Posts con Tag ‘schiava’

Schiava prima della punizione

22 Marzo 2010

schiava punita
La schiava porge il cane al suo padrone con la bocca per essere punita.
Da questa galleria gratis di The Training of O.

Racconto: Harem

2 Febbraio 2010

Egli era un nubiano, il corpo colossale lucido e nero, tutto nudo. Dalla cannula che aveva in mezzo alle gambe, uscivano gocce di urina, lente come se stillassero. Aveva subito l’operazione in età giovane, proprio perché avevano aspettato che crescesse forte e robusto, prima di castrarlo. Mica era stato uno di quei praticoni lerci a cui non importava nulla se lo schiavo sopravviveva; era stato proprio il chirurgo del califfo ad operarlo; lo aveva addormentato con droghe, prima di tagliare, ed Ahmed si era svegliato dopo due giorni: senza più virilità e senza più lingua.

La favorita aveva ordinato la bastonatura per Amina ed Ahmed doveva eseguirla: era il suo compito. Poi, la favorita, se lui avesse fatto bene, gli avrebbe mandato i dolcetti che gli piacevano tanto….

Amina non aveva che 19 anni ed era un’infedele! Una cristiana! Ma era bella, tanto bella…il califfo l’aveva pagata fior di denari in oro ai pirati che l’avevano rapita, sulla nave assaltata vicino Candia. Aveva i capelli del colore del sole al tramonto e gli occhi di smeraldo; però, secondo la favorita, era troppo ribelle. Il califfo si era giaciuto con lei solo una volta e la rossa aveva pianto a lungo, dopo. Era stata dimenticata nell’harem, come le altre 26 concubine: il califfo aveva ben altro da fare che…E la favorita, che, essendo sulla scala dei 40 anni, godeva pochissimo delle effusioni del califfo ma che era ancora la donna più importante dell’harem, aveva preso la sua vendetta. Aveva provocato la rossa, provocata fino a che lei le si era scagliata contro, le unghie pronte a graffiarle il viso, quel viso che il califfo aveva baciato spesso, tanti anni prima. Appena le altre ebbero immobilizzato la nuova venuta, la favorita le sibilò perversa

“Per parecchio tempo, molto ma molto di più di quanto ne sia trascorso fino ad oggi, non potrai godere dei favori del califfo- poi aveva alzato la voce, verso un’altra concubina e le aveva ordinato – Tu! Vai a chiamare Ahmed!”. Amina non aveva capito una parola di quello che aveva detto la favorita, ma aveva scorto l’espressione di puro terrore negli occhi delle altre concubine, unito a tanta tanta compassione per lei.

“E’ una bella donna – pensò Ahmed- se fossi ancora un uomo, mi piacerebbe giacermi con lei: la sua pelle sembra la stoffa di damasco, punticchiata com’è da piccole efelidi; ed è pelle bianca. Ah, eccole!” s’inchinò profondamente di fronte alla favorita; dietro di lei, due altre trascinavano Amina. La spogliarono del tutto; la schiava infedele non aveva capito ancora cosa volessero farle, ma non si aspettava niente di buono. Si divincolò, ma non poté sfuggire alla stretta delle due; e ci si mise pure quel negro gigantesco, tutto nudo e senza pisello. I due cappi le furono passati attorno alle caviglie; l’eunuco issò la corda finché il ventre di Amina, appesa a testa in giù, fu all’altezza dei propri occhi. Prese un pezzo di legno e distanziò, con mano esperta, i due legami che stringevano le caviglie di Amina, la quale si trovò così a gambe completamente spalancate. Ahmed giudicò con un’occhiata il proprio lavoro: perfetto! Il basso ventre della rossa era all’altezza giusta, le cosce, ben divaricate, nessun ostacolo per il bastone. Aspettò il cenno della favorita, che intanto si era seduta per terra e sgranocchiava frutta secca dolce-salata; sputava i gusci in faccia ad Amina, i cui rossi capelli lunghi strusciavano per terra.

Il bastone era l’anima di una palma giovane; l’aveva scelto proprio Ahmed in persona: lo aveva messo a mollo nell’urina di bue e di cammello, fino a che il legno non se n’era ben bene imbibito; poi lo aveva fatto seccare al sole rovente, ritirandolo all’interno ogni sera perché non prendesse umidità. Con il coltello, aveva tolto le eccedenze del legno di qua e di là perché fosse ben bilanciato, ben in equilibrio nel suo grosso pugno e perché fosse cosparso da intacchi, con i bordi acuti. E con quel bastone, lungo una quarantina di centimetri e spesso come due pollici uniti, cominciò a colpire Amina, proprio in mezzo alle gambe, sulla delicatissima pelle tra la vagina e l’ano. La concubina urlò, dopo la prima bastonata e seguitò ad urlare ad ogni successiva. La pelle diventava gonfia, livida, rossa e poi scura. L’urina, uscita dal meato della donna torturata, le bagnava tutto lo stomaco e le arrivava fin sotto il mento. Per dieci volte Ahmed colpì, prima che la favorita gli dicesse di smettere. Amina era appena svenuta. La favorita andò ad osservare; sorrise, vedendo la carne tumida, nera, scorticata.

