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Punita dalla compagna di banco, parte 2

25 novembre 2010

Il racconto di Giorgio, che ha suscitato commenti molti positivi, prosegue. Ecco a voi la seconda parte. Per chi avesse perso la prima, può leggerla cliccando qui.

La mattina dopo a scuola Laura manteneva il capo chino lanciando rapide occhiate all’ amica che le sedeva accanto. Da parte sua Elisa sedeva eretta seguendo con interesse la lezione, fino ad allora si erano solo salutate, approfittando di una pausa dell ‘insegnante chiese sottovoce “brucia ancora il culetto?” Laura arrossi “un PO, stanotte ho dovuto dormire sulla pancia ora va meglio” “magari oggi sarà necessario dargli un’ altra scalda tina, arrivo alla solita ora, tu nell ‘attesa studia qualcosa a tua scelta di matematica che ne hai bisogno” “va bene” rispose Laura annuendo “ti aspetto”. Non è una buona mattinata per Laura, alla seconda ora viene interrogata dalla professoressa di italiano e mostra di non essere preparata prendendosi l’ ennesima insufficienza, “sei proprio una somara” non le risparmia Elisa quando torna al banco quasi piangendo “meglio che oggi ti ripassi anche il rinascimento, appena torni a casa poi dici a tua madre di questa interrogazione e aggiungi che per una settimana laverai e asciugherai i piatti giorno e sera per punizione. Chiaro?” “si Elisa” risponde Laura molto depressa. La mattinata trascorre senza altro di rilievo, uscendo Laura si ferma all’ ingresso a parlare con due amiche ma Elisa che la segue interviene subito “a casa che tua madre ti aspetta”, viene guardata stranamente dalle amiche di Laura ma non si sofferma ed esce. Anche Laura pensa bene di andare per non peggiorare la situazione. A casa, mentre mangia con la madre, continua a rimandare ciò che deve dirle e pur sapendo che Elisa non gradirà finisce per salire in camera dicendo solo “vado a studiare”. Anche quel giorno Elisa viene accolta dalla e dopo averla salutate le chiede se Laura le ha raccontato l’ accaduto di quella mattina. “no, cosa è successo?” chiede. “glielo racconta sua figlia dopo, adesso le parlo” e la lascia salendo verso la camera di Laura che trova seduta alla scrivania incapace di alzare lo sguardo. “in piedi” le dice seccamente e quando Laura si è alzata “togli i pantaloni, adesso ti insegno io a fare quello che ti dico” “nooooo ti prego adesso vado a dirglielo” e resta immobile a capo chino. “togli li” ripete, lentamente Laura li toglie e li appoggia su una sedia “anche la camicetta che ti copre il culo” iniziando a piangere Laura sbottona e toglie la camicetta restando con slip e reggiseno “le mutandine” le sfila e Elisa può gustar si la visione delle natiche abbondanti appena arrossate dal giorno precedente, si porta alle sue spalle, le slaccia il reggiseno e glielo sfila, il grosso seno della ragazza adesso è esposto e ne gode la visione per un attimo poi la prende per un braccio e la guida verso il letto, Laura umiliata ci si lascia deporre sopra senza opporre resistenza. “a quattro zampe adesso” Laura esegue, le mette una mano sul capo e lo spinge in basso lasciandola con il grosso culo pienamente esposto “allarga le gambe” goffamente Laura le apre es ponendo così culo e figa, la visione è irresistibile e non può trattenersi dal dare un pizzicotto su una natica grassoccia provocando un urletto della sventurata “iiiiih” “zitta, ti faccio nitrire io dopo” e Insinua una mano fra le cosce fino ad afferrargli la figa “ti sei toccata ieri sera?” chiede senza lasciarle il tempo di pensare “nooo” dice prontamente Laura. ” Adesso controllo” e inizia a carezzare il pelo biondo che la copre poi insinua due dita fra le labbra e la penetra. Laura ha un sobbalzo e prontamente le arriva uno sculaccione seguito da un secondo. “Elisa… ” “cosa c’ è?” “so.sono vergine” cosa di cui Elisa si compiace “tranquilla per adesso non te la rompo, vediamo piuttosto se ieri sera hai fatto la brava” e lascia penetrare ancora un PO le dita “su strusciati e vediamo ” “vediamo cosa?”sussurra Laura “da quanto ti bagni si riesce a capire se sei venuta, vedrai che fra qualche giorno lo capisco al volo, adesso strusciati” incerta Laura inizia a muovere il bacino e Elisa inizia subito a sentire le dita inumidirsi “brava continua” la incoraggia e sente i movimenti farsi più decisi provocando un’ ulteriore eccitazione, le dita adesso sono immerse negli umori “basta adesso altrimenti mi vieni in mano” un attimo di incertezza e Laura si ferma ormai soggiogata. Le dita si ritirano sfiorando il clitoride e provocando un fremito. “vorresti venire?” le sussurra in un orecchio. “siii” le carezza ancora il clitoride che sente gonfio “ogni quanto eri abituata a toccarti” solo un attimo di incertezza da parte di Laura “tutti i giorni” “allora devi avere una gran voglia” e lentamente sfila le dita non senza carezzarla ancora “adesso però dobbiamo parlare del perché non hai raccontato a tua madre di stamani” “mi vergognavo” sussurra Laura “adesso rimediamo” e così dicendo le appoggia una mano sulle natiche “resta ferma o è peggio per te” cosi dicendo inizia a sculacciarla, con calma colpi, non violenti, lenti che non trascurano nessuna parte del culo che inizia subito ad arrossarsi. Laura fa il possibile per restare ferma ma non riesce completamente e i suoi fianchi fremono, vorrebbe tacere e non sentire i gemiti che le escono dalla bocca “iiiihhh iiiiihhh ihhhhh” cosa che Elisa gradisce, senza interrompere la sculacciata le carezza il fianco e le sussurra “ferma fai la brava cavallina” facendosi forza Laura riesce a fermare il suo tremito e viene lodata “brava vedi che riesci su continua a nitrire mentre ti arrosso il culo” “iiiihhh iiiiihhh ihhhhh” e viene premiata da nuove carezze sui fianchi e sulla pancia. Quando ritiene che il culo sia ben scaldato Elisa interrompe la sculacciata continuando a carezzarla fino a quando con una carezza le raggiunge il seno soppesando la tetta, Laura resta immobile. “allora hai capito che ti conviene essere ubbidiente o devo continuare?” “nooo” la implora Laura “no cosa” la incalza carezzandola sulla pancia fino a raggiungerle la fica ” faccio la brava” e, ormai eccitatissima inizia a strusciarsi contro quella mano che però le sfugge e scivola di nuovo su una tetta stringendola come se la mungesse “adesso resta ferma” con la mano raggiunge ancora la figa dell’amica che trova bagnatissima, ne approfitta per lubrificare le dita “allargati le mele” Laura esita e riceve uno sculaccione rassegnata si porta le mani sulle natiche e le apre, il forellino grinzoso è completamente esposto e un dito già inumidito lo raggiunge prontamente carezzandone il contorno prima di iniziare a premere al fremito incontenibile segue uno sculaccione che riesce a fermarlo. Elisa gioisce sentendo il dito penetrare sempre più. “sei vergine anche qui?” chiede “siiii” “sì cosa?” “ho anche il culo vergine” eccitazione e vergogna le tolgono ormai ogni volontà di opporsi e quando sente un secondo dito entrare non fa un fremito, immobile. Le dita iniziano a muoversi avanti e indietro scopandole il culo, il lieve fastidio viene sostituito dal piacere si sentirsi piena. Adesso sono 3 le dita che la stanno allargando mentre la figa gocciola i suoi umori. L’inculata continua qualche minuto sempre lenta e costante portandola al limite dell’orgasmo, le dita sentono le contrazioni della figa, Laura sta per venire. “basta cosi” le dice estraendole “con quello che hai combinato oggi non meriti certo di venire” le accosta le dita alla bocca ” su puliscile, la lingua di Laura inizia a leccarle incerta, le sente premere e non si oppone mentre le scivolano in bocca “succhia che me le hai tutte sporcate” e Laura succhia. Quando vengono estratte rimane immobile sempre con il capo in basso e il culo, bene arrossato, esposto. “su a lavarti che devi parlare con tua madre” le dice con una leggera pacca sul sedere che la fa sussultare, Laura si alza e docilmente si avvia verso il bagno del quale, per fortuna, la camera dispone. Elisa la segue e le sta dietro mentre l’amica si lava la faccia, gli occhi arrossati “devi fare pipi?” le chiede e Laura annuisce. Prendendola per le braccia la guida verso il water facendola sedere. Laura ha un sussulto, il culo arrossato le duole appoggiato cosi, vorrebbe alzarsi ma le braccia di Elisa la tengono ferma seduta con le cosce aperte. “ti dico io quando farla” rincara, Laura annuisce. Lascia passare qualche secondo “adesso” e subito si sente lo scroscio dell’urina che esce, terminata la minzione le prepara il bidè “vieni che ti lavo la passerina” Laura è pronta a ubbidire e si siede tenendo le gambe ben aperte ed emettendo un “iiiiih” per il bruciore che continua a sentire quando appoggia il culo arrossato. La mano di Elisa scende fra le cosce di Laura, carezza il pelo e con le dita le lava dentro e fuori la figa carezzandola e provocando ancora eccitazione. “come va il culetto?” “brucia” la fa alzare e chinare in avanti “adesso te lo rinfresco” con una crema trovata davanti allo specchio si cosparge le mani “su apriti come prima cha te la spalmo” nuovamente Laura si allarga le natiche e le dita iniziano a scorrere nel solco per poi affondare nel forellino che, già violato, si apre agevolmente, al solito piccolo sobbalzo segue rapido uno sculaccione “ferma” e Laura ammansita si ferma. Il fresco della crema allevia

