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Brenda e la capo reparto, parte 5

28 Ottobre 2011

Finalmente arriva la quinta parte del bel raccconto di Giorgio, per chi avesse perso le puntate precedenti, eccole qui:

Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4

( le due sorelle sono sottomesse alla dottoressa per un semplice motivo, quando avevano 14 anni sono state prese dal medico perché persero entrambi i genitori in un incidente, poi quello che sono diventate se lo sono guadagnato da sole)

Quando ebbe termine il pranzo, le gemelle dovettero sparecchiare, riordinare e lavare i piatti.
Terminati questi compiti, dovettero presentarsi con un pezzo di pane duro nel patio davanti a tutte e mangiare questo pezzo di pane che per loro era il pranzo.
Quando ebbero terminato il loro pasto, dovettero accompagnare tutte le loro ospiti una ad una alle loro vetture ed alzare loro la sbarra per permettere loro di uscire.
Successivamente quando ebbero accompagnato anche la dottoressa, si prepararono anche loro per rientrare in città con Brigitte!
La ragazza venne riaccompagnata a casa, visto che nel garage sotterraneo della società aveva lasciato il furgone. Poi le due sorelle si diressero verso la loro abitazione.
Giunte si prepararono per affrontare la notte, ma prima si fecero una doccia e si prepararono il tutto per il giorno dopo che si sarebbero dovute presentare allo studio della dottoressa e stare dentro prima delle ore 9.00 quando iniziavano le visite.
La mattina indossarono un perizoma bianco con il filino che scompariva nel solco del loro splendido mappamondo, poi un paio di calze autoreggenti con le giarrettiere, una camicia bianca senza il reggiseno sotto ed un paio di pantaloni blu con due mocassini neri!
Infilarono una giacca a blu e sopra l’impermeabile, poi uscirono e si recarono allo studio della dottoressa, vi giunsero con 15 minuti di anticipo, suonarono, e vennero fatte accomodare dalla giovane e bella segretaria in sala di aspetto.
Dopo poco suonarono alla porta e sentirono che era giunta la dottoressa.
Passarono pochi minuti evenne chiamata la signora Barbara , come fu uscita dalla sala di aspetto venne fatta accomodare in una cabina spogliatoio e le venne detto che si sarebbe dovuta spogliare completamente ed attendere poi che si accendesse la lucetta verde in alto sulla porta.
Date queste avvertenze, la segretaria chiuse la porta alle spalle della signora Barbara.
Barbara iniziò subito a spogliarsi poi quando fu nuda, attese che si accendesse la lucetta verde e potesse così accedere alla stanza successiva.
Dopo un paio di minuti, si accese la lucetta verde e udì lo scatto della porta che si apriva.
Uscì e si trovò nella stanza della dottoressa. Bene Barba, stenditi subito sul lettino che iniziamo subito.
La stanza era molto grande, vi era la scrivania del medico con un lume la poltrona e due poltre dalla parte opposta del tavolo, alle spalle del medico vi era una libreria dove erano riposti libri di medicina e di letteratura medica. Gli scaffali della libreria erano chiusi da sportelli di vetro.
In una stanza accanto, vi era un lettino ginecologico, uno sgabello, una lampada dermatologica, la bilancia, la stacca!
Come Barbara, si fu stesa, venne legata mani e piedi al lettino dall’infermiera che era entrata subito dopo che Barbara si era stesa e si pose poi alla destra della dottoressa attendendo ordini.
Il medico bisbigliò qualche cosa nell’orecchio dell’infermiera che annuì con il capo ed aggiunse a voce: provvedo immediatamente. Si allontanò di pochi passi, aprì una seconda porta e fece entrare una ragazza dai capelli rossi, lisci e lunghi che le arrivavano fino al fondo schiena e con due occhi verde acqua e da i lineamenti dolci.
La ragazza come si trovò nella stanza alla presenza della dottoressa, si rivolse al medico dicendole: buongiorno dottoressa.
Buongiorno Serena, ben arrivata, sai perché questa ragazza è sul lettino legata?
Perché sicuramente verrà punita, o merita una punizione esemplare!
Giusto, e fra poco assisterai non ad una punizione qualsiasi, ma come dico io ad una magistrale.
Poi aggiunse. Tu eseguirai la prima parte ed io la seconda parte della punizione.
