le mie adesso sono mani al tavolo e calzoni giù”
“Che..palll…ma se sei acida di tuo…o nervosetta…oggi io che c’entro scusa eh?! mi dici che ho fatto?”
La zia non si muove e attende.
Mauro testa bassa non si arrende, “Dai….ho paura….ecco sono pentito davvero.. zia che cosa vorresti fare?”
“Fai come ti ho detto Mauro o puoi tornare nella stanza te lo devo ripetere?”, la zia non perde la pazienza e continua caparbia; mentre in Mauro esplode la tensione: “Ma cosa mi fai??? prima mi dici che mi aspetta…”. La zia tace e Mauro urla: “Tu mi vuoi sculacciare!!”, indica la riga sul tavolo, “Ma quella non la usi ok? con le mani è già tanto”
“Mauro mani al tavolo e calati i calzoni”, il ragazzo mette le mani al tavolo ma non smette di essere provocatorio: “Uff….mi hai rotto però… e ora? sei contenta? parliamo ora?”
La zia lentamente si alza, “Hai abbassato i pantaloni?”
“No..”, sussurra.
“bè fallo, o devo farlo io?”, il tono è duro.
“mmm premurosa!!! sento già male al culo….dai zia..”
“Stai solo peggiorando le cose Mauro”, la zia gli gira intorno aumentando la tensione.
“Zia!!! non ti avvicinare”, si gira di scatto e vede la zia pericolosamente vicina.
“Metti le mani al tavolo”, dice la zia indicandolo.
“Sei troppo arrabbiata ora…mi farai male”
“Metti le mani al tavolo quante volte lo devo dire?”
Silenzio teso mentre Fabio guarda tutta la scena.
“Ok…OKOK!!! ecco le metto”, Mauro si rimette in posizione e la zia in un sol colpo gli abbassa pantaloni e mutande.
Il ragazzo ha un fremito e sente tutto il peso dell’imbarazzo. Trema un po’.
“questa è la prima regola Mauro”, la zia inizia la predica, ha preso la riga e se la passa nelle mani.
“Quale zia?…” chiede intimorito il ragazzo. Non c’è più arroganza solo molta paura.
“Ti avrei lasciato le mutande se avessi obbedito subito”
“Io ti chiedo scusa, ma ti prego…”
“Ma siccome non sei stato capace..”
“…inizia con le mani..”
“C’è voluto l’intero pomeriggio Mauro..”
“Mi farai male?….no noo”, la zia fa ben vedere ad Mauro la riga.
“Non hai sentito che ho detto??le mani..zia..”
nemmeno in questa occasione riesce a non essere presuntuoso.
“La seconda regola è mettersi subito in posizione, impara Mauro e ricorda, sono 10 per ogni no che dici. Ora dimmi mio caro,
“Quanti ne hai detti fin ora?” la zia sorride beffarda.
“Zero zia, zero”, secca improvvisa e dolorosa arriva la prima rigata sul sedere di Mauro. Il ragazzo sussulta e geme.
“Non dirmi bugie”
“ahiaaa che male”, il ragazzo si divincola
“Resta fermo con le mani sul tavolo”
“Impossibile..”
Fabio nel frattempo osserva tutta la scena con aria vagamente soddisfatta.
“Terza regola più ti muovi più aumentano”
“Ma dovevi dirmele prima!!”, Mauro si porta le mani al sedere.
“Sedere in fuori e allarga le gambe”, ordina la zia dandogli un leggero schiaffetto sulle mani, “quarta regola, via le mani”.
“Si zia…” ormai Mauro è in soggezione, l’imbarazzo è tanto e ora sa con certezza che la zia fa sul serio.
“Hai qualche domanda?” chiede sarcastica la zia..
“Si zia…” il nipotino non perde occasione: “mi scusi?”
“Per ora no..”, e senza avvetire parte con 5 colpi. Precisa colpisce in mezzo.
“ahiaaaa, ahhh, AHHHIOOO basta basta…”
“Qualche altra domanda o inizio?”
“Fa come ti pare…ma piano!..”
“Bene allora adesso voglio che le conti ad una ad una partiamo da 50″
“Ma zia aspetta.. 50??!!”
“Ti sei comportato malissimo oggi..”
“Dai non scherzare!! ti prego me lo fai viola…”
“Mauro come credi di esserti comportato?”
“Male zia….male ma sono pentito ora..”
“Esatto male” altro colpo Mauro conta “uno!”
“Come credi che mi senta io che ti ospito qui? pensi che ho voglia di farmi prendere per in giro da mio nipote?”