Il dolore ed è grata ad Elisa che le fa scorrere nel culo le dita “sei ancora stretta ma per adesso va bene cosi” la prende per i fianchi e la fa rialzare, Laura rimane in piedi incerta “come si dice?” “grazie Elisa” “rimetti camicetta e pantaloni che dobbiamo scendere da tua madre. Mutandine e reggiseno non importa che tanto dopo devi ritoglierli” appena si è ricomposta un piccolo sculaccione la indirizza verso la porta e, seguita dall’amica, si incammina. Giunte al pianterreno trovano la madre davanti alla tv e Laura fattasi coraggio le confessa l’insufficienza presa quella mattina e, sotto lo sguardo di Elisa, aggiunge a testa china che per punizione avrebbe fatto i piatti per una settimana, cosa mai accaduta prima. Anna è compiaciuta e guardando Elisa le chiede come abbia fatto “non è stato difficile, sua figlia ha solo bisogno di essere guidata, vedrà che anche i risultati scolastici miglioreranno anzi se è d’accordo mi fermo a cena così possiamo studiare un po anche dopo che con questa faccenda non abbiamo ancora fatto niente” Anna è naturalmente d’accordo e, risalendo verso la sua camera Laura capisce che sarà ancora una lunga giornata.

Punita dalla compagna di banco

23 novembre 2010

Oggi pubblico un racconto di sculacciate di ambientazione scolastica che mi venne inviato tempo fa dal nostro amico lettore Giorgio. Colgo l’occasione per ricordare che chiunque può partecipare al blog, basta inviare una mail a sculacciata76@yahoo.it