Detto questo fece indossare il camice alla ragazza, la fece sedere sullo sgabello e le avvicinò la lampada dermatologica che la pose quasi a contatto con il pube della donna stesa sul lettino e le accese la luce sotto la lente di ingrandimento.
Subito dopo le pose in mano una macchinetta elettrica del tipo usato per tagliare i capelli già sistemata per quanto riguardava quanto dovevano essere tagliati i peli e le disse di accenderla.
Come fu accesa la macchinetta iniziò a passarla sul pube, i peli quasi sparivano al passaggio della tosatrice.
Poi quando ebbe terminato con la tosatrice, tolse tutti i peli che erano stati tagliati e poi spalmo del sapone da barba che era stato posto su un pennello da barbiere.
Finita questa operazione, prese un rasoio usa e getta e molto delicatamente fece pulizia di quello che rimaneva dei residui della peluria.
Quando anche questa operazione ebbe termine, stava per cedere il posto alla dottoressa ma venne fermata dal medico stesso che le disse: non é ancora terminata, devi finire la prima parte dell’operazione. Fai molta attenzione, altrimenti prenderai il suo posto.
Le passò un frustino da cavallerizza e poi le disse di alzarsi e di allontanarsi soltanto un paio di passi e le ordinò di colpire la vagina della donna con dieci colpi dati come si deve.
Terminati i dieci colpi di frustino, la dottoressa le somministrò venti sculaccioni sempre sulla vagina e poi le schiaffeggio i seni.
Poi dette il permesso all’infermiera di slegarla, ma non di farla alzare dal lettino.
Poi si allontanò e rientrò nel suo studio chiudendo la porta alle sue spalle ed alzò il telefono e chiamò la segretaria dicendole: devi venire in sala medica per riaccompagnare la paziente allo spogliatoio, poi però non riportarla in sala d’aspetto. Ma portala nella sala che si trova accanto alla sala medica, poi quando vedi che entra Serena, riportala in sala d’aspetto.
Ok, come desidera lei dottoressa sarà fatto e così avvenne!
Successivamente venne fatta entrare la signora Benedetta che subì lo stesso trattamento della sorella gemella!
Quando anche a lei le venne dato il permesso di alzarsi dal lettino venne dato loro un bigliettino dove vi era scritto che si sarebbero dovute ripresentare tra un mese allo studio per una visita di controllo.
Poi il medico ordinò a tutte e due le sorelle di recarsi al lavoro senza fiatare e di non toccarsi per nessun motivo il pube e la vagina, vietò loro anche di mettere qualche cosa che rinfrescasse o che lenisse il dolore ed il bruciore. Altrimenti se si fosse verificato, la volta successiva avrebbe usato l’ortica .
In ufficio la giornata trascorse tranquilla, e furono effettuati gli spostamenti di stanza che erano stati programmati. In assenza della sua segretaria, la Signora Barbara, venne fatta venire una ragazza come sostituta per il tempo necessario finché non rientrasse Brenda !
Tutto il mese, fu un mese tranquillo e non si verificò nulla da segnalare. Le due sorelle si erano segante in agenda e sul calendario l’appuntamento che avevano con la dottoressa per il mese successivo, ma avrebbero dovuto telefonare il giorno prima per prendere l’appuntamento.
Quando arrivò la viglia del giorno in cui avrebbero dovuto effettuare la visita di controllo furono chiamate direttamente sul cellulare dalla dottoressa in persona che comunicava loro di venire accompagnate da Brigitte e di seguire alla lettera quanto diceva senza se e senza ma!
Furono chiamate alle 10,00 in punto quando stavano per andare tutte e due in riunione.
Il pomeriggio anche fu tranquillo, uscirono prima per potersi fare belle per il giorno dopo quando sarebbero dovuti andare dalla dottoressa con Brigitte.
Il giorno successivo arrivarono tutte e tre allo studio medico con mezzora di anticipo e vennero fatte accomodare in sala d’aspetto.
Dieci minuti prima che arrivasse la dottoressa, Briggitte venne chiamata dalla segretaria e portata direttamente nella sala visite.
Come giunse la dottoressa, venne avvisata che l’accompagnatrice delle due gemelle era in sala visite e che vi erano anche le specializzande e che quando voleva si poteva procedere alla visita delle due.
Il medico dette disposizione di far entrare subito Barbara nello spogliatoio mentre lei si sarebbe preparata subito nel suo studio.