Con rapidità, la favorita si sciolse i calzoni e li calò: si accucciò; la sua orina bagnò tutti i capelli rossi.

Il califfo venne a sapere tutto e sfruttò l’occasione per liberarsi della favorita, che non amava più.

Ahmed sperava che la buca andasse bene; ad occhio sembrava di sì: non era molto profonda ed era abbastanza stretta. Aveva già provveduto a preparare la favorita; le aveva legato strette strette le caviglie fra loro; poi, i pollici avevano seguito la stessa sorte; ma in questo caso, aveva usato cuoio di un bue appena macellato. Una striscia sottile sottile ma resistente: l’aveva avvolta due volte intorno al pollice destro della favorita, poi vi aveva accostato l’altro pollice ed aveva ripetuto l’operazione. Il cuoio, seccandosi, sarebbe penetrato nella carne: bisognava tagliare le dita per liberarle.

Era stata quella strega dai capelli rossi a suggerire al califfo la pena per coloro che l’avevano fatta bastonare; Amina non poteva ancora stare in piedi: la levatrice che l’aveva visitata, però, aveva detto che avrebbe potuto figliare ancora.

E adesso la rossa dagli occhi verdi stava assistendo a tutto, sotto una tenda allestita al sole bruciante del deserto.

Ahmed avvitò i pioli di legno negli incavi sul sedile degli sgabelli; i pioli li aveva fabbricati lui stesso, nei lunghi momenti d’ozio. Erano lunghi una trentina di centimetri ed erano sempre più larghi dalla cima verso la base; Ahmed, con pazienza ed abilità, ne aveva arrotondato la punta: sembravano due falli maschili, ma molto più grossi di quelli di carne.

Gli eunuchi trascinarono sulla sabbia scottante le due complici della favorita. Furono davanti agli sgabelli con i pioli, infissi dritti come pali. Ahmed si accosciò, con le dita scostò le natiche della prima complice e disse ai due enunchi che la trattenevano di piegarla leggermente verso il basso: l’ano fu a contatto con la cima del piolo. Allora, con forza, Ahmed le premette le spalle verso il basso. La donna urlò quando il legno le entrò nel retto, dilatandolo. Ripetè la stessa operazione con l’altra. Le due donne si torcevano e si lamentavano sedute su quegli sgabelli, con quei pezzi di legno dentro di sé. Fu in quel momento che l’affilatissimo coltello tagliò ad entrambe i tendini dei talloni: la sabbia assorbì il sangue. Non si sarebbero mai potute alzare da quegli scomodi sedili!

Venne portata la favorita. Gettò uno sguardo gelido verso le due donne torturate ed ormai quasi dissanguate; guardando verso la tenda, sotto i cui teli stava la rossa Amina, l’odio divampò negli occhi dell’ex-favorita del califfo. Fu calata nella fossa, fino a poco sopra le ginocchia. La buca fu riempita di sabbia; in quella posizione, la favorita non avrebbe mai potuto sedersi perché le sue ginocchia non potevano piegarsi; l’unica cosa che avrebbe potuto fare era buttarsi in avanti con il busto. Ma quella figlia dei diavoli del nord aveva escogitato qualcosa per impedirglielo.

Ahmed dovette accucciarsi di nuovo: era troppo alto e troppo grosso per poter lavorare in piedi. Come un perfetto chirurgo, aprì l’involto in cui teneva i suoi attrezzi. Un ago appuntito, due robusti ossicini lunghi circa 5 centimetri e due fili di seta rossi, molto resistenti. Li aveva scelti di seta perché doveva qualcosa all’ex favorita, se non altro per i dolcetti che gli mandava! Con precisione chirurgica, Ahmed fece trapassare all’ago i capezzoli, di dimensioni notevoli, dell’ex favorita. Questa strinse i denti per non gridare: non voleva dare alla maledetta cristiana il piacere di sentirla urlare la propria sofferenza; nelle ferite, Ahmed infilò i due ossicini in modo che entrambe le loro estremità sporgessero all’esterno, in mezzo quei ciccioli scuri. Un nodo a cappio del cordoncino di seta serrò i due ossicini; il cordoncino, passando sopra le spalle dell’ex-favorita fu assicurato alle gambe degli sgabelli su cui stavano agonizzando le due complici, impalate. Adesso, la donna sepolta non avrebbe potuto neppure chinarsi in avanti.