La signora Anna è una bella donna, 44 anni ben portati mora, alta 175 cm leggermente formosa, una bella quinta di seno e un culo pieno e alto che per strada fa voltare gli uomini. Anna è separata da 8 anni e vive in una bella casa di proprietà con la figlia Laura di 18 anni. Normalmente dolce e un po’ riservata quel pomeriggio Anna ha ricevuto una telefonata per notificare, e non è la prima volta, il cattivo rendimento scolastico della figlia che ha già ripetuto due anni e rischia di perdere anche questo, è furiosa ed attende il rientro di laura uscita a passeggio per parlargliene. Poco dopo la ragazza entra accompagnata da una compagna, Elisa. Le due ragazze, entrambi attraenti, non potrebbero essere più diverse. Laura è una stangona. Alta 180 cm, un po’ larga di fianchi ha un sedere abbondante stretto nei jeans aderenti, bionda e con una quarta di seno racchiuso in un top che sembra voler esplodere. Elisa è mora, alta 165 cm una seconda di seno e un culo tonico è muscoloso, a scuola va molto bene pur non essendo una secchiona.
Le due ragazze salutano “ciao ma’” “buongiorno signora”.
“ciao Elisa” dice Anna e, rivolgendosi alla figlia, “ha chiamato la scuola”.
Laura si gela “perché ha chiamato?”
“lo sai il perché”urla Anna”ma mi sono stancata, te lo avevo detto e lo faccio. Ti mando in collegio dalle suore, vediamo se loro ti curano”.
“dai mamma” sussurra Laura “vedrai che mi riprendo ” Elisa mi aiuta e lo sai che lei è brava”.
“lo so che è brava” dice la madre “sei tu che non lo sei, ma adesso mi sono stancata e vai in collegio!”
“guardi signora” si intromette Elisa “io sono disposta a seguirla e a cercare di farla promuovere ma alle mie condizioni e vedrà che i risultati ci saranno”.
Anna è stupita “condizioni?”
“si” affonda la ragazza “se Laura vuole che la aiuti dovrà accettare di comportarsi a modo mio, studiare come dico io, uscire solo se le do il permesso e, quando non si applica, accettare di essere punita”.
“.Punita” mormora Laura”
“si punita” prosegue Elisa ” se non fai come dico io una buona sculacciata, o altro. Decidi tu se preferisci questo o le suore” si alza “parlatene pure, in fretta che l’ anno è già avanzato e tempo da perdere non ce ne è” A Elisa piace Laura e se tutto questo andrà in porto…
“adesso vado arrivederci Signora” si avvia alla porta ” ciao Laura pensaci su, ci vedremo domani, se vi interessa fatemi sapere stasera e da domani si inizierà” così dicendo esce.
Elisa sa che la madre di Laura finirà per lasciarsi convincere dalla figlia… sempre che questa preferisca le sue condizioni al collegio, lei spera di sì.
Puntuale la sera arriva la telefonata di Laura “ciao Laura”.
“Elisa … enti… io e mia madre saremmo d’ accordo con la tua… proposta… se vuoi domani possiamo iniziare”.
Un sorriso si dipinge sul volto di Elisa “Le mie condizioni le conosci. Domani mattina a scuola ne parliamo, sia chiaro che non intendo perdere inutilmente il mio tempo quindi adeguati o peggio per te, ciao”.
“ciao” sussurra Laura imbarazzatissima.
La mattina dopo a scuola le due, che sono compagne di banco, non scambiano parola, Laura non osa ed Elisa la lascia cuocere.
Poco prima dell ‘uscita Elisa rompe il silenzio “appena usciamo vai a casa e dopo pranzo studi tutto il primo capitolo di matematica, io arrivo alle 5 e ti interrogo, OK?”
“va bene” sussurra Laura
Elisa è puntuale. Le apre la madre e la fa salire in camera della figlia, entrata avverte nell’ aria un forte odore di acetone, la radio è accesa. Laura seduta alla scrivania si volta per salutare l’ amica.
“bel modo di studiare” la anticipa Elisa “musica e ti sei data lo smalto, spero tu abbia almeno fatto quello che ti ho detto”.
“… lo smalto era rovinato e la radio aiuta a concentrarsi, non ho avuto tempo di studiarlo tutto ma un po’ ho fatto” dice Laura conciliante.
“meglio chiarire subito” la voce di Elisa è secca “tu fai quello che ti dico e stop, se vuoi dico subito a tua madre che abbiamo chiuso”.
“nooooo è sempre arrabbiata di ieri dai che adesso studiamo assieme”.
“adesso facciamo quello che ho detto IO ieri, ti scaldo il sedere e vediamo se impari”.
“… Elisa… Non… puoi…dai…studio” Laura è impaurita
“posso e lo faccio, IN PIEDI ” Laura si alza lentamente” slaccia i pantaloni”
“Elisa ti prego” piagnucola Laura atterrita dalla minaccia “faccio la brava”
“abbassa i pantaloni” dice Elisa sedentosi sul letto “e vieni qua sulle mie ginocchia…da brava”
Laura vorrebbe sprofondare. Lentamente li slaccia e si avvicina all’ amica. Si ferma immobile.
“qui” Elisa batte il palmo sulla sua coscia e fissa Laura che lentamente inizia ad abbassarsi i pantaloni, li cala appena sempre tendoli su con le mani. Impaziente Elisa si batte nuovamente la mano sulla coscia e Laura, rassegnata, si stende sule ginocchia dell’amica. La posizione è buona, Elisa è seduta arretrata e il peso della ragazza grava sopratutto sul letto, la mano si posa sul bel culo esposto lo risale fino al bordo delle mutandine e inizia ad abbassarle, Laura ha un sobbalzo “ferma” le dice Elisa accompagnando le parole con uno sculaccione che fa sobbalzare la natica ancora candida, abbassa le mutandine e inizia a colpire non troppo forte ma con decisione alternandosi fra i due globi di carne fremente.
Laura sussulta dalle labbra le sfugge un “hiiiii hiiii” che non riesce ad arrestare.
Colpi lenti che iniziano ad arrossare la carne “hiiiii” continua la vittima
“sembri una cavalla” la dileggia Elisa “nitrisci pure tanto non la scampi” “hiiii” chaf “hiiiii” chaf
nitriti e sculaccioni si alternano. “tiiiiii preeegooo hiii baaastaaa” singhiozza incapace di esprimersi.
“non parlare nitrisci” la incalza continuando a colpire le chiappe ormai arrossate “hiiiii hiiii” Laura non riesce più a connettere sa di star dando uno spettacolo pietoso ma continua a nitrire come le dice l’amica che interrompe i colpi e poggia il palmo gustandosi il calore della carne martoriata, lascia scivolare un dito fra le cosce socchiuse sfiorando la peluria bionda di
Laura e sente il bagnato della figa “bene” pensa “la cavalla è eccitata”. “non ti vergogni? Ti bagni mentre ti sculaccio”. Laura tace uno sculaccione la fa sobbalzare “ho chiesto se ti vergogni” “siiiii” “si cosa?” e ricomincia a colpire le chiappe arrossate “siiii mi vergogno ti pregoooo baaaasta” supplica Laura. “Ancora un po’ e ho finito” le sussurra Elisa continuando a colpire “tu continua a nitrire” “hiiii hiiiii hiiiii hiiiii” quando vede le chiappe belle rosse Elisa si ferma con la mano sul culo, introduce il medio nel solco fino a sfiorare il buchino, Laura sobbalza e subito le arriva uno sculaccione, di nuovo il dito raggiunge il buchino e questa volta Laura si immobilizza, vorrebbe penetrarlo ma sa che è ancora presto. Scosta la mano.
“alzati” per adesso può bastare. Laura, singhiozzando si china per tirarsi su mutandine e pantaloni calati alle caviglie. “”i pantaloni toglili” le ordina Elisa “e anche le mutandine” magari più tardi hai di nuovo bisogno. Adesso studiamo”. Le due ragazze si siedono alla scrivania e studiano
per due ore, Laura mostra tutta la sua ignoranza interrogata da Elisa. “per adesso basta, è quasi ora di cena. Sarà chiaro anche a te che hai molto da recuperare” dice alzandosi.
Laura annuisce. “un’altra riscaldatina prima di andare ti farà bene” continua sedendosi sul letto e battendo la mano sulla coscia come un invito. Laura rassegnata si riposiziona sulle ginocchia pronta al martirio. “su comincia a nitrire che è la cosa che sai fare meglio” “hiiiii hiiii hiiii”
Fa la cavalla mentre i colpi iniziano a cadere. Non dura molto, le natiche di Laura sono davvero molto rosse ed Elisa vede che non è il caso di inferire. “in piedi” di nuovo Laura si alza. Le pone una mano sulla figa “guarda come sei ridotta, tutta bagnata ” non le risparmia il commento “non pensare neppure di masturbarti quando vado, da ora in poi lo fai solo con il mio permesso. Chiaro?” Laura annuisce e sente arrivare uno schiaffo sulla figa, sussulta. “CHIARO?” “Si Elisa solo quando mi dai il permesso” sussurra. “bene adesso vado, dopo cena ripassa tutto quello che abbiamo studiato oggi per un’ora, dopo puoi rilassarti” così dicendo esce “ci vedremo domani”
La sera a letto Laura vorrebbe accarezzarsi ma non osa, ha imparato a temere Elisa e le sue
punizioni. Si addormenta con la figa calda come il culo che le brucia ancora.

Punita davanti alla classe, parte seconda

26 ottobre 2010

Giorgio ci invia la seconda parte di un bel racconto di sculacciate: per chi si fosse persa la prima parte, la può trovare qui.