Brenda e la capo reparto, parte 3

9 Agosto 2011

Terza parte del racconto di Giorgio, potete trovare qui la prima parte e qui la seconda.

(Brenda non si ribella, perché é una schiava sottomessa alla Capo Reparto ed alla sorella gemella, sa che se lo facesse, verrebbe licenziata alla velocità del pensiero e si ritroverebbe sotto i ponti.

Perché la sorella gemella della sua capo altro non é che la proprietaria della multinazionale.

Questo era per spiegare il perché da parte della ragazza non vi é nessuna ribellione alla punizione)

 

Nicole é tutta tua, ricordati che devi darle duecento sculaccioni, poi altri duecento li prederà da Brigitte!!

La signora Nicole non se lo fece ripetere due volte dalla sorella quello che doveva fare e dopo essersi sistemata la sua segretaria particolare sulle ginocchia iniziò con lo scaldarle le natiche già di color porpora ed in più rincarò la dose, perché rivolta alla punita le diceva: guarda cosa devo far con una ragazza di 28 anni, non ti vergogni alla tua età di farti punire come una ragazza piccola e capricciosa? Ti dovresti solo vergognare, dopo che sarai stata punita anche da Brigitte, verrai messa in punizione. Tra uno sculaccione e l’altro, non perdeva occasione per infilarle il dito medio della mano sinistra nell’ano facendola sobbalzare.

Quando ebbe finito anche la Signora Nicole di scaldarle il mappamondo la fece alzare in piedi e le assestò due sculaccioni sulla fica, si ripeté la stessa scena, Brenda si dovette mettere in ginocchio e baciarle la mano con la quale venne sculacciata!

E’ ora il tuo turno Brigitte, mi raccomando, vedi di fare un buon lavoro come abbiamo fatto mia sorella ed io. Le deve fumare il deretano, non si deve sedere per almeno due settimane!

 

Farò del mio meglio rispose l’altra ragazza non vi deluderò.

Si sedette su di una sedia, si posizionò la ragazza sulle sua gambe ed iniziò il riscaldamento del povero sedere che gridava pietà nelle condizioni in cui era.

I colpi cadevano cadenzati come se fossero dati a ritmo di musica sempre allo stesso tempo, sempre precisi e puntuali.

Brenda non aveva più lacrime ne voce per strillare e supplicare.

Quando anche la punizione da parte di Brigitte ebbe termine, la punita dovette ripetere la cerimonia del bacio della mano anche a lei.

Poi la Signora Nicole rivolta a Brigitte le disse: portala nella sua stanza e che finisca il controllo delle fatture, tu non perderla mai di vista un minuto. Una volta finito anche questo lavoro tornate qui tutte e due.

Dopo circa una mezzora tornarono nella stanca della dirigente tutte e due con il lavoro finito come era stato ordinato e dopo avere controllato il tutto non ci fu bisogno di muovere nessun rilievo era perfetto.

Poi rivolta a Brigitte la Signora Nicole disse: Con che mezzo sei venuta al lavoro oggi?

Con il furgone signora Nicole.

Bene,bene,bene. Poi rivolta a Brenda le disse: dalla prossima volta tu prederai servizio nella stanza qui a fianco alla mia, per accedervi, entrerai prima nel mio studio e poi nella tu stanza.

La porta esterna sarà sempre chiusa. Ora mettiti in ginocchio qui davanti alla mia scrivania con le mani sulla testa ed in silenzio per 10 minuti.

Nella tua attuale stanza manderò la mia capo segreteria, é più adatta per lei.

Avendoti quasi nella mia stanza, posso controllarti meglio.

Ora posiamo andare tutte quante, tu riprenderti la tua roba e vieni giù nel garage dei dirigenti che devi prendere una cosa nella mia auto.

Quando Brenda ebbe ripreso la sua roba dall’armadio appendi cappotti, non la indossò perché non le fu dato il permesso, successivamente uscì la Signora Barbara con Brigitte che bisbigliò all’orecchio della ragazza: Porta il furgone nel garage e mettilo accanto all’auto di mia sorella. Poi fu la volta della Signora Nicole che uscì con Brenda sempre e completamente nuda e si diressero questa volta agli ascensori che portavano giù nei garage.

