I colori della sculacciata, parte seconda
15 Luglio 2011Seconda parte del bel racconto di sculacciata di Sofy, la prima parte la potete trovare qui.
…il Padrone non si fece pregare ed immediatamente lo snake tornò a colpire la piccola Alyssa…punishslut alzava il braccio facendo sibilare lo strumento nell’aria e la schiavetta lo vedeva come un lunghissimo,nero e minaccioso serpente che si librava nell’aria x poi abbattersi su di lei…la forza dei colpi tuttavia non era eccessiva perchè la dolce schiava non aveva commesso grandi errori…sciack,sciack,sciack…le strisce rossissime si disegnavano sul sedere e le gambe…Alyssa era contratta nel corpo,si dimenava e rotolava sul foglio,spargendo i colori mischiati tra loro,ma la sua mente era libera…seppur conscia del bruciante dolore dello snake,lei si sentiva felice e fiera in quanto assecondava la volontà del suo amato Padrone. Lei era sua. X tutta la vita aveva cercato queste sensazioni come un’anima senza pace nè riposo,non trovandole mai e sentendosi vuota e disperata fin quando non incontrò il suo amato Padrone,ed ora nessuno l’avrebbe mai fatta tornare indietro. Era talmente persa in questi pensieri da non essersi resa conto che i colpi erano terminati già da un po e che punishslut era inginocchiato al suo fianco e le stava asciugando le lacrime che erano uscite contro la sua volontà,nonostante avesse accettato la punizione con il contegno di una vera e perfetta slave. “Non piangere piccolina,sei stata bravissima” disse il Padrone tirandole indietro la testa e baciandola a lungo e con passione,fino a lasciarla ancora di più priva di forze. La prese in braccio e la portò nel bagno dove le preparò la vasca ricca di acqua e schiuma profumata…la immerse lavando ogni centimetro del suo corpo e Alyssa dimenticò immediatamente tutto il dolore. La sera trascorse in modo tranquillo, il Padrone scese in cantina x portare abbondante acqua fresca da bere a Sofy e qualcosa da mangiare. Vederlo la rasserenò e lei si preparò a trascorrere lì la notte come era giusto…punishslut tornò da Alyssa,chiamarono la piccola infortunata in ospedale x augurarle la buonanotte e si addormentarono sereni. Trascorsero alcuni giorni nei quali Sofy fu ancora punita in modo che imparasse una volta x tutte come comportarsi e la piccola botola divenne un posto molto noto x lei, e finalmente arrivò il dì in cui Silvy sarebbe stata dimessa. Il Padrone e le sorelline erano nella sua stanza di buon’ora ma la piccola pareva decisa a mettere alla prova la pazienza di punishslut, non in modo evidente ma rammaricandosi anche lei x Sofy (erano terribili e c’era solidarietà fra loro anche se adoravano il Padrone) e così punishslut decise di impartirle da subito una piccola lezione… “Dovrei sculacciarti qui davanti a tutti x la tua impertinenza,piccola monella,lo sai? Ma sarò buono e la tua parte la avrai a casa intanto però…” e lasciò la frase in sospeso uscendo dalla stanza e lasciando le sue tre schiavette indisciplinate a fissarsi l’una con l’altra cercando di capire…e non capendo ancora bene quando lo videro tornare con un bel pennarello blu. Il padrone prese una sedia e si accomodò accanto alla dolce Silvy prendendole con cura la gamba ingessata “Tutti scrivono o fanno disegni sui gessi e sarò tanto buono da onorarti di uno dei miei…” “ Padrone ma cosa vuoi disegnarci sopra?” “ Sta buona schiavetta,ora vedrai” e si mise all’opera senza lasciar scorgere nulla e chiedendo ad Alyssa di andare a scovargli un altro pennarello rosso…l’ordine fu prontamente eseguito e,con quello,punishslut potè concludere la sua opera. “Ora potete ammirare…” disse spostandosi e lasciandole osservare. Su tutta la lunghezza del gesso era raffigurato, in modo magistrale, il disegno di un giovane uomo che teneva sulle ginocchia una bella monella sgambettante,con le mutandine alle caviglie e il culetto nudo al vento,mentre veniva sonoramente sculacciata e diceva “ ouch! 1 grazie Padrone! ahii! 2 grazie Padrone!