Per le due ragazze passò un mese tranquillo e di studio. In collegio venivano considerate due studentesse modello. Le insegnanti e le loro rispettive madri pensavano, vedi che ogni tanto una buona e dura punizione corporale può rendersi utile? Le rimette subito in riga!

Nel mese di marzo, la madre di Brenda ricevette una comunicazione dalla sua società per cui lavorava che le comunicava che sarebbe dovuta recarsi in una loro sede A Parigi per sostituire una dirigente che si sarebbe assentata per motivi di salute. Sarebbe dovuta partire il primo di aprile e sarebbe rientrata il primo di giugno.

Per poter controllare la figlia negli studi, chiamò sua sorella Sonia e la sorella di Brenda, Brigitte di 35 anni, che viveva per conto suo in una villa poco distante da loro e le informò di quanto le era stato comunicato dalla società e di quello che era successo ai primi di gennaio alla figlia in collegio.

Tutte e due rassicurarono sia, la figlia Brigitte che Sonia la sorella Anna, che si sarebbero prese loro cura della nipote e della sorella e che se necessario sarebbero state loro a punirla duramente se necessario.

La signora Anna alla sorella fece subito l’ autorizzazione per poter andare ai colloqui con i professori e con la direttrice.

Alla figlia chiese invece di occuparsi dell eventuale punizione e rieducazione della sorella come lei avrebbe ritenuto più opportuno.

Poi aggiunse, per ora non diciamo nulla a Brenda le comunicheremo il tutto la sera prima che io parta ma voglio che ci siate anche voi presenti OK?

Sì, certo ci saremo tutte certamente.

Arrivò la vigilia della partenza, quando Brenda rientrò trovò la sorella Brigitte, la zia Sonia e la madre che erano tutte e tre in soggiorno che la stavano attendendo.

La Signora Anna, esordì dicendo: bene visto che ci siamo tutte possiamo rendere edotta Brenda di una cosa che ancora non sa! Domani mattina partirò per Parigi e starò lì per due mesi.

Per quanto riguarda i rapporti con il collegio, gli insegnati e la direttrice, i contatti verranno tenuti da tua zia Sonia.

Per quanto riguarda la tua disciplina la tua educazione, le eventuali punizioni, se ne occuperà tua sorella Brigitte, sappi che potrà punirti come meglio crede e riterrà più opportuno. Brenda quanto sentì questo sbiancò, sapeva bene che la sorella era molto più severa sia della madre che della zia Sonia. A Brigitte, vieni con me nello studio ti devo dire una cosa riservata.

Questo è il mio indirizzo e mail voglio avere notizie tutti i giorni di tua sorella, se studia, chi frequenta, chi fa venire a casa.

Poi si salutarono e partì-

Brigitte rivolta alla sorella Brenda le disse: vedi di rigare dritta altrimenti……….

l’ occasione si presentò il lunedì successivo quando la zia venne informata telefonicamente che la nipote aveva preso due all interrogazione di storia.

La sera a casa Brigitte convocò la sorella nello studio e procedette ad un rimprovero dicendole che lei doveva andare a lavorare che era un perditempo che non aveva rispetto né per se, né per la madre, né per sua sorella. Ma ora ti faccio passare io la voglia di poltrire scuola e dormire sui libri in casa.

Ti meriti una lezione come si deve, vieni subito in soggiorno senza fiatare e fare commenti.

Senza che Brenda potesse proferire parola Brigitte la rese per un braccio e la portò nell al tra sala.

Qui vi erano alcuni amici e amiche di lavoro di Brigitte e come entrarono le sorelle nella sala, Brigitte rivolta agli ospiti disse: questa sera vedrete come vengono punite le ragazze che dormo su i libri, svogliate e che non seguono le lezioni.

Tutti risero e poi chiesero come? Poi rivolta a Brenda con un tono che non ammetteva repliche le disse: spogliati completamente e poi ripiega tutti i tuoi capi con cura.

Quando ebbe finito queste operazioni, venne fatta posizionare al centro della stanza e ricevette subito dieci colpi di frustino sulla vagina, poi venne fatta chinare e ricevette duecento colpi di frustino sul culo nudo, poi nell ’angolo faccia al muro per dieci minuti.

In quei dieci minuti che per Brenda furono un ’eternità dovette sentire tutte le battute ed i commenti degli amici di Brigitte. Fai bene a punirla così duramente, alla sua età dovrebbe aver capito già da un pezzo come ci si comporta e quali sono i suoi doveri.

In fine dovette servire la cena completamente nuda agli amici di Brigitte e quando tutti ebbero finito prima di poter sparecchiare le venne detto: Scordati di uscire con le amiche fino alla fine della scuola, da domani quando esci, andrai a lavorare come lucida scarpe nel locale che è proprio davanti al collegio, il sabato che non vai a scuola, lavorerai tutto il giorno ed andrai come donna di servizio da una signora.

Prenderai servizio alle sette in punto di mattina e uscirai alle 19,00 non un minuto prima.

Vedrai la voglia di fare i tuoi comodi ti passerà!

Poi quando finirai la scuola, andrai come donna di servizio tutti i giorni dalla signora, o altra signora con lo stesso orario, non sono ammesse discussioni né contestazioni.

Non voglio essere contraddetta.

Il giorno successivo prese servizio nel locale di fronte al collegio come lucida scarpe.

Le venne data la divisa da lavoro, una tuta blu ed un grembiule da legarsi dietro la schiena e metterlo al collo.

Quando ebbe terminato il suo lavoro, aveva lucidato una trentina di paia di scarpe.

Quando arrivò a casa, dovette prima preparare la cena per la sorella e la zia, poi sparecchiare, pulire il tutto e poi poté mangiare lei. Subito dopo venne spedita a studiare.

Il giorno dopo, a scuola alla fine dell’ora di lezione tenuta dalla direttrice le furono fatti complimenti per come era andata all’interrogazione di storia, vedo che la terapia adottata da me e confermata da sua madre, comincia ad avere dei risultati eccellenti, continui così, veda di non deludermi.

Continuò così fino al venerdì ed arrivò il sabato mattina, alle sette in punto prese servizio presso una signora che aveva una tenuta. Questa signora le disse subito con un tono che non ammetteva repliche ed, in presenza della sorella. Da questo momento tu per me sei una lavorante come le altre, per pranzo avrai dieci minuti per consumare un panino e bere dell’acqua poi subito al lavoro fino alle ore 19,00 quando passerò per controllare il vostro operato.

Nel caso il lavoro non verrà eseguito come è stato ordinato, sarai punita con cento colpi di frustino davanti alle altre lavoranti o dal capo reparto o da me se la mancanza sarà più grave.

La tua paga ti verrà versata su di un conto corrente che ti aprirò io e sarà controllato da tua sorella.

Ora spogliati ed indossa la divisa da lavoro.

Come fu nuda la signora vide il culo di Brenda completamente striato di rosso e non poté fare a meno di dirle, vedo che sei stata già sottoposta ad una bella cura rieducativa, ma sappi che quelle a cui verrai sottoposta saranno nulla a quelle ricevute fino ad ora.

Poi pigiò un bottone ed arrivò il capo reparto, porta questa alle stalle, dovranno essere pulite come uno specchio e visto che sono le 7,30 dovrà recuperare 30 minuti di lavoro.