Giunte trovarono le altre due donne che le attendevano. Quindi fu ordinato a Brenda di mettersi l’impermeabile di chiuderselo e di salire senza fare discussioni sulla automobile della capo, su cui si accomodò anche la Signora Barbara e Brigitte dietro con Brenda.

Partirono e s diressero fuori città dopo un paio di ore, imboccarono una stradina sterrata, dopo cinque minuti fu ordinato a Brenda di togliersi l’impermeabile ed a Brigitte di spogliarsi completamente! Giunsero davanti ad una sbarra, e la Signora Nicole ordinò a Brenda con un tono che non ammetteva repliche: scendi ed alzala. Dopo che la ragazza ebbe eseguito tale operazione, venne abbassato il finestrino dalla parte del conducente e le fu detto: ora seguici a piedi, non è lontano dove dobbiamo andare. La ragazza traballando su i tacchi a spillo seguì l’auto con lo sguardo e si diresse nella stessa direzione per circa 400 metri.

Quando vi giunse venne affidata ad una signora di circa 35 anni bionda con i capelli raccolti a coda di cavallo, alta 1,78, fisico sportivo ed una quarta di seno, indossava una divisa. Camicia azzurra, cravatta di un rosso granata giacca doppio petto e pantaloni blu scuro con sul taschino ricamate in oro due iniziali. Le due sorelle le dissero: questa con il culo in fiamme torneremo a riprenderla il primo di settembre, calcola che oggi è il due di aprile, credo che cinque mesi qui in tenuta non possono che farle bene.

Brigitte invece torna con noi domani pomeriggio.

Assegna loro gli alloggi e poi raggiungici in biblioteca Antonella. Come le Signore padrone comandano fu la risposta della donna.

Poi rivolta alle due ragazze disse: seguitemi in silenzio.

Girarono di cento ottanta gradi intorno alla villa e furono condotte in quelle che dovevano essere state delle stalle. Brenda venne fatta entrare nella prima alla sua destra e subito dopo la porta blindata venne chiusa a chiave dall’esterno.

Brigitte invece venne fatta entrare nella quinta alla sua sinistra.

Poi dopo avere chiuso anche questa porta si recò nella biblioteca della villa per poter parlare con le Signore, prima di entrare in biblioteca però anche la signora Antonella dovette spogliarsi completamente ed entrare nuda come atto di sottomissione nei confronti delle padrone e come le regole della tenuta imponevano quando una lavorante si trovava al cospetto delle padrone.

Come fu dentro alla biblioteca richiuse la porta alle sue spalle e subito le fu detto di raggiungere il centro della stanza dalla signora Barbara!

Antonella esordì la Signora Nicole: comandi Signora Padrona rispose l’altra che era stata interpellata.

Ti affidiamo Brenda, deve essere addetta al servizio di pulizia del giardino della tenuta.

Quindi tagliare l’erba, raccoglierla, concimare le piante, pulire la piscina.

Ogni tanto, verremo a controllare come va e tu ci aggiornerai sul suo stato di salute e rendimento sul lavoro.

Abbiamo altre ragazze in tenuta?

Al momento no Signore padrone, ma devono arrivarne altre 12 questa sera accompagnate dalle loro rispettive padrone.

Bene, domani fai venire la dottoressa così procederemo alla visita di tutte loro, e faremo controllare se nelle loro ostriche é contenuta la perla. ( termine usato dalle sorelle per definire le ragazze ancora vergini.)Dille che é invitata a pranzo e che si unisca alle nostre amiche.

Bene per che ora è previsto il loro arrivo?

Per le 19,00 in punto. Bene ora puoi rivestirti ed andare a preparare per una degna accoglienza per le nostre amiche.

Signore Padrone, le camere sono pronte da questa mattina la cena sarà servita alle 20,00 in punto come d a regola della tenuta.

Per le loro ragazze devo predisporre qualche cosa?

Decideremo con le loro rispettive padrone!

Puoi andare ora!

Come venne congedata, si girò ed uscì dalla biblioteca.

Quando furono sole, le due sorelle si divisero i completamente i compiti.

