Caning
5 Ottobre 2011Un bel video di caning classico, con una ragazza che disciplinatamente si fa punire dal suo professore: clicca qui per vederlo.
Come sempre, una foto di anteprima:

| Sculacciate |
| Sculacciate e altre perversioni erotiche |
Un bel video di caning classico, con una ragazza che disciplinatamente si fa punire dal suo professore: clicca qui per vederlo.
Come sempre, una foto di anteprima:

Il solito punishslut ci segnala un bellissimo video di punizioni scolastiche, ovviamente gratis e completo: lo potete guardare cliccando qui.
Come al solito vi do qualche anteprima, questa volta vi confesso che mi sono piaciute particolarmente alcune foto del culetto punito della ragazza, eccole qua:
Continua il racconto iniziato ieri da Punish Slut, buona lettura!
Infatti, dopo aver estratto i seni della giovane, iniziò a palpeggiarli in modo brusco di fronte all occhio inflessibile della videocamera piazzata lì apposta per riprendere la scena. Nonostante la posizione scomoda la collegiale inizio’ a provare un’ondata di calore in tutto il corpo.
Quando L inizio ad emettere flebili gemiti di piacere Miss r interruppe il suo gioco.
Eh no carina! Così non va proprio bene! Questa dev’essere la tua punizione per non aver indossato il reggiseno, vedrai che adesso indosserai dei bei gioielli che te lo faranno ricordare a lungo…
Intanto togliti quel ridicolo top che ti servirà a ben poco qui dentro…
Da un cassetto della scrivania la Miss prese un paio di piccole pinze che avevano fissate all’estremità una catenina con dei pesi. La biondina si accarezzava i seni con sguardo intimorito.
Avanti e non fare storie o mi costringerai a farti del male sul serio!Mani a terra!
E osservò soddisfatta che la monella nonostante l’aria da ribelle eseguiva l’ordine per mettersi bene in posizione, in ginocchio sul pavimento con i palmi aperti sul vecchio parquet e il culetto ben arrossato adornato solo da un tanga poiché la gonna era stata completamente sollevata.
Miss Rattan decise a questo punto di iniziare il suo personale trattamento per la sgualdrina.
Afferò quindi il capezzolo sinistro e lo strinse nella morsa della pinza…suscitando una smorfia di dolore nel viso di L, che stava alzando dal pavimento la mano destra per addolcire la discesa del peso
verso il basso, ma la miss prontamente la ricacciò nel posto giusto, sul parquet.
E si godette intanto lo spettacolo del seno visibilmente sotto tensione mentre il peso dondolava verso il basso…Linda si mordeva le labbra e mugugnava per il dolore, ma soprattutto poiché era certa che
la sua educatrice non si sarebbe fermata neanche se avesse urlato!
Bene troietta, ora l’altro.. e quando sarai tutta bella agghindata con questi gioielli che fanno risaltare le tue belle tettine farai un bel sorriso al pubblico…
Infatti dopo aver fissato anche l’altro capezzolo al relativo peso la Miss spingeva le sue dita sulle guance della ragazza, in modo da fornire un sorriso forzato alla telecamera!mentre lei cercava con
tutte le sue forze di non sollevare le mani dal pavimento per portarle ai seni cercando di alleviare il dolore..si trattenne con fatica imprecando sottovoce La miss disse- Ma questo non è un bel sorriso! E’ solo una smorfia malriuscita…Hai ancora molto da imparare..
Intanto giocava facendo dondolare i pesi e diede un pizzicotto alle guance della malcapitata.
Hai visto intanto ti sto facendo una bella lezione gratis sulla forza di gravità, e tu non mi ringrazi nemmeno…piccola ingrata guardati sembri una vacca bisognosa di una mungitura!
In effetti i suoi seni erano oscenamente esposti davanti all obiettivo con i capezzoli che erano notevolmente aumentati di misura…L iniziò a sudare, consapevole che le sue sofferenze immortalate dalla videocamera non sarebbero finite presto…
La Miss si accese una sigaretta, prese il largo posacenere in vetro,ricolmo della cenere precedente e lo posizionò tra le scapole nude di L, che carponi sul pavimento, con il culo ben in mostra a una
videocamera dietro e i seni con i capezzoli pinzati davanti, non era certo nella posizione di avanzare proteste..anche se l’oggetto in vetro le provocava brividi sulla schiena decise di tacere.
La miss si sedette nuovamente sulla schiena della giovane, soddisfatta per essere riuscita a sottomettere questa sgualdrina senza dover farla gridare…
Stai ben attenta a non fare movimenti strani perché se fai cadere un solo briciolo di cenere sul pavimento indovina chi sarà a dover pulire tutta la stanza?
Io no di certo! rispose la ragazza. Sono una ragazza di buona famiglia e non sono la sguattera di nessuno!
Non hai ancora capito che una sgualdrina come te merita di essere
trattata molto peggio di una sguattera… rispose minacciosa Miss Rattan.
Finita la sigaretta, dopo essersi gustata i lunghi momenti di agonia, la spense nel posacenere, facendo forza per schiacciare ulteriormente Linda in basso davanti alla videocamera frontale.