“No zia…forse..ho esagerato”
“Esatto!”, parte il secondo colpo, ” e.. senza forse” terzo colpo.
Mauro sussulta e fatica a stare in posizione. Il sedere già brucia un po’ “ahiaaa ahhh.. ma non è colpa mia!!”
” .. ed è colpa tua!” sei colpi di fila senza preavviso
“ahiaaaa AHHHH” Mauro urla e piega le ginocchia
“Conta, non ti sento contare!! devo ricominciare?”
“No, fanno malissimo!”
“Da adesso lo sai ora stai su con le ginocchia, parto e non mi fermo”. La paura si impossessa del nipotino che si divincola ma non lascia il tavolo. “Fermo e conta” la zia riposiziona il sedere di Mauro.
Trenta colpi ben assestati fanno diventare il sedere del ragazzo di un bel color rossastro.
Mauro cerca di contare ogni colpo ma il dolore e il bruciore sono così forti che vengono alternate urla ed implorazioni.
Quando la zia si ferma a trenta, il ragazzo è ormai in lacrime ma sente anche che c’è una sensazione nuova.
Questa punizione non gli è poi dispiaciuta molto, ed il suo corpo non lo nasconde.
“ahiaaaa ,AHIAAA, basta ti prego!!! fa malissimo…”, le mani sfregano sul tavolo cercando di ancorarsi come se ciò potesse mitigare il dolore.
Fabio che dal fondo della sala ha osservato tutta la scena, ferma la mano di Noemi che sta ripartendo sul povero sedere già martoriato.
“Noemi è la prima volta per lui, lascialo adesso”. Mauro non ferma le lacrime che impietose scorrono. Singhiozza e implora.
“ahhhiaa…basta zia..” si tocca il sedere e la zia prontamente lo schiaffeggia
“Non toccarti”, altro colpo.
“Fa molto maleeeee”
“Allora ascoltami quando parlo!”
“si zia, ma sto piangendo anche” Mauro perde il controllo e grida “non ti basta!!”
La zia fa partire un altro colpo: “non urlare!”
“dai ziaaahhhia!”
“Non devi urlare!”
“Basta però.. ok non urlo!”
Fabio a qs punto toglie la riga di mano a Noemi ” forza, non ce la fa pi�, basta”
La zia si arrende “Mauro ringrazia Fabio, senza di lui erano ancora 20!”
Mauro lentamente si alza “oddio che male” ha paura a toccarsi “grazie fabio..”
“adesso mettiti in ginocchio contro il muro” ordina la zia
Mauro resta un attimo interdetto ” ma zia.. che dici dai.. me le hai date… è finita..”, la zia spinge il ragazzo contro il muro
“forza mettiti giù, è appena iniziata!”. Mauro si mete in ginocchio e la zia lo sistema lasciando esposto il sedere che ha un bel color peperone. Il ragazzo è imbarazzatissimo tutto si aspettava fuorché questo; la zia continua: “chiunque entra in questa casa deve vedere bene
che le hai prese!!”
Mauro è incredulo: “dai zia.. scherzi?”
“contro il muro!”, la zia è categorica!.
“Non puoi zia!” Noemi si muove silenziosa e riprende in mano la riga.. “Devo ripartire?”
“No no.. mi ci metto..” il ragazzo si inginocchia dolorante con le mani sul sedere “brucia zia..”
“Via le man dal sedere, al brucia ci pensiamo dopo, ora mani lungo i fianchi..”
Mauro è rassegnato: “ok…”
“Ti dico io quando alzarti!”
“Fa malissimo zia…ma quanto ci devo stare?”
“Mauro fai silenzio e guarda il muro!”
“Tu dove vai zia..?”
In totale silenzio la zia lascia il nipote e osserva quel sedere rosso orgogliosa di come è finita. Stanca si siede davanti alla tv abbracciando il compagno.
Passano due ore, è ormai quasi mezzanotte quando la zia si va a preparare.
“Mauro alzati…va in stanza spogliati e aspettami seduto sul letto…” ordina
“Ma che.. che vuoi fare ancora?” il ragazzo è sfinito.
“Ancora non hai imparato ad obbedire? mi sa che dobbiamo ricominciare?”
“Ok ok ok vado”.. dolorante e imbarazzato si alza e si dirige in stanza.. ha paura di ciò che lo attende, ma ha anche voglia di scoprire cos’è. La zia, in fondo, gli piace davvero. Coprendosi come può fa le scale, inciampando di continuo cerca di raggiungere il posto dove potrà ripensare a tutto questo e trarne un po’ di piacere.