…” . Il disegno era veramente enorme e gli occhi di tutte le schiavette erano sgranati mentre lo fissavano…le guanciotte si imporporarono all’istante x la vergogna…x quanto Silvy si vergognasse,avrebbe dovuto affrontare la situazione perchè il gesso c’era e non poteva cero liberarsene “ Come sta la nostra bella signorina? Che peccato doverci salutare anche se son felice tu faccia rientro a casa!” era la voce della simpatica infermiera che l’aveva assistita durante la permanenza in ospedale… “Ah vedo che i tuoi amici ti hanno fatto un bel disegno e che……” le parole le morirono notando di cosa si trattasse e Silvy avrebbe desiderato poter scomparire al centro della terra. Cercò di balbettare qualcosa ma punishslut intervenne spiegando “Sa sono il Padrone e loro le mie tre schiavette e quando si comportano male io devo punirle,fa parte dell’addestramento…” l’infermiera lo guardava con sconcerto non capendo se scherzasse o meno e decise che battere in ritirata poteva essere la soluzione migliore,posò un bacio sulla fronte di Silvy e sparì. “Bene schiavetta sono stanco e voglio portarti a casa,sali qui e andiamo!” disse indicando una sedia a rotelle. Durante il breve tragitto che portava all’ascensore e dall’ascensore all’auto di punishslut, Silvy capì davvero,x la prima volta nella sua vita, cosa significasse essere in imbarazzo e sembrava che il Padrone si divertisse a camminare molto lentamente,seguito qualche passo dietro dalle altre due schiavette. Era il fumetto di quello che diceva,la cosa più umiliante… e certo tutti guardavano con notevole curiosità il quartetto dove,chiaramente,il giovane uomo dettava le regole. Giunti a casa x Silvy era già stato preparato un comodissimo letto con vari cuscini dove poter poggiare la gamba ingessata e disegnata…ma la sua punizione non era ancora giunta al termine…punishslut le legò entrambe le gambe in alto,con dei ganci messi apposta sopra al letto e prese a sculacciarla….ciaff,ciaff,ciaff…”Hai sempre detto che da sola non eri capace di colpirti bene,ora il tuo adorato Padroncino ti aiuta,contenta?” i colpi si susseguivano e il culetto di Silvy tremava…in mezzo alle gambe,però, dolci umori si facevano strada…e anche Sofy e Alyssa eran sempre più eccitate nel guardare la scena,tanto che avrebbero desiderato immensamente potersi toccare dandosi piacere ma sapevano bene di non aver il permesso…poi la mano di punishslut scese in mezzo alle gambe di Silvy che ormai era davvero provata tra la gamba con il gesso,l’umiliazione subita e questa sculacciata, e così decise che le avrebbe concesso il piacere…dopo averle passato però,un cubetto di ghiaccio proprio lì,in modo da raffreddarla,x poi tornare a farla bagnare…prese una benda di seta nera con la quale le copr’ gli occhi, e così ogni sensazione sarebbe stata amplificata…chiamò Sofy e Alyssa e ordinò a quest’ultima di stuzzicare Silvy mentre lui la sculacciava ancora un po…ciaff,ciaff,ciaff…il sedere diveniva sempre più rosso…la mano di Alyssa intanto faceva il suo dovere e la piccola infortunata provava mille sensazioni…istintivamente si portò le mani sul sedere “Padrone non ho mai provato tante emozioni tutte insieme” “ Certo piccola lo so,ma io ti farò vivere sensazioni che non hai mai immaginato…” e detto questo sostituì la mano di Alyssa con la propria concedendo un orgasmo dilagante alla dolce Silvy,mentre le dava un lungo bacio. Qualche ora più tardi,mentre Sofy leccava e massaggiava i piedi del Padrone,il cellulare di Alyssa squillò…Il proprietario del museo dove lei avrebbe dovuto essere conosciuta come pittrice alla sua prima mostra le ripresentava quest’occasione…le disse che aveva parlato con il suo Padrone (beh lui non lo chiamò così!) e che insieme si erano messi d’accordo. Di lì a un mese Alyssa sarebbe stata ospitata, insieme a chiunque avesse voluto, nella sua casa di campagna e la mostra sarebbe stata allestita lì e tra gli invitati erano previsti nomi di spicco. La schiavetta riattaccò il cellulare con gli occhi che le brillavano e a quattro zampe raggiunse il suo Padrone adorato che le carezzò i lunghi capelli corvini “ Te l’avevo promesso che avresti riavuto la tua occasione…” e così dicendo,la baciò…aggiungendo poi “ Naturalmente il quadro d’onore sarà quello che ti ho aiutato a comporre io e ci aggiungeremo le impronte dei culetti di tutte e tre e poi, tu spiegherai come è stato realizzato…” Sarebbe stata, senza dubbio, una mostra molto interessante…