Nicole avrebbe accompagnate le rispettive amiche e la dottoressa dopo la visita medica alla piscina della tenuta, mentre Barbara avrebbe assegnato i compiti alle ragazze.

Poi le avrebbe raggiunte in piscina pure lei.

Dalla biblioteca si spostarono nello studio, e da li tramite delle video camere a circuito chiuso poterono vedere l’arrivo di dodici automobili che si fermavano alla sbarra, una persona scendeva per alzarla, faceva passare l’automobile e poi dopo che era passata la riabbassava e proseguiva fino al cancello della tenuta.

Le loro amiche con le ragazze completamente nude erano state fatte accomodare nel grandissimo ingresso della villa dove dopo un paio di secondi furono raggiunte dalle padrone della tenuta.

Come le sorelle fecero il loro ingresso nella grande sala, tutte e dodici le padrone rivolte alle ragazze dissero: in ginocchio, e tutte si inginocchiarono tenendo lo sguardo rivolto verso il pavimento.

Care amiche da quanto tempo é che non ci si vede esordì la Signora Barbara. È sempre un piacere vedervi.

Anche per noi é sempre un piacere quando possiamo venire da voi.

Avete bisogno di qualche cosa? Possiamo esservi utili in qualche modo io e mia sorella?

Certamente risposero in coro le dodici donne presenti, avremmo bisogno di poter lasciare qui in tenuta le nostre ragazze.

Ma certamente, è per noi un grandissimo onore poter farvi questo piacere.

Dopo cena tutte nella sala biblioteca dove prenderemo il liquore della casa e dopo una ad una andrete nello studio dove direte per quanto volete che duri il soggiorno delle vostre ragazze.

Tutte e dodici le padrone risposero in coro: dodici mesi.

Benissimo, non ci sono problemi, continuò la Signora Barbara, adesso una ad una seguite la signora Antonella, che vi accompagnerà agli alloggi delle vostre ragazze, voi invece alloggerete qui in villa.

Totale sottomissione o “la figlia illegittima di Donatien-Alphonse-François”

21 Giugno 2011

Questo racconto è stato scritto da Lady Laura. Buona lettura a tutti!

Legata, immobile, attendeva. Dopo dieci minuti era finalmente tornato il suo padrone. Il tempo era trascorso come il suo sudore, fastidiosamente lento.
Il suo padrone questa volta era deciso a punirle molto severamente. Aveva rotto l’urna con le ceneri dell’amata madre, non poteva lasciarla impunita. Quei dieci minuti se li era presi per sbollire dalla rabbia e non essere impulsivo nel punirla, ma capitò esattamente il contrario : più ci pensava e più gli rodeva dentro.
Era deciso più che mai nel suo intento : Claudia, non l’avrebbe dimenticata tanto facilmente quella giornata e se non fosse stato per il temporale che si scatenò durante la punizione, forse lui avrebbe reso parlante quel nome!!

Appena accaduto il fatto lei di sua sponte era andata a testa bassa dal padrone cercando di scusarsi per l’accaduto; lui con molta fermezza, dopo aver ascoltato quanto ella aveva da dirgli, senza proferir parola, la prese per un polso e la portò nella camera adibita alle punizioni. Lei giudicò saggio non opporsi e assecondò ogni movimento del suo padrone : si lasciò spogliare, si distese sul tavolo, si fece legare.

