Posts con Tag ‘sculacciata’

La mistress che sculaccia la schiavo

28 Gennaio 2012

mistress che sculaccia uno schiavo
In questo bel video (cliccare qui per vederlo subito) una mistress sculaccia duramente lo schiavo. Peccato che non ci siano mistress tra le lettrici del blog, mi sarebbe piaciuto sentire ogni tanto anche la loro voce

Racconti di sculacciata: Fessee 16

24 Gennaio 2012

Anche loro avevano diritto a divertirsi! Sgobbavano tutto il giorno per pochi franchi, e mai un divertimento!
Ma c’è il bistrot, c’è la fiera di San Germano, il passeggio domenicale, che altro divertimento voleva Amèlie? le chiese Mària.
Amica mia, fu la pronta risposta, io non faccio l’amore da 10 anni! Ecco il divertimento che cerco! Un uomo sopra di me e dentro di me, che mi faccia sentire ancora giovane: ho 46 anni, mica sono una vecchia rimbambita e inabile. Sento il bisogno di fare l’amore, un bisogno fisico…non ce la faccio più: mi si sta incartapecorendo, concluse Amèlie, sfinita per aver pronunciato quella parola così lunga e difficile.
Madame Deveraux era passata a miglior vita; un colpo apoplettico se l’era portata via. Senza di lei, il paese era diventato un’altra cosa, lei era la guida, il faro di tutti i concittadini, dopo il beneamato sindaco, naturalmente, si affrettò a riprendere Amèlie. Ma pure lui…a maggio ci sarebbero state le elezioni e mica era sicuro di esser riconfermato: i socialisti sembravano agguerriti. Beata te, Mària, che vai a servizio pure da monsieur Georges; lui è scapolo, è agiato ed è ancora un bell’uomo! Dimmi un po’, ci ha mai provato con te?
Mai! è sempre così corretto: pensa soltanto alla sua Josephine…- sospirò la russa- Non è che sia cattivo, per carità! Semplicemente, mi ignora. E’ come se io non ci fossi, come donna dico. Eppure ho 37 anni e non sono da buttar via!
Dì un po’: ma lui si fa sempre sculacciare dalla maestra? insistette Amèlie.
Eh sì, specie quando è nervoso…corre da lei e torna con una faccia mogia, mogia. Però, qualche volta ci dà pure lui e sapessi quant’è contento: radioso come un mattino di primavera.
Le due tacquero per qualche secondo, sedute sul muretto che dava sul cortile del lavatoio.
Lo vedi come sono ridotta? – riprese Amèlie, logorroica- per vedere un pisello, devo guardare quello dei bambini alla sculacciata pubblica! Ma sembra che oggi ci sia il solo Constantin, il nipote della fornaia, ed ha soltanto 11 anni! Che schifo! Ah – la donna si battè la mano sulla fronte- ricordami che devo passare in farmacia: la signorina Roxane è di nuovo costipata; domani mi ha chiesto di farle il servizio. Poverina, non se la meritava proprio questa malattia ridicola: aveva fatto, e fà, tanto del bene.