Linda iniziava a sudare copiosamente, i capelli le si appiccicavano al viso angosciato e oltre che i seni le doleva la schiena nel punto dove la Miss schiacciava con il suo peso, cercando di alleviare il male
alle ginocchia spostò leggermente il baricentro, ma un sonoro SCIAFF le fece passare la voglia, la sua cavallerizza aveva infatti riadottato il buon vecchio metodo degli schiaffi sul culo per ricordarle di non muoversi minimamente;infatti le disse con tono minaccioso:
Hai capito che devi stare immobile altrimenti ti faccio il culo come un peperone maturo?
Linda implorò: Ma, la prego non ce la faccio…mi fanno male le ginocchia…i seni…piagnucolando poiché la sculacciata appena ricevuta aveva fatto riaffiorare alla mente quelle precedenti, e soprattutto spaventata poiché se fosse stato usato sul suo culetto inerme uno degli arnesi appesi alle pareti allora non avrebbe potuto far altro che scoppiare in lacrime di fronte alle telecamere.
Bene allora vedremo, adesso ti toglierò i gioielli ma subito dopo inizierò a schiaffeggiarti le chiappe per benino, ma sta attenta a non muoverti troppo col posacenere sulla schiena che ho gìa in mente cosa
dovrai pulire…
Pur di farsi togliere quegli infernali aggeggi dai capezzoli la collegiale accettò ma il suo sollievo per esser liberata dai pesi durò poco! Appena mollate le pinze dai capezzoli le pareva di avere i seni
tra le fiamme e capì presto che la punizione era tuttaltro che vicina al termine.
Infatti Miss Rattan prese a sculacciarla molto più duramente di prima, facendo sobbalzare il suo culetto ad ogni colpo delle sue mani abili nell’arte di punire sgualdrine come lei..
Inoltre il suo scopo era proprio quello di ottenere un sussulto sufficiente a far andare in terra la cenere, così facendo avrebbe avuto la scusa per dar sfogo alla sua perversione.
Oouuhhh, basta! Implorava la colleggiale mentre il culo le si arrossava vistosamente di fronte alla videocamera posizionata posteriormente, nonostante il dolore era riuscita a tenere la schiena
in posizione e questo esponeva il suo viso, rosso anch esso e grondante di sudore a quella frontale, per un bel primo piano.
Va bene facciamo una pausa, anche perché ho in mente un idea! Disse la Miss mentre infieriva sul culetto della giovane dandole ulteriori schiaffi, oltre che palpeggiamenti continui per saggiarne la
temperatura crescente…e giocherellando col filetto del tanga faceva passare il dito lungo tutta la lunghezza, tirando e mollando l’elastichino facendolo penetrare meglio ad ogni colpo.
Miss Rattan umiliava verbalmente la ragazza mentre la tormentava con il suo stesso tanga.
Ho come l’impressione che questo giochino ti piaccia e non poco, sgualdrina impertinente!
Linda era quasi stremata… avrebbe quasi preferito indossare nuovamente i gioielli piuttosto che farsi umiliare a quel modo, poiché era cosciente che se Miss Rattan avesse avuto la prova della sua
eccitazione l’indomani avrebbe avuto seri problemi a sedersi…
Bene ho le mani troppo stanche ora per il tuo culo da troietta, quindi…Levati subito una scarpa!
L non capiva ben il nesso tra le mani dell’ educatrice sul suo culo e la sua scarpa ma decise di eseguire l’ordine poiché con quel tono Miss Rattan non scherzava di certo…
Per slacciare le sue scarpe dovette star ben attenta a non perdere l’equilibrio per il posacenere ancora sulla sua schiena, dopo un piccolo numero di contorsionismo riuscì a slacciare il laccetto che
richiudeva i suoi piedini in quelle scarpe col tacco aperte sul davanti, color rosso fuoco!
Quando vide che era riuscita nell intento L sfoderò un sorriso alla Miss, speranzosa che la punizione fosse finita solo perché era riuscita a mantenere in equilibro il posacenere durante l’operazione.
La Miss non aveva neanche la minima idea di interrompere adesso la sculacciata. Mmmm sarà fantastico, vedrai come staranno bene in tinta col tuo bel culetto..in posizione!
Linda con uno sguardo rassegnato si rimise carponi sul pavimento.
Detto questo la miss ne impugnò una per il tacco, battendo ripetutamente la suola prima su una chiappa e poi sull’altra, strappando gridolini alla spankee poiché andava a colpire sempre nello
stesso punto…anche se ogni tanto presa dalla foga colpiva anche la parte bassa delle cosce..
E notò che questo faceva l’effetto di una scossa sulla colleggiale, che emetteva quindi fremiti incontrollabili, cercando di divincolarsi o di scalciare, e inevitabilmente…
Il posacenere finì in terra in una nuvola di polvere ma L era troppo presa dal dolore ai suoi glutei maltrattati per accorgersene… Alla Miss invece si illuminarono gli occhi… presto avrebbe immortalato
la sgualdrina in pose ancor più umilianti….
Vi presento qualche foto tratta da questa bella galleria di sculacciate, da Sinfull Spanking. Buona visione.
Che visino rabbuiato, punizione in vista?
Ecco il professore che si appresta a punire l’allieva: dalla faccia non sembrerebbe molto severo ma non si sa mai…
E finalmente la punizione comincia! Il culetto dovrà subire molto..
Finalmente le mutandine vengono giù!