Come le due donne uscirono, la signora rivolta a Brigitte disse: vedrai che riusciremo a domare il suo spirito ribelle e diventerà la prima del collegio.

Quando finirà gli studi, mandala qui per tutto il periodo estivo.

Vedrai il divertimento non le mancherà! E’ nostra cliente fissa in estate la direttrice con la sua famiglia, altrimenti posso prenderla a servizio io ed assegnala alle mie figlie, come serva per lavori pesanti, ma vediamo prima come va con un girono a settimana.

Punizione in colleggio

24 settembre 2010



Una bella immagine di punizioni in un colleggio di suore…

Racconti di sculacciate: punite di fronte alla classe

12 settembre 2010

Questo racconto di punizioni ci è inviato dal nostro lettore Giorgio, che ringraziamo calorosamente. Buona lettura a tutti!

Brenda, Serena, portatemi i vostri compiti tuonò la professoressa di letteratura durante il compito in classe. Le due ragazze sobbalzarono perché si accorsero di essere state scoperte mentre copiavano dai loro appunti. Consegnarono senza indugi i loro compiti alla professoressa che le portò fuori dalla classe, ma avvertendo chi era dentro, lascio la porta aperta, non voglio sentire una mosca volare, se solo sento una persona che respira in modo diverso dal solito la farò pentire di essere nata.”. Dopo pochi minuti la prof rientrò in classe dicendo: Mi è stato chiesto dalle vostre compagne di punirle qui subito in vostra presenza, se voi siete d’ accordo.

Tutta la classe rispose affermativamente, quindi convocò le due che erano ancora fuori e disse loro: avete fatto la pipì? Si prof, risposero le due, bene ora spogliatevi completamente e dopo mettetevi spalle alla classe. Quando sarete in quella posizione dovrete dire siamo pronte prof, avete compreso? Si prof. Bene io ora esco e lascio la porta aperta.

Brenda era una ragazza di 18 anni, fisico mediterraneo alta, 1,80 con una quarta abbondante di seno ed un ventre tonico e delle belle gambe affusolate e toniche anche esse.

Si vedevano i risultati di ben dieci anni di nuoto. Avevano scolpito il suo corpo. Serena era più bassa, 1,75 capelli biondi ed occhi azzurri, anche lei con una quarta di seno un ventre bello tonico e delle belle gambe scolpite, poteva essere una modella per pittori o scultori. Tutte e due avevano un bel culo a mandolino ed un pube completamente depilato.

Come furono nude si misero nella posizione che era stata loro ordinata dicendo: siamo pronte prof! Come l’ insegnate rientrò in classe, chiuse la porta a chiave e disse: oggi assisterete ad una lezione differente dalle altre, quindi state molto attente, altrimenti prederete il loro posto, avete compreso ragazze? Si prof, fu la risposta unanime delle altre ragazze.

Cominciò facendo loro una bella ramanzina, dicendo che non si deve copiare, ma studiare, che in quel modo neanche le bambine dell ’asilo si comportano come loro, che ora sarebbero state punite come due bambine cattive e capricciose. Poi prese un frustino da cavallerizzo e somministrò ben cento colpi sulle loro natiche. Ad ogni colpo sobbalzavano ed ad ogni colpo dovevano contare ad alta voce dicendo: sono stata una bambina cattiva e merito di essere punita, grazie prof.

Quando ebbe termine la punizione, furono costrette a rimanere nude ed in ginocchio davanti alla cattedra, poi quando suonò la campanella, alle altre ragazze fu dato il permesso di uscire, mentre a loro due, quando l’ aula fu vuota venne dato il premesso di rivestirsi, ma dovettero portare il diario all’ insegnate che mandò la comunicazione a casa informando le rispettive famiglie dell’ accaduto.

Aggiungendo poi, domani mattina vorrò vedere il vostro diario firmato, e dovete venire accompagnate da uno dei vostri genitori. Per le ragazze, si prospettava un pomeriggio di studio ed una sera di bruciore e dolore per il loro povero sedere.

Così successe, le loro madri, dopo avere firmato il diario, tirarono fuori un frustino anche loro e somministrarono alle loro rispettive figlie altri cento colpi sui loro poveri mappamondi in fiamme, seguiti poi da altrettanti cento sculaccioni. Poi furono inviate al letto senza cena e dovettero dormire completamente nude.

Il giorno seguente, accompagnarono le loro rispettive figlie in collegio e vennero ricevute dalla direttrice che disse loro: sapete, siamo sempre stato un istituto rispettabile da dove escono ragazze con una formazione superiore alla media. Qui vengono ragazze provenienti dalle famiglie in della zona. Non possiamo giocar ci la nostra reputazione guadagnata in tanti anni di duro lavoro.

Le madri dettero ragione alla direttrice, ed anzi dissero che la punizione inflitta alle loro figlie era stata una cosa molto blanda e che la prossima volta dovevano essere più severe. Come minimo il doppio e poi dovevano esporle alla gogna così sarebbero state di esempio per tutto il collegio e sarebbe stata per loro una punizione esemplare oltre ad essere una lezione.

Quella fu una di tante altre punizioni corporali che si verificarono in quel collegio, cui furono sottoposte le due amiche e le altre ragazze del collegio

Racconti di sculacciate: Dal Preside

26 novembre 2009

Oggi pubblico un racconto di sculacciate che ci è stato regalato da Educatore.

Buona lettura a tutti e grazie all’autore del racconto.

Tutto iniziò un lunedì mattina un’ora prima della fine delle lezioni ,bussano alla porta dell’aula entra la bidella e chiama: Nadine! sei desiderata dal preside .