Marcel era andato via dal paese, due anni dopo la morte della suocera. Non ce la faceva più a resistere con la moglie: lei lo umiliava, lo picchiava perfino davanti alla figlia, la svergognata Camille. E che si era presa una servetta ancor più svergognata della padroncina, e con lo stesso nome addirittura! Un giorno, Marcel era venuto dalla signorina Roxane e non ce la faceva neppure a reggersi in piedi. Amèlie aveva origliato dietro la porta e si era incuriosita, così aveva accostato l’occhio al buco della serratura. Marcel era nudo, ma proprio nudo nudo; si era disteso bocconi sul tavolo; Roxane ci aveva messo sopra pure una coperta, per farlo stare più comodo.
“Vi ha frustato per bene! Ha rotto la pelle in più punti! State buono un attimo, devo disinfettare con l’alcool, vi brucerà.” “Mai come brucia il frustino. Sapesse quante me ne ha date, perfino sulla schiena! E Camille, quella disgraziata della figlia, che stava a guardare e rideva, sguaiata. E si passava perfino la lingua sulle labbra. Ahi!”
“Ve l’ho detto che bruciava! Adesso lo lasceremo asciugare, prima di spalmare l’unguento. Siate forte!”
Dopo qualche minuto, Marcel parlò di nuovo “Signorina, lo so che sto per chiedervi una cosa di cui dovrei vergognarmi, ma non posso fare a meno di chiedervelo.” “Dite pure” “E’…è che mia moglie mi ha frustato pure davanti, proprio lì, sapete? Ecco,…vorrei chiedervi se potete dargli un’occhiata….” “Sapeste quanti ne ho visti, nel ’18 quando prestavo servizio all’ospedale militare! Su, giratevi!”
Amèlie aveva sbarrato l’occhio. Marcel si era messo pancia all’aria e le mani di Roxane gli stavano toccando il coso; l’uomo emetteva qualche gemito di tanto in tanto, mentre la voce di Roxane era professionale “ Beh, ve lo ha ridotto proprio male! L’ha scorticato in punta, il prepuzio è livido. Vi consiglio di non scoprire il glande, per un po’ di tempo. Siate morigerato e casto, da ora in poi! Ma adesso, stringete i denti…Pronto?” concluse l’ex infermiera con un sorriso forzato.
Amèlie non aveva capito il significato di tutte quelle parole strane, ma aveva capito benissimo il senso generale. L’urlo di Marcel le fece tirare all’indietro la testa di colpo. Dal buco della chiave non poteva vedere bene, ma l’uomo stava battendo forsennato le mani sul tavolo ed aveva il corpo arcuato, come se provasse un grandissimo dolore. “Ecco fatto- disse Roxane- ho dovuto togliere una goccia di sangue raggrumata. Aspettate, che vi verso un po’ di rosolio…siete bianco come un lenzuolo!”.

“Quanti anni avete, Mària?”. “37, signore, perché?” la donna russa era stupita da quella domanda così intima e nel contempo orgogliosa che lui le avesse, finalmente, mostrato attenzione. “Un po’ troppo grande per esser sculacciata, non credete?”. Mària avvampò: “Perché, signore, che cosa ho fatto?”. “Oggi è festa, mia cara, il primo maggio la festa dei lavoratori: eppure voi siete venuta ugualmente! E state lì, con il piumino in mano, a spolverare…quante volte ve lo debbo dire che non voglio che voi veniate a lavorare, nelle feste comandate, sia pure laiche?”. Era la grande occasione, per Mària: non doveva assolutamente farsela sfuggire! La bramava da due anni, dopo il primo anno che stava a servizio da lui… Si avvicinò all’uomo seduto, gli girò la schiena, protese il posteriore e disse, svenevole: “Sculacciatemi pure, signore!”.
Dieci minuti dopo, era indolenzita ma felice. Nel bagno, davanti allo specchio, se lo scrutò a lungo, dopo essersi abbassata le mutandine. Era tutto rosso, ma non proprio pesto: qualche striscia bianca, impressa dalle sue lunghe dite, si stava rapidamente arrossando. Mària aprì il rubinetto, vi portò sotto la mano a coppa e la riempì d’acqua fresca. Se la passò rapidamente sulla pelle per rinfrescarla; già che c’era, si inumidì anche davanti, perché pure là era abbastanza calda, ma era un calore di tutt’altro genere….

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MONICA E LE COLLEGHE MAESTRE DELLA COLONIA

6 Ottobre 2011

Questo racconto ci è stato inviato dal nostro amico Giorgio. Buona lettura a tutti!