I raggi del sole screpolarono ed ustionarono la pelle scoperta delle tre donne; quando vedeva che erano svenute, l’infedele ordinava di rianimarle: non voleva perdersi neppure un attimo della loro agonia.

Era quasi il tramonto, quando Ahmed cosparse di miele il petto e la faccia, oramai bruciacchiati, delle tre donne.

La tenda fu smontata e, prima di salire in lettiga per rientrare nell’harem, Amina emise una risata squillante.

Gli scorpioni arrivarono quando il sole era ormai calato.

Walter of Red Griphon

Arte erotica: schiava giapponese

15 Gennaio 2010

Schiava punita e soddisfatta

9 Gennaio 2010


Il corpo di una schiava dopo la punizione: porta tutti i segni della durezza della punizione corporale che ha ricevuto, ma il viso è soddisfatto.

Foto presa da questa galleria gratuita.

La schiava e i suoi attimi

11 Ottobre 2009

Sembianze appena intuisco, di cotanta lasciva avvenenza
Di attenderti mai finisco, senza te non posso star senza

Il vuoto attanaglia la mente,
il desiderio ancor più fremente,
di accoglierti teneramente,

gustando con gli occhi, avidamente,
le fattezze tue che porgesti,
allo sguardo e ai miei desideri,

ma prima che io mi appresti,
in attimi crudeli e sinceri,

la dolce voce udire vorrei,
e che i sogni tuoi fosser i miei..

handy.fabian@yahoo.it

Sex and Submission: Gabbia e catene

5 Ottobre 2009

Da Sex and Submission, una galleria che credo molto interessante: una schiava in gabbia e poi in catene soddisfa sessualmente il suo padrone.

schiava

Schiava con la bocca piena: si prepara a giocare

schiva che fa pompino

Adesso si inizia a fare sul serio: la schiava in gabbia deve fare un pompino al suo padrone

schiava in catene

Il padrone mette le catene alla schiava

schiva umiliata

Il padrone per umiliare la schiava le lava il culetto con un potente getto d’acqua

Schiva fa altro pompino al suo master

Ed infine la schiava riprende a fare un pompino al master

Racconti di sculacciata: la punizione di Marika

16 Settembre 2009

Dopo la punzione di Monika, la punizione di Marika.

Buona lettura!