Cristiano era tornato; la squadrava gelido. Emise la “sentenza” : «Questa volta hai superato il limite. Non aspettarti pietà, non ne avrai alcuna!»
Le si avvicinò al volto prendendola per il mento e fissandola negli occhi : le trasmise al contempo profondo amore e sentito odio. Poi si concentrò sul corpo di lei. Fece scorrere le sue unghia, graffianti, sui suoi seni e poi prese i capezzoli di lei quasi conficcandogliele nella carne. Stringeva, stringeva forte e con ardore. Torse oltre misura quei capezzoli tenendo sempre quelle odiose unghie dolorosamente ancorate alla carne di lei. Niente sangue, ma molto moltissimo dolore! Voleva vedere l’espressione corrugata e sofferente dipingersi sul volto di lei. Ci riuscì. Ma questo non era che l’antipasto.
Prese la verga spessa e si mise un poco distante da lei, prese la mira e poi cominciò. I colpi si abbattevano secchi su tutta la lunghezza del corpo di lei : sul costato, sui seni, sull’addome, sul pube, sulle cosce, sugli stinchi, sui piedi. La sola parte risparmiata alla vergatura era il volto : severo, non scellerato.
I minuti passavano, lei si agitava, si agitava molto e gridava. Inizialmente si era trattenuta ed emetteva solo flebili gridolini, ma quando la verga iniziò a lasciare segni scuri in vece che strisce rossastre, il dolore straziante la convinse ad abbandonarsi alle grida. Erano grida confuse, ma a un certo punto divennero supplice «CRISTIANO, PER mmpf!! PER L’AMORE DEL CIEEEEEELO!! BASTA, BASTA … BASTAAAAA!!»
Una sadica, soddisfatta risata fu la magra risposta. Interruppe in quel preciso momento la vergatura, gonfiando il cuore di lei di speranza, che quella dolorosa punizione fosse finita.
La slegò e la fissò.
Quando lei ormai era rilassata e credeva, era ormai convinta, che la punizione fosse giunta al termine (povera illusa : cavarsela con così poco! N.d.A.) lui la prese nuovamente per il mento e le assestò un ceffone che le avrebbe fatto girar la testa se (suo malgrado) egli non gliel’avesse tenuta ferma. Gliene mollò altri tre sulla stessa guancia, che le si gonfiò. Stessa sorte ebbe l’altra guancia. Le aveva letteralmente gonfiato la faccia di schiaffi, quattro virulenti malrovesci!

Poi le disse di seguirlo gattoni e andarono in bagno. Lui le ordinò di mettersi sotto la doccia, in piedi. Poi fece uscire l’acqua, mettendo la manopola su quella fredda. Quand’ella fu totalmente fradicia sotto il getto dell’acqua ghiacciata, la fece uscire, così bagnata e gocciolante. La condusse sul balcone e la legò a uno dei pali della ringhiera del balcone. L’avrebbe lasciata pochi minuti, troppo pochi perché si ammalasse, ma abbastanza perché patisse il freddo. Era primavera in fondo, non faceva tanto freddo.
Il tempo che la lasciò il tempo si imbruttì improvvisamente : la fece rincasare velocemente alzando poi tutte le tende in modo ch’esse non si stracciassero col ventaccio e poi rincasò anch’egli. La guardò negli occhi : «Il temporale ti ha salvato! Ora fila a dormire. Ora non ho nulla da dirti. Parleremo domani!

Claudia, scorata, si avviò nella sua branda : perché non l’aveva perdonata, perché era stato così severo, il suo padrone, che tanto l’amava?

L’indomani, quando la luna aveva da poco lasciato spazio al sole, ella fu svegliata con un sonoro e violento schiaffo. Destata in tal modo dal suo sonno, per altro agitato, dopo aver sgranato gli occhi li posò su quelli del suo padrone. «Buon giorno Claudia» disse con fare calmo. Ella si alzò, almeno ci provò, ma l’aveva legata al letto, come il giorno precedente aveva fatto sul tavolo; le diede il tempo di capacitarsene. «Niente domande, poi capirai.»

Detto questo, senza ulteriori indugi prese la frusta (intrecciata da un mastro frustaio, N.d.A.) e, allontanatosi un poco, iniziò la fustigazione. Le parti interessate erano le medesime che il giorno precedente avevano subito la vergatura ed ora mostravano i segni evidenti dell’accaduto. Claudia non si contenne fin da subito «Pietà, ti prego…Pietà!!»; Cristiano continuò, come se nulla fosse, non aveva la minima intenzione di mostrarne alcuna. Il tempo scorreva, la frusta lasciava segni sempre più evidenti. La fustigazione continuò per dieci minuti, eterni e dolorosi, fino a quando un colpo troppo forte non lasciò oltre al dolore anche una lieve ferita. Non si era mai spinto a tanto, mai spinto a frustarla a sangue (se così si può definire una singola ferita), ma qualcosa in lui era cambiata. Lei era spaventata e nel contempo curiosa. Anche in lei qualcosa era cambiata, quel qualcosa che malgrado il dolore atroce, le inumidiva il pube.