Io resto per un momento a fissare la bidella,lei ripete Nadine! dal preside ti vuole è nero dalla rabbia, io mi avvio verso la porta i compagni e le compagne bisbigliano ,qualcuno dice a bassa voce “te lo fanno il culo ora vai vai” io rispondo facendo la linguaccia proprio come una perfetta monella ,arrivo alla porta del preside ,busso ,avanti ,appena entro mi accorgo che seduta di fronte al preside c’è mia madre nera nel viso come mai l’ho vista ,buongiorno preside,lui buongiorno e basta? con voce austera quante volte ti ho detto come si dice,allora io sbuffando va bene a bene bungiorno sig. preside con tono a sfottere ,il preside dice visto signora cosa le avevo detto, mia madre è sempre più incazzata nera ,io la guardo e penso va bè, vuol dire che a casa prenderò una bella dose di mestolate non sarà la fine del mondo ,ma appena mi avvicino alla mamma e stò per sedermi, il preside urla chi ti dato il permesso di sederti, non mi ero ancora seduta avevo solo fatto il cenno di piegarmi ,mi blocco in piedi e mi sento arrivare 3 sculaccioni forti sulla natica destra che il sottile vestitino estivo (ormai siamo a fine maggio) non ripara per niente dalle sculacciate,io tiro un leggero urletto poi guardo il preside che soddisfatto mi dice tua madre a fatto bene ,io rossa in viso mi vergogo da mirire ,il preside continua ad elencare tutte le cazzate da me combinate dopo poco la mamma mi rifila 6 sculaccioni molto forti sono in piedi e sempre più rossa nel viso da prendere fuoco ,il preside dice benissimo signora molto bene ,io ma mamma non vorrai mica pinirmi di fronte a lui ciack ciack ciack ciack ciack ciack 6 sculaccioni e la mamma che mi dice :lui chi ,ed io il presede mamma chi sennò 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10 sculaccioni che mi lasciano senza fiato ,e la mamma che mi dice: come il preside ,io il sig. preside ,bene dice il preside cominciamo ad andare meglio ,
poi elenca altre cose che ho combinato
subito la mamma alza la mano ma il preside la ferma ,melo male penzo io ma un attimo dopo dice : la faccia girare col culo da questa parte ,io faccio uno scatto indietro ma la mamma fi affera e mi urla in faccia girati e ciacckk ,io ma mamma e lei girati ciaacck ciaacckk ciiiiaaaaaccckkk ,il culo mi brucia da morire deve già essere rossissimo ,mi arrendo giro il culo vrso la cattedra e subito la mamma mi rifila un’altra decina di sculaccioni ,il preside si alza in piedi per vedere meglio ,io sento un dolore tremendo alle natiche ma ,anche un tremore interno di eccitazione ,questa situazione con la mama che mi sculaccia di fronte ad un uomo estraneo ,mi da una strana eccetazione ,poi di colpo ritorno alla realta ,chissà cos’altro a detto il preside alla mamma,ma il fatto è che mi alsa il vestitino io cerco di oppormi ma subito dopo la lascio fare per paura di peggiorare la già umiliante situazione,lo infila in alto nelle spalline lasciandomi nude cosce natiche e schiena ,praticamente a culo nudo visto che le mutandine sono mini mini , e subito dopo arrivano gli sculaccioni forti fortissimi tanti ,sento il preside che dice ; bene signora molto bene ancora signora ancora non è sufficentemente rosso il culetto della bambina continui ancora e forte più forte ,la mamma non se lo fa certo ripetere e giù sculaccioni ,poi appena si ferma mi da un’ordine che mi fa vergognare tantissimo anche se mi eccita molto,mi dice: vai di la dalla cattedra a fer vedere bene il culo al sig preside ,io guardo la mamma in segno di supplica ,ma lei è imperterita anzi mi dice appena arrivi di la dalla cattedra ti togli le mutandine affinchè il sig, preside possa vederti bene , ormai sono domata non ho più la forza di opporre resistenza ,con il vestito in alto sulle spalline vado dal preside mi piego a 90° per sfilare le mutandine e le appoggio sulla cattedra poi in piedi praticamente nuda aspetto ordini ,il preside si infila gli occhiali poi si china dietro di me e con le mani mi prende le mie tonde sode natiche rosse di fuoco le accarezza delicatamente ,poi premendo una mano sulla mia schiena mi incita a piegarmi fino a toccare le punta delle scarpette ,è una posizione eccitantissima che mette in mostra tutta le mie fattezze di giovane femmina ed eccitata per giunta,dopo un po di palpeggiamento alle mie chiappette mi rimanda dall’altra parte della cattedra metti le mani sulla testa e fai 3 giri della cattedra prima di fermarti ,io col culetto rosso rosso mi incmmino ma,al primo giro la mamma mi ferma per darmi una ventina di sculaccioni ,e mi accorgo che fa un cenno al preside che io non capisco ma,appena passo vicino al preside ,mi rendo conto .anche lui mi ferma e mi sculaccia fortissimo molto più forte della mamma ,io urlo cerco di trattenermi sono molto resistente alle punizioni ,ma ora sono veramente forti ed in piedi si sentono anche di più ,poi secondo giro mamma e preside mi sculacciano ancora cosi come il terzo ,le natiche mi vanno a fuoco, le cosce pure perche il preside picchia anche quelle alla fine dei tre giri mi accascio a terra ma subito il preside mi prende per una mano e mi dice di alzarmi e mi mette in castigo in ginocchio su una sedia, col culo rossissimo girato verso di lui,provo a massaggiarmi il culo ,ma mi arrivano 4 sculaccioni tremendi uniti all’ordine di non toccarmi il culo e tenere le mani sulla testa .