stamattina mi sono svegliato con ancora il ricordo della punizione subita da monika 4 giorni fa ,e stata un esperienza bellissima per me e stata la prima volta
che ho assistito ad una sessione sadomaso dopo avermi acceso una sigaretta e bevuto un caffe mi sono vestito e mentre mi accingevo a trovare le chiavi mi suona il telefono io con il cuore in gola speravo fosse luca fu proprio cosi era luca che mi chiese se volevo partecipare. e mi accolse luca alla punizione di monika ovviamente gli risposi di si mi diede delle indicazioni diverse non piu a casa sua ma in un paese a circa 200 km dal nostro ,Conoscevo quel posto ,un paese immerso nel verde di una collina .Mi disse di farmi trovare li entro le 12 cosi feci mi misi in macchina e partii quando arrivai sul poso vidi una villa bellissima con tantissimo spazio tutt intorno bussai e si apri il cancello automatico mi accolse un luca particolarmente nervoso mi disse che monika era una puttana e che stavolta non l’avrebbe dimenticata facilmente la sua punizione mi spiego che in 4 giorni ne aveva fatte di tutti i colori proprio come una monella : lunedi aveva rotto 2 bicchieri poi non aveva pulito bene il bagno e infine cosa piu grave durante una sculacciata si era pisciata addosso aveva sporcato il divano buono del salone e tutto il tappeto mi disse che per pri ma cosa non l aveva fatta lavare quindi come si conviene ad una cagna dopo l avremmo fatto noi
Dopo averci detto tutto entammo in casa e trovai marika nuda con una coda nel culo ele mani legate ad una staffa e con ai piedi degli stivaletti non molto alti come sempre era depilata ma quando mi avvicinai a lei emanava un forte puzzo di urina io ero gia eccitatissimo e non vedevo l ora che iniziasse la PUNIZIONE DI MONIKA luca non se lo fece ripetere due volte slego la schiava e uscimmo fuori casa ci porto in una specie di stalla dove c erano appesi al muro vari strumenti di flagellazione e poco piu in la un sulki nuovo di zecca LUCA prese due lunghe fruste con una lacina sottile e mi dise :oggi MONIKA sara punita anche da te cosi mis E bavaglio a MOnika e tirandola uscimmo fuori monika camminava e luca cominci COLPIRLA SULLE COSCE PRIMA CON COLPI LEGGERI POI SEMPRE PIU FORTI VEDEVO MONIKA SOBBALZARE AD OGNI COLPO MENTRE STRISCE COLOR ROSATO LE DISEGNAVANO LE CASCE E IL CULO LUCA DOPO CIRCA 30 COLPI LA LEGO AD UN ALBERO TRAMITE UNA SORTA DI COLLARE E LE DISSE ORA VEDRAI COME SI TRATTANO LE MONELLE COME TE SEI STATA
MOLTO CATTIVA IN SOLI 4 GIORNI MI HAI FATTO IMPAZZIRE ORA SARAI PUNITA E SAI TI PUNIRA ANCHE il nosto amicoLEI MUGOLO E AVEVA LA BAVA CHE SCENDEVA
DALLA bocca e fece segno di no con la testa luca non si fece impietosire e le disse ,ora devi cORRERE AVNTI SU E INCOMINCIAMMO A COLPIRE SCIIIACCC SCIIIACCC SWISSSHH MMMMM MMMHH ALZA LE GAMBE CAGNA E SWISHHH SWISHHH SWISHHH MMMMGGHHH COLPIVAMO INSEME E IL SUO CORPO ERA SUDATO ETANTE STRISCIE LO PERCORREVA LUCA COLVA MOLTO PIU FORTE DI ME ALLORA CAMBIAMMO POSTO ……….AVEVO CONTATO CIRCA 100 COLPI
quando luca mi disse di fermarmi monika era tutto un tremito piangeva e si lamentava ma luca non ebbe pieta anzi la slego gli tolse il bavaglio e comincio a toccarla mise una mano fra le gambe e gli disse scHIAVA SCHIFOSA SENTI COME PUZZI DELTUO PISCIO ORA HAI BISOGNO DI UNA DOCCIA MARIKA SORRISE PENSANDO CHE LA PUNIZIONE SAREBBE TERMINATA INVECE…………………. LA PORTAMMO DENTRO A SUON DI FRUSTATE …AAHHHH SWISCHHH SWISHHHH UAAAHH BASTA VI PREGO NON LO FACCIO PIUUUU IEAHHHH entrati dentro la fece togliere la coda e gli stivali e insieme la portammo nel bagno puzzava marika erano 5 giorni che non si lavava ora l avremmo fatto noi …….ento nella doccia e subito gli arrivo un getto di acqua caldissima ahhhhh brucia brucia marika cercava di scappare ma io la tenevo ferma mentre luca dirigeva il getto d acqua sulle parti del corpo piu doloranti ahhhh pietaaaa ti prego luca bastaaa e luca le luride cagne devono essere lavate cosi DOPO MI DISSE DI ASPETTARE PERCHE NON AVEVA LA SPUGNA IO NON CAPII DOPO UNPO TORNO CON UNA RETINA PER LAVARE I PIATTI MARIKA NOOOOOO COSA VUOI FARMI??? QUESTO NOOO E LUCA ZITTA TROIA COSI IMPARERAI A LAVARE E A PULIRE SENZA ROMPER NIENTE MISE DEL SAPONE SULLA RETINA E COMINCIO A STROFINARE IL CORPO MARTORIATO DI MARIKA TIENI TROIA COSI IMPARERAI AD ESSERE PULITA PISCIASOTTO DEL CAZZO MONIKA SI DIBATTEVA TUTTA MENTRE LUCA INSISTEVA SULLA FICA E SUI CAPEZZOLI DOPO CIRCA 10 MINUTI APRI LA DOCCIA E LEVO VIA IL SAPONE CON L ACQUA CALDISSIMA MMMMMMHHHH AAHHHHH PIETAAA BASTAAAA NON CE LA FACCIOOO PIUUUUU IEAHHHH PERDONO PERDONO MIO PADRONE FARO TUTTO QUELLO CHE VUOI MA BASTTAAA DOPO LUCA L ASCIUGO ANDAMMO IN CAMERA E FACEMMO L AMORE PRENDENDOLA IN TUTTI I BUCHI GODENDO COME MATTI ERA SERA TARDI LASCIAI LA CASA E TORNAI IN CITTA ANCORA ECCITATO MA FELICE PER AVER PUNITO MARIKA

The training of O: l’addestramento di una schiava

2 Settembre 2009

The Training of O è il sito in cui sono mostrate le sessioni di addestramento di bellissime schiave, come questa:

Schiava

schiava punita

schiava dolore

Il resto della galleria lo trovate qui.

Una schiava perfetta

25 Luglio 2009

Schiava

Schiava sculacciata

Questa brava e giovanissima schiava si offre al suo padrone, che non si limiterà a sculacciarla a dovere.
Per sapere cosa le succederà, potete guardare il filmato (gratis ovviamente).