Finita la fustigazione Cristiano inizio «Vedi Claudia, non è per l’urna di mia madre, ma è per quello che hai fatto dopo; certo non potevo lasciare impunito quel fatto. Ma, benché ci tenessi, ti sei scusata, non l’hai fatto a posta. Quel che mi ha reso furibondo è che sperassi con le scuse di cancellare ogni cosa. Ti amo…ma tu mi appartieni!! Ieri mi sono reso conto che non sei sottomessa a me, realmente! Da oggi in avanti ti punirò severamente fino a che non vedrò nel tuo sguardo totale sottomissione al sottoscritto…se sei disposta!»
«Amore, sono disposta» Un ceffone seguì a quelle parole. «Non ti è permesso far nulla che non ti sia chiesto : ti ho chiesto s’eri disposta, non se mi amavi. Chiamandomi amore sei andata oltre la mia domanda!!»

«Ora, dal momento che ti ritieni disposta, inizierò fin da subito a importi le opportune costrizioni fisiche» Queste parole preoccuparono ed insieme eccitarono la donna, che immobile attese. La slegò e la fece aprire le gambe. Nella vagina le infilò un lungo pezzo di zenzero sbucciato. Dopo averla fatta girare a pancia in giù, medesima sorte tocco all’ano. In queste condizioni la fece poi alzare in piedi e le fece indossare una cintura di castità, le cui fessure non permettevano ai pezzi della radice di fuoriuscire (fungendo quindi da tappi). Il seno venne invece stretto in una lunga benda, che lo comprimesse al limite dello spasmo. La bocca venne riempita con della stoffa e chiusa con del nastro che prendeva tutta la testa. Le era concesso di vedere e respirare. Null’altro. Poteva “liberarsi” l’intestino e la vescica una volta al giorno, al mattino presto, occasione in cui la cintura veniva levata e la radice o quel che vi era per essa venivano cambiati. Al posto della radice (ch’era destinata al sabato) vi era un comune dildo, che dalla domenica al venerdì veniva cambiato aumentandone il diametro. Veniva, abbondantemente, nutrita una volta al giorno, unica occasione in cui aveva la bocca libera e in cui veniva cambiato il pezzo di stoffa. La notte la bocca era lasciata libera. In questo modo era totalmente dipendente per il suo piacere sessuale, per la sua nutrizione, per le sue escrezioni, dal suo padrone. Il seno veniva lasciato libero durante la notte, costretto durante il giorno, perché non vi fossero possibilità alcune ch’ella si procurasse piacere da sola (questo fino a quando non sarebbe risultato superfluo il bendaggio).

Quella di cui vi sto per parlare è una storia di dominazione totale, che non conosce limiti, fisici o psicologici. Per questa storia tutto che rimane è C (consensuale) : è un rapporto che segue la “filosofia” RACK.
E’ una storia che, figlia illegittima, segue le ispirazioni più gradite fra quelle che deliziarono l’erculeo Duca di Blangis, Curval, il Vescovo e Durcet!!

Una donna sottomessa

25 Maggio 2011

Foto di una donna sottomessa, che si offre completamente al suo uomo e al suo padrone.

Sex and Submission

2 Dicembre 2010


Sesso e sottomissione: da Sex and Submission

Sex and Submission

4 Novembre 2010

Sex and Submission
Immagine tratta da questa galleria di Sex and Submission, il sito dove potrete visionare filmati di donne che vengono sottomesse sessualmente alla volontà dei loro padroni.

Sesso e sottomissione

2 Novembre 2010

Il video che vedete è tratto da Sex and Submission, un sito che pubblica filmati, appunto, di sesso e sottomissione. Buona visione a tutti!

Lotta fra donne: Ultimate Surrender

14 Dicembre 2008

Oggi vi presento qualche foto tratta da questa galleria di Ultimate Surrender, sito dedicato alla lotta fra donne.
Cosa contiene questo sito? Lotte fra donne. La vincente abuserà di colei che ha perso.

Prima della lotta

Sesso fra donne

Lesbiche alla riscossa

Lesbiche troie

Lesbiche che fottono

Se andate sul sito potete scaricare un bel po’ di filmati gratuiti. Se vi iscrivete, potete scaricarli tutti. C’è anche un altro modo di ottenere tutti i filmati completi, cercate nei commenti del blog per trovarlo, io non vi ho detto proprio niente ;-)