Dopo una breve pausa il preside continua a raccontare alla mamma i miei disastri a scuola ,la mamma mi chiama:Nadine io mi giro e vedo che in mano ha una bacchetta di legno sottile non è molto grossa ,sarà lunga una cinquantina di centimetri ,io imploro la mamma di smettere ma,non ottengo nessun risultato mi ordina di togliermi il vestito ,io eseguo vedo lo sguardo del preside che mi scruta tutta nuda ,io tremo dalla paura dal freddo ma, sono anche molto eccitata ,sento all’interno della micetta tanto calore .salgo sulla scrivania e mi sdraio con le gambe dal lato dove sta il preside ,per fargli vedere meglio tutta ma mia femminilità ,la mamma mi dice: Nadine adesso ti darò 50 bacchetate e altre 50 te le darà il preside se le riceverai con dignità e rigrazierai ogni 10 colpi avremo finito altrimenti ci sarà un’aggiunta .la mamma comincia su natiche e su cosce fortissime (c….o) dico io e sottile la bacchetta ma efficacissima ,resisto i primi dieci colpi e subito ringrazio la mamma ed anche il sig preside,tanto per non sbagliare.e subito ricomincia la bacchettatura 11-12———-18-19-20 aahhhuuuiii uuuiiiii grazie mamma grazie sig,preside 21-22-23———29-30 aaauuuiiiii basta basta aaaaiiiii un po di pausa e sento il preside che dice Nadine non hai ringraziato sono 10 colpi in più ,noooo noooo zitta 31-32——–39-40 grazie mamma grazie preside ,Nadine dovevi dire sig.preside altri 10 colpi in più ooo nooo nnoooo zitta 41-42-43-44——48-49-50 aaaiiiaaa uuuiiii basta basta il culo mi prende fuoco ,il preside mi controlla bene tutto il culo e le cosce poi mi ordina di scendere ,io lo supplico mi inginocchio ai suoi piedi mi aggrappo alle gambe ma il preside mi urla:è cosi che ricevi la punizione con dignità ancora altri 10 colpi in più .ed io nooo nooo preside basta , e lui ancora solo preside altri 10 colpi ,vieni qua sulle mie ginocchia ed inarca bene il culo .la mamma dice al preside di darci dentro di farmele sentire come se non ci pensasse già da solo, cominciano le bacchettate ,prime dieci grazie sig preside altre 10 grazie sig preside ancora 10 quasi tutte sulle cosce anche in basso dove la pelle era ancora bianca e fanno malissimo io urlo come un’aquila hhhaaaiiiaaa hhhaaaaiiu basta basta ,grazie sig preside poi le ultime 10 grazie sig preside ,abbiamo finito melo male ,resto sulle ginocchia del preside con le natiche inarcate al massimo la micetta nera sotto il naso del preside calda che prende fuoco ,poi mi fa alzare mi prende per mano e mi porta di fronte ad un grande specchio ,gurda il tuo culo Nadine è una spettacolo incredibile tutto rosse scuro con punti bluastri gonfio che mi sembra gigante ma è anche incredibilmente eccitante ,ma una voce severa mi riporta ancora una volta alla realtà Nadine ai dimenticato i colpi supplementari sono 40 ancora da ricevere ,nooo nooo sig, preside non resisto più ,ma lui non si fa impietosire
vieni qui ,ha preparato 2 poltroncine spalliera contro spagliera mi fa salire in ginocchio su una poltroncina ed appoggiare il ventre sulle spagliere accostate e piegare il busto fino a toccare con la testa il sedile dall’altra poltroncina
in questa posizione umiliante ma nel contempo eccitante il preside avvicina un mobile con un grande specchio perchè io possa vederci tutta la mia immagine con a fianco l’immagine del preside con la bacchetta ,è umiliante ma anche terribilmente eccitante il preside alza la bacchetta io chiudo un po le cosce ,no no Nadine devi stare ferma e natiche rilassate e guardare nello specchio il tuo culo che riceve i colpi e dovrai contarli uno ad uno la mamma dice al preside di darmele molto forti,il mio giovane corpo in questa posizione sembra un violoncello un vergine violoncello da suonare bene ,la nera farfallina ad ali aperte sembra che attenda eccitata le ultime bacchettate, comincia la prima bacchettata forte proprio nel centro del culo aahhhiiiaaa uuiii 1 grazie sig preside e sbito 2 ecc,ecc, 3-4-5- io urlo disperata sono fortissime ma resisto fino alla fine dei 40 colpi resto in quella posizione guardo il mio bel culo tutto rosso e viola fino a più giù di meta cosce ,poi finalmente il preside mi fa rialzare e mi dice rimettiti il vestitino e torna in classe ,io ormai completamente domata mi rivesto vedo che il vestito lasca scoperte le cosce fino al punto dove sono segnate le mutandine non le indosso perche fa più male il culo preferisco lasciarlo nudo ,rientro in classe ,tutti mi guardano in religioso silenzio il professore mi chiede come è andata ,io prendendo fiato dico è andata bene ,il prof. sorride e dice vai al posto,ma la porta si apre ,entrano il preside con la mamma ,io impallidisco al penziero che raccontino a tutti cosa è successo ,ma un attimo ed il mondo mi crolla addosso,il preside mi ordina di alzare bene il vestito e fare il giro tra tutti i banchi affinchè tutti i compagni maschi e femmine possano vedere il mio culo ,io ma, preside non ho le mutandine,non è un mio problema sei tu che non le hai volute rimettere ,io raccolgo tutto il mio ultimo coraggio also il vestito e giro tra i banche ed i commenti dei compagni ,poi arrivo alla cattedra il preside mi fa piegare fino a toccare con le mani la punta dei piedi e dice ;avete visto il culo di Nadine ,bene d’ora in poi in questa scuola chi non si comporta bene avrà il culo cosi ed anche di più