Per completare la punzione la ragazzina deve farsi mettere una matita nel culetto
Questo bel racconto di sculacciate ci viene inviato da Sandy. Buona lettura a tutti!
E così ero finita a prendere lezioni dal prete.
Avevo pregato i miei di mandarmi in una scuola normale, per signorine, ma loro, fissati con la religione, avevano scelto un prete per insegnarmi a leggere, scrivere, fare qualche calcolo, cucinare e conoscere più o meno le cose importanti.
Ovvero quelle che diceva la Bibbia.
Eravamo 3 ragazze ad essere mandate alla parrocchia invece che a scuola.
Tutte di 18 anni.
Maria era grossa. Capelli rossi, lentiggini, seno abbondante come tutto il resto. Una bella ragazzona certo, carina tutto sommato, ma il prete non mancava mai di ricordarle che la gola è un peccato.
Silvia era invece bassa e molto magra, l’opposto di Maria. Senza forma alcuna.
E poi io. Carina sono carina, non si può negarlo. Forse un po’ troppo chiara di colori, il prete me lo diceva sempre.
I primi ritardi, i primi compiti non fatti, i primi chiassi furono subito puniti da Don Giacomo severamente. Era capace di farci saltare il pranzo, di farci uscire dall’aula o di contattare i nostri genitori. Ma certo dovevamo ancora renderci conto di come le cose potevano finire.
La prima volta che capitò fu a Maria.
Quando Don Giacomo la sorprese a mangiucchiare un panino durante la lezione.
La prese per un orecchio e la portò al centro della classe, poi le disse che doveva farci vedere come si riducono le persone che mangiano sempre. Le abbassò la gonna e i mutandoni, lasciandole scoperto il basso ventre. Maria cercava di coprirsi ma il prete fattala appoggiare alla cattedra le apriva i coscioni, facendocela vedere, e guardandola nuda ed esposta. Poi aveva messo una mano lì, nel boschetto rosso di Maria e l’aveva frugata un po’ dicendo che questo era quello che una scrofa del genere meritava. Dopo di che l’aveva girata e le aveva aperto le natiche. Il buco di Maria era così visibili che mi vergognavo per lei. Poi il prete aveva spinto dentro un dito. Maria, piangeva per la vergogna e il dolore, cercava di sottrarsi senza poterci riuscire e il suo buco si arrossava sempre di più.
Dopo l’episodio di Maria le cose erano un po’ cambiate. Noi, tutte e tre, cercavamo di non fare infuriare Don Giacomo ma lui, per ogni mancanza ci puniva sempre più severamente.
Una volta mi sorprese a non aver fatto i compiti e ad aver mentito dicendo di stare male.
Don Giacomo mi prese per l’orecchio e mi portò al centro della stanza. Pensavo che sarebbe successo quello che era successo a Maria ma Don Giacomo si sedette su una sedia e mi posizionò davanti a lui.
“Visto che ti comporti come una ragazzina, ti punirò con una bella sculacciata”
Avevo sentito dire che sarebbe potuto succedere.
“Alzati al gonna” aggiunse.
Non volevo farmi vedere nuda da lui, non volevo nemmeno farmi vedere con le sole mutandine, esitai.
Don Giacomo si alzò e mi mollò un ceffone, poi mi risedette e me lo richiese.
La alzai, pensando che in confronto a quello che era capitato a Maria ero fortunata.
Lo vidi osservarmi bene le gambe e poi, con un rapido gesto abbassarmi le mutandine.
Che stupida a non averlo immaginato!
Ora mi guardava nuda. Ma non mi toccò, mi mise sulle sue ginocchia, a gambe ben aperte e iniziò la sculacciata. I primi colpi non furono niente e pensavo che sarei potuta sopravvivere ma poi, dopo i primi dieci minuti, Don Giacomo aveva aumentato la sua potenza e non si fermava nemmeno per riposarsi, continuava a darmele con l’intenzione di farmi del male. Faceva male, io inizia a chiedergli di fermarsi. Avevo il sedere arrossato e i lacrimoni pronti. Lui nemmeno mi rispose e continuò con sculaccioni sempre più forti colpendo anche le cosce. Tanto per fare qualcosa provai a chiudere le gambe. Non avrei mai dovuto, lui se ne accorse capendo che il mio punto debole era l’imbarazzo. Mi allargò le cosce facendomi scivolare un dito dentro. Io trasalii e lui mi ricordò con uno sculaccione che mi faceva tutto quello che voleva.
Il dito, andava sempre più dentro, mi faceva male.
“La prego” ansimavo
Lui rideva dicendo che una puttanella come me doveva solo che stare zitta.
Poi ritrasse il dito ricominciando le sculacciate forti. Io iniziai a piangere ma fu quando chiese a Maria di prendergli la cintura in cuoio nell’armadio che mi spaventai.
Don giacomo mi fece alzare e togliere anche la camicetta.
Provai a fermarlo e lui fece scendere la mano a tirarmi i peli.
Quindì mi spogliò completamente, davanti al suo sguardo bramoso e alle atre ragazze.
Mi fece piegare sulla cattedra e iniziò a cinghiarmi.
Il mio pianto divenne singhiozzi e gemiti, avevo perso ogni dignità, lo pregavo di smetterla.
Il culo era tanto rosso che non sapevo come lo avrei nascosto a mamma che ogni sera mi ispezionava.