Nell’ attesa di inviarvi il seguito del mio racconto, vi mando questo sperando che vi piaccia come gli altri.
Monica é una bella ragazza dal fisico mediterraneo alta 1,80 fisico mediterraneo slanciata mora con i capelli lunghi e lisci che le arrivano fino al fondo schiena e con tutte le cose al punto giusto.
Subito dopo il diploma trovò come lavoro per il periodo estivo di fare l’ assistente in colonia dal 15 di giugno al 15 di settembre.
Il primo giorno che prese servizio in colonia, le altre colleghe prima di ritirarsi nelle loro stanze, tentarono di toglierle i pantaloni, cosa che lei riferì immediatamente alla direttrice il giorno seguente.
la responsabile richiamò verbalmente le altre assistenti, così le rivolgevano la parola solo ed esclusivamente per questioni inerenti il lavoro.
L’ ultima notte di colonia per le educatrici però Monica ricevette una sorpresa dalle sue colleghe!
A notte fonda entrarono in silenzio nella sua stanza, chiusero a chiave la porta, con un temperino tagliarono le lenzuola del letto e legarono la loro collega le mani alla spalliera del letto e le gambe divaricate alla estremità del letto. poi le misero del nastro isolante sulla bocca per evitare che gridasse
Poi fu a fotografata ed in fine le tagliarono anche il minuscolo slip bianco che indossava.
Caduta l’ unica difesa che aveva indosso, comparve il pube completamente avvolto in una foresta di peli neri, quindi le depilarono completamente il pube prima con delle forbicine e poi con il pennello schiuma e rasoio.
Monica si sentì dominata dalle sue colleghe, che continuavano nel loro lavoro di rasatura del pube.
Quando ebbe fine la rasatura del pube venne fotografa così completamente nuda e depilata poi la capo delle sue college le disse: se osi parlare di questo, manderemo le tue foto alla direttrice , a tua madre, al tuo ragazzo.
Poi sempre chi dirigeva le operazioni dette ordine alle altre, mettete mela pancia sotto.
Come fu posizionata nella posizione che era stata ordinata partì una scarica di duecento sculaccioni che ogni sculaccione che cadeva sul suo sedere la povera Monica sobbalzava.
Terminata la sculacciata seguirono altri duecento colpi di cinghia e poi fu liberata e lasciata riposare.
Il giorno dopo si salutarono ed ogni una si diresse verso il luogo di provenienza.
Dopo circa quindici giorni, arrivò a casa di Monica una telefonata, rispose la madre e le venne detto di riferire che erano le colleghe della colonia che si sarebbero viste nel pomeriggio del sabato della settimana successiva e che Monica non poteva mancare perché dovevano farle vedere una cosa, ma che non potevano dirle cosa fosse perché era una sorpresa.
La madre riferì il messaggio, Monica capì immediatamente di cosa si trattava e chiamò dando subito la conferma.
Il pomeriggio e l’ ora stabilita Monica si presentò a casa della ragazza che aveva telefonato e vi trovò tutte le altre che l’ attendevano. Vennero fatte vedere le foto che avevano fatto quando erano in colonia ed in fine venne tirata fuori una busta sigillata dove vi erano le foto di Monica.
Se vuoi che ti dia le foto devi fare una cosa per noi!
Si tutto quello che volete, basta che poi mi date le foto! Bene, spogliati completamente fu l’ ordine impartito da tutte le atre ragazze. Come fu nuda, ricevette cento sculaccioni a turno da tutte e cinque le altre ragazze, e dieci colpi a testa dati con una bacchetta di bambù, poi le venne consegnata la busta con le sue foto e che lei strappò. ma le venne detto. Vedi di filare dritta e fare esattamente quello che ti diciamo noi di fare, altrimenti sei spacciata, sappi che in un qualsiasi momento possiamo inviarle a tua madre ed al tuo ragazzo, le abbiamo tutte noi su i nostri pc. quindi…..
A Monica non restò altra da fare che piegarsi al volere delle sue padrone!

Racconti di sculacciata: sculacciato dalla mamma

4 Ottobre 2011

Questo racconto di sculacciata ci è stato inviato da Noemi. Buona lettura a tutti!