Filmato di sculacciata: sculacciata a scuola

17 ottobre 2009



Questa ragazza subisce una severa sculacciata a scuola.

Filmati di sculacciata: sculacciate a scuola

10 agosto 2009


Questo studentessa viene solennemente sculacciata dal suo professore. Un classico.
Visto che i video di sculacciate hanno avuto un grosso successo, continuerò a pubblicarli!

Racconti di sculacciata: la sculacciata di Graziana e Simona

28 maggio 2009

La nostra amica Nadine continua a inviarci i suoi racconti di sculacciata…prima di augurarvi buona lettura e di lasciarvi al bel racconto, vi ricordo che chiunque può contribuire al blog, basta inviare una mail a sculacciata76@yahoo.it con i vostri racconti o le vostre riflessioni.

Graziana è una ragazza di 15 anni  alta 1’70 mora capelli mossi occhi verdi smeraldo, fisico spettacolare da modella, porta un piercing sul naso, ha la 4° di reggiseno e un bellissimo sedere tondo.

Era il secondo quadrimestre i genitori di graziana sono stati invitati dal preside a presentarsi con lei per una chiacchierata, la madre di lei era una signora di 33 anni ancora molto bella anche lei mora, occhi azzurri 1’83 un bel seno e ancora un bel sederino nonostante l’età, era separata dal marito da un anno.
Arrivarono dal preside puntuali, ad attenderle c’era un signore sulla 50ina pelato con i capelli brizzolati solo ai lati della testa, grassoccio anche se non troppo e con un’aria molto autoritaria, entrate il preside le fece accomodare e da qui inizia la storia che vi racconterò.
Graziana e Simona si misero a sedere nelle sedie davanti alla scrivania del direttore, lui le scrutò con aria severa poi schiarendosi la voce – bene vedo che almeno siete puntuali- il tono del preside le stupì, Simona leggermente contrariata – siamo venute in orario normalmente che problema c’è?- lui alzandosi –il problema è che sua figlia e irrispettosa verso tutti gli insegnanti, si trucca in classe, non segue le lezioni ed e spocchiosa e arrogante- simona alzandosi colpendo con la mano la scrivania – come si permette di offendere mia figlia?- lui ridendo sarcasticamente – offenderla? E solo la verità – simona si girò verso la figlia la quale stava masticando una gomma seduta in modo scomposto sulla sedia, gli tirò un occhiataccia alla quale graziana rispose facendo una faccia scocciata e si mise composta, il preside tornò a sedersi cominciò a rovistare nel cassetto di destra e tirò fuori un modulo poi da quello di sinistra due moduli, con voce calma mise una mano sul modulo di destra – vedete questo è il modulo per la sospensione definitiva di sua figlia da questa scuola- detto ciò lo allungo verso simona, la quale a quella frase ebbe un sussulto come la figlia – ma come di espulsione?- sospirando il preside – si di espulsione per il suo comportamento poco decoroso verso il corpo insegnanti e gli altri studenti- graziana nel frattempo era sbiancata e non osava dire niente e due lacrime si erano fatte largo sulle sue guancie – la prego cambierà le assicuro- allungandosi verso simona – vede io credo che il comportamento di lei sia colpa dell’educazione data dalla madre, e dato che sono un buon preside e credo che si debba dare sempre una seconda possibilità ecco a voi questi due moduli – porse a loro due buste chiuse loro fecero per prenderle lui tenendo la mano sopra ad esse – non leggetele qua, andate a casa e con calma ne discuterete, se vi andrà bene cosa c’è scritto vi presenterete domani alle 07 precise con i moduli firmati, altrimenti potete venire quando volete a ritirare il suo modulo di espulsione-
L’indomani alle 07 si presentarono dal preside, il quale vedendole andò verso di loro con un sorriso sulle labbra, le due erano abbastanza scosse e simona cercando di far valere l’ultimo momento di autorità – questo è un ricatto bello e buono signor preside se ne rende conto?- il viso del preside si fece triste – ma come non capite che vi sto dando la possibilità di capire e rimediare ai vostri errori? Comunque – si fermò tornando ad avere un’espressione severa – se siete qua vuol dire che avete accettato di essere punite per il vostro comportamento quindi levatevi i calzoni e gli slip posateli sulle sedie e piegatevi alla scrivania forza- il tono autoritario fece sussultare le due , graziana iniziò a spogliarsi lentamente e con molto imbarazzo subito dopo fu seguita da sua madre, appena spogliate piegarono tutto sulle sedie e si andarono a posizionare come gli era stato detto, tutte e due non credevano a ciò che gli stava succedendo ma tutte e due sapevano che dovevano essere punite altrimenti graziana sarebbe stata espulsa.
Il preside andò dietro di loro osservando i due bei sederini in posizione, il sederino di graziana era bello sodo e largo mentre quello di simona era ancora molto bello nonostante la sua età ma non era ritto e sodo come quello della figlia, iniziò andando dietro a simona poggiò una mano sulla schiena di lei e aspettò, simona deglutendo e facendosi forza – grazie signore per punirci per il nostro comportamento, ci punisca come meglio crede noi le siamo grate – graziana guardò la madre imbarazzata girarsi per non guardare il preside dalla vergogna, infatti era scritto nei moduli di dire cosi, la mano del preside si alzò e ciack primo colpo simona lanciò un urletto di dolore misto a stupore – 1 grazie signore mi colpisca ancora per favore- ciack -2 grazie preside mi colpisca ancora per favore- la cosa era molto imbarazzante vedere sua madre in quella posizione e che ripeteva quella frase dopo ogni colpo la faceva preoccupare dato che sapeva che dopo sarebbe toccato a lei, nel frattempo mentre il preside era arrivato a 30 e oramai il sedere di lei era rosso fuoco bussarono, il preside gli fece cenno di restare in posizione – avanti- loro avrebbero voluto alzarsi soprattutto simona che aveva tutto il culetto segnato, dalla porta entrò il segretario che guardò le due con aria divertita e posò dei registri sulla sedia, il preside continuò a colpire simona la quale dopo un iniziale titubanza continuò a contare i colpi e a chiedere di essere colpita nuovamente, il segretario uscì facendo un segno di saluto a loro due e chiuse la porta, a 70 il preside si fermò, simona sospirò sollevata poi poggiando il viso alla scrivania stanca dallo stress e dal dolore e imbarazzo con voce rotta dai singhiozzi – grazie signore- lui sorrise e andò verso graziana, toccò il suo sedere poi ciack graziana spalancò gli occhi e poi riabbassando lo sguardo – 1 grazie signore mi colpisca un’altra volta – i colpi arrivarono fino a 70 fra i lamenti e il conteggio dei colpi, appena finì con graziana il preside si mise fermo in attesa, le due si guardarono poi facendosi coraggio all’unisono – la prego signore usi il paddle sui nostri sederi – lui alzandosi con molta calma e andò a prendere il paddle appeso alla parete, esso era largo e spesso in legno, aveva inciso nel legno il nome della scuola, tornando indietro colpendo la sua mano col paddle – chi vuole essere la prima?- graziana alzò il braccio, voleva dare un pò di pausa alla povera mamma lui mettendosi dietro di lei – ma quanto siamo brave – il suo braccio si alzò e ciack , il corpo di graziana andò in avanti i muscoli delle cosce si contrassero per il dolore, poi con voce rotta dal pianto – 1 grazie signore mi colpisca ancora per favore- arrivati a 10 lei deglutì e come c’era scritto nelle istruzioni – 10 grazie signore mi colpisca più forte per favore- il preside sarcasticamente – ma certo mia cara- e ciack ogni dieci colpi chiedeva di essere colpita più forte, andò avanti cosi fino a 100, dopo i 70 urlava dal dolore come una bambina , adesso era il turno di simona che era preoccupata vista la severità che il preside aveva usato con sua figlia, si porse e aspettò il primo colpo che non si fece attendere ciack, cercò di mantenere un comportamento dignitoso, si accorse che per adesso non facevano troppo male ma arrivata a 60-70 il dolore era molto forte e anche lei come sua figlia prima cominciò a piangere come una bambina sotto i colpi dati dal preside.
Si toccarono il sedere dolente, i sederini delle due erano lividi al centro di essi e con molte strisce rettangolare ai lati delle natiche, i loro visi erano rossi e con le lacrime che rigavano le guancie, il loro respiro era affannoso e singhiozzante rotto dai lamenti del pianto, il preside le guardava severo in attesa della domanda, l’ultima prima della fase finale della punizione che arrivò dopo tre minuti – adesso signore per finire ci colpisca severamente col cane la prego- lui a quella frase andò verso il muro posò il paddle e prese il cane da un quadretto di legno dove c’erano appese diverse canne, la canna che aveva preso era abbastanza lunga e molto flessibile, la scosse nell’aria creando un sibilo sinistro che fece sussultare le due, avvicinandosi il preside – bene adesso non dovrete contare i colpi perché saranno veloci e severi quindi non avreste il tempo di ringraziare come si deve lo farete alla fine – detto questo andò dietro simona gli diede il tempo per tornare in posizione poi ciack, il primo colpo poi subito il secondo, il sedere di simona ondulava da una parte all’altra sotto i colpi veloci e severi del cane, sul suo sedere si segnavano diversi segni di righe rigonfie ai lati di esse, alcuni restavano rossi mentre altri pian piano stavano diventando bluastri, la punizione andò avanti per circa 1 minuto nel quale simona ricevette una 60ina di colpi veloci e dolorosi, le sue grida si erano sentite molto nitidamente nella stanza e sicuramente anche il segretario le aveva sentite,alla fine dei colpi – grazie signore e stato molto severo ma giusto – adesso toccava a graziana che preoccupata strinse i pugni, il preside si posizionò dietro ad essa, ma nel mentre stava per colpirla il telefono squillò, il preside mise il vivavoce –che c’è?- le due sentirono la voce del segretario rispondere – è arrivata la famiglia puolini – lui sorrise –bene lascia il vivavoce cosi sentiranno cosa gli aspetta – detto ciò cominciò a colpire il sedere di graziana che stupita del gesto pianse e dopo poco cominciò a urlare per il dolore, dalla sala sentivano il sibilo del cane nell’aria e lo schiocco e subito dopo l’urlo di graziana , la colpì una 60ina di volte poi si fermò lei in lacrime – grazie signore per averci punite come ci si meritava la prego adesso ci faccia andare- lui spense il telefono poi avviandosi verso simona gli mise una mano sulla spalla – si rivesta e resti per parlare dei moduli -graziana si rivesti, asciugandosi con dei cleanex il viso si ricompose e cosi sua madre e uscì dalla stanza, fuori di essa vide una ragazza con la madre sedute con lo sguardo chino, il segretario la superò per entrare dentro la stanza, lei si mise in attesa in un angolo , dopo una decina di minuti vide sua madre uscire il volto era imbarazzato e in lacrime, dietro di lei c’era il preside e il segretario, la guardò, simona guardandola negli occhi deglutì con schifo qualcosa poi si girò arrabbiata verso il preside e il segretario e prese la mano di graziana andandosene con la figlia che fu sospesa per una settimana