Piansi, lo pregai e presi tante cinghiate, almeno trenta.
Poi Don Giacomo si fermò, mi mise una dito nel solco delle natiche e lo fece scendere fino all’ano.
Poi però passò alla fica. Purtroppo, mi accorsi solo quando lui tirò fuori il dito dandomi della porca che mi ero bagnata da morire.
Per punizione…
Questo racconto mi venne inviato parecchio tempo fa da Liruir. Ricordo a tutti che chiunque vuole può contribuire al blog, è sufficiente inviare una mail a sculacciata76@yahoo.it e il racconto sarà pubblicato!
All’età di 18 anni ho iniziato per puro caso quello che poi sarebbe diventata la mia professione il gigolò particolare. Ricordo come fosse ieri quando alle scuole superiori ebbi la mia prima esperienza una prof. Mi mise una votaccio ad un compito che benché identico a quello di un mio compagno che aveva avuto la sufficienza era stato valutato da 4 decisi che mi sarei vendicato. All’orario di uscita mi precipitai verso la macchina della prof. E le chiesi spiegazioni!! Di tutto punto lei si accorse del grave errore commesso ma che nn poteva farci niente perché i voti erano gia trascritti allora la minacciai di rivolgermi al preside e lei con tono arrogante mi disse che nn aveva paura di un moccioso. Il giorno seguente salutai la prof. Nel cortile e con i suoi compiti in mano mi diressi dal preside la prof. Mi blocco per le scale e fece cenno di seguirla entrammo in una classe vuota e li la prof. Inizio a farmi la predica dicendomi che ero il peggiore dei suoi alunni che con quel gesto nn avrei risolto niente. Nelle sue parole leggevo un po di timore la prof. Era carina sui
40 fisico magro capelli neri occhi neri una 3 di airbag e un culo grosso a pagnotta la guardavo fisso negli occhi senza proferire parola il suo linguaggio iniziò ad assumere toni arroganti e presuntuosi fino a quando nn provo a strapparmi i fogli dalle mani reagii d’istinto e li misi dietro bloccandola con l’altra mano. A quel punto la prof. Mi guardo negli occhi e mi chiese di sbrigarmi a consegnarle i fogli mi rifiutai dicendole che lo sapeva bene cosa sarebbe successo se il preside avesse ricevuto una lamentela da parte di un alunno per questi errori e ricamandoci sopra la situazione della prof. Si sarebbe fatta delicata. Pero essendo io uno buono dissi alla prof. Che poteva comprare il mio silenzio mi disse di nn essere ricca le risposi che nn volevo soldi ma bensì una ricompensa per il mio silenzio. L’atmosfera iniziava a riscaldarsi la prof. Mi chiese se ero matto nel solo pensare che potevo scoparmela per caso le risposi che lei nn meritava di essere scopata ma doveva essere punita per quello che aveva fatto. La prof. Ando su tutte le furie provo a farmi desistere con le sue parole infamanti rimasi impassibile e mi sedetti su una sedia e le indicai la lavagna adesso scrivi chiedo perdono a luigi per il mio errore e prometto che nn si ripeterà. Quando ebbe finito poso il gesso e si avvio vero la porta la fermai con un gesto della mano la tua punizione e appena iniziata la portai di fianco la cattedra le chiesi di rileggere quello che aveva scritto si rifiuto e fu allora che “SPANK” le mollai un uno sculaccione che la fece saltare ma che fai fu la sua reazione adesso leggi e “spank” le mollai un secondo sculaccione inizio a leggere bene brava cosi adesso giu i jeans” ma cosa” ubbidisci!!! I jeans scesero fino a terra adesso le calze brava bene!! Ora le mutandine “no” “quelle” silenzio!!! Ti ho detto che devi ubbidire ecco cosi brava vedi che quando vuoi sei brava?” Si signore”mi avvicinai al suo culone hai un culone lo sai? “che significa” e grosso e poco formoso questo nn va bene però adesso nn importa adesso devi essere solo punita come meriti giusto? “si padrone” brava sei una che apprende subito “ma cosa merito come punizione?” adesso vedrai mi siedo su questa sedia e tu dovrai metterti sulle mie ginocchia a pancia sotto brava cosi le gambe dritte in modo da sollevare il culo si cosi brava. Era li sulle mie ginocchia pronta giocai un po con le sue chiappe sfiorandole il buchino proibito ebbe un sussulto ed esclamo “MAHHH”…. E prima che potesse finire la frase “spank” parti il primo sculaccione leggero si giro verso di me con aria di sfida e allora “spank” “spank” “spank” spank” una raffica di sculaccioni ad intensita variabile che la facevano sussultare ad ogni colpo il suo culetto stava diventando sempre più rosso decisi che per la prima volta poteva bastare le ordinai di alzarsi obbedii “adesso hai capito chi sono?” “Si” “sei il mio padrone bene adesso inginocchiati. Il culo le bruciava ancora e quando si mi mise in ginocchio ebbe un esclamazione di dolore ma senza esitazioni estrasse il cazzo dai pantaloni e inizio col leccare la punta fino poi a scendere arrivando alle palle li la feci soffermare a lungo la sua lingua doveva leccare ogni singolo centimetro il mio godimento in breve raggiunse vette altissime e quando glielo infilai in bocca il mio orgasmo fu rapido e violento ma la prof riuscì a nn bere il mio nettare che le fini solo in faccia. Comunque le dissi che era stata brava ma poteva migliorare ancora ora poteva amdarsene per il cattivo voto avremmo risolto in un’altra maniera.
Il racconto di Giorgio, che ha suscitato commenti molti positivi, prosegue. Ecco a voi la seconda parte. Per chi avesse perso la prima, può leggerla cliccando qui.
La mattina dopo a scuola Laura manteneva il capo chino lanciando rapide occhiate all’ amica che le sedeva accanto. Da parte sua Elisa sedeva eretta seguendo con interesse la lezione, fino ad allora si erano solo salutate, approfittando di una pausa dell ‘insegnante chiese sottovoce “brucia ancora il culetto?” Laura arrossi “un PO, stanotte ho dovuto dormire sulla pancia ora va meglio” “magari oggi sarà necessario dargli un’ altra scalda tina, arrivo alla solita ora, tu nell ‘attesa studia qualcosa a tua scelta di matematica che ne hai bisogno” “va bene” rispose Laura annuendo “ti aspetto”. Non è una buona mattinata per Laura, alla seconda ora viene interrogata dalla professoressa di italiano e mostra di non essere preparata prendendosi l’ ennesima insufficienza, “sei proprio una somara” non le risparmia Elisa quando torna al banco quasi piangendo “meglio che oggi ti ripassi anche il rinascimento, appena torni a casa poi dici a tua madre di questa interrogazione e aggiungi che per una settimana laverai e asciugherai i piatti giorno e sera per punizione. Chiaro?” “si Elisa” risponde Laura molto depressa. La mattinata trascorre senza altro di rilievo, uscendo Laura si ferma all’ ingresso a parlare con due amiche ma Elisa che la segue interviene subito “a casa che tua madre ti aspetta”, viene guardata stranamente dalle amiche di Laura ma non si sofferma ed esce. Anche Laura pensa bene di andare per non peggiorare la situazione. A casa, mentre mangia con la madre, continua a rimandare ciò che deve dirle e pur sapendo che Elisa non gradirà finisce per salire in camera dicendo solo “vado a studiare”. Anche quel giorno Elisa viene accolta dalla e dopo averla salutate le chiede se Laura le ha raccontato l’ accaduto di quella mattina. “no, cosa è successo?” chiede. “glielo racconta sua figlia dopo, adesso le parlo” e la lascia salendo verso la camera di Laura che trova seduta alla scrivania incapace di alzare lo sguardo. “in piedi” le dice seccamente e quando Laura si è alzata “togli i pantaloni, adesso ti insegno io a fare quello che ti dico” “nooooo ti prego adesso vado a dirglielo” e resta immobile a capo chino. “togli li” ripete, lentamente Laura li toglie e li appoggia su una sedia “anche la camicetta che ti copre il culo” iniziando a piangere Laura sbottona e toglie la camicetta restando con slip e reggiseno “le mutandine” le sfila e Elisa può gustar si la visione delle natiche abbondanti appena arrossate dal giorno precedente, si porta alle sue spalle, le slaccia il reggiseno e glielo sfila, il grosso seno della ragazza adesso è esposto e ne gode la visione per un attimo poi la prende per un braccio e la guida verso il letto, Laura umiliata ci si lascia deporre sopra senza opporre resistenza. “a quattro zampe adesso” Laura esegue, le mette una mano sul capo e lo spinge in basso lasciandola con il grosso culo pienamente esposto “allarga le gambe” goffamente Laura le apre es ponendo così culo e figa, la visione è irresistibile e non può trattenersi dal dare un pizzicotto su una natica grassoccia provocando un urletto della sventurata “iiiiih” “zitta, ti faccio nitrire io dopo” e Insinua una mano fra le cosce fino ad afferrargli la figa “ti sei toccata ieri sera?” chiede senza lasciarle il tempo di pensare “nooo” dice prontamente Laura. ” Adesso controllo” e inizia a carezzare il pelo biondo che la copre poi insinua due dita fra le labbra e la penetra. Laura ha un sobbalzo e prontamente le arriva uno sculaccione seguito da un secondo. “Elisa… ” “cosa c’ è?” “so.sono vergine” cosa di cui Elisa si compiace “tranquilla per adesso non te la rompo, vediamo piuttosto se ieri sera hai fatto la brava” e lascia penetrare ancora un PO le dita “su strusciati e vediamo ” “vediamo cosa?”sussurra Laura “da quanto ti bagni si riesce a capire se sei venuta, vedrai che fra qualche giorno lo capisco al volo, adesso strusciati” incerta Laura inizia a muovere il bacino e Elisa inizia subito a sentire le dita inumidirsi “brava continua” la incoraggia e sente i movimenti farsi più decisi provocando un’ ulteriore eccitazione, le dita adesso sono immerse negli umori “basta adesso altrimenti mi vieni in mano” un attimo di incertezza e Laura si ferma ormai soggiogata. Le dita si ritirano sfiorando il clitoride e provocando un fremito. “vorresti venire?” le sussurra in un orecchio. “siii” le carezza ancora il clitoride che sente gonfio “ogni quanto eri abituata a toccarti” solo un attimo di incertezza da parte di Laura “tutti i giorni” “allora devi avere una gran voglia” e lentamente sfila le dita non senza carezzarla ancora “adesso però dobbiamo parlare del perché non hai raccontato a tua madre di stamani” “mi vergognavo” sussurra Laura “adesso rimediamo” e così dicendo le appoggia una mano sulle natiche “resta ferma o è peggio per te” cosi dicendo inizia a sculacciarla, con calma colpi, non violenti, lenti che non trascurano nessuna parte del culo che inizia subito ad arrossarsi. Laura fa il possibile per restare ferma ma non riesce completamente e i suoi fianchi fremono, vorrebbe tacere e non sentire i gemiti che le escono dalla bocca “iiiihhh iiiiihhh ihhhhh” cosa che Elisa gradisce, senza interrompere la sculacciata le carezza il fianco e le sussurra “ferma fai la brava cavallina” facendosi forza Laura riesce a fermare il suo tremito e viene lodata “brava vedi che riesci su continua a nitrire mentre ti arrosso il culo” “iiiihhh iiiiihhh ihhhhh” e viene premiata da nuove carezze sui fianchi e sulla pancia. Quando ritiene che il culo sia ben scaldato Elisa interrompe la sculacciata continuando a carezzarla fino a quando con una carezza le raggiunge il seno soppesando la tetta, Laura resta immobile. “allora hai capito che ti conviene essere ubbidiente o devo continuare?” “nooo” la implora Laura “no cosa” la incalza carezzandola sulla pancia fino a raggiungerle la fica ” faccio la brava” e, ormai eccitatissima inizia a strusciarsi contro quella mano che però le sfugge e scivola di nuovo su una tetta stringendola come se la mungesse “adesso resta ferma” con la mano raggiunge ancora la figa dell’amica che trova bagnatissima, ne approfitta per lubrificare le dita “allargati le mele” Laura esita e riceve uno sculaccione rassegnata si porta le mani sulle natiche e le apre, il forellino grinzoso è completamente esposto e un dito già inumidito lo raggiunge prontamente carezzandone il contorno prima di iniziare a premere al fremito incontenibile segue uno sculaccione che riesce a fermarlo. Elisa gioisce sentendo il dito penetrare sempre più. “sei vergine anche qui?” chiede “siiii” “sì cosa?” “ho anche il culo vergine” eccitazione e vergogna le tolgono ormai ogni volontà di opporsi e quando sente un secondo dito entrare non fa un fremito, immobile. Le dita iniziano a muoversi avanti e indietro scopandole il culo, il lieve fastidio viene sostituito dal piacere si sentirsi piena. Adesso sono 3 le dita che la stanno allargando mentre la figa gocciola i suoi umori. L’inculata continua qualche minuto sempre lenta e costante portandola al limite dell’orgasmo, le dita sentono le contrazioni della figa, Laura sta per venire. “basta cosi” le dice estraendole “con quello che hai combinato oggi non meriti certo di venire” le accosta le dita alla bocca ” su puliscile, la lingua di Laura inizia a leccarle incerta, le sente premere e non si oppone mentre le scivolano in bocca “succhia che me le hai tutte sporcate” e Laura succhia. Quando vengono estratte rimane immobile sempre con il capo in basso e il culo, bene arrossato, esposto. “su a lavarti che devi parlare con tua madre” le dice con una leggera pacca sul sedere che la fa sussultare, Laura si alza e docilmente si avvia verso il bagno del quale, per fortuna, la camera dispone. Elisa la segue e le sta dietro mentre l’amica si lava la faccia, gli occhi arrossati “devi fare pipi?” le chiede e Laura annuisce. Prendendola per le braccia la guida verso il water facendola sedere. Laura ha un sussulto, il culo arrossato le duole appoggiato cosi, vorrebbe alzarsi ma le braccia di Elisa la tengono ferma seduta con le cosce aperte. “ti dico io quando farla” rincara, Laura annuisce. Lascia passare qualche secondo “adesso” e subito si sente lo scroscio dell’urina che esce, terminata la minzione le prepara il bidè “vieni che ti lavo la passerina” Laura è pronta a ubbidire e si siede tenendo le gambe ben aperte ed emettendo un “iiiiih” per il bruciore che continua a sentire quando appoggia il culo arrossato. La mano di Elisa scende fra le cosce di Laura, carezza il pelo e con le dita le lava dentro e fuori la figa carezzandola e provocando ancora eccitazione. “come va il culetto?” “brucia” la fa alzare e chinare in avanti “adesso te lo rinfresco” con una crema trovata davanti allo specchio si cosparge le mani “su apriti come prima cha te la spalmo” nuovamente Laura si allarga le natiche e le dita iniziano a scorrere nel solco per poi affondare nel forellino che, già violato, si apre agevolmente, al solito piccolo sobbalzo segue rapido uno sculaccione “ferma” e Laura ammansita si ferma. Il fresco della crema allevia
Il dolore ed è grata ad Elisa che le fa scorrere nel culo le dita “sei ancora stretta ma per adesso va bene cosi” la prende per i fianchi e la fa rialzare, Laura rimane in piedi incerta “come si dice?” “grazie Elisa” “rimetti camicetta e pantaloni che dobbiamo scendere da tua madre. Mutandine e reggiseno non importa che tanto dopo devi ritoglierli” appena si è ricomposta un piccolo sculaccione la indirizza verso la porta e, seguita dall’amica, si incammina. Giunte al pianterreno trovano la madre davanti alla tv e Laura fattasi coraggio le confessa l’insufficienza presa quella mattina e, sotto lo sguardo di Elisa, aggiunge a testa china che per punizione avrebbe fatto i piatti per una settimana, cosa mai accaduta prima. Anna è compiaciuta e guardando Elisa le chiede come abbia fatto “non è stato difficile, sua figlia ha solo bisogno di essere guidata, vedrà che anche i risultati scolastici miglioreranno anzi se è d’accordo mi fermo a cena così possiamo studiare un po anche dopo che con questa faccenda non abbiamo ancora fatto niente” Anna è naturalmente d’accordo e, risalendo verso la sua camera Laura capisce che sarà ancora una lunga giornata.
Oggi pubblico un racconto di sculacciate di ambientazione scolastica che mi venne inviato tempo fa dal nostro amico lettore Giorgio. Colgo l’occasione per ricordare che chiunque può partecipare al blog, basta inviare una mail a sculacciata76@yahoo.it
La signora Anna è una bella donna, 44 anni ben portati mora, alta 175 cm leggermente formosa, una bella quinta di seno e un culo pieno e alto che per strada fa voltare gli uomini. Anna è separata da 8 anni e vive in una bella casa di proprietà con la figlia Laura di 18 anni. Normalmente dolce e un po’ riservata quel pomeriggio Anna ha ricevuto una telefonata per notificare, e non è la prima volta, il cattivo rendimento scolastico della figlia che ha già ripetuto due anni e rischia di perdere anche questo, è furiosa ed attende il rientro di laura uscita a passeggio per parlargliene. Poco dopo la ragazza entra accompagnata da una compagna, Elisa. Le due ragazze, entrambi attraenti, non potrebbero essere più diverse. Laura è una stangona. Alta 180 cm, un po’ larga di fianchi ha un sedere abbondante stretto nei jeans aderenti, bionda e con una quarta di seno racchiuso in un top che sembra voler esplodere. Elisa è mora, alta 165 cm una seconda di seno e un culo tonico è muscoloso, a scuola va molto bene pur non essendo una secchiona.
Le due ragazze salutano “ciao ma’” “buongiorno signora”.
“ciao Elisa” dice Anna e, rivolgendosi alla figlia, “ha chiamato la scuola”.
Laura si gela “perché ha chiamato?”
“lo sai il perché”urla Anna”ma mi sono stancata, te lo avevo detto e lo faccio. Ti mando in collegio dalle suore, vediamo se loro ti curano”.
“dai mamma” sussurra Laura “vedrai che mi riprendo ” Elisa mi aiuta e lo sai che lei è brava”.
“lo so che è brava” dice la madre “sei tu che non lo sei, ma adesso mi sono stancata e vai in collegio!”
“guardi signora” si intromette Elisa “io sono disposta a seguirla e a cercare di farla promuovere ma alle mie condizioni e vedrà che i risultati ci saranno”.
Anna è stupita “condizioni?”
“si” affonda la ragazza “se Laura vuole che la aiuti dovrà accettare di comportarsi a modo mio, studiare come dico io, uscire solo se le do il permesso e, quando non si applica, accettare di essere punita”.
“.Punita” mormora Laura”
“si punita” prosegue Elisa ” se non fai come dico io una buona sculacciata, o altro. Decidi tu se preferisci questo o le suore” si alza “parlatene pure, in fretta che l’ anno è già avanzato e tempo da perdere non ce ne è” A Elisa piace Laura e se tutto questo andrà in porto…
“adesso vado arrivederci Signora” si avvia alla porta ” ciao Laura pensaci su, ci vedremo domani, se vi interessa fatemi sapere stasera e da domani si inizierà” così dicendo esce.
Elisa sa che la madre di Laura finirà per lasciarsi convincere dalla figlia… sempre che questa preferisca le sue condizioni al collegio, lei spera di sì.
Puntuale la sera arriva la telefonata di Laura “ciao Laura”.
“Elisa … enti… io e mia madre saremmo d’ accordo con la tua… proposta… se vuoi domani possiamo iniziare”.
Un sorriso si dipinge sul volto di Elisa “Le mie condizioni le conosci. Domani mattina a scuola ne parliamo, sia chiaro che non intendo perdere inutilmente il mio tempo quindi adeguati o peggio per te, ciao”.
“ciao” sussurra Laura imbarazzatissima.
La mattina dopo a scuola le due, che sono compagne di banco, non scambiano parola, Laura non osa ed Elisa la lascia cuocere.
Poco prima dell ‘uscita Elisa rompe il silenzio “appena usciamo vai a casa e dopo pranzo studi tutto il primo capitolo di matematica, io arrivo alle 5 e ti interrogo, OK?”
“va bene” sussurra Laura
Elisa è puntuale. Le apre la madre e la fa salire in camera della figlia, entrata avverte nell’ aria un forte odore di acetone, la radio è accesa. Laura seduta alla scrivania si volta per salutare l’ amica.
“bel modo di studiare” la anticipa Elisa “musica e ti sei data lo smalto, spero tu abbia almeno fatto quello che ti ho detto”.
“… lo smalto era rovinato e la radio aiuta a concentrarsi, non ho avuto tempo di studiarlo tutto ma un po’ ho fatto” dice Laura conciliante.
“meglio chiarire subito” la voce di Elisa è secca “tu fai quello che ti dico e stop, se vuoi dico subito a tua madre che abbiamo chiuso”.
“nooooo è sempre arrabbiata di ieri dai che adesso studiamo assieme”.
“adesso facciamo quello che ho detto IO ieri, ti scaldo il sedere e vediamo se impari”.
“… Elisa… Non… puoi…dai…studio” Laura è impaurita
“posso e lo faccio, IN PIEDI ” Laura si alza lentamente” slaccia i pantaloni”
“Elisa ti prego” piagnucola Laura atterrita dalla minaccia “faccio la brava”
“abbassa i pantaloni” dice Elisa sedentosi sul letto “e vieni qua sulle mie ginocchia…da brava”
Laura vorrebbe sprofondare. Lentamente li slaccia e si avvicina all’ amica. Si ferma immobile.
“qui” Elisa batte il palmo sulla sua coscia e fissa Laura che lentamente inizia ad abbassarsi i pantaloni, li cala appena sempre tendoli su con le mani. Impaziente Elisa si batte nuovamente la mano sulla coscia e Laura, rassegnata, si stende sule ginocchia dell’amica. La posizione è buona, Elisa è seduta arretrata e il peso della ragazza grava sopratutto sul letto, la mano si posa sul bel culo esposto lo risale fino al bordo delle mutandine e inizia ad abbassarle, Laura ha un sobbalzo “ferma” le dice Elisa accompagnando le parole con uno sculaccione che fa sobbalzare la natica ancora candida, abbassa le mutandine e inizia a colpire non troppo forte ma con decisione alternandosi fra i due globi di carne fremente.
Laura sussulta dalle labbra le sfugge un “hiiiii hiiii” che non riesce ad arrestare.
Colpi lenti che iniziano ad arrossare la carne “hiiiii” continua la vittima
“sembri una cavalla” la dileggia Elisa “nitrisci pure tanto non la scampi” “hiiii” chaf “hiiiii” chaf
nitriti e sculaccioni si alternano. “tiiiiii preeegooo hiii baaastaaa” singhiozza incapace di esprimersi.
“non parlare nitrisci” la incalza continuando a colpire le chiappe ormai arrossate “hiiiii hiiii” Laura non riesce più a connettere sa di star dando uno spettacolo pietoso ma continua a nitrire come le dice l’amica che interrompe i colpi e poggia il palmo gustandosi il calore della carne martoriata, lascia scivolare un dito fra le cosce socchiuse sfiorando la peluria bionda di
Laura e sente il bagnato della figa “bene” pensa “la cavalla è eccitata”. “non ti vergogni? Ti bagni mentre ti sculaccio”. Laura tace uno sculaccione la fa sobbalzare “ho chiesto se ti vergogni” “siiiii” “si cosa?” e ricomincia a colpire le chiappe arrossate “siiii mi vergogno ti pregoooo baaaasta” supplica Laura. “Ancora un po’ e ho finito” le sussurra Elisa continuando a colpire “tu continua a nitrire” “hiiii hiiiii hiiiii hiiiii” quando vede le chiappe belle rosse Elisa si ferma con la mano sul culo, introduce il medio nel solco fino a sfiorare il buchino, Laura sobbalza e subito le arriva uno sculaccione, di nuovo il dito raggiunge il buchino e questa volta Laura si immobilizza, vorrebbe penetrarlo ma sa che è ancora presto. Scosta la mano.
“alzati” per adesso può bastare. Laura, singhiozzando si china per tirarsi su mutandine e pantaloni calati alle caviglie. “”i pantaloni toglili” le ordina Elisa “e anche le mutandine” magari più tardi hai di nuovo bisogno. Adesso studiamo”. Le due ragazze si siedono alla scrivania e studiano
per due ore, Laura mostra tutta la sua ignoranza interrogata da Elisa. “per adesso basta, è quasi ora di cena. Sarà chiaro anche a te che hai molto da recuperare” dice alzandosi.
Laura annuisce. “un’altra riscaldatina prima di andare ti farà bene” continua sedendosi sul letto e battendo la mano sulla coscia come un invito. Laura rassegnata si riposiziona sulle ginocchia pronta al martirio. “su comincia a nitrire che è la cosa che sai fare meglio” “hiiiii hiiii hiiii”
Fa la cavalla mentre i colpi iniziano a cadere. Non dura molto, le natiche di Laura sono davvero molto rosse ed Elisa vede che non è il caso di inferire. “in piedi” di nuovo Laura si alza. Le pone una mano sulla figa “guarda come sei ridotta, tutta bagnata ” non le risparmia il commento “non pensare neppure di masturbarti quando vado, da ora in poi lo fai solo con il mio permesso. Chiaro?” Laura annuisce e sente arrivare uno schiaffo sulla figa, sussulta. “CHIARO?” “Si Elisa solo quando mi dai il permesso” sussurra. “bene adesso vado, dopo cena ripassa tutto quello che abbiamo studiato oggi per un’ora, dopo puoi rilassarti” così dicendo esce “ci vedremo domani”
La sera a letto Laura vorrebbe accarezzarsi ma non osa, ha imparato a temere Elisa e le sue
punizioni. Si addormenta con la figa calda come il culo che le brucia ancora.