Fremo.. le mano stringe forte il mio pisello che diventa sempre più invadente negli slip. Senza staccare gli occhi dal monitor, slaccio i pantaloni e li lascio scivolare giù, sfilo lo slip e butto tutto sulla sedia. Così libero posso godere appieno delle prestazioni fantastiche che la ragazza bionda mette in atto mostrandomi tutto il suo lato b.. Metto le cuffie e gemo con lei.
Non sento mia madre che mi chiama, stringo forte il mio pene ormai duro e non vedo l’ora del momento; non la sento salire le scale, mi tocco delicatamente i testicoli per accelerare; non la sento quando spalanca la porta, respiro affannosamente gli occhi socchiusi che fissano lo schermo che ad un tratto diventa nero.. Mi blocco, ora lo so, lei è in stanza. Sento freddo, sudo. La mano resta li, indugia sul mio turgido pene, sono fermo completamente. Mi toglie le cuffie con forza “mamma!” leggera protesta, sono davvero nei guai. Si mette davanti a me, severissima mi guarda “in piedi” ordina, il tono è duro, cerco una difesa “mamma io.. scusa..lo so che..” “ho detto in piedi!” mi alzo senza dire una parola non riesco più nemmeno a togliere la mano dal mio pene che, incurante dell’imbarazzo che mi crea, continua a pulsare. Mi viene vicino e strattonandomi mi leva la maglia “mamma no per favore..” cerco di oppormi, so che è inutile.. Si siede davanti a me in silenzio e mi guarda dall’alto in basso.. Il suo sguardo è penetrante freddo ed io completamente nudo davanti a lei cerco di coprirmi con le mani mantenendo almeno un po’ di dignità. “Se fai le cose falle bene Giulio.. adesso continua quello che hai iniziato” la guardo con aria interrogativa “mamma no, non vorrai che.. non dirai sul serio?” “non mi pare che ti vergognassi davanti al pc no? A fare tutte quelle porcate! Non vedo perché dovrebbe essere diverso ora.. forza avanti finisci ciò che hai iniziato!” la voce è dura ma bassa, in grado di sottomettermi. So che la punizione sarà dura ma qs è così imbarazzante che mi sento bloccato. Non è mai accaduto che mi beccasse in fallo. “mamma scusa, non credo di riuscire” la imploro con lo sguardo, mi agito un po’, mi piego cercando di coprire l’erezione che non accenna a smettere. Mi sento nudo e nell’umiliazione più totale la imploro “mamma ti prego fammi vestire, mi vergogno, non ce la faccio..” comincio a piagnucolare la vergogna è davvero troppa. “Giulio vorrei che pensassi che esiste anche altro oltre che passare le ore a masturbarti davanti al computer.. le ragazze per esempio? C’è un mondo pieno di ragazze e tu passi tutto il tuo tempo qui a trastullarti..” la odio quando mi mette in ridicolo così come se non fossi nessuno e mi monta la rabbia “ non sono affari tuoi di come mi comporto nella mia vita mamma.. non sono un bambino ho 18 anni e dovresti capire che è ora che mi lasci in pace” sbotto e dico qs cose urlando; di colpo si alza mi viene vicino e mi da due ceffoni sul viso ben assestati, e, senza dire una parola, si risiede. Mi brucia la faccia, sono rosso di rabbia e di imbarazzo, l’erezione prosegue imperterrita non sposto le mani e qs toccarmi non fa che aumentare la mia eccitazione. Si mette comoda sulla sedia, solleva un po’ la gonna gia corta e batte le mani sulle sue cosce, segnale che sto per prenderle “qui sulle ginocchia, vedo che la lezione non la impari mai” “mamma scusa ho capito, non puoi sculacciarmi no.. ti prego” mi allontano ma devo capire bene quel che vuol fare; la guardo e imploro piagnucolando chiedo scusa e le dico che non lo farò più; se disobbedisco troppo a lungo essere sculacciato sulle ginocchia diventerà un desiderio, se dovesse arrabbiarsi troppo e usare la bacchetta il dolore sarebbe triplicato. Lei non si alza non si muove, mi comanda con lo sguardo, riesce a farmi sentire nudo fino all’osso finché l’umiliazione pesa troppo e per sottrarmi a qs scena in cui mi sento davvero ridicolo mi butto letteralmente sulle sue ginocchia. Mi sistema senza dire una parola, sedere ben esposto con le mani tocco il pavimento davanti a me, ora so che sono nelle sue mani, lei decide per me, non ho scampo, balbetto qcs mentre sento l’erezione che sfrega sulle sue collant, so che dovrò cercare di non agitarmi troppo, un orgasmo davanti a lei sarebbe troppo umiliante. Mi accarezza le natiche, lo fa quasi con amore “mamma per favore.. non sculacciarmi” l’eccitazione cresce “mamma ti prego, piano fallo piano..” non mi risponde e tenendomi ben saldo indugia con la mano tra le mie natiche; sono pronto al colpo ma la paura si impossessa di me, penso quando colpirà? sarà forte? ; d’improvviso senza nessun segnale comincia a sculacciare cadenzata e precisa, natica destra poi sinistra poi tra le gambe nel mezzo, per poi ricominciare, va avanti senza tregua nemmeno un secondo di risposo. Nella stanza tutto silenzio solo il suono delle sue mani sulle natiche che mi ricordano ad ogni colpo l’umiliante situazione. I primi colpi li reggo bene, non voglio darle soddisfazione, resto immobile senza fiatare, ma dopo un po’ tutto il mio orgoglio va in frantumi comincio ad agitare le gambe, so che non devo, mi sento il sedere in fiamme, ma sono anche eccitato ed avrei voglia di venire così sulle gambe di mia madre. Muovendomi ormai in modo spasmodico, contraendomi senza più resistere offro uno spettacolo che mi imbarazza da morire, mi sento esposto totalmente. Imploro, urlo e scoppio a piangere chiedendo pietà ma lei silenziosa continua. “mamma basta per favore brucia brucia” finalmente dopo tanto scalciare smette. “aahh mamma” piango.. mi accarezza le natiche rosse fuoco “brucia brucia” “Giulio basta lamentarti, lo sai che se le prendi è perché le meriti!” due colpetti sulle natiche sono il segno che mi posso alzare, ma so che non è ancora finita. Mi alzo lentamente, mani sulle natiche che sento bruciare, l’erezione lentamente sta svanendo. Ora monta la rabbia e l’imbarazzo cresce, l’arroganza prevale “mamma non sono un bambino non puoi trattarmi così, sai che non puoi!” lei non smette di scrutarmi, sguardo che indaga a cogliere un altro fallo “devo continuare con la bacchetta?” chiede leggera; un secondo ed il mio sguardo diventa implorante trasformandosi in una sola parola “scusa” pronunciata a fil di voce.
Indicandomi il muro mi fa capire che inizia il castigo. In ginocchio, occhi fissi su un muro bianco, sedere in fiamme, braccia lungo i fianchi, schiena dritta, frustrato per non essere riuscito a concludere ed imbarazzato per essermi fatto sculacciare così , attendo le parole di mia madre che mi permetteranno di concludere la punizione. Ci vorranno due ore prima che mi dica “sdraiato sul letto”. Con le ginocchia doloranti e i crampi alle gambe mi porto stancamente sul letto. Mia madre osserva il mio sedere rosso fuoco che chiama con affetto “il suo capolavoro”. Lentamente e con gesti metodici mi spalma la crema; sento che le natiche ricominciano a pulsare per il bruciore mentre attacca con le domande.
“Smetterai con quella robaccia al pc?” “si mamma”
“E’ stata giusta la punizione che ti ho dato?” “si mamma”
“La prossima volta se accadrà sarà peggio lo sai?” “si mamma, non accadrà”.
Piango come un bambino mentre mia madre ha il potere di farmi ricominciare un’altra splendida e tremenda erezione. Devo resistere un po’. Tra poco sarò di nuovo al pc.

Un video musicale con due mistress

3 Ottobre 2011

Un master mi ha segnalato questo simpatico video musicale da youtube, con due mistress all’opera che sculacciano molte persone. Simpatico.

Lady Oscar

21 Agosto 2011

Quarant’anni abbondanti, una laurea, un lavoro appagante, un matrimonio fallito alle spalle e due gioielli di figli. Una bella donna, alta e con un paio di chili in più che le ammorbidiscono le forme. Ha scoperto il sado/maso un paio d’anni fa. Su internet. Cercava diversivi alla solita noia esistenziale di tutte coloro che si avvicinano alla meno pausa, e la temono.
Leggendo sui vari siti, ne ha trovato uno che si occupava specificatamente della sculacciata, spanking per gli anglofili, fessée per i francofoni. Leggendo i racconti, guardando le immagini, ha capito che poteva trarre un certo piacere da quel mondo, che prima considerava perverso più per sentito dire che per esperienza personale.
Laura, la chiameremo così perché un nome vale l’altro, le aveva prese, da giovane. Per lo più, ceffoni e scappellotti dietro la nuca. Soltanto una volta suo padre, uomo severissimo e di sani principi, l’aveva presa a cinghiate sul sedere. Lei aveva voluto provare un’esperienza lesbo con una compagna di scuola: v’era attrazione, fra loro. Attrazione comune in due adolescenti non ancora sbocciate alla giovinezza e per le quali il sesso era un qualcosa che raccontavano le compagne più grandi. Così, aveva invitato l’amica a casa sua e, sul divano, avevano fatto un po’ di petting, scimmiottando quello che avevano visto fare in un paio di film, trasmessi in televisione la sera molto tardi.
Il papà di Laura era rientrato all’improvviso, scoprendole in quell’atteggiamento. Dopo che Marica se ne era andata andata, scappando di corsa e coprendosi a malapena l’acerbo seno nudo, il padre di Laura si era sfilato la cinghia dei pantaloni, l’aveva arrotolata intorno alla mano, con l’altro braccio aveva tenuto il busto della figlia piegato sul divano e l’aveva presa a cinghiate sul sedere perché lei, improvvidamente, si era calata pure gli slip per esser più sexy durante l’incontro con Marica. Laura aveva provato soltanto dolore; niente eccitazione sessuale, niente di niente: solamente un bruciore tremendo alle natiche. Il padre, ritenendo di aver punito abbastanza la figlia, aveva deciso di non dire niente alla moglie, né della scena vista, né della relativa sculacciata.
Pur non essendo proprio frigida, Laura non aveva quasi mai toccato i vertici supremi del piacere, durante i suoi rapporti sessuali, ed assai raramente aveva provato la “petit mort”, come nell’ 800 si chiamava pudicamente l’orgasmo femminile. Eppure, leggendo quei racconti che parlavano di donne sculacciate, frustate, cinghiate, torturate le sorgeva spontaneo l’eccitamento :immaginava di esser lei a stare sulle ginocchia di un tutore, le mutandine calate e la mano di lui che severa ed insieme amorevole, le percuoteva le natiche, scaldandole tutte e, dopo….. Dopo tanti anni, era dal divorzio che Laura si trovava in perfetta e castissima astinenza, riprovò il sottile brivido erotico della masturbazione. Decise di andare su una chat-line, per fare nuove conoscenze, magari del genere masters e scelse il nickname Lady Oscar. D’altronde la chiamavano così, quando andava a scuola, perché aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri come la protagonista del fumetto che, a quei tempi, ebbe tanto successo. Fu così che entrò in corrispondenza con Herr Professor, il suo autore preferito. Un uomo tutto d’un pezzo, implacabile ed inesorabile nelle punizioni che, nel mondo virtuale di Messanger, le impartiva ogni sera; le ricordava molto suo padre. Laura aspettava ansiosa il collegamento con Herr Professor, si eccitava pigiando sulla tastiera, avvicinava gli occhi al monitor per legger meglio. Piano piano, si mise pure ad eseguire materialmente le istruzioni che lui gli dava, nel suo italiano perfetto e crudo.
Laura si alzava in piedi, si abbassava i calzoni della tuta, si calava gli slip, si piegava leggermente in avanti, e si autosculacciava: una manata per natica, stringendo i denti perché non voleva che lui la sentisse gridare (e, d’altronde, sarebbe stato impossibile). Con gli indumenti ancora giù, tornava a sedersi e digitava, contenta “FATTO!”. La risposta del misterioso interlocutore arrivava in breve tempo, e Lady Oscar capiva subito se lui era rimasto soddisfatto.
Però lo sculacciarsi da sola, con tutte le difficoltà tecniche che comporta, dimezzava alquanto il piacere di lei. Così, si decise al grande passo. Impiegarono tutta la serata a conversare attraverso la fredda macchina elettronica, per prendere un appuntamento: lo avrebbe incontrato di persona, finalmente! Avrebbe visto con i propri occhi quell’uomo alto, robusto, rigido, con la barba che tormentava i sogni di Lady Oscar-Laura: lei intuiva, sapeva!, che Herr Professor non poteva che esser come lei se lo immaginava.
Alla vigilia dell’atteso incontro, Laura si preparò spiritualmente e fisicamente.
Entrò in un negozio di accessori e comprò una cintura da pantaloni maschili; alta, lunga , dura e spessa. Lady Oscar, ché ormai Laura non esisteva più, si denudò davanti allo specchio dell’armadio e vi si rimirò. Sì, concluse, era ancora una bella donna: qualche cellulite nei punti critici le donava perfino. Impugnò la cintura nuova, ancora ruvida perché appena tolta dalla scatola e si vibrò un gran colpo in mezzo alla schiena. Quando riaprì gli occhi, si accorse che le si erano inumiditi per il dolore provato; rizzandosi sulla punta dei piedi, riprovò: i calcagni piombarono di colpo sul pavimento. Proviamo sulle chiappe, si disse, lì farà sicuramente meno male che sulla schiena. Lasciava passare qualche secondo fra un colpo e l’altro, per aver tempo di assimilare il dolore, ma le parti colpite le bruciavano da impazzire…proprio come era accaduto tanti anni prima, con la cintura di papà. Per dieci minuti buoni, Lady Oscar si autoflagellò, drignando i denti, piangendo calde lacrime, ma spinta da una ferrea volontà. Ed anche da quella, piacevole assai, sensazione di umido nelle parti intime. Sfinita, si gettò supina sul letto. Come se fosse un’altra persona quella riflessa nello specchio, Laura vide la sua stessa mano scendere verso il basso ventre, giocare con i peli pubici, sentì le dita entrare dentro….
Lady Oscar non prese mai il treno che avrebbe dovuto portarla da Herr Professor.
BK

Terapia e sculacciate

10 Agosto 2011

Bel video di sculacciate suggerito da Nadine, dove una terapista somministra una cura a base di sonore sculacciate e dolorosi colpi di cane ad una giovanissima ragazza. Il video completo (quasi un’ora di sculacciate) lo potete vedere cliccando qui.
Intanto vi pubblico qualche anteprima

:


Sculacciata domestica di un ragazzo

1 Agosto 2011

Il video di oggi ci è stato segnalato da Nadine e vede un ragazzo alle prese con una dura sculacciata impartita in casa da una severa mistress: cliccate qui per il video.
Ecco qualche immagine di anteprima:



Video di sculacciata

29 Luglio 2011

Il video di sculacciata di oggi è stato segnalata dalla dolcissima Nadine: cliccate qui per vederlo subito. Intanto vi pubblico qualche foto